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San Clemente di Lodi Presbitero

Festa: 17 ottobre

† Laus Pompeia, oggi Lodi Vecchio, Lombardia, circa 400

E' ricordato come presbitero della Chiesa di Laus Pompeia, l'antica città che sorgeva nell'area dell'attuale Lodi Vecchio, e viene collocato nella seconda metà del IV secolo e agli inizi del V. La sua figura è strettamente legata a quella di san Bassiano, vescovo di Laus Pompeia: secondo la Vita sancti Bassiani, Clemente avrebbe ricevuto durante il periodo di vacanza della sede episcopale una rivelazione relativa alla scelta di Bassiano, allora a Ravenna, e avrebbe comunicato il messaggio al clero e al popolo della città. La tradizione agiografica lo presenta successivamente come collaboratore e compagno del vescovo, anche nel viaggio a Milano compiuto dopo la morte di sant'Ambrogio. Le notizie biografiche su Clemente dipendono tuttavia quasi interamente dalla tradizione legata alla Vita di Bassiano e non sono corroborate da documentazione contemporanea indipendente. La sua memoria liturgica compare in età moderna: il culto è attestato almeno dal 1583 e la festa fu fissata al 17 ottobre.

Etimologia: Dal latino Clemens, Clementis, 'clemente, mite, benigno, indulgente'.


Le notizie personali su Clemente sono estremamente scarse. Non sono noti i suoi genitori, il luogo preciso di nascita, la formazione, l'ordinazione sacerdotale o altri incarichi ecclesiastici precedenti alla sua attività nella Chiesa di Laus Pompeia. Gli Acta Sanctorum lo qualificano come Clemens, presbyter et confessor Laude Pompeja e collocano la sua vita intorno all'anno 400. La città di riferimento è Laus Pompeia, l'antica Lodi, distrutta nel XII secolo e oggi identificata con Lodi Vecchio.
La cronologia può essere ricostruita soltanto indirettamente. La tradizione relativa a Clemente lo colloca già in attività quando Bassiano assunse la sede episcopale di Laus Pompeia. Le fonti antiche utilizzate dai Bollandisti riportano date differenti per l'inizio dell'episcopato di Bassiano, comprese fra il 373 e il 378; da questa oscillazione gli studiosi dedussero soltanto che Clemente doveva essere già adulto e attivo almeno verso la metà del IV secolo.

Il ruolo nell'elezione di Bassiano
Il principale episodio attribuito a Clemente riguarda l'elezione di Bassiano a vescovo di Laus Pompeia. La Vita sancti Bassiani, composta in età altomedievale, racconta che, rimasta vacante la sede episcopale, il popolo e il clero lodigiani avrebbero celebrato per tre giorni preghiere per ottenere indicazioni sulla scelta del nuovo vescovo.
Secondo il racconto agiografico, Clemente, definito 'venerabile presbitero' della Chiesa locale, avrebbe ricevuto durante il sonno una rivelazione nella quale gli veniva indicato Bassiano, allora residente a Ravenna, come persona destinata alla sede episcopale di Laus Pompeia. Clemente avrebbe comunicato la visione al clero e al popolo, che avrebbero quindi inviato due ambasciatori a Ravenna per proporre a Bassiano l'episcopato. La stessa narrazione attribuisce a Bassiano una rivelazione parallela che lo avrebbe predisposto ad accettare l'invito.
L'episodio appartiene al racconto agiografico della Vita sancti Bassiani. La diocesi di Lodi colloca la redazione di quest'opera verso la fine del X secolo, mentre la storiografia lodigiana ha sottolineato il carattere altomedievale della narrazione. Il racconto conserva quindi una memoria della tradizione ecclesiale relativa alle origini della sede lodigiana, ma non costituisce una testimonianza contemporanea della vita di Clemente.

Collaboratore di Bassiano
Dopo l'elezione di Bassiano, Clemente viene presentato come suo collaboratore e familiare. La fonte riferisce che accompagnò il vescovo nel viaggio a Milano compiuto dopo la morte di sant'Ambrogio. In quell'occasione Clemente e il diacono Elbonio sarebbero stati testimoni, insieme a Bassiano, di un episodio miracoloso riguardante un mercante accusato di frode.
Anche questo episodio appartiene alla Vita sancti Bassiani. La sua funzione nel racconto è soprattutto quella di mostrare la vicinanza di Clemente al vescovo e la sua partecipazione alla vita della Chiesa laudense. Non esistono elementi indipendenti che consentano di ricostruire con certezza la vicenda nei suoi particolari.

La morte
La tradizione riferisce che Clemente concluse la propria vita dopo avere servito Dio 'in ogni santità' e colloca la sua morte al 17 ottobre, espresso nella fonte con la formula latina XVI Kalendas Novembris. Gli Acta Sanctorum fissano convenzionalmente la morte intorno all'anno 400, osservando che Clemente doveva essere ancora vivo dopo la morte di sant'Ambrogio, avvenuta nel 397.
Il giorno preciso appartiene alla tradizione cultuale e agiografica più che a una documentazione contemporanea dell'evento. Non sono noti il luogo della sepoltura né successive traslazioni o identificazioni certe delle sue reliquie.

