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Beato Virgilio Edreira Mosquera Sacerdote salesiano, martire

Festa: 29 settembre

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La Coruna, Spagna, 27 novembre 1909 - Madrid, Spagna, 29 settembre 1936

Fu un giovane salesiano originario di La Coruña, entrato nella congregazione di San Giovanni Bosco e avviato al sacerdozio, ma ancora chierico al momento della morte. Nato nel 1909, emise la professione religiosa a Mohernando nel 1931 e nel 1933 fu destinato alla casa di formazione salesiana di Carabanchel Alto, a Madrid, per il triennio di pratica pedagogica. Dopo l’assalto alla casa salesiana del 20 luglio 1936, durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola, cercò rifugio insieme ad altri confratelli e continuò a mantenere i contatti con i salesiani detenuti o nascosti. Le fonti salesiane ricordano in particolare la sua attività di collegamento tra i religiosi dispersi e i superiori. Arrestato insieme al fratello minore Francesco, anch’egli salesiano e candidato al sacerdozio, fu ucciso a Madrid il 29 settembre 1936. La Chiesa lo ha beatificato il 28 ottobre 2007 insieme ad altri 497 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. La sua vicenda è documentata soprattutto attraverso la memoria salesiana e la documentazione della causa di beatificazione; alcuni particolari sulle ultime ore di vita dipendono invece da testimonianze successive e devono essere presentati con prudenza.



Virgilio Edreira Mosquera nacque a La Coruña, in Galizia, il 27 novembre 1909. Le fonti salesiane lo ricordano come uno dei giovani della Famiglia Salesiana spagnola che, nel primo Novecento, maturarono la propria vocazione attraverso le istituzioni educative della congregazione. Frequentò le scuole salesiane di La Coruña, di Astudillo, nella provincia di Palencia, e successivamente quella di Madrid-Paseo de Extremadura.
Il percorso formativo proseguì con il noviziato di Mohernando, nella provincia di Guadalajara. Il 12 ottobre 1931 Virgilio emise la professione religiosa come salesiano. Dopo la professione rimase a Mohernando per gli studi filosofici, secondo il normale itinerario di formazione dei giovani salesiani destinati al sacerdozio. La documentazione della Postulazione salesiana lo identifica infatti come ‘chierico’ e ‘candidato al sacerdozio’, precisazione che esclude l’ipotesi di un’ordinazione sacerdotale prima della morte.
Nel 1933 fu destinato alla casa salesiana di Carabanchel Alto, a Madrid, dove avrebbe dovuto compiere il triennio di pratica pedagogica. Si trattava di una fase importante della formazione salesiana: gli studenti, pur non essendo ancora sacerdoti, venivano inseriti nelle attività educative delle comunità e preparati al futuro ministero. Virgilio si trovava dunque a Carabanchel Alto da circa tre anni quando la situazione politica e religiosa spagnola precipitò nell’estate del 1936.

L’assalto alla casa di Carabanchel
Nel luglio 1936, dopo l’insurrezione militare e l’inizio della guerra civile, Madrid fu interessata da una violenta persecuzione contro numerosi appartenenti al clero e agli istituti religiosi. La casa di formazione salesiana di Carabanchel Alto fu assalita il 20 luglio. La comunità venne dispersa e i religiosi furono costretti a cercare rifugio in luoghi diversi.
Virgilio riuscì inizialmente a non essere riconosciuto come religioso e si unì agli aspiranti che furono trasferiti presso il collegio di Santa Bárbara. La ricostruzione salesiana riferisce che, quando anche quel rifugio divenne pericoloso, egli trovò ospitalità presso Cristina Cobo, sorella dei salesiani Esteban e Federico Cobo Sanz. Anche questo luogo, tuttavia, non offriva sufficiente sicurezza e Virgilio fu costretto a trasferirsi nuovamente.
Le informazioni disponibili consentono di seguire abbastanza bene questa fase generale della sua vicenda, mentre alcuni particolari sono trasmessi dalla memorialistica salesiana e da testimonianze raccolte successivamente. È quindi opportuno distinguere la sequenza complessiva degli spostamenti, ben attestata nella tradizione documentaria salesiana, dai dettagli relativi alle singole giornate e alle circostanze dell’arresto.

