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Sante Vittoria e Blandina Martiri

Festa: 20 agosto

II/III sec.

A Posta Fibreno sono venerati i corpi santi di Vittoria e Blandina, considerate dalla tradizione le patrone del paese. Nella chiesa di Santa Maria Assunta sono conservati i loro resti e le statue. Secondo la tradizione, Vittoria sarebbe stata una nobile romana del III secolo, mentre Blandina una schiava cristiana di Lione, martirizzata durante la persecuzione del 177. Non esistono, tuttavia, elementi storici sufficienti per identificare i due corpi con queste figure. Il corpo attribuito a Blandina fu estratto dal cimitero di San Castulo a Roma il 28 aprile 1753 e giunse a Posta Fibreno il 20 agosto 1894. Quello attribuito a Vittoria fu estratto dal cimitero di Ciriaca il 20 maggio 1825, donato nel 1845 al parroco di Alvito e trasferito a Posta Fibreno il 20 agosto 1881, grazie all'interessamento dell'abate Pietrantonio Lecce. In quell'anno ebbero inizio i festeggiamenti patronali. La festa fu fissata al 20 agosto, anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale, avvenuta nel 1870. Il culto delle due patrone continua ancora oggi.

Etimologia: Vittoria deriva dal latino victoria, vittoria, successo. Blandina deriva probabilmente dal latino blandus, mite, dolce, gentile.

Emblema: Palma del martirio e abiti propri delle rappresentazioni devozionali.


La storia documentabile delle due sante comincia, per quanto riguarda Posta Fibreno, non nell'antichità ma nell'età moderna e contemporanea, con l'arrivo di due corpi provenienti dalle catacombe romane.
Il fenomeno della traslazione dei cosiddetti corpi santi dalle catacombe verso chiese di città e piccoli centri italiani ebbe particolare sviluppo tra il XVII e il XIX secolo. Le reliquie venivano spesso accompagnate da attestazioni ecclesiastiche che ne autorizzavano la traslazione e il culto, ma l'identificazione personale dei resti non era necessariamente possibile secondo i criteri della moderna ricerca storica.
È in questo contesto che si collocano i due corpi oggi venerati a Posta Fibreno. La documentazione locale riportata dalla scheda di Santi e Beati consente di ricostruire con una certa precisione le tappe delle traslazioni, ma non permette di ricostruire le biografie delle due persone alle quali i resti furono attribuiti.

Il corpo attribuito a santa Vittoria
Il primo dei due corpi giunse a Posta Fibreno nel XIX secolo.
Secondo la documentazione riportata nella tradizione locale, il corpo attribuito a Vittoria fu estratto dal cimitero di Ciriaca a Roma il 20 maggio 1825. Il 15 luglio 1845 fu consegnato al parroco di Alvito. La sua destinazione definitiva divenne Posta Fibreno il 20 agosto 1881.
La traslazione fu legata all'iniziativa dell'abate Pietrantonio Lecce. Nel 1880 egli avrebbe ottenuto dal cardinale Monaco La Valletta il corpo della martire, allora conservato a Roma, rendendo possibile il trasferimento nella comunità ciociara.
L'arrivo del corpo rappresentò un momento importante nella storia religiosa del paese. Secondo la tradizione locale, proprio nel 1881 ebbero inizio i festeggiamenti patronali collegati alla nuova presenza delle reliquie.
La denominazione Vittoria, tuttavia, non consente di stabilire l'identità della donna alla quale appartennero i resti.
Esiste infatti una celebre santa Vittoria romana, ricordata dalle fonti agiografiche antiche insieme ad Anatolia e associata a una tradizione di martirio in Sabina. La sua memoria liturgica appartiene però ad altre date e la sua vicenda non può essere automaticamente collegata al corpo estratto dal cimitero di Ciriaca e trasferito a Posta Fibreno. La tradizione relativa alla santa Vittoria romana, inoltre, è stata elaborata attraverso fonti agiografiche tarde e non deve essere confusa con la documentazione ottocentesca relativa al corpo santo di Posta Fibreno.
Di conseguenza, è metodologicamente più corretto parlare di corpo santo attribuito a Vittoria piuttosto che identificare senza riserve la reliquia con la santa Vittoria romana.

