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Carlo Casini Padre di famiglia

Festa: Testimoni

Firenze, 4 marzo 1935 - Roma, 23 marzo 2020

Magistrato, politico, protagonista del cattolicesimo impegnato nella società civile a difesa della vita nascente e contro l’aborto. Nel 1980 fonda il Movimento per la Vita, una realtà che ha ogni anno, tramite, i CAV, aiuta 20mila donne e ha fatto nascere 85mila bambini.



Al termine di una lunga malattia, che l’aveva costretto all’immobilità e al silenzio esteriore, è morto nella sua casa romana Carlo Casini, 85 anni, fondatore del Movimento per la Vita, tra i protagonisti del cattolicesimo impegnato nella società, nella cultura e nella politica tra XX e XXI secolo, magistrato, giurista, parlamentare, eurodeputato, promotore di iniziative pubbliche di straordinario rilievo ed efficacia che hanno portato negli anni a una immensa fioritura di bene. Al suo fianco, come sempre durante la malattia, instancabili, la moglie e i figli, tra i quali anche Marina, bioeticista, che ne ha raccolto il testimone nell’impegno alla guida del Movimento, del quale è presidente nazionale.
Gli ultimi mesi di calvario per il progredire della Sla, che ne aveva progressivamente spento le facoltà fisiche, sono state per Carlo Casini un continuo avvicinarsi all’unione definitiva con Dio al quale ha dedicato tutta la sua vita di padre di famiglia, di politico appassionato, di promotore di una mobilitazione sociale con pochi precedenti nella storia del cattolicesimo italiano, moderna per impostazione e metodi, laica nell’approccio, profondamente pervasa di valori evangelici come lievito nel buon pane dell’impegno dentro la città dell’uomo.
Lascia un esempio di eccezionale dedizione alla causa della vita nascente, per la quale ha profuso ogni energia umana, intellettuale e spirituale, battendosi non solo per fermare la legge 194 tramite il referendum abrogativo del 1981 ma anche per far germogliarte la pianta dapprima esile e oggi ricca di rami e frutti del Movimento per la Vita, come nell’immagine del granello di senapa, capace di esprimere centinaia di Centri aiuto alla Vita, il Progetto Gemma, case di accoglienza, con decine di migliaia d bambini aiutati a venire al mondo semplicemente mettendosi in ascolto e al fianco delle loro madri tentate per povertà, smarrimento, solitudine o disperazione di imboccare la drammatica scelta dell’aborto. Dentro le iniziative nate dalla sua intuizione si spende la generosità di un vasto e multiforme popolo di volontari, dai professionisti alle persone semplici, dagli intellettuali alle casalinghe, ai pensionati, ai tanti giovani che nella famiglia del Movimento per la Vita hanno trovato una via di dedizione al prossimo.
Ultima battaglia di Carlo Casini la campagna Uno di Noi, che con una mobilitazione popolare in tutto il Paese consenti’ la raccolta di centinaia di migliaia di firme a sostegno della petizione europea per la salvaguardia dell’embrione umano e dei suoi diritti, un’iniziativa profetica che puntava a porre la vita umana nel suo primo stadio come paradigma delle politiche dell’Unione. Uno sforzo incompreso purtroppo dalle istituzioni europee ma che ha fatto nascere una rete continentale di realtà associative ora impegnate nel proprio Paese e a livello comunitario per non calpestare i diritti dell’umanità fragile scartandola nel nome dell’efficienza e di un concetto spietato di salute come assenza di difetti, diritti che invece Casini ha rilanciato con energia come punto fermo della nostra civiltà, come sta confermando l’emergenza coronavirus, allacciando alleanze con tutte le persone delle dofferenti tradizioni di pensiero, ispirazioni culturali e appartenenze religiose che fossero in sintonia con questa certezza.
Dal letto della sua casa, persa ormai la facoltà della parola, ha continuato a comunicare con gli occhi, le mani, lo sguardo, immerso – dicono i testimoni – nella preghiera e nella contemplazione dentro la quale ha certamente riletto tutta la sua lunga e generosa esistenza spesa per gli altri, e accolto l’abbraccio nel quale il Signore della vita lo ha preso con sé alla vigilia della festa dell’Annunciazione e dei 25 anni del documento pontificio che ha ispirato i suoi passi: l’enciclica Evangelium Vitae firmata da Giovanni Paolo II il 25 marzo 1995. Ad attenderlo in Cielo ha certamente trovato a tendergli la mano il Papa della vita insieme alla sua grande amica, Madre Teresa di Calcutta, al genetista santo Jerome Lejeune e ai tanti volontari del Movimento per la Vita che gli devono l’aver scoperto per quale causa vale la pena spendersi.

