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Beata Barbara da Milano Clarissa

Festa: 14 giugno

† 1474

Clarissa vissuta nel XV secolo. Presa la decisione di farsi monaca tra le figlie di Santa Chiara, arrivò a Vercelli in quella città vi fondò un monastero di clarisse. L’unica notizia storica che abbiamo è questa: “Nell’anno del Signore 1447, una monaca del Monastero S. Chiara di Milano, sr. Barbara, venne a Vercelli con 7 (pare che fossero solo 4 0 5) compagne. Non erano state chiamate da nessuna autorità, ma spontaneamente si erano stabilite in codesta antica e gloriosa città, per cui sulle prime non furono molto considerate. La carità del popolo però donò loro una casa a Porta Torino; non potendola adattare a Monastero vi rimasero solo 7 mesi poi fu dato loro un edificio dei Canonici Regolari di Santa Croce”. Sulla beata Barbara non sappiamo nulla. Nel testo di Aldo Ponso “Duemila anni di santità in Piemonte e Valle d’Aosta” si riporta che morì nel 1475.



Avvolta nel mistero rimane la gioventù di Barbara. Le cronache ci tramandano solo la sua decisione di abbracciare la vita religiosa tra le clarisse, figlie spirituali di Santa Chiara. Mossa da un profondo desiderio di consacrarsi a Dio, lasciò la sua Milano natale per giungere a Vercelli, città piemontese nota per la sua fervente religiosità.
Nel 1447, accompagnata da un piccolo gruppo di consorelle (il numero varia a seconda delle fonti, tra le 4 e le 7), Barbara giunse a Vercelli. Spinta da un ardore missionario e da una sincera volontà di diffondere gli ideali clarissiani, non si curò dell'iniziale freddezza con cui fu accolta. La sua tenacia e la sua fede incrollabile, unite alla carità verso il prossimo, conquistarono presto il cuore dei vercellesi.
Grazie alla generosità del popolo, le clarisse ottennero una casa presso Porta Torino. Tuttavia, l'edificio non era adatto alle loro esigenze monastiche. La svolta arrivò quando i Canonici Regolari di Santa Croce cedettero loro un loro edificio, permettendo finalmente la fondazione del monastero.
Sulle qualità personali della Beata Barbara le fonti sono avare di dettagli. Tuttavia, la rapida crescita del monastero, l'afflusso di numerose giovani desiderose di seguire le sue orme e la fama di santità che la circondava testimoniano la sua profonda spiritualità, il suo carisma e la sua capacità di guida.
Lo storico Aldo Ponso, nella sua opera "Duemila anni di santità in Piemonte e Valle d'Aosta", la descrive come una "sposa di Cristo" dalla "illibatezza" riconosciuta, capace di attrarre e ispirare numerose giovani donne. Il suo esempio di vita consacrata divenne un faro di luce per la comunità vercellese, incarnando i valori di fede, carità e dedizione al prossimo.
La Beata Barbara si spense nel 1474, lasciando in eredità un monastero fiorente e una comunità ispirata dai suoi insegnamenti. La sua memoria fu custodita con devozione dalle clarisse vercellesi, che ne diffusero la fama di santità. Il suo nome venne inserito nel Menologio francescano, fissando la sua memoria liturgica al 14 giugno.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-05-16

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