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Beata Maria Beatrice di Santa Teresa (Narcisa García Villa) Vergine e martire

Festa: 6 novembre

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Náva de los Caballeros, Spagna, 18 marzo 1909 – Madrid, Spagna, 8 novembre 1936

Narcisa García Villa nacque a Náva de los Caballeros, presso León in Spagna, il 18 marzo 1909. A sedici anni entrò nell’Ordine dell’Immacolata Concezione, le cui religiose sono dette Concezioniste Francescane, diventando suor Maria Beatrice di Santa Teresa. Svolse numerosi incarichi nel monastero di San Giuseppe a Madrid, vivendo in profonda unione con Dio e in fraternità con le consorelle. Allo scoppio della guerra civile spagnola, dovette abbandonare il monastero, requisito dai miliziani. Insieme ad altre nove monache, trovò rifugio da un benefattore. Di lei e delle altre si persero le tracce dopo l’8 novembre 1936, quando vennero portate via dal loro rifugio; neanche i loro resti mortali sono mai stati rinvenuti. Suor Maria Beatrice e le sue compagne, alle quali sono state unite altre quattro monache di due ulteriori monasteri dello stesso Ordine, sono state beatificate il 22 giugno 2019 a Madrid, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica cade il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i propri Martiri del XX secolo.



Narcisa García Villa nacque a Náva de los Caballeros presso León, nell’omonima provincia spagnola, il 18 marzo 1909, figlia di Abundio García e Ulpiana Villa.
Nell’infanzia mostrò un’intelligenza spiccata, come ha testimoniato il suo maestro delle elementari, parlando del «suo interesse sorprendente per lo studio», a cui univa «la sua grande capacità intellettuale e di memoria. Quando il resto dei bambini ha bisogno di almeno un anno per cominciare a leggere, Narcisa leggeva già con una certa facilità le lettere maiuscole dopo cinque mesi di frequenza alla scuola». Era davvero appassionata alla lettura: lesse tutti i libri per bambini della biblioteca parrocchiale e fece lo stesso con quelli conservati a scuola.
Voleva farsi monaca, ma attese per amore verso i suoi genitori, in attesa che i suoi fratelli fossero cresciuti e pensando al fatto che il suo abbandono avrebbe costituito, per loro, un aumento nel carico di lavoro.
Alla fine, il 17 giugno 1924, fu accompagnata da suo padre nel viaggio in treno che l’avrebbe portata a Madrid, precisamente al monastero di San Giuseppe, dell’Ordine dell’Immacolata Concezione, le cui religiose sono dette Concezioniste Francescane. L’anno successivo emise i primi voti religiosi, diventando suor Maria Beatrice di Santa Teresa.
Ebbe vari incarichi nella comunità: cuciniera, sacrestana, seconda responsabile della chiesa, segretaria e seconda addetta alla ruota. Era anche molto dotata per la musica. Soprattutto, era capace di profonda intimità con Dio, amante della penitenza e della vita fraterna.
Le Concezioniste Francescane del monastero di San Giuseppe a Madrid, come altre comunità religiose, vennero raggiunte dai disordini della guerra civile spagnola. Alle nove del mattino del 19 luglio 1936, era appena finita la Messa nel convento, quando da fuori si sentirono grida di minaccia: «Fuori le monache!». Madre Maria del Monte Carmelo, la superiora, diede quindi ordine alle altre monache di tornare in coro, per consumare le Ostie consacrate così da evitare profanazioni.
Mentre le distribuiva, il cappellano domandò alle religiose: «Se le circostanze lo richiedessero, sareste disposte a dare la vita per mantenervi fedeli ai vostri impegni di anime consacrate?». La risposta di tutte fu un «Sì» fermo e incondizionato.
Si vestirono quindi con abiti secolari, presero con sé un fagotto con lo stretto indispensabile e lasciarono il monastero in due gruppi. Otto ripararono nelle case di amici o di parenti, mentre le restanti dieci vennero ospitate da un benefattore, comprese la superiora e suor Maria Beatrice.
Il portinaio di uno stabile vicino, però, denunciò la loro presenza. Da allora subirono frequenti controlli e ingiurie da parte dei miliziani, che volevano costringerle a rinunciare alla fede. Nei mesi di luglio e agosto rimasero per giorni senza poter bere, dato che era stata loro tolta l’acqua.
L’8 novembre 1936 le monache vennero prelevate dalla casa dov’erano state ospitate e obbligate a salire su un camioncino. Non ci sono notizie esatte dei loro ultimi giorni; neanche i loro resti mortali sono mai stati rinvenuti. Suor Maria Beatrice di Santa Teresa aveva ventotto anni, dodici dei quali di vita religiosa.
L’Ordine delle Concezioniste Francescane ebbe altre martiri nel corso della guerra civile spagnola. Suor Maria Agnese di San Giuseppe e suor Maria del Monte Carmelo della Purissima Concezione, del monastero di Nostra Signora delle Misericordie a El Pardo, nei pressi di Madrid, vennero fucilate all’alba del 22 agosto 1936. Sono le uniche i cui resti sono stati identificati e preservati.
La superiora del monastero di Escalona, suor Maria di San Giuseppe, e la sua vicaria, suor Maria dell’Assunzione, furono invece le uniche che non tornarono a casa alla fine della guerra. Dopo essere passate per varie carceri con le altre monache, vennero uccise alla fine di ottobre del 1936. Anche le loro spoglie sono andate disperse.
La causa delle quattordici Concezioniste, capeggiate da madre Maria del Monte Carmelo, la superiora del monastero di San Giuseppe, è iniziata col nulla osta della Santa Sede, datato 9 ottobre 2007. La fase diocesana, invece, si è svolta a Madrid e si è conclusa il 3 febbraio 2010.
Il 15 gennaio 2019, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui le monache venivano dichiarate martiri.
La beatificazione è stata celebrata il 22 giugno 2019 nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena a Madrid, presieduta dal cardinal Becciu come inviato del Santo Padre. La memoria liturgica di suor Maria Beatrice e delle altre monache cade il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i propri Martiri del XX secolo.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2019-06-25

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