San Felicissimo

Martire

Festa: 24 novembre

Nascita-morte: † 24 novembre 761

Nascita - morte:
† 24 novembre 761

Festa:
24 novembre

Patronato:
Ponte Felcino (Perugia)

Etimologia:
Dal latino Felicissimus, superlativo di felix, «felice», «fortunato»

Categoria: I santi che iniziano con la lettera F

Calendario: I santi del 24 novembre

E' venerato come martire a Perugia e ricordato il 24 novembre nella tradizione martirologica latina. La sua figura è storicamente poco conosciuta: i martirologi attestano il nome, la qualifica di martire e il riferimento alla città umbra, ma non tramandano una narrazione verificabile della sua vita e della sua morte. Attorno alla memoria del santo si è sviluppata una tradizione particolarmente viva a Ponte Felcino, località lungo il Tevere che lo riconosce come patrono e conserva, nella propria storia ecclesiastica, testimonianze documentarie e artistiche del suo culto. Le ricostruzioni locali collocano il martirio ora nell'età della guerra gotica, collegandolo all'assedio di Perugia da parte di Totila, ora nel 761, raccontando la lapidazione di un giovane chiamato Felcino. Tali versioni non possono essere considerate concordi né storicamente dimostrate. La documentazione più sicura riguarda quindi la continuità della venerazione, le chiese dedicate al santo e la sua presenza nei calendari, mentre cronologia, circostanze e protagonisti del presunto martirio restano incerti.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le testimonianze martirologiche
Il nucleo più sobrio e solido della memoria di Felicissimo è costituito dalla sua commemorazione come martire di Perugia. Nella tradizione del Martirologio Romano anteriore alla riforma contemporanea compare, al 24 novembre, la formula latina «Perusiae sancti Felicissimi Martyris». La registrazione fornisce tre dati: il nome, la qualifica cultuale di martire e il legame con Perugia. Non precisa invece l'epoca, l'autorità persecutrice, la modalità della morte o la sepoltura. È quindi metodologicamente improprio trasformare questa breve notizia in una biografia dettagliata.
La tradizione erudita collega la memoria anche ai martirologi antichi, in particolare alla trasmissione geronimiana e a quella di Usuardo. Le forme testuali e le attribuzioni cronologiche dei singoli testimoni richiederebbero tuttavia un confronto diretto fra manoscritti ed edizioni critiche: la semplice ricorrenza del nome in repertori successivi non permette di fissare la data della morte. Il 24 novembre va inteso anzitutto come giorno della commemorazione liturgica. La stabilità di una data di culto non dimostra, da sola, che si tratti dell'anniversario esatto del martirio.

Una biografia non ricostruibile
Non sono accertati la nascita, la famiglia, la condizione sociale, il ministero ecclesiastico o l'attività personale di Felicissimo. Alcune narrazioni locali lo presentano come annunciatore del Vangelo presso popolazioni rurali, soprattutto povere. Si tratta di un profilo spirituale coerente con la venerazione di un martire, ma non accompagnato, nelle testimonianze qui identificabili, da documenti contemporanei che ne consentano la verifica. Non è perciò possibile indicare con sicurezza itinerari di predicazione, interlocutori o comunità da lui evangelizzate.
Il titolo di martire appartiene alla sua memoria ecclesiastica. Diverso è il problema storico della ricostruzione dell'evento: nessun racconto processuale antico, atto giudiziario o testimonianza oculare è stato identificato nelle fonti consultate. La qualifica liturgica non autorizza dunque ad attribuirgli torture specifiche, discorsi pronunciati davanti ai persecutori o particolari della morte. Anche le proposte che lo collocano genericamente nell'età delle persecuzioni imperiali non sono confermate dalla formula martirologica, che non nomina alcun imperatore.

La tradizione legata a Totila
Una delle versioni diffuse nell'area perugina colloca la morte di Felicissimo nel tempo dell'assedio della città da parte del re goto Totila. Il racconto si inserisce nel ricordo della guerra gotica del VI secolo e viene associato all'uccisione del vescovo Ercolano, tradizionalmente situata nel 547. Il riferimento a un episodio importante della storia cittadina ha probabilmente contribuito a rendere comprensibile la figura del martire all'interno di una memoria locale più ampia.
Il collegamento cronologico, però, non equivale a una prova. Per Felicissimo non sono stati individuati documenti del VI secolo che lo menzionino come vittima dell'assedio. Non è accertato neppure che la sua morte sia avvenuta per mano dei Goti o in occasione di un conflitto confessionale. La vicenda di Ercolano possiede una tradizione propria e non può essere usata per ricostruire automaticamente quella di Felicissimo. Le due figure vanno mantenute distinte anche quando vengono ricordate nel medesimo orizzonte della storia religiosa perugina.

