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† Verona, Veneto, circa 475
Appartiene alla serie dei vescovi di Verona della seconda metà del V secolo ed è collocato nella cronotassi diocesana tra Valente o Valenzio e Felice, con morte intorno al 475. La sua figura è eccezionalmente povera di dati biografici: non sono noti né il luogo di nascita, né la famiglia, né le circostanze dell'elezione episcopale, né particolari della sua attività pastorale. La sua esistenza come vescovo veronese è tuttavia inserita nella tradizione ecclesiastica della città e nella cronotassi storica dei suoi presuli, mentre un antico elenco figurativo dei vescovi veronesi, il cosiddetto Velo di Classe, presenta il nome di Germano prima di Felice. La tradizione cultuale veronese gli attribuì una sepoltura nella chiesa di San Procolo e conservò la sua memoria in un martirologio locale. La memoria individuale del 10 ottobre cessò con la riforma del Proprio veronese del 1961; nel calendario proprio attuale la memoria dei santi vescovi veronesi ricorre il 27 aprile.
Etimologia: Dal latino germanus, 'fratello', 'nato dagli stessi genitori'.
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Le notizie su Germano sono molto più scarne rispetto a quelle di altri vescovi veronesi della stessa epoca. L'attuale cronotassi dell'Archivio Storico Diocesano di Verona lo colloca al diciassettesimo posto, dopo Valente o Valenzio, indicato con una cronologia approssimativa tra il 454 e il 467, e prima di Felice, attestato per circa il periodo 475-490. Germano è indicato con la sola notazione della morte, intorno al 475. L'ordine dei vescovi veronesi dei secoli V e VI presenta comunque problemi ancora aperti, e la stessa fonte diocesana avverte che, a partire da una determinata fase della serie, l'ordine cronologico non può essere garantito con assoluta sicurezza. Il periodo nel quale si colloca il suo episcopato coincide con una fase di profonda trasformazione politica dell'Italia settentrionale. Nel 476 cessò l'autorità dell'impero romano d'Occidente in Italia e Verona passò successivamente sotto il dominio di Odoacre e poi degli Ostrogoti. Non sono però conservate notizie specifiche che permettano di collegare direttamente Germano a singoli avvenimenti politici o religiosi di quegli anni.
Il nome nella tradizione episcopale veronese Un'importante testimonianza per la successione dei vescovi veronesi è il cosiddetto Velo di Classe, nel quale compare il nome di Germano tra Petronio e Felice, nella sequenza riferita ai presuli della Chiesa veronese. La testimonianza è significativa perché colloca Germano nella successione episcopale, ma non conserva una biografia del personaggio. La storiografia veronese ha inoltre rilevato che nello stesso elenco il nome di Germano occupa il posto nel quale altre tradizioni avevano collocato Cerbonio. La questione di Cerbonio ha avuto un ruolo importante nella ricostruzione della memoria di Germano. Cerbonio è storicamente attestato come vescovo di Populonia e la tradizione veronese conobbe invece un Cerbonio attribuito alla propria sede episcopale. L'assenza di un Cerbonio veronese nel Velo di Classe e la presenza, nello stesso punto della successione, del nome di Germano portarono diversi storici veronesi a mettere in dubbio l'esistenza di un secondo Cerbonio come vescovo di Verona. Non è tuttavia possibile trasformare automaticamente questa questione in una prova positiva di ogni particolare della biografia di Germano.
Una figura conosciuta quasi soltanto attraverso il culto La tradizione liturgica veronese conservò un elogio di Germano nel martirologio della Chiesa locale. Il Catalogus Sanctorum Ecclesiae Veronensis, trascritto da Franco Segala, conserva l'elogio nel quale Germano è ricordato come vescovo della città e come uomo impegnato nella diffusione della disciplina evangelica e stimato per prudenza e santità. Il testo appartiene però alla tradizione martirologica ecclesiastica e non costituisce una testimonianza contemporanea al V secolo. Secondo la tradizione locale, Germano fu sepolto nella chiesa di San Procolo. Le sue presunte reliquie furono trasferite nel 1806 nella basilica di San Zeno Maggiore e ricondotte nel 1988 al luogo originario. L'attribuzione delle reliquie appartiene alla storia del culto veronese e non consente di ricostruire ulteriori dati sulla vita del vescovo.
La memoria liturgica La memoria individuale di Germano era celebrata il 10 ottobre nel martirologio diocesano veronese. Con la riforma del Proprio della Chiesa veronese del 1961, promossa durante l'episcopato di Giuseppe Carraro, la memoria dei santi vescovi veronesi venne riunita in una celebrazione comune. Il calendario proprio attuale della Chiesa veronese colloca tale memoria il 27 aprile. Il 10 ottobre rimane pertanto una data storica della precedente celebrazione individuale di Germano, non la memoria liturgica attuale della diocesi.
Germano e Cerbonio La vicinanza nella tradizione episcopale tra Germano e Cerbonio ha prodotto una delle principali difficoltà nell'identificazione della memoria del vescovo veronese. Il Martyrologium Romanum del XX e XXI secolo conserva il 10 ottobre la memoria di Cerbonio come vescovo di Verona, mentre distingue il Cerbonio vescovo e confessore di Populonia. Germano non compare nella voce del Martyrologium Romanum relativa al 10 ottobre. La tradizione locale veronese conserva invece la memoria autonoma di Germano e lo inserisce nella cronotassi dei propri vescovi.
Curiosità Il nome di Germano compare nella cronotassi ufficiale dei vescovi di Verona immediatamente prima di Felice, ma la sua posizione cronologica rimane indicata con una data approssimativa intorno al 475.