Autore: Francesco Ognibene

Fonte: Avvenire

 


 

C’era in tutte le battaglie per la vita, Carlo Casini. Nel 1975 era un giovane pubblico ministero di Firenze. Indagando sulla"clinica degli aborti" mise le manette e fece trasferire alle Murate il segretario radicale Gianfranco Spadaccia. Qualche anno dopo, nel 1981, si battè per fermare la legge 194 sull'aborto. Combattere nell’agone politico (è stato parlamentare a Roma e a Bruxelles) non bastava. Capì che bisognava creare un vasto movimento, anzi una rete di movimenti, come il Movimento per la Vita (MPV), nato il 15 gennaio 1980, da cui sono scaturiti i CAV (Centri di aiuto alla Vita), il Progetto Gemma, le case di accoglienza e tante altre iniziative con decine di migliaia di bambini aiutati a venire al mondo semplicemente mettendosi in ascolto e al fianco delle loro madri tentate per povertà o paura di abortire.
Carlo Casini se n’è andato a Roma lunedì a mezzogiorno a 85 anni dopo una lunga malattia, la Sla, che l’aveva reso afono e costretto a ritirarsi dalla scena pubblica, passando il testimone della guida del MPV alla figlia Marina, bioeticista. Se n’è andato a venticinque anni del documento pontificio che ha ispirato i suoi passi: l’enciclica Evangelium Vitae firmata da Giovanni Paolo II il 25 marzo 1995 e che citava proprio la bella esperienza dei CAV. Casini era nato a Firenze il 4 marzo 1935. In magistratura dal 1961. Dal 1963 al ‘66 pretore a Empoli e dal 1966 al ‘79 sostituto procuratore a Firenze. Poi fu consigliere presso la Corte di Cassazione dal 1999 al 2003. Era docente di Diritto internazionale, Diritti umani e Bioetica presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum di Roma.
Dopo la magistratura, la carriera in politica nelle file della Dc. Viene eletto alla Camera per la prima volta nel 1979 Dopo lo scioglimento della DC, aderisce al PPI, in seguito passa al Centro Cristiano Democratico (CCD), per il quale è ricandidato alle europee ma non eletto, e successivamente all'UDC. È stato eletto parlamentare europeo nelle elezioni del 1984, del 1989 e del 1994. Ritorna al Parlamento europeo nel maggio 2006, subentrando ad Armando Dionisi, nel frattempo eletto deputato nazionale.
Con il MPV ha coinvolto migliaia di volontari che in questi anni si sono impegnati nei CAV e negli altri progetti, con creatività e dedizione. «È stato», ricorda Avvenire, «tra i protagonisti del cattolicesimo impegnato nella società, nella cultura e nella politica tra XX e XXI secolo, magistrato, giurista, parlamentare, eurodeputato, promotore di iniziative pubbliche di straordinario rilievo ed efficacia che hanno portato negli anni a una immensa fioritura di bene».
Il MPV nasce sull’esperienza del Centro di Aiuto alla Vita di Firenze nato il 22 maggio 1975, il primo in Italia, con lo scopo di contrastare il fenomeno dell'aborto, all'epoca illegale e effettuato in maniera clandestina; dare seguito, sul piano politico e sociale, alla dottrina morale della Chiesa cattolica, così come esposta nell'Humanae Vitae, l'enciclica scritta da Papa Paolo VI nel 1968. Successivamente a quell'esperienza fiorentina, nascono in tutto il Paese nuovi CAV e il 15 gennaio 1980, due anni dopo l'approvazione della legge sull'aborto, il Movimento per la Vita, federazione delle associazioni di aiuto alla vita operanti nel Paese. Il primo presidente è il milanese Francesco Migliori. Carlo Casini è stato presidente fino al marzo 2015. Ogni anno sono circa 20.000 le donne assistite in modo vario dagli oltre 300 CAV presenti in Italia. Dal 1975 i bambini che sono stati aiutati a nascere sono stati 85.000.
Nel 2005, il Movimento si oppose alle proposte di modifica alla legge 40/2004 riguardante la fecondazione assistita promosso dai Radicali, partecipando attivamente alla formazione del comitato "Scienza e Vita" e alla campagna astensionista sostenuta anche dalla Conferenza Episcopale Italiana, che aveva l'obiettivo di impedire il successo del referendum mediante il mancato raggiungimento del quorum.
L’ultima battaglia di Carlo Casini è stata la campagna Uno di Noi del 2013 che con una mobilitazione popolare in tutti e 28 paesi dell’Unione Europea consentì la raccolta di ben due milioni di firme a sostegno della petizione europea per la salvaguardia dell’embrione umano e dei suoi diritti. «I popoli europei», disse, «si sono espressi e con un risultato senza precedenti, chiedono alle Istituzioni comunitarie di uscire dall’equivoco e di affermare senza reticenze che ogni uomo è titolare di diritti, senza distinzioni o limiti. E, in particolare, lo è il più debole: il concepito non ancora nato».


Autore:
Antonio Sanfrancesco


Fonte:
Famiglia Cristiana

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Aggiunto/modificato il 2020-03-23

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