La versione del giovane Felcino
Un'altra tradizione, ripresa anche in descrizioni istituzionali del patrimonio ecclesiastico di Ponte Felcino, racconta che un giovane chiamato Felcino sarebbe stato lapidato presso il Tevere da avversari qualificati come ariani il 24 novembre 761. Il racconto mette in rapporto il nome del presunto martire con il toponimo Ponte Felcino e identifica il luogo della morte nei pressi dell'antico attraversamento del fiume.
La data del 761 non è conciliabile con una morte durante l'assedio di Totila, avvenuto più di due secoli prima. Inoltre, l'attribuzione della violenza ad «ariani» in un contesto dell'VIII secolo necessita di riscontri storici indipendenti, che non emergono dalle notizie consultate. Il racconto va pertanto presentato come tradizione locale e non come cronaca accertata. La somiglianza fra Felcino e Felicissimo ha favorito una spiegazione devozionale del nome del paese, ma non prova che il toponimo derivi effettivamente dall'antroponimo del martire. La presenza di un ponte, il nome locale e la dedicazione ecclesiastica sono dati distinti, da non fondere in un'unica sequenza causale senza documenti.

Le prime chiese e il radicamento del culto
La storia degli edifici sacri dedicati a Felicissimo è molto meglio documentata della sua biografia. Le ricostruzioni archivistiche locali ricordano una prima piccola chiesa presso il luogo tradizionale del martirio, lungo il Tevere; di essa non restano strutture identificabili con certezza. Una seconda chiesa fu costruita su un'altura, nella zona tuttora conosciuta con il nome di San Felicissimo. La data esatta della sua fondazione non è accertata.
Per il 1322 è segnalata la collocazione in questa chiesa di una tavola di scuola senese con la Vergine in maestà e le figure di Felicissimo e del vescovo Costanzo, altro santo particolarmente caro a Perugia. È una testimonianza significativa della rappresentazione pubblica del martire in età medievale: la sua presenza accanto a un patrono cittadino mostra il posto occupato nella devozione locale, senza aggiungere informazioni verificabili sulle circostanze della morte. La documentazione archivistica registra poi la parrocchia di San Felicissimo almeno dal 1461, anno al quale risale un'attestazione catastale. In origine la chiesa dipendeva dal capitolo della cattedrale di San Lorenzo; nel XVI secolo passò sotto l'amministrazione vescovile diretta.

La parrocchia fra età moderna e contemporanea
Le trasformazioni della parrocchia permettono di seguire la persistenza della dedicazione anche quando gli edifici mutarono. Nel 1595, secondo la ricostruzione del Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche, fu edificata una nuova chiesa dedicata a San Giacomo. Nel 1603 essa divenne sede parrocchiale e il titolo comprese entrambi i santi, Giacomo e Felicissimo. La chiesa più antica, posta sul colle, continuò per qualche tempo a esistere, ma le condizioni statiche ne determinarono la progressiva dismissione. Le fonti locali collegano al 1768 la decisione vescovile di demolirla e al 1775 l'esecuzione materiale dei lavori.
La denominazione congiunta dei santi Giacomo e Felicissimo risulta attestata nella documentazione almeno fino al 1881. In epoca contemporanea la comunità subì un'altra cesura: l'edificio parrocchiale fu distrutto da un bombardamento il 12 giugno 1944. La nuova chiesa, progettata da Antonio Bindelli, fu completata nel 1951. La parrocchia porta tuttora il nome di San Felicissimo nell'ordinamento dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve. Questo dato attesta la vitalità istituzionale della dedicazione, ma non deve essere confuso con una prova della storicità dei singoli racconti agiografici.

Culto, iconografia e riconoscimenti
Felicissimo è riconosciuto come patrono di Ponte Felcino. L'immagine medievale che lo accosta alla Madonna e a san Costanzo costituisce una testimonianza iconografica concreta, mentre non è possibile indicare come universalmente propri del santo attributi figurativi individuali: la palma del martirio, quando presente, sarebbe un segno generico della sua condizione cultuale. È ricordata anche una chiesa a lui intitolata a Castiglion Fosco, nel territorio di Piegaro, ulteriore indizio della diffusione della venerazione nell'area perugina.
La tradizione bibliografica locale menziona interventi della Sacra Congregazione dei Riti del 15 maggio 1641 e del 3 marzo 1870 in relazione all'approvazione del culto. Non essendo stati esaminati i testi originali dei provvedimenti, non se ne può precisare l'oggetto giuridico né assimilarli a una canonizzazione moderna. La presenza di Felicissimo nel Martirologio Romano tradizionale e nella dedicazione di una parrocchia costituisce comunque una testimonianza certa del riconoscimento ecclesiale della sua memoria. Non risultano, nelle fonti consultate, dati sufficienti per identificare reliquie autentiche, ricostruirne traslazioni o documentare una causa canonica personale di beatificazione o canonizzazione.