L’attività clandestina
Dopo essersi allontanato dalla casa di Cristina Cobo, Virgilio raggiunse la pensione nella quale alloggiava il fratello Francesco, anch’egli salesiano in formazione. I due fratelli rimasero insieme fino all’arresto.
La particolarità della fase finale della vita di Virgilio sta nel fatto che egli non si limitò a cercare un rifugio personale. Secondo la documentazione salesiana, continuò a mantenere contatti con i confratelli che si trovavano in condizioni di pericolo, raccogliendo informazioni sulla situazione di Madrid e trasmettendole ai superiori. Visitava inoltre i salesiani detenuti e cercava di raggiungere coloro che si erano nascosti nelle pensioni o presso abitazioni private. In questo modo divenne un punto di collegamento tra i religiosi incarcerati, quelli nascosti e i superiori rimasti in città.
Questa attività spiega anche perché la sua posizione divenne progressivamente più rischiosa. Le visite ai salesiani rimasti a Santa Bárbara attirarono l’attenzione dei miliziani. Secondo la ricostruzione tramandata dalla memoria salesiana, Virgilio fu seguito e il luogo nel quale si era rifugiato venne sorvegliato. L’arresto avvenne quindi dopo un periodo nel quale la sua identità religiosa era stata inizialmente occultata.

L’arresto e la morte
Virgilio fu arrestato insieme al fratello Francesco nella pensione dove i due si erano rifugiati. Le fonti salesiane concordano nel collocare la loro morte al 29 settembre 1936 a Madrid e nel considerarla collegata alla loro appartenenza alla congregazione salesiana. Un’antica testimonianza diretta citata nella tradizione della causa riferisce che i due fratelli furono condotti presso la cosiddetta checa di Marqués de Riscal, prima di essere uccisi.
La documentazione disponibile non permette tuttavia di ricostruire con assoluta precisione ogni passaggio compreso tra l’arresto e l’esecuzione. Le fonti successive concordano sulla data del 29 settembre e sulla morte a Madrid, ma i racconti relativi al luogo preciso e alle modalità immediate dell’uccisione appartengono in parte alla memorialistica della persecuzione e devono essere distinti dal nucleo documentario più sicuro. L’elemento storicamente più solido è che Virgilio e Francesco furono arrestati, riconosciuti come salesiani e uccisi a Madrid il 29 settembre 1936.
Virgilio aveva 26 anni. Era ancora candidato al sacerdozio e non aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale. La documentazione ufficiale salesiana lo ricorda infatti tra i ‘chierici’ del gruppo dei martiri salesiani spagnoli.

Il fratello Francesco
La morte di Virgilio è strettamente legata alla vicenda del fratello Francesco Edreira Mosquera, nato a La Coruña il 25 novembre 1914. Francesco aveva seguito il fratello nella formazione salesiana e nel cammino vocazionale. Anch’egli era candidato al sacerdozio e fu ucciso insieme a Virgilio il 29 settembre 1936.
Il rapporto tra i due fratelli costituisce uno degli elementi più caratteristici della vicenda. Le fonti salesiane non descrivono soltanto due persone appartenenti alla stessa causa di martirio, ma documentano una vera continuità familiare nella vocazione religiosa: Virgilio fu per Francesco un riferimento nel percorso verso i Salesiani, e i due si ritrovarono insieme nelle ultime settimane della persecuzione.

La sepoltura
La tradizione relativa ai martiri della comunità di Carabanchel Alto riferisce che i resti di Virgilio Edreira, insieme a quelli di altri confratelli, furono deposti nel panteon salesiano del cimitero di Carabanchel Alto. Una fonte dedicata alla comunità precisa che tra i membri della casa i resti di Virgilio, del chierico Teódulo González e dell’aspirante Federico Cobo sono conservati nel panteon salesiano, mentre per diversi altri martiri non è stato possibile individuare i resti.
Questo elemento assume rilievo nella storia del culto perché collega la memoria individuale di Virgilio alla memoria comunitaria dei martiri della casa salesiana di Carabanchel Alto.

