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Beato Fulgenzio Martinez Garcia Sacerdote e martire

Festa: 4 ottobre

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Ribera de Molina, Murcia, Spagna, 14 agosto 1911 - Espinardo, Murcia, Spagna, 4 ottobre 1936

Fu un sacerdote della diocesi di Cartagena, nato nel 1911 a Ribera de Molina e ucciso a Espinardo, presso Murcia, il 4 ottobre 1936, durante la persecuzione religiosa sviluppatasi nel contesto della guerra civile spagnola. Entrato a dodici anni nel Seminario di San José di Murcia, durante gli anni della formazione aderì alla Terza Ordine Francescano. Ordinato sacerdote il 15 giugno 1935, fu destinato alla rettoria di La Paca e alla cura pastorale di Don Gonzalo, nel territorio di Lorca. Il 18 o 19 luglio 1936 fu arrestato e condotto nel carcere di Lorca; il 28 settembre venne trasferito a Murcia, dove fu detenuto nella chiesa di San Juan, trasformata in luogo di prigionia. Le fonti della causa lo presentano come vittima della persecuzione religiosa e riferiscono che fu condannato a morte ed eseguito il 4 ottobre 1936. La Chiesa cattolica lo ha riconosciuto martire e lo ha beatificato a Tarragona il 13 ottobre 2013, insieme ad altri 521 martiri del XX secolo in Spagna.

Etimologia: Dal latino Fulgentius, da fulgens, 'splendente', 'fulgente'


Fulgenzio Martínez García nacque il 14 agosto 1911 a Ribera de Molina, località oggi appartenente al comune di Molina de Segura, nella regione di Murcia. Era il primogenito di Fulgencio Martínez Bernal ed Emérita García García e crebbe in una famiglia numerosa. Fu battezzato il giorno successivo nella parrocchia del Sagrado Corazón de Jesús.
Le fonti agiografiche riferiscono che fin dall'infanzia manifestò il desiderio di diventare sacerdote. Seguendo l'esempio dello zio Jesús García García, entrò come alunno interno nel Seminario di San José di Murcia all'età di dodici anni. Durante gli anni seminaristici entrò nella Terza Ordine Francescano, appartenenza che mantenne per tutta la vita.
Nel 1919 ricevette la confermazione dal vescovo di Cartagena Vicente Alonso y Salgado e il 29 maggio dello stesso anno ricevette la prima comunione. Sul giorno esatto della confermazione esiste una divergenza tra le fonti: la ricostruzione francescana indica il 13 gennaio, mentre la fonte diocesana riprodotta da Catholic.net indica il 31 gennaio. È quindi preferibile non assumere come definitivamente risolta la questione del giorno.
Durante gli anni del seminario collaborò anche alla pubblicazione del settimanale ciclostilato El Ideal, realizzato insieme ad altri seminaristi. Le fonti riferiscono inoltre che nel 1933-1934 prestò il servizio militare.

Il sacerdozio
Il 15 giugno 1935 fu ordinato sacerdote dal vescovo di Cartagena. Circa due mesi dopo ricevette il primo incarico pastorale, la rettoria di La Paca, nel territorio di Lorca, con responsabilità anche per Don Gonzalo.
Le fonti della memoria ecclesiale locale lo descrivono come un sacerdote particolarmente impegnato nella vita pastorale. Preparava accuratamente le omelie, visitava le famiglie, si occupava della catechesi e prestava attenzione alle persone povere. Per avvicinare i bambini alla vita della parrocchia organizzò iniziative ricreative e realizzò personalmente un presepe animato.
La sua permanenza a La Paca durò circa un anno. La documentazione francescana sottolinea il rinnovato interesse della popolazione per la pratica religiosa durante il suo ministero, ma tali valutazioni appartengono soprattutto alla memoria ecclesiale successiva e vanno distinte dalla documentazione strettamente contemporanea agli eventi.

L'arresto e la prigionia
Dopo l'inizio della guerra civile spagnola, Martínez García fu arrestato a La Paca e condotto nel carcere di Lorca. Anche su questo punto le fonti non sono perfettamente concordi: la ricostruzione francescana indica il 18 luglio 1936, mentre la fonte diocesana indica il 19 luglio. È pertanto più prudente collocare l'arresto tra il 18 e il 19 luglio 1936.
Fu trattenuto a Lorca come prigioniero politico e successivamente trasferito a Murcia. Il 28 settembre 1936 venne condotto nella chiesa di San Juan, trasformata in luogo di detenzione, in attesa di essere giudicato da un tribunale popolare.
Le fonti della causa riferiscono che l'accusa riguardava una presunta dichiarazione ostile al governo. La ricostruzione agiografica sostiene che l'accusa non corrispondesse alla realtà e che la sua condizione sacerdotale costituisse il motivo sostanziale della persecuzione. Questa interpretazione appartiene alla documentazione ecclesiastica della causa e deve essere distinta dalla descrizione strettamente archivistica del procedimento giudiziario.

La condanna e il martirio
La documentazione francescana colloca la condanna a morte al 2 ottobre 1936. Secondo la stessa fonte, quando il giorno successivo gli fu comunicata la condanna, Martínez García manifestò serenità e disponibilità a offrire la propria vita.
Esiste tuttavia un elemento documentario che impone cautela: l'Archivo General de la Región de Murcia conserva una scheda relativa alle diligencias, al giudizio e alla sentenza del Tribunal Especial Popular celebrato a Murcia il 4 ottobre 1936, procedimento nel quale compare anche Fulgenzio Martínez García. La documentazione archivistica e quella agiografica non coincidono quindi perfettamente nella datazione del procedimento.
Le fonti della causa riferiscono che Martínez García scrisse lettere ai familiari durante gli ultimi giorni di vita. In una di esse manifestò la volontà di affrontare serenamente la morte e di offrire la propria vita a Cristo. Il contenuto delle lettere appartiene alla documentazione agiografica trasmessa dalla causa e viene presentato come testimonianza del suo atteggiamento religioso di fronte alla morte.
Il 4 ottobre 1936 fu condotto al campo di tiro di Espinardo, presso Murcia. Secondo la tradizione conservata dalle fonti della causa, rifiutò di essere bendato e affrontò il plotone di esecuzione pronunciando un'invocazione a Cristo Re. Fu sepolto nella stessa giornata.

La causa di beatificazione
La fama di martirio dei quattro Servi di Dio della causa, tra i quali Fulgenzio Martínez García, portò all'apertura del processo informativo nella diocesi di Cartagena. Il procedimento diocesano si svolse tra il 1963 e il 1964. La Congregazione delle Cause dei Santi ne riconobbe la validità giuridica con decreto del 5 giugno 1992.
Il 25 settembre 2009 si svolse il Congresso peculiare dei consultori teologi, che espressero parere favorevole. Il 16 novembre 2010 i cardinali e vescovi della Congregazione riconobbero il martirio dei quattro Servi di Dio. Il 10 dicembre 2010 Benedetto XVI autorizzò la pubblicazione del decreto sul martirio.
Il riconoscimento ecclesiale del martirio costituisce quindi il risultato di un lungo procedimento canonico, distinto dalla sola devozione locale e fondato sulla documentazione raccolta nel processo.

La beatificazione
Fulgenzio Martínez García fu beatificato a Tarragona il 13 ottobre 2013, insieme a un gruppo complessivo di 522 martiri del XX secolo in Spagna. La celebrazione fu presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Nella stessa causa furono beatificati Antonio Faúndez López, sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori, Buenaventura Muñoz Martínez, religioso dello stