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Beata Angèle-Marie (Jeanne) Littlejohn Vergine e martire

Festa: 3 settembre

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Tunisi, Tunisia, 22 novembre 1933 – Algeri, Algeria, 3 settembre 1995

Jeanne Littlejohn nacque a Tunisi il 22 novembre 1933. Alla morte del padre, fu accolta in collegio, insieme alle sue due sorelle, dalle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli. In seguito, dopo un anno di discernimento, fu ammessa da loro come postulante: con la vestizione religiosa, cambiò nome in suor Angèle-Marie. Dopo la professione temporanea, fu inviata al collegio femminile di Bouzareah, nella periferia di Algeri. Nel 1964 venne trasferita alla Scuola di arti industriali e decorative di Algeri, dove fu attenta alle allieve non solo sul piano scolastico. Il 3 settembre 1995, poco dopo le 19.15, venne uccisa a colpi di arma da fuoco insieme alla consorella suor Bibiane Leclercq, mentre tornava dalla Messa. Le due religiose, comprese nel gruppo di diciannove martiri uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1999, sono state beatificate a Orano l’8 dicembre 2018, sotto il pontificato di papa Francesco. La memoria liturgica di tutto il gruppo cade l’8 maggio, giorno della nascita al Cielo dei primi due che vennero uccisi, fratel Henri Vergès e suor Paul-Hélène Saint-Raymond.



Jeanne Littlejohn nacque a Tunisi, in Tunisia, il 22 novembre 1933, figlia di Guillaume Littlejohn, di origine maltese, che aveva sposato in seconde nozze l’italiana Viola Simone. Alla morte del padre, nel 1941, lei e i suoi fratelli vennero accolti in collegio: l’unico maschio dalle Figlie della Carità, le tre femmine dalle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, a Tunisi.
A quindici anni, il 28 maggio 1948, ricevette la Cresima nella parrocchia del Sacro Cuore a Tunisi. Qualche tempo dopo, si rivolse alle suore che già conosceva per diventare una di loro. Per verificare la genuinità della sua vocazione, venne inviata per un anno a Lourdes, nel 1956. Al termine di quel periodo, venne ammessa al postulandato nella casa madre di Vénissieux, presso Lione. Con la vestizione religiosa, cambiò nome in suor Angèle-Marie.
Rimase in casa madre fino ai voti temporanei, che emise l’8 settembre 1959. Fu quindi inviata al collegio femminile di Bouzareah, nella periferia di Algeri: badava alle allieve più piccole e insegnava alle più grandi, ormai diventata particolarmente abile nel pizzo tradizionale algerino.
Anche per questa sua abilità, nel 1964 venne trasferita alla Scuola di arti industriali e decorative di Algeri. L’anno successivo, l’8 settembre 1965, professò i voti perpetui. Insieme alle due consorelle della piccola comunità di cui faceva parte, visitava le famiglie delle allieve, si preoccupava delle loro assenze e faceva in modo che, in sede d’esame, le ragazze venissero giudicate correttamente.
Era capace anche d’intestardirsi, ma all’occorrenza sapeva manifestare la propria gioia esattamente come le donne algerine, che spesso l’invitavano alle feste di nozze e la vedevano ballare con loro, oppure emettere i loro caratteristici trilli di festa.
Le minacce agli stranieri, intanto, si facevano sempre più frequenti. Di fronte ai rischi che si prospettavano, suor Angèle-Marie reagì con la preghiera, come scrisse: «Sono addolorata, mi sento impotente, prego Nostra Signora degli Apostoli nella Messa di tutti i giorni, nella preghiera, nel Rosario e nell’amicizia della gente».
Anche la superiora generale delle Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli interpellò le consorelle in Algeria se volessero partire o restare. Scelse la seconda opzione: «Per testimoniare Gesù. Non ho paura, perché sono con lui e con la Santa Vergine. Al termine di questi giorni di preghiera e riflessione ho scelto: rimanere».
Del resto, la gente del quartiere voleva loro bene: «Buongiorno, mamme» le salutavano quando passavano per la strada per andare al mercato. Loro, con un sorriso, rispondevano: «Buongiorno, figlioli».
Il 3 settembre 1995, suor Angèle-Marie e la sua superiora, suor Bibiane Leclercq, andarono a Messa dalle suore salesiane. Alle 19.15 uscirono dalla cappella delle suore e s’incamminarono verso casa. Arrivate all’altezza del numero 92 di via Benlouzaïd, al cui civico 105 abitavano, vennero raggiunte da alcuni colpi di pistola. Avevano preso le necessarie precauzioni, ma era evidente che qualcuno le aveva pedinate.
Le due Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli sono state inserite nella causa che contava in tutto diciannove candidati agli altari, tutti religiosi, uccisi dal 1994 al 1996, nel corso dei cosiddetti “anni neri” per l’Algeria. La loro inchiesta diocesana si è svolta ad Algeri dal 5 ottobre 2007 al luglio 2012.
Il 26 gennaio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo al martirio dei diciannove religiosi. La loro beatificazione è stata celebrata l’8 dicembre 2018 nel santuario di Nostra Signora di Santa Cruz a Orano, presieduta dal cardinal Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come inviato speciale del Santo Padre.
La memoria liturgica di tutto il gruppo è stata fissata all’8 maggio, giorno della nascita al Cielo dei primi due che vennero uccisi, fratel Henri Vergès e suor Paul-Hélène Saint-Raymond.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2018-12-04

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