I martiri salesiani della persecuzione del 1936
Virgilio Edreira appartiene al gruppo dei salesiani spagnoli martirizzati nel corso della persecuzione religiosa del 1936. La sua causa fu unita a quella di Enrico Saiz Aparicio e di altri 62 compagni salesiani. Il dossier della Postulazione Generale salesiana registra la beatificazione del gruppo il 28 ottobre 2007.
La cerimonia si svolse in Piazza San Pietro a Roma e riguardò complessivamente 498 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Il rito fu celebrato il 28 ottobre 2007 dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, per mandato di papa Benedetto XVI. La documentazione vaticana precisa che i processi relativi ai 498 martiri erano stati istruiti in diverse diocesi spagnole.
Nel gruppo salesiano erano presenti persone appartenenti a condizioni diverse: sacerdoti, coadiutori, chierici, suddiaconi, aspiranti e collaboratori laici. Virgilio occupava precisamente la categoria dei chierici, insieme ad altri giovani salesiani che non avevano ancora raggiunto il sacerdozio.

La comunità di Carabanchel Alto
La casa salesiana di Carabanchel Alto rappresentò uno dei principali luoghi della formazione salesiana nella Madrid degli anni Trenta. Durante la persecuzione molti membri della comunità furono uccisi. Tra essi vi furono sacerdoti, coadiutori, chierici e aspiranti.
Virgilio apparteneva al gruppo dei chierici della comunità. La sua esperienza mostra inoltre come la persecuzione non si limitasse alle persone rimaste nelle case religiose: dopo la dispersione delle comunità, i religiosi continuarono a essere ricercati anche nei luoghi nei quali avevano trovato rifugio.

La memoria liturgica
Il 29 settembre è la data individuale collegata a Virgilio Edreira Mosquera, perché coincide con la data del suo martirio. Accanto alla memoria individuale esiste una memoria comune dei martiri salesiani spagnoli, celebrata il 22 settembre. Le fonti salesiane e la documentazione relativa al gruppo distinguono quindi la ricorrenza comune da quella legata al singolo martire.

Curiosità
- Virgilio e il fratello Francesco Edreira Mosquera furono entrambi originari di La Coruña, entrarono nella Famiglia Salesiana e morirono insieme a Madrid il 29 settembre 1936.
- Virgilio aveva emesso la professione religiosa nel 1931, mentre Francesco la emise nel 1932. I due appartenevano quindi alla stessa famiglia religiosa, ma avevano seguito percorsi formativi distinti prima di ritrovarsi insieme durante la persecuzione.
- Virgilio non era sacerdote: le fonti della Postulazione salesiana lo classificano come chierico e candidato al sacerdozio.
- I suoi resti sono indicati nella documentazione relativa ai martiri di Carabanchel Alto come conservati nel panteon salesiano del cimitero di Carabanchel.

Cronologia
- 27 novembre 1909: nasce a La Coruña, in Galizia.
- Prima del 1931: frequenta le istituzioni educative salesiane di La Coruña, Astudillo e Madrid-Paseo de Extremadura.
- 12 ottobre 1931: emette la professione religiosa salesiana a Mohernando, nella provincia di Guadalajara.
- 1931-1933: rimane a Mohernando per gli studi filosofici.
- 1933: viene destinato alla casa di formazione di Carabanchel Alto per il triennio di pratica pedagogica.
- 20 luglio 1936: la casa salesiana di Carabanchel Alto viene assalita; Virgilio riesce inizialmente a sottrarsi all’identificazione come religioso e cerca rifugio con altri salesiani.
- Estate 1936: passa attraverso diversi rifugi e continua a mantenere i contatti con confratelli detenuti o nascosti.
- Settembre 1936: viene arrestato a Madrid insieme al fratello Francesco.
- 29 settembre 1936: muore a Madrid, a 26 anni, nella persecuzione religiosa.
- 28 ottobre 2007: viene beatificato a Roma insieme agli altri 497 martiri della persecuzione religiosa in Spagna.
- 22 settembre: memoria comune dei martiri salesiani spagnoli.
- 29 settembre: memoria individuale di Virgilio Edreira Mosquera.