Biografia

A cura di Mauro Bonato

Su San Felicissimo martire, nella prima appendice sui profili di santi e beati non inseriti nel proprio della diocesi di Perugia, si scrive che non conosciamo nulla della sua vita.
In quel testo si dice di lui che annunciava con efficacia il Vangelo alle popolazioni rurali, semplici e povere. 
La tradizione perugina colloca il martirio di San Felicissimo al tempo dell’assedio di Totila, durante il quale fu ucciso nel 547 lo stesso vescovo della città Ercolano. 
Nel luogo del martirio sulla riva del Tevere già “antiquitus” fu eretta una piccola chiesa, presumibilmente continuata nell’abitato di Ponte Felcino, c’è chi ritiene il nome sia una corrosione fonetica per Felicissimo, che lo onora come patrono.

La frazione di Ponte Felcino che si sviluppa lungo il fiume Tevere e prende il nome dal ponte che, fin dall’epoca romana, rappresentava una delle principali vie d’accesso alla città di Perugia. 
Il toponimo deriverebbe dalla volgarizzazione di Felcino, il nome di un giovane martire lapidato in prossimità del fiume dagli eretici ariani il 24 novembre 761 e che poi divenne in seguito il santo patrono del paese. Proprio nello stesso luogo del martirio sorse una chiesa dedicata al santo, di modeste dimensioni e di cui oggi non è rimasta traccia. 
Una volta che andò distrutta questa prima chiesa, se ne costruì una seconda, sulla collina prospiciente il paese, in una località ancora denominata con San Felicissimo. 
Sappiamo che nel 1322 questa chiesa godeva, di un certo prestigio e che in quell’anno vi fu collocata una tavola di scuola senese raffigurante una Maestà attorniata da San Felicissimo e dal vescovo San Costanzo, patrono di Perugia.
E’ segnalata anche un’altra antica chiesa intitolata a San felicissimo si trova a Castiglion Fosco, una frazione di Piegaro sempre in provincia di Perugia.
Il culto per San Felicissimo fu approvato dalla Sacra Congregazione dei Riti il 15 maggio 1641 e il 3 marzo 1870.
Nel Martirologio Geronimiano del sec. V, e in quello di Usuardo nel sec. IX, dove c’è scritto: “Apud Perusiam, Tusciae civitatem, sancti Felicissimi”, la festa per san Felicissimo è stata fissata nel giorno 24 novembre.

Approfondimenti

La divergenza tra il 547 e il 761 non è una semplice oscillazione di pochi anni: le due proposte appartengono a contesti politici e religiosi differenti. La prima collega Felicissimo alla guerra gotica; la seconda a una tradizione di lapidazione presso il Tevere. Nessuna delle due può essere imposta come cronologia certa sulla base del solo giorno liturgico.
La storia documentata delle chiese di Ponte Felcino è una fonte per la continuità del culto, non una fonte diretta per il martirio. Catasti, titoli parrocchiali, opere figurative e trasformazioni edilizie permettono di studiare il modo in cui una comunità ha custodito la memoria del santo nel corso dei secoli.

Cronologia

- 24 novembre: memoria liturgica tradizionale del martire, senza anno di morte accertato.
- 1322: attestata nella tradizione storico-artistica locale una tavola raffigurante anche san Felicissimo nella chiesa a lui dedicata.
- 1461: prima attestazione catastale della parrocchia di San Felicissimo.
- 1603: la parrocchia assume il titolo congiunto dei santi Giacomo e Felicissimo.
- 1768-1775: decisione e successiva esecuzione della demolizione dell’antica chiesa sul colle.
- 12 giugno 1944: distruzione bellica della chiesa parrocchiale allora in uso.
- 1951: completamento della chiesa ricostruita.

Valutazione storico-critica

L’esistenza di una memoria cultuale di Felicissimo come martire perugino è ben attestata; non lo è una biografia individuale. Il Martirologio Romano tradizionale non offre elementi per scegliere fra le cronologie locali concorrenti. Il racconto del martirio durante l’assedio di Totila e quello della lapidazione del giovane Felcino nel 761 devono pertanto rimanere tradizioni non verificate. Le fonti archivistiche e istituzionali confermano invece la storia pluricentenaria della dedicazione a Ponte Felcino. La documentazione disponibile non permette di stabilire se tutti i racconti si riferiscano a una sola persona storica né di precisare la modalità della morte. Felicissimo va inoltre distinto dagli omonimi martiri ricordati in altre date e località.

Fonti e bibliografia essenziale

- Martyrologium Romanum, edizioni tradizionali anteriori alla revisione contemporanea, commemorazione del 24 novembre («Perusiae sancti Felicissimi Martyris»).
- Ministero della Cultura, Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche (SIUSA), «Parrocchia di San Felicissimo in Ponte Felcino», scheda storico-istituzionale, redazione e revisione 2009-2010.
- Conferenza Episcopale Italiana, Censimento delle chiese italiane, «Chiesa di San Felicissimo, Ponte Felcino», scheda storico-architettonica.
- Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, Annuario diocesano, «Ponte Felcino San Felicissimo», scheda della parrocchia.
- Unità pastorale di Ponte Felcino, «Parrocchia di San Felicissimo in Ponte Felcino», ricostruzione storica locale.

Aggiunto/modificato il 27 ottobre 2026