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San Mari Vescovo
Festa:
5 agosto (Chiese Orientali)
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† Seleucia-Ctesifonte o Mesopotamia, tra la fine del I e gli inizi del II sec.
Il secondo venerdì d'estate, la chiesa caldea e quella assira ricordano
mar Mari, apostolo della Siria, della Mesopotamia e della Persia. Le
fonti che narrano la vita di Mari, discepolo di Addai, che sarebbe stato
il primo dei settanta(due) discepoli inviati in missione da Gesù, sono
tardive e contraddittorie. Con esse ciò che si vuole tuttavia ricordare e
affermare è l'origine antichissima delle chiese siro-orientali. Secondo
la tradizione, Mari fu scelto da Addai per continuare la sua missione
evangelizzatrice nell'oriente. Ricevuto tale mandato, egli percorse la
Mesopotamia orientale, spingendosi a predicare sino ai contrafforti
dell'altopiano dell'Iran. A lui si deve la fondazione delle sedi
episcopali di Nisibi, di Kaškar e l'evangelizzazione della regione di
Seleucia-Ctesifonte. Ad Addai e Mari è attribuita una delle più antiche
anafore eucaristiche, tuttora in uso nelle liturgie siro-orientali. I
due apostoli sono ricordati insieme in varie regioni orientali, in date
che variano da una zona all'altra; la festa più importante è forse
quella che si celebra in Iraq e in Kurdistan il 5 di agosto, con una
ricca liturgia propria.
Etimologia: Mari deriva probabilmente dal siriaco Mar, 'signore', titolo onorifico largamente diffuso nel cristianesimo siriaco.
Emblema: Abiti episcopali orientali, croce processionale, rotolo del Vangelo, bastone pastorale, talvolta insieme a sant'Addai.
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La ricostruzione della vita di san Mari presenta notevoli difficoltà. Le testimonianze più antiche sono estremamente scarse, mentre i principali racconti agiografici, come gli Atti di Mar Mari, furono redatti soltanto tra il VI e il VII secolo, quando la Chiesa di Persia desiderava consolidare la memoria delle proprie origini apostoliche. Gli studiosi concordano nel ritenere che tali testi conservino un nucleo storico autentico, pur arricchito da numerosi episodi simbolici e leggendari.
Discepolo di Addai La tradizione siriaca presenta Mari come il principale collaboratore di sant'Addai, evangelizzatore di Edessa. Dopo la fondazione della Chiesa edessena, Addai avrebbe inviato Mari verso le regioni orientali affinché il Vangelo raggiungesse le popolazioni della Mesopotamia e dell'Impero dei Parti. Questo mandato missionario rappresenta il momento centrale della sua vicenda ed esprime la consapevolezza, maturata nelle Chiese siriache, di possedere origini direttamente collegate alla predicazione apostolica.
L'evangelizzazione della Mesopotamia Secondo la tradizione Mari percorse un territorio vastissimo, seguendo le principali vie commerciali lungo il Tigri e l'Eufrate. La sua predicazione avrebbe interessato Ninive, Nisibi, Kaškar e numerosi altri centri della Mesopotamia, raggiungendo infine Seleucia-Ctesifonte, capitale dell'Impero partico. Pur non essendo verificabili nei dettagli, queste tradizioni riflettono un dato storicamente plausibile: tra la fine del I e il II secolo il cristianesimo iniziò realmente a diffondersi verso l'Oriente attraverso mercanti, missionari e comunità giudeo-cristiane.
Primo vescovo della Chiesa persiana Le liste episcopali orientali considerano Mari il primo vescovo di Seleucia-Ctesifonte, sede che nei secoli successivi divenne il centro del Catholicos della Chiesa d'Oriente. Sebbene questa successione apostolica non possa essere documentata con certezza per il periodo più antico, essa costituì un elemento decisivo dell'identità ecclesiale delle comunità siriache.
La morte Non si conoscono né la data né le circostanze della morte. La tradizione afferma che concluse serenamente la propria missione dopo avere consolidato numerose comunità cristiane. Non è ricordato come martire, ma come vescovo e missionario.
L'Anafora di Addai e Mari L'eredità più importante legata al suo nome è senza dubbio l'Anafora di Addai e Mari, una delle più antiche preghiere eucaristiche della cristianità. Elaborata probabilmente tra il III e il IV secolo, essa continua a essere utilizzata dalla Chiesa assira d'Oriente, dalla Chiesa cattolica caldea e dalla Chiesa siro-malabarese. La sua peculiarità consiste nella mancanza del racconto esplicito dell'istituzione eucaristica, caratteristica che ha suscitato un intenso dibattito teologico. Nel 2001 la Santa Sede ne ha riconosciuto la piena validità liturgica, sottolineandone l'antichissima tradizione apostolica.
Le Chiese dell'Oriente San Mari occupa un posto privilegiato nella memoria delle Chiese siriache orientali. La sede patriarcale della Chiesa assira d'Oriente viene tradizionalmente definita "Sede di Mar Addai e Mar Mari", a testimonianza del ruolo fondativo attribuito ai due evangelizzatori.
Storia e tradizione Gli storici distinguono attentamente tra i dati storicamente verificabili e quelli appartenenti alla tradizione ecclesiale. Sono considerati storicamente plausibili l'antichissima evangelizzazione della Mesopotamia e l'esistenza di una memoria missionaria collegata ad Addai e Mari; risultano invece difficilmente verificabili molti particolari narrativi degli Atti di Mar Mari, come i dialoghi, i miracoli e l'esatta successione degli itinerari missionari.
Il culto San Mari è venerato soprattutto nelle Chiese assira d'Oriente, caldea e siro-malabarese. In Iraq e nel Kurdistan la celebrazione del 5 agosto costituisce una delle ricorrenze liturgiche più solenni dedicate agli apostoli dell'Oriente. In altre tradizioni orientali la memoria ricorre in date differenti, a testimonianza dell'antichità e della diffusione del suo culto.
Autore: Giampietro Cattini
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