Valutazione storico-critica
- L’identità di Virgilio Edreira Mosquera è ben documentata: nascita a La Coruña il 27 novembre 1909, professione religiosa salesiana nel 1931, permanenza a Mohernando, trasferimento a Carabanchel Alto e morte a Madrid il 29 settembre 1936 sono dati concordanti nelle fonti salesiane.
- La qualifica di ‘sacerdote’, presente nella precedente scheda italiana e ripresa da alcuni siti divulgativi, deve essere corretta. Le fonti della Postulazione salesiana e altre fonti della Famiglia Salesiana lo definiscono ‘chierico’ o ‘candidato al sacerdozio’. Non risulta quindi che Virgilio fosse stato ordinato sacerdote.
- La ricostruzione della sua attività dopo la dispersione della comunità di Carabanchel è sufficientemente coerente nelle fonti salesiane: Virgilio si spostò tra diversi rifugi e mantenne rapporti con i confratelli detenuti o nascosti. I dettagli delle singole giornate provengono tuttavia soprattutto dalla memoria salesiana e non sempre possono essere verificati attraverso testimonianze contemporanee indipendenti.
- La data del 29 settembre 1936 e il luogo di morte, Madrid, sono particolarmente solidi perché compaiono nella documentazione salesiana ufficiale e negli elenchi dei martiri. Una versione dell’indice del Martirologio disponibile online attribuisce erroneamente a Virgilio il 6 dicembre e Guadalajara, ma tale indicazione contraddice le fonti salesiane concordanti e i dati della causa; deve pertanto essere considerata un errore di indicizzazione o trascrizione, non una variante storica attendibile.
- La vicenda dell’arresto e dell’uccisione presso la cosiddetta checa di Marqués de Riscal è sostenuta dalla tradizione testimoniale salesiana, ma i particolari delle ultime ore non sono documentati con la stessa solidità della data e del luogo della morte. È quindi preferibile presentarli come ricostruzione testimoniale, evitando formulazioni eccessivamente categoriche.
- La storia del culto è meglio documentata dopo la morte che la biografia personale. La beatificazione del 2007 inserì Virgilio nel gruppo dei 498 martiri della persecuzione religiosa in Spagna, mentre la memoria salesiana conserva anche il ricordo specifico della comunità di Carabanchel Alto e del panteon nel quale sono custoditi i suoi resti.
- Nel complesso, la figura storica di Virgilio è sufficientemente definita nei suoi dati essenziali, mentre gli episodi più dettagliati relativi alla clandestinità e alle ultime ore devono essere letti alla luce della natura memoriale delle fonti. La distinzione tra dati documentari e tradizione salesiana consente una ricostruzione attendibile senza attribuirgli l’ordinazione sacerdotale o particolari non verificabili.