La questione della storicità
La figura di Clemente presenta un problema storico particolare. Gli Acta Sanctorum del XIX secolo rilevavano che erano pervenute pochissime notizie sul presbitero e ricostruivano la sua vicenda essenzialmente attraverso la Vita sancti Bassiani e le informazioni raccolte nel XVI secolo da Filippo Ferrari dalle memorie della Chiesa lodigiana.
Una valutazione pubblicata nell'Archivio Storico Lodigiano nel 1964 fu ancora più radicale: osservava che la figura di Clemente dipendeva esclusivamente dalla Vita di san Bassiano e concludeva che essa non poteva essere considerata storicamente accertata. La stessa fonte affermava che il culto non era più celebrato dalla Chiesa di Lodi in quell'epoca.
Questa posizione deve essere distinta dalla storia del culto. L'esistenza di una tradizione cultuale relativa a Clemente è infatti documentata indipendentemente dalla certezza della sua biografia: alla fine del XVI secolo il suo nome era già inserito nei repertori agiografici e nella memoria liturgica locale.

La memoria figurativa a Lodi
La tradizione lodigiana ha conservato anche una memoria figurativa di Clemente. Un paliotto dell'altare maggiore della confessione della cattedrale di Lodi, proveniente dall'antica Lodi, presenta le figure di san Pietro, san Bassiano e san Clemente; la documentazione storico-locale lo data al secolo XI. Un altro antico rilievo proveniente da Lodi Vecchio raffigura insieme Bassiano e Clemente. Queste opere attestano l'antichità della tradizione cultuale e iconografica locale, ma non costituiscono una prova contemporanea dell'esistenza storica del presbitero.

Curiosità
La festa di Clemente era originariamente celebrata il 14 ottobre nella tradizione liturgica lodigiana; durante la visita apostolica di Francesco Bossi alla diocesi, nel 1583, la memoria fu trasferita al 17 ottobre.

Cronologia
- metà IV secolo circa - Probabile nascita di Clemente, ricostruita indirettamente sulla base della tradizione relativa all'elezione di Bassiano.
- 373-378 circa - Periodo entro il quale le diverse tradizioni collocano l'inizio dell'episcopato di Bassiano a Laus Pompeia; Clemente è già presentato come presbitero della Chiesa locale.
- fine IV secolo - Clemente è ricordato dalla Vita sancti Bassiani come collaboratore e compagno del vescovo Bassiano.
- 397 - Morte di sant'Ambrogio; la tradizione relativa a Clemente lo presenta successivamente al seguito di Bassiano nel viaggio a Milano.
- circa 400 - Datazione tradizionale della morte di Clemente.
- 1583 - Il culto di Clemente è attestato nella Chiesa di Lodi durante la visita apostolica di Francesco Bossi.

Valutazione storico-critica
- Clemente è identificato dalla tradizione lodigiana come presbitero di Laus Pompeia e collaboratore di san Bassiano. Non emergono omonimi pertinenti con i quali la sua figura sia stata sistematicamente confusa.
- La ricostruzione biografica dipende essenzialmente dalla Vita sancti Bassiani, opera agiografica altomedievale. La diocesi di Lodi colloca la sua redazione verso la fine del X secolo.
- Non sono noti documenti contemporanei al IV secolo che attestino direttamente Clemente, la sua ordinazione, la sua attività pastorale o la sua morte.
- L'episodio della rivelazione che avrebbe indicato Bassiano come vescovo di Laus Pompeia appartiene alla tradizione agiografica e non è verificabile come evento storico.
- La datazione della morte intorno al 400 è una ricostruzione cronologica indiretta. Gli Acta Sanctorum la collegano alla notizia secondo cui Clemente sarebbe stato ancora vivo dopo la morte di Ambrogio nel 397.
- La memoria cultuale è documentata almeno dal 1583. Gli Acta Sanctorum osservano inoltre che il nome di Clemente non compare nei più antichi martirologi classici e nei calendari antichi conosciuti.
- Una valutazione pubblicata nel 1964 nell'Archivio Storico Lodigiano considerava la figura di Clemente non storicamente accertabile, in quanto dipendente dalla sola Vita sancti Bassiani.
- La tradizione iconografica medievale lodigiana, attestata da rilievi che associano Clemente a Bassiano, documenta l'antichità della memoria cultuale, ma non risolve il problema dell'esistenza storica del presbitero.
- Non risultano documentati un processo di canonizzazione o beatificazione, reliquie certe, un patronato specifico o attributi iconografici propri.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, Octobris VIII, 17 ottobre, commento a S. Clemente, presbytero et confessore Laude Pompeja in Italia, pp. 49-51. Il testo raccoglie le notizie di Filippo Ferrari e le confronta con la Vita sancti Bassiani.
- Vita sancti Bassiani episcopi et confessoris, fonte narrativa principale per la tradizione relativa a Clemente; l'opera è generalmente collocata verso la fine del X secolo.
- Alessandro Caretta, S. Bassiano di Lodi. Storia e leggenda, Milano, Edizioni Pierre, 1966.
- Giuseppe Cremascoli, 'Sull'agiografia di san Bassiano, vescovo di Lodi', in Angelo Manfredi, Paola Sverzellati (a cura di), San Bassiano. Agiografia, iconografia, culto. Studi in occasione del XVI centenario della morte (409-2009), Roma, Città Nuova, 2010, pp. 15-31.
- Archivio Storico Lodigiano, 1964, recensione e nota sui santi lodigiani Clemente e Daniele, con la valutazione critica della dipendenza della figura di Clemente dalla Vita sancti Bassiani.
- Archivio Storico Lodigiano, 1938, capitolo dedicato a san Clemente e documentazione sulla memoria liturgica e iconografica lodigiana.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-28

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