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San Giovanni Zhang Huan Seminarista e martire

Festa: 9 luglio

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Nanshe, Cina, 18 agosto 1882 – Taiyuan, Cina, 9 luglio 1900

Giovanni Zhang Huan (scritto anche Chiang o Tchang) nacque il 18 agosto 1882 a Nanshe, nella provincia cinese dello Shanxi, figlio di genitori cattolici. Entrò nel Seminario minore di Dongergou e, in seguito, passò al Seminario maggiore di Taiyuan, distinguendosi come studente tenace e diligente. Era anche Terziario francescano. In seguito alla distruzione di una chiesa protestante durante la rivolta dei Boxer, contrari all’espansione occidentale e alla religione cristiana, i seminaristi furono dispersi. Giovanni rientrò in famiglia, ma subito dopo decise di non rinnegare la propria fede, tornando nella missione di Taiyuan e restando con quattro compagni. I vescovi loro superiori vollero metterli in salvo, ma non ci riuscirono: i cinque giovani condivisero la loro prigionia e, il 9 luglio 1900, il martirio. Con loro, alcuni Frati Minori Osservanti, sette suore Francescane Missionarie di Maria e i servitori della missione. Giovanni Zhang Huan e i suoi compagni di martirio furono beatificati il 24 novembre 1946 da papa Pio XII e canonizzati da san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000.

Martirologio Romano: Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo.


Giovanni Zhang Huan (scritto anche Chiang o Tchang) nacque il 18 agosto 1882 a Nanshe, nella provincia cinese dello Shanxi. Era figlio di Simone Zhang Tiannjun e Clara Wu, cattolici. Sin dall’infanzia la sua vita e i suoi giochi erano basati sulla sua fede.
Entrò nel Seminario minore di Ko-lao-kou nel 1896. Quattro anni dopo, passò al Seminario maggiore di Taiyuan, dove ebbe come maestro padre Elia Facchini, dei Frati Minori Osservanti. Era anche Terziario francescano.
Stava quindi frequentando gli studi teologici quando in Cina cominciarono a moltiplicarsi azioni di rivolta condotte dai cosiddetti Boxer, contrari all’espansione occidentale e alla religione cristiana. Il 17 giugno 1900 i Boxer distrussero una chiesa protestante: vedendo il pericolo imminente, molti dei seminaristi rientrarono in famiglia.
Anche Giovanni tornò a casa, ma subito dopo preferì morire piuttosto che rinnegare la sua fede. Insieme a quattro compagni, rimase allora nella “Casa di San Pasquale”, sede della missione. Monsignor Francesco Fogolla, vicario generale dello Shanxi, e il vescovo di cui era coadiutore, monsignor Gregorio Maria Grassi, pensarono comunque di metterli al sicuro. Tuttavia, appena giunti alla porta Han-si, che conduceva fuori città, vennero riconosciuti perché indossavano le vesti talari.
I soldati del viceré Yu-Hsien, che appoggiava i Boxer, li condussero in tribunale, dove venne chiesto loro di apostatare. Tutti e cinque si rifiutarono: venne loro quindi imposta la canga (uno strumento di pena simile alla gogna occidentale) ed esposti, finché non fu notte, agli insulti dei non cristiani.
Il 5 luglio i seminaristi, insieme ai due vescovi, ai frati (compreso il già citato padre Elia Facchini), alle sette suore Francescane Missionarie di Maria addette all’orfanotrofio della missione e ad alcuni domestici, furono invitati dal viceré a lasciare la missione per un’abitazione più sicura chiamata “Albergo della pace celeste”. Di fatto, era un luogo di prigionia: i cattolici vennero rinchiusi in un padiglione, i protestanti in un altro.
Verso le quattro del pomeriggio del 9 luglio 1900, gli uomini del viceré fecero irruzione nel padiglione dei protestanti, uccidendoli. A quel punto, monsignor Grassi invitò tutti a prepararsi alla morte e diede l’ultima assoluzione.
I Boxer giunsero anche da loro e li condussero al palazzo del viceré, dove vennero condannati a morte. Condotti nell’ampio cortile, subirono l’esecuzione a colpi di sciabola e di arma da fuoco. Giovanni Zhang Huan non aveva ancora diciott’anni.
I cinque seminaristi furono beatificati il 24 novembre 1946 da papa Pio XII, insieme ai loro compagni di martirio. Della stessa causa, quindi beatificati nella stessa occasione, facevano parte altri tre religiosi dei Frati Minori Osservanti: padre Cesidio Giacomantonio, ucciso il 4 luglio 1900 a Hangzhou, monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro, morti tre giorni dopo.  La memoria liturgica di tutto il gruppo fu fissata al 9 luglio, giorno della loro nascita al Cielo.
A poco più di cent’anni dal loro martirio, il Papa san Giovanni Paolo II ha autorizzato la fusione delle cause di vari Beati martiri in Cina, inclusi Giovanni Zhang Huan e i suoi venticinque compagni, in una sola: il decreto relativo porta la data dell’11 gennaio 2000. Dopo la firma del decreto “de signis”, avvenuta undici giorni dopo, il 22 gennaio, lo stesso Pontefice li ha iscritti fra i Santi il 1° ottobre successivo.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2018-07-23

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