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Santo Stefano di Pecera Abate e vescovo

Festa: 27 aprile

† 27 aprile 1094

Discepolo e successore di San Teodosio come abate del monastero delle Caverne a Kiev, si distinse per il suo zelo liturgico e completò la costruzione della chiesa in onore della Dormizione della Santissima Theotokos. Deposto ingiustamente dopo quattro anni, fondò un nuovo monastero a Klov, denominato "Blakhernae", e nel 1091 divenne vescovo di Vladimir in Volhynia, dedicandosi alla conversione degli abitanti. Morì il 27 aprile 1094, lasciando un'eredità di santità e impegno pastorale che lo rende una figura di grande rilievo nella storia della Chiesa ortodossa. La sua memoria è celebrata il 27 aprile o il 10 maggio.



San Stefano di Pečera o Pečerskij, è stato un abate divenuto poi vescovo, vissuto nel secolo XI.
San Stefano, discepolo di San Teodosio, abate del monastero chiamato “Delle Caverne” a Kiev, nel 1074 gli succedette alla sua morte.
Prima della morte di San Teodosio, i monaci chiesero al loro fondatore di nominare Stefano abate del monastero, che all’epoca ricopriva l’incarico di “domestico e capo arrangiatore del coro” affermando che tale monaco era cresciuto secondo le istruzioni del fondatore e lo aveva servito con amore.
Così San Teodosio trasferì la guida del monastero a San Stefano che fu eletto all’unanimità quale abate della comunità.
San Stefano è ricordato per il suo zelo per la vita liturgica e per aver portato a termine la costruzione della chiesa che era rimasta incompleta alla morte di San Teodosio, voluta in onore alla Dormizione della Santissima Theotokos.
Inoltre nel periodo del suo governo del monastero le celle dei monaci furono spostate vicino alla chiesa e nella parte anteriore del complesso vennero costruite le celle per i monaci a cui erano affidati i compiti di seppellire e commemorare i morti e servire la Divina Liturgia.
Ma nonostante il suo impegno, per colpa degli intrighi di alcuni monaci malvagi, fu deposto da abate dopo  quattro anni e fu cacciato dal monastero.
San Stefano accettò pazientemente quest’ingiustizia e pregò per coloro che si erano rivoltati contro di lui.
Alcuni anni dopo, san Stefano, che aveva appreso che alcuni maestri costruttori erano arrivati dalla Grecia con una reliquia di San Teodosio e che gli raccontarono dell’apparizione della regina celeste a Blachernae, fondò, secondo le norme e le regole lasciate da san Teodosio, una nuova comunità monastica nella città di Klov.
Il nome del nuovo monastero “Blakhernae” era così denominato dal famoso centro di devozione mariana a Costantinopoli e la chiesa fu costruita in onore di San Teodosio.
Nel 1091, san Stefano fu nominato vescovo di Vladimir in Volhynia, in Ucrania, nell’area dei più antichi insediamenti slavi d’Europa. Oltre ad aver partecipato alla traslazione le reliquie di San Teodosio “dalla grotta al monastero”, san Stefano lavorò assiduamente per convertire al cristianesimo gli abitanti di Volhynia.
Proprio in questa città, san Stefano morì tre anni più tardi, il giorno 27 aprile 1094 durante la sesta ora della notte.
La Festa per San Stefano di Pečera è stata fissata e si celebra nel giorno 27 aprile, anche se in alcuni luoghi è ricordato il 10 maggio.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2019-09-20

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