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Beata Paul-Hélène Saint-Raymond Vergine e martire

Festa: 8 maggio

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Parigi, Francia, 24 gennaio 1927 – Algeri, Algeria, 8 maggio 1994

Hélène Saint-Raymond nacque a Parigi il 24 gennaio 1927. Per alcuni anni lavorò come ingegnere di laboratorio, finché, il 4 gennaio 1952, non entrò nella congregazione delle Piccole Suore dell’Assunzione. Con la professione religiosa, aggiunse al nome di Battesimo quello di Paul, in onore dell’apostolo san Paolo. Nel 1963 fu destinata ad Algeri, prestando servizio nel centro medico-sociale per malati poveri. Il suo carattere focoso la portò spesso a crolli psicofisici, da cui ripartiva con energie rinnovate. Quando fu in età da pensione, tornò ad Algeri, nella comunità nel quartiere di Belcourt. Non volendo restare inattiva, cominciò ad assistere fratel Henri Vergès, religioso marista, nella biblioteca di Ben Cheneb, dove ascoltava e aiutava migliaia di giovani. L’8 maggio 1994 si presentarono davanti a lei tre uomini vestiti da poliziotti, che le spararono alla nuca mentre li portava da fratel Henri, che fu a sua volta ucciso. Suor Paul-Hélène e fratel Henri, compresi nel gruppo di diciannove martiri uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996, sono stati beatificati a Orano l’8 dicembre 2018, sotto il pontificato di papa Francesco. La memoria liturgica di tutto il gruppo cade l’8 maggio, giorno della nascita al Cielo di fratel Henri e di suor Paul-Hélène.



Hélène Saint-Raymond nacque a Parigi il 24 gennaio 1927, ottava di dieci figli. Particolarmente portata per le materie scientifiche, studiò al liceo Fénélon, poi s’iscrisse alla facoltà di Fisica e Chimica dell’Università della Sorbona.
Negli anni universitari frequentò il Centro Richelieu per gli studenti cattolici: nel 1948 fu eletta presidente della Federazione francese degli studenti cattolici. Dopo la laurea, trovò lavoro come ingegnere nel laboratorio di ricerche industriali dell’Istituto francese del petrolio.
Intanto, però, stava iniziando a pensare alla vita religiosa, proprio mentre suo fratello André maturava la propria vocazione al sacerdozio. I genitori accettarono la scelta di quest’ultimo, mentre erano più reticenti verso quella di Hélène. I due fratelli compirono quindi un pellegrinaggio in Terra Santa, al ritorno dal quale Hélène fu più determinata che mai.
Il 4 gennaio 1952 entrò tra le Piccole Suore dell’Assunzione, una congregazione fondata nel 1865 da padre Etienne Pernet, assunzionista, dedita in particolare all’assistenza ai poveri. Suo fratello, invece, fu ammesso nel Seminario dei Carmes.
Compì il suo noviziato lavorando come collaboratrice domestica presso alcune famiglie operaie e iniziò, allo stesso tempo, gli studi d’infermieristica. Con la professione religiosa, aggiunse al nome di Battesimo quello di Paul, al maschile, in onore di san Paolo apostolo.
Nel 1963, dopo qualche tempo trascorso nella periferia di Rouen, suor Paul-Hélène venne destinata ad Algeri, proprio quando l’Algeria si stava avviando a diventare uno Stato indipendente. Divenne responsabile del centro medico-sociale situato nel quartiere delle Sources. Insieme a quattro consorelle e ad alcuni volontari, si occupava dei malati poveri, prestando cure a domicilio, fornendo medicinali e curando i neonati.
Il suo temperamento ardente la portava spesso, però, a crolli psicofisici. Avvenne lo stesso nel 1975, quando fu trasferita a Casablanca, in un reparto per prematuri; l’anno prima, invece, era stata destinata a Tunisi. Se il corpo si esauriva, la sua volontà non veniva meno: sapeva quanto fosse preziosa l’attività sua e delle consorelle in quel Paese.
Nel 1984 soggiornò per qualche tempo in Francia, da cui ripartì, al pieno delle forze, per l’Algeria. Il suo nuovo incarico fu quello d’infermiera scolastica a Ksar el Boukhari, a centosessanta chilometri a sud della capitale. Quando cadevano particolari solennità liturgiche, o per Battesimi e Prime Comunioni, si ritemprava nel monastero trappista di Nostra Signora dell’Atlante a Tibhirine.
Quando venne per lei il tempo di andare in pensione, non volle tornare in Francia: si stabilì quindi a Belcourt, quartiere di Algeri, insieme a due consorelle. «Chiamate a vivere in questa casa dell’islam, siamo coscienti della precarietà della nostra missione e, proprio per questo, della ricchezza del dono che Dio ci fa»; così motivò la decisione di restare.
Si propose quindi come aiutante a fratel Henri Vergès, religioso marista, responsabile della biblioteca diocesana di Ben Cheneb, nel quartiere della Casbah. Non si occupava solo delle questioni amministrative: dato che conosceva il dialetto di Algeri, aiutava i più di mille studenti, uomini e donne, che la frequentavano.
Tra terremoti e cambiamenti politici, la vita in Algeria si stava facendo difficile: «Il futuro è pieno di punti interrogativi», scrisse in una lettera. «Questo, però, non c’impedisce di vivere». In quel periodo, suor Paul-Hélène partì per un nuovo pellegrinaggio con suo fratello padre André: la meta, i luoghi del deserto algerino dove visse Charles de Foucauld (beatificato nel 2005).
Dato che i rischi si facevano sempre più palesi, tanto che una sera lei stessa fu aggredita per strada, ricevette l’invito, nell’estate 1993, a rientrare in Francia, almeno per breve tempo. Non ripartì, per non abbandonare gli amici che aveva conosciuto in tanti anni di missione. Monsignor Henri Teissier, vescovo di Algeri, provò a far riflettere le comunità religiose sulla minaccia incombente. La risposta di suor Paul-Hélène fu: «Padre, le nostre vite sono già donate».
L’8 maggio 1994, pochi minuti dopo l’apertura della biblioteca, tre uomini vestiti da poliziotti si presentarono al tavolino dove suor Paul-Hélène accoglieva i visitatori, ordinandole di portarli dal responsabile. La religiosa li precedette, ma quasi subito cadde a terra, colpita a morte da una pallottola alla nuca.
Fratel Henri, uscito dal suo ufficio, venne a sua volta abbattuto con uno sparo in testa, mentre gli studenti fuggivano dalla biblioteca. Fratel Michel Voute, l’altro marista addetto alla biblioteca, era al lavoro in un altro piano dell’edificio, quindi non venne raggiunto. Il 13 giugno successivo, l’attacco fu rivendicato dal Gruppo Islamico Armato (GIA).
Suor Paul-Hélène e fratel Henri sono stati inseriti nella causa che contava in tutto diciannove candidati agli altari, tutti religiosi, uccisi dal 1994 al 1996, nel corso dei cosiddetti “anni neri” per l’Algeria. La loro inchiesta diocesana si è svolta ad Algeri dal 5 ottobre 2007 al luglio 2012.
Il 26 gennaio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo al martirio dei diciannove religiosi. La loro beatificazione è stata celebrata l’8 dicembre 2018 nel santuario di Nostra Signora di Santa Cruz a Orano, presieduta dal cardinal Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come delegato del Santo Padre.
La memoria liturgica di tutto il gruppo è stata fissata all’8 maggio, giorno della nascita al Cielo di fratel Henri e di suor Paul-Hélène.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2018-12-04

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