Fonti e bibliografia essenziale
- Società di San Francesco di Sales, Postulazione Generale, Dossier Postulazione Generale Salesiani di Don Bosco, Roma, 31 dicembre 2018. Il dossier identifica Virgilio Edreira Mosquera come chierico e registra la beatificazione del gruppo di Enrico Saiz Aparicio e 62 compagni martiri il 28 ottobre 2007.
- Società di San Francesco di Sales, Atti del Consiglio generale, 2006, documento relativo ai salesiani martiri della Spagna: Virgilio Edreira Mosquera è indicato come professo e candidato al sacerdozio, martirizzato con il fratello Francesco il 29 settembre 1936.
- Salesiani di Don Bosco, Elenco Annuario SDB 2024, sezione ‘Santi, Beati e Servi di Dio’: Virgilio Edreira Mosquera, Madrid, 29 settembre 1936, età 26 anni.
- Salesiani di Don Bosco, Santità salesiana 2024, elenco dei beati salesiani: Virgilio Edreira Mosquera è classificato come chierico nel gruppo di Enrico Saiz Aparicio e 62 compagni martiri.
- Salesiani di Don Bosco, Santità salesiana 2025, elenco aggiornato della Famiglia Salesiana: conferma della qualifica di chierico e della collocazione nella causa di Enrico Saiz Aparicio e 62 compagni martiri.
- Congregazione delle Cause dei Santi, Rito di beatificazione di 498 martiri della persecuzione religiosa in Spagna. Omelia del cardinale José Saraiva Martins, Piazza San Pietro, 28 ottobre 2007. Fonte ufficiale vaticana sulla beatificazione dei 498 martiri.
- Año Cristiano Franciscano, 29 settembre, voce dedicata ai beati Virgilio e Francesco Edreira Mosquera: utile per il confronto della tradizione biografica e per la loro qualificazione come salesiani professi e candidati al sacerdozio.
- Hispania Mártir, ‘Mañana del 22 de septiembre, en la madrileña Puerta de Hierro’: documentazione sulla comunità salesiana di Carabanchel Alto e indicazione del panteon salesiano come luogo di conservazione dei resti di Virgilio Edreira.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Il beato Virgilio Edreira Mosquera nacque il 27 novembre 1909, a La Coruña. Dopo aver deciso di farsi salesiano frequentò le scuole della congregazione a La Coruña, ad Astudillo (Palencia) e a Madrid-Paseo de Extremadura.
Il 12 ottobre 1931 professò come salesiano a Mohernando, Guadalajara, dove rimase per completare i suoi studi filosofici.  Nel 1933 fu assegnato a Carabanchel Alto per la conclusione del triennio pratico.
 All'assalto al seminario salesiano, il 20 luglio, don Virgilio fu in grado di mimetizzarsi tra gli aspiranti.
Inosservato, poi, si trasferì con loro nella scuola di Santa Barbara. Ma anche in quella sede la sua vita era in pericolo,  per cui si è trasferisce nella casa della signora Cristina Cobo, sorella dei salesiani Stefano e Federico Cobo Sanz.  Qui rimase fino a quando la segnalazione dei vicini lo costrinsero a cambiare di nuovo il suo rifugio.
Virgilio, sembra che sia andato alla pensione dove alloggiava suo fratello Francesco, che era un chierico della scuola Madrid-Paseo de Extremadura.
Da questo momento i due fratelli vissero insieme fino al giorno del loro arresto.
Mentre era a casa dei fratelli Cobo e successivamente nella pensione con suo fratello Francesco, Virgilio s’impegnò in un'attività intensa e continua.
Raccoglieva le notizie sulla situazione, che passava di bocca in bocca nelle strade e le comunicava ai suoi ai Superiori.
Visitò i prigionieri salesiani in prigione, visitò le pensioni e le case dove altri si erano rifugiati e divenne il collegamento tra gli incarcerati e i fratelli della città.
Ma le sue visite che faceva a Santa Barbara destarono i sospetti tra i miliziani, decisi di  identificarlo come religioso.
Infatti, un giorno lo seguirono da lontano, lo spiarono nella sua casa e una notte lo arrestarono con suo fratello Francesco.
 Secondo il racconto di un testimone diretto, i fratelli Edreira, dopo esser arrestati vennero portati dal marchese ceco de Riscal, e poi per il fatto di essere salesiani vennero ucisi il giorno 29 settembre 1936.  
Virgilio Edreira Mosquera è stato beatificato il 28 ottobre 2007 a Roma dal Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, durante la cerimonia di beatificazione di ben 498 martiri spagnoli.
La memoria liturgica comune dei 95 Beati Martiri Spagnoli Salesiani è celebrata il 22 settembre, mentre ciascuno è ricordato dal Martirologio nell'anniversario della martirio.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-09-16

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