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Beata Maria Luisa Giuseppe di San Francesco (Maria Genoveffa Ducrez) Vergine orsolina, martire

Festa: 17 ottobre

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Condé-sur-l'Escaut, Francia, 27 settembre 1756 - Valenciennes, Francia, 17 ottobre 1794

Fu una religiosa professa delle Orsoline di Valenciennes e una delle cinque religiose della comunità condannate a morte e ghigliottinate il 17 ottobre 1794 durante la fase più dura della repressione rivoluzionaria nella città. Nata a Condé-sur-l'Escaut il 27 settembre 1756, emise la professione religiosa il 28 aprile 1779 insieme ad Agostina Gabriella Bourla, assumendo il nome di Maria Luisa Giuseppe di San Francesco. La comunità delle Orsoline di Valenciennes, impegnata nell'educazione delle ragazze, fu coinvolta nelle vicende della Rivoluzione francese, nella soppressione delle comunità religiose e nelle conseguenze della guerra franco-austriaca. Nel 1794 Ducrez fu arrestata insieme ad altre religiose e accusata, tra l'altro, di emigrazione, in relazione al soggiorno della comunità a Mons e al successivo ritorno a Valenciennes. Una commissione militare la condannò a morte e l'esecuzione avvenne il 17 ottobre. La Chiesa cattolica riconobbe il martirio delle undici religiose di Valenciennes nel 1919 e Maria Luisa fu beatificata da Benedetto XV il 13 giugno 1920 insieme alle compagne. Il suo nome compare nel Martyrologium Romanum alla data del 17 ottobre.

Etimologia: Maria, dall'ebraico Miryam, di etimologia discussa; Luisa, forma femminile di Luigi, dal germanico Chlodowig, generalmente interpretato come 'illustre in battaglia'; Genoveffa, dal germanico Genovefa, di etimologia discussa.

Martirologio Romano: A Valencienne ancora in Francia, beata Maria Natalia di San Luigi (Maria Luisa Giuseppa) Vanot e quattro compagne, vergini dell’Ordine delle Orsoline e martiri, che, condannate a morte durante la rivoluzione francese in odio alla fede cattolica, salirono il patibolo recitando il salmo Miserere.


Maria Genoveffa Ducrez nacque a Condé, oggi Condé-sur-l'Escaut, nel dipartimento del Nord, il 27 settembre 1756. Le fonti agiografiche e gli elenchi delle martiri concordano sulla data e sul luogo di nascita. Non sono documentati con sufficiente sicurezza ulteriori elementi sulla sua famiglia, sulla sua infanzia o sulla formazione ricevuta prima dell'ingresso nella vita religiosa.
Entrò nella comunità delle Orsoline di Valenciennes e il 28 aprile 1779 emise la professione religiosa, assumendo il nome di suor Maria Luisa Giuseppe di San Francesco. Nello stesso giorno professò anche Agostina Gabriella Bourla, che prese il nome di Maria Orsola Giuseppe di San Bernardino. La coincidenza della professione delle due religiose è attestata nelle fonti relative alle martiri di Valenciennes.
Le Orsoline di Valenciennes costituivano una comunità dedita soprattutto all'educazione femminile. Il monastero, fondato nel XVII secolo, gestiva un pensionato e scuole esterne gratuite per ragazze appartenenti anche agli ambienti meno abbienti. La comunità aveva quindi una funzione religiosa ed educativa ben riconoscibile nella società locale.

La Rivoluzione francese
La Rivoluzione modificò radicalmente la condizione delle comunità religiose francesi. Le Orsoline di Valenciennes furono sottoposte all'inventario dei beni della comunità e alle disposizioni che progressivamente limitarono e poi soppressero la vita conventuale. Nel 1792 il provvedimento che imponeva l'evacuazione delle case religiose rese impossibile la prosecuzione ordinaria della vita comunitaria.
Le religiose si rifugiarono a Mons, allora sotto dominio austriaco e strettamente legata alla comunità di Valenciennes. Dopo il mutamento della situazione militare, tuttavia, le Orsoline rientrarono a Valenciennes e ripresero la vita comunitaria. Le testimonianze relative al processo di beatificazione collegano il ritorno alla volontà di riprendere la vita religiosa e all'obbedienza alle autorità ecclesiastiche e alla comunità.
La situazione divenne nuovamente drammatica nel 1794, dopo la vittoria francese di Fleurus del 26 giugno. Valenciennes tornò sotto il controllo francese e nella città riprese con particolare intensità la repressione contro persone considerate sospette di attività controrivoluzionarie. Le religiose furono sottoposte a interrogatori e undici di loro furono accusate di emigrazione.