Il corpo attribuito a santa Blandina
Ancora più delicata è la questione relativa a Blandina.
Il nome richiama immediatamente la celebre martire di Lione del II secolo. Questa Blandina è storicamente molto meglio documentata delle figure alle quali sono attribuiti i due corpi santi di Posta Fibreno.
La Blandina di Lione era una schiava cristiana e fu arrestata insieme ad altri membri della comunità cristiana durante la persecuzione scoppiata nella città al tempo dell'imperatore Marco Aurelio, generalmente datata al 177. La sua passione è conservata nella celebre lettera della Chiesa di Lione e di Vienne alle comunità cristiane dell'Asia e della Frigia, una delle più importanti testimonianze sulla persecuzione dei cristiani nella Gallia romana.
La testimonianza antica descrive Blandina come una donna inizialmente considerata fisicamente fragile, ma capace di una straordinaria resistenza alle torture. Fu sottoposta a numerosi supplizi e alla fine uccisa nell'arena. Il suo martirio è ricordato anche dalla tradizione liturgica della Chiesa cattolica. Il sito della Santa Sede la comprende tra i martiri di Lione insieme al vescovo Potino e ai loro quarantasei compagni.
Questa Blandina, dunque, è una figura storica dell'antichità cristiana.
Il problema riguarda il corpo venerato a Posta Fibreno.
Secondo la documentazione locale, il corpo attribuito a Blandina fu estratto dal cimitero di San Castulo a Roma il 28 aprile 1753 e, dopo essere stato destinato alla comunità di Posta Fibreno, vi giunse il 20 agosto 1894.
Non esiste però una documentazione storica che permetta di dimostrare che quei resti siano quelli della Blandina di Lione.
È quindi necessario distinguere due realtà:
- Blandina di Lione, martire del II secolo, storicamente attestata;
- il corpo santo attribuito a Blandina, venerato a Posta Fibreno e proveniente dalle catacombe romane.
La coincidenza dei nomi non è sufficiente a stabilire l'identità.

La Blandina di Lione e la testimonianza del martirio
La vicenda della vera Blandina di Lione possiede un'importanza particolare nella storia del cristianesimo antico.
La lettera della comunità lionese descrive una persecuzione nella quale i cristiani furono sottoposti a interrogatori, torture e pubbliche esecuzioni. Il documento, collegato alla tradizione di Eusebio di Cesarea, costituisce una delle testimonianze più preziose sulle prime comunità cristiane della Gallia.
Blandina vi appare come una donna di condizione servile, elemento particolarmente significativo in una società romana fortemente gerarchizzata. La sua figura mostra come la comunità cristiana di Lione riunisse persone appartenenti a differenti livelli sociali.
Secondo la tradizione della passione, Blandina fu sottoposta a torture ripetute e condotta nell'arena. La sua morte divenne una delle immagini più forti del martirio cristiano delle origini.
La Santa Sede ricorda che fu l'ultima dei martiri di Lione a morire e che, dopo aver sopportato numerosi supplizi, fu uccisa nell'arena.
Questa vicenda non deve però essere trasferita automaticamente alla storia del corpo conservato a Posta Fibreno.

Due corpi santi, una sola devozione
L'arrivo del secondo corpo nel 1894 consolidò la devozione popolare verso le due sante.
La scelta del 20 agosto come giorno della festa non sembra derivare dalla data antica del martirio delle due donne. Secondo la tradizione riportata da Santi e Beati, la data fu scelta perché coincideva con l'anniversario della dedicazione della chiesa parrocchiale, avvenuta nel 1870.
Si venne così a creare un culto locale nel quale due corpi provenienti dalle catacombe furono associati a due nomi di martiri e divennero le patronesse della comunità.
La festa assunse progressivamente un carattere identitario oltre che religioso. Ancora oggi le celebrazioni patronali coinvolgono la popolazione di Posta Fibreno e costituiscono una delle principali manifestazioni della tradizione locale. Un documento del Consiglio regionale del Lazio relativo alla festa patronale del 2019 testimonia la continuità delle celebrazioni e la presenza delle urne contenenti le reliquie delle due martiri.

La chiesa di Santa Maria Assunta
Le reliquie e le statue delle due sante sono conservate nella chiesa di Santa Maria Assunta, nel centro storico di Posta Fibreno.
La chiesa rappresenta oggi il principale luogo della memoria cultuale delle due patrone. Le reliquie sono associate alle statue delle sante e vengono portate al centro delle celebrazioni patronali.
La loro presenza ha contribuito a trasformare un culto legato alla venerazione dei corpi santi in una componente stabile dell'identità religiosa del paese.
Il significato della devozione non dipende quindi dalla possibilità di ricostruire una biografia individuale delle due donne. È piuttosto la storia della comunità, delle reliquie e della trasmissione della memoria religiosa a costituire il principale elemento documentabile.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-10

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