Cronologia - circa 475 - Germano è collocato nella cronotassi della Chiesa di Verona tra Valente o Valenzio e Felice. - circa 475 - Morte di Germano, secondo la cronotassi ecclesiastica veronese. - secoli IX-XIII - Documenti liturgici veronesi attestano una memoria di san Germano distinta da quella attribuita a Cerbonio. - 1792-1836 - Il nome di Germano compare nei documenti liturgici veronesi sotto la propria denominazione. - 1806 - Le reliquie tradizionalmente attribuite a Germano e conservate a San Procolo vengono trasferite nella basilica di San Zeno Maggiore. - 1961 - La riforma del Proprio veronese sopprime la memoria individuale del 10 ottobre e riunisce i santi vescovi veronesi in una celebrazione comune. - 1988 - Le reliquie tradizionalmente attribuite a Germano vengono ricondotte al luogo originario di San Procolo. - 27 aprile - La Chiesa veronese celebra attualmente la memoria comune di tutti i santi vescovi della Chiesa veronese.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di Germano come vescovo della Chiesa veronese è sostenuta dalla cronotassi diocesana e dalla tradizione episcopale rappresentata dal Velo di Classe, ma la documentazione biografica individuale è estremamente scarsa. - La data della morte intorno al 475 è una collocazione cronologica approssimativa, non una data documentata da una fonte contemporanea. - Non sono documentati il luogo di nascita, la famiglia, la formazione, l'ordinazione episcopale, la durata esatta dell'episcopato, specifiche iniziative pastorali o episodi della vita personale. - L'elogio conservato nel Catalogus Sanctorum Ecclesiae Veronensis presenta Germano come vescovo impegnato nella diffusione della disciplina evangelica e stimato per prudenza e santità, ma la sua redazione appartiene alla tradizione martirologica locale e non costituisce una testimonianza contemporanea al V secolo. - La sostituzione o sovrapposizione della memoria di Germano con quella di Cerbonio costituisce un problema storico rilevante. Cerbonio è attestato come vescovo di Populonia, mentre la presenza del nome di Germano nella successione veronese ha contribuito a mettere in dubbio l'esistenza di un Cerbonio distinto come vescovo di Verona. - Il Martyrologium Romanum del 10 ottobre ricorda Cerbonio come vescovo di Verona, non Germano. La memoria di Germano appartiene invece alla tradizione liturgica locale veronese. - La memoria individuale di Germano al 10 ottobre è cessata con la riforma del Proprio veronese del 1961; il calendario proprio attuale celebra il 27 aprile tutti i santi vescovi della Chiesa veronese. - L'identificazione delle reliquie conservate a San Procolo con il corpo di Germano appartiene alla tradizione cultuale veronese e non permette, da sola, di ricostruire con certezza la biografia del vescovo. - Non risultano una beatificazione o una canonizzazione individuale in senso moderno. La venerazione di Germano appartiene alla tradizione dei santi dell'antichità cristiana, anteriore all'attuale disciplina delle cause di canonizzazione.
Fonti e bibliografia essenziale - Archivio Storico Diocesano di Verona, Biografia dei Vescovi Veronesi, cronotassi della Chiesa di Verona. - Franco Segala, I vescovi di Verona e la città in età tardoantica e precarolingia (secc. V-VIII), Verona, Archivio Storico della Curia Diocesana, 2014, n. 47 della collana Studi e documenti di storia e liturgia. - Franco Segala, Catalogus Sanctorum Ecclesiae Veronensis, per l'elogio di Germano conservato nella tradizione martirologica della Chiesa veronese. - Dario Cervato, Viri memoria digni. Dizionario storico dei vescovi di Verona, voce San Germano, con riferimento alla cronotassi e alla tradizione delle reliquie. - Vetus Martyrologium Romanum, memoria del 10 ottobre, con la distinzione tra san Cerbonio vescovo di Populonia e san Cerbonio vescovo di Verona. - Treccani, Vocabolario della lingua italiana, voce 'germano', per l'etimologia del nome dal latino germanus. Autore: Giampietro Cattini
San Germano è il diciannovesimo vescovo di Verona. Nella cronotassi ufficiale della diocesi scaligera figura dopo San Valenzio e prima di San Felice. Di questo vescovo non si può garantire la cronotassi esatta, infatti, nell’elenco dei vescovi fino al XI secolo la questione resta ancora aperta. Si presume sia morto intorno all’anno 475, e il suo corpo sepolto in San Procolo. I suoi resti sono stati traslati una prima volta, nel 1806 nella basilica di San Zeno maggiore e nel 1988 nel luogo originario. Nel “Catalogus Sanctorum Ecclesiae Veronensis”, mons. Franco Segala ne trascrive l’elogium dal Martirologio della chiesa veronese: “Veronae sancti Germani eiusdem civitatis episcopi (qui Evangelicae disciplinae propagandae incredibili studio inflammatus, magnam apud populum verobebsem pridentiae et sanctitatis faman suo tempore est consecutus) Si presume che la chiesa veronese venerò San Germano sotto il nome di Cerbonio, il quale risultava vescovo di Populoni-Massa Marittima e non di Verona. IL suo nome compare nei documenti liturgici dal 1792 al 1836. Nel martirologio diocesano, era ricordato nel giorno della sua festa il giorno 10 ottobre, fino alla riforma del Proprio veronese, del 1961, voluta dal vescovo Carraro, quando venne annoverato nella festa comune di tutti i vescovi veronesi, e la sua festa venne a cessare.
Autore: Mauro Bonato
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