Arresto, processo e condanna
Le accuse rivolte alle Orsoline comprendevano il soggiorno a Mons e il successivo ritorno a Valenciennes, interpretati dalle autorità rivoluzionarie come emigrazione, oltre alla ripresa della vita religiosa nonostante le disposizioni che l'avevano soppressa. La ricostruzione storica della vicenda mostra tuttavia che la questione dell'emigrazione era controversa: le religiose dichiararono di essere rientrate con autorizzazioni e in obbedienza ai superiori, mentre gli storici intervenuti nel successivo processo informativo diocesano giudicarono infondata l'accusa di emigrazione sotto il profilo storico.
Il 15 ottobre 1794 le undici religiose accusate furono deferite alla commissione militare istituita a Valenciennes. Il primo gruppo, composto da cinque religiose, tra cui Maria Luisa Ducrez, fu giudicato il 16 ottobre e condannato a morte. L'esecuzione fu fissata per il giorno successivo.
La sentenza colpì Maria Luisa insieme a Maria Natalia Vanot, Maria Lorenzina Prin, Maria Orsola Bourla e Maria Agostina Déjardin. La condanna fu eseguita mediante ghigliottina il 17 ottobre 1794 a Valenciennes. Il Martyrologium Romanum ricorda il gruppo come vergini orsoline e martiri, condannate a morte durante la persecuzione rivoluzionaria in odio alla fede cattolica.
Le fonti relative agli ultimi momenti delle religiose conservano il ricordo della preghiera comune nella prigione e della preparazione spirituale alla morte. Alcuni particolari tramandati nelle narrazioni agiografiche appartengono però alla memoria testimoniale e alla tradizione sviluppatasi attorno al martirio collettivo; non tutti possono essere attribuiti individualmente a Maria Luisa Ducrez con lo stesso grado di certezza. La tradizione riferisce comunque che le cinque religiose del primo gruppo affrontarono insieme le ultime ore pregando e che salirono al patibolo in atteggiamento religioso.

Il riconoscimento del martirio
La memoria delle religiose di Valenciennes rimase viva dopo la Rivoluzione. Jules Loridan, sacerdote e successivamente postulatore della causa, pubblicò già alla fine del XIX secolo studi dedicati alla vicenda delle undici martiri, utilizzando anche materiale relativo alla storia locale e agli eventi rivoluzionari.
La causa di beatificazione delle martiri di Valenciennes fu introdotta a livello romano nel maggio 1907. La documentazione dell'epoca registra il 14 maggio 1907 come data della decisione della Congregazione dei Riti sull'introduzione della causa; altre fonti dell'Ordine delle Orsoline indicano il 29 maggio 1907. La differenza riguarda la datazione dell'atto di introduzione e della relativa registrazione, non l'identità della causa.
Il 6 luglio 1919 fu riconosciuto ufficialmente il martirio delle religiose. Il decreto di beatificazione, intitolato Martyrum rigata sanguine, fu emanato da Benedetto XV per Maria Clotilde Angela di San Francesco Borgia e le sue compagne, Orsoline di Valenciennes.
Maria Luisa Giuseppe di San Francesco fu quindi beatificata il 13 giugno 1920 da papa Benedetto XV insieme alle altre martiri di Valenciennes e alle quattro Figlie della Carità di Arras. Non risulta una canonizzazione successiva individuale.

Il significato storico dell'accusa di emigrazione
L'accusa rivolta alle religiose deve essere collocata nella particolare situazione di Valenciennes, città di frontiera coinvolta nella guerra tra Francia rivoluzionaria e Austria. Le Orsoline si erano trasferite a Mons dopo la soppressione della vita comunitaria in Francia e avevano fatto ritorno quando Valenciennes era passata sotto controllo austriaco. Dopo la riconquista francese del 1794, il loro precedente soggiorno fuori dal territorio francese divenne uno degli elementi utilizzati nell'accusa di emigrazione.
Nel successivo processo informativo diocesano, quattro storici specialisti della Rivoluzione francese furono chiamati a esaminare la questione e considerarono non fondata l'accusa di emigrazione, sulla base della situazione politica e giuridica di Valenciennes nel periodo del soggiorno delle religiose a Mons. Il dato è importante perché distingue il fatto storico della condanna dall'interpretazione giuridica e politica sulla quale essa fu fondata.

Le reliquie
Dopo l'esecuzione, le martiri furono sepolte in una fossa comune nel cimitero Saint-Roch di Valenciennes. Nel corso di lavori di ampliamento del cimitero furono rinvenuti resti attribuiti a cinque delle undici religiose. Un reliquiario conservato dalla comunità delle Orsoline è stato successivamente trasferito all'arcidiocesi di Cambrai e collocato nella chiesa Saint-Géry di Valenciennes. L'identificazione individuale dei resti di Maria Genoveffa Ducrez non è però stabilita con certezza.

Cronologia
- 27 settembre 1756 - Nascita di Maria Genoveffa Ducrez a Condé, oggi Condé-sur-l'Escaut.
- 28 aprile 1779 - Professione religiosa tra le Orsoline di Valenciennes con il nome di Maria Luisa Giuseppe di San Francesco.
- 1 ottobre 1792 - Il provvedimento rivoluzionario impone l'evacuazione delle case occupate dalle comunità religiose.
- 1792 - Le Orsoline di Valenciennes si trasferiscono a Mons.
- 1793 - Dopo il mutamento della situazione militare, la comunità rientra a Valenciennes e riprende la vita conventuale.
- 26 giugno 1794 - La vittoria francese a Fleurus determina il ritorno di Valenciennes sotto il controllo francese.
- 15 ottobre 1794 - Le undici religiose accusate di emigrazione sono deferite alla commissione militare di Valenciennes.
- 16 ottobre 1794 - Maria Luisa Ducrez e le quattro compagne del primo gruppo sono condannate a morte.
- 17 ottobre 1794 - Maria Luisa Giuseppe di San Francesco viene ghigliottinata a Valenciennes insieme a quattro compagne.
- 14 maggio 1907 - La Congregazione dei Riti decide a Roma l'introduzione della causa di beatificazione delle martiri di Valenciennes.
- 6 luglio 1919 - Viene riconosciuto il loro martirio in odio alla fede.
- 13 giugno 1920 - Maria Luisa Ducrez e le compagne vengono beatificate da papa Benedetto XV.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Maria Genoveffa Ducrez con la religiosa professa Maria Luisa Giuseppe di San Francesco è solida. Nome, luogo e data di nascita, professione religiosa e morte a Valenciennes convergono nelle fonti relative alle martiri.
- La nascita il 27 settembre 1756 a Condé-sur-l'Escaut e la professione religiosa del 28 aprile 1779 sono dati concordemente attestati dalle fonti agiografiche e istituzionali.
- La vicenda del 1794 è inserita in una documentazione più ampia relativa alla comunità delle Orsoline di Valenciennes e agli atti della repressione rivoluzionaria. Per Maria Luisa sono particolarmente sicuri l'arresto, il procedimento collettivo, la condanna e l'esecuzione del 17 ottobre 1794.
- L'accusa di emigrazione costituisce un elemento storicamente documentato del procedimento, ma la sua fondatezza fu successivamente contestata dagli storici chiamati nel processo informativo diocesano. La condanna rivoluzionaria non equivale quindi alla dimostrazione storica dell'effettiva responsabilità di emigrazione.
- Il riconoscimento ecclesiastico del martirio è distinto dalla ricostruzione storico-giuridica delle imputazioni rivoluzionarie: il decreto del 6 luglio 1919 riconobbe il martirio in odio alla fede.
- Le fonti che descrivono gli ultimi momenti delle religiose comprendono testimonianze e tradizioni raccolte nel corso del processo di beatificazione. I particolari non individualmente attribuibili a Maria Luisa rimangono parte della memoria collettiva delle martiri.
- La causa presenta una documentazione canonica particolarmente significativa, culminata nel riconoscimento del martirio nel 1919 e nella beatificazione del 1920.
- La scoperta di resti attribuiti a cinque martiri nel cimitero Saint-Roch costituisce un dato relativo al culto collettivo. Non è documentata con certezza l'attribuzione individuale di uno specifico resto mortale a Maria Genoveffa Ducrez.
- Non risultano documentati un patronato personale specifico né attributi iconografici individuali stabilizzati.
- Il Martyrologium Romanum conserva la memoria liturgica di Maria Luisa di San Francesco il 17 ottobre, insieme a Maria Natalia di San Luigi e alle altre tre compagne del primo gruppo.

Fonti e bibliografia essenziale
- Benedetto XV, Martyrum rigata sanguine, breve di beatificazione delle martiri di Valenciennes, 13 giugno 1920.
- Congregazione dei Riti, atto di introduzione della causa delle martiri di Valenciennes, 14 maggio 1907.
- Jules Loridan, Les Ursulines de Valenciennes avant et pendant la Terreur, Paris, Desclée de Brouwer, 1901.
- Jules Loridan, Les bienheureuses Ursulines de Valenciennes, Paris, J. Gabalda, 1920.
- Jules Loridan, 'Les martyres de Valenciennes en 1794', Revue de Lille, nouvelle série, t. 2, 1897-1898, pp. 267-287.
- Ursulines de l'Union Romaine, 'Les Bienheureuses Ursulines martyres de Valenciennes', ricostruzione storica fondata anche su testimonianze della comunità e documentazione rivoluzionaria.
- Archives diocésaines de Cambrai, inventario del fondo Jules Loridan, con riferimenti alle opere storiche e alla documentazione della causa delle martiri di Valenciennes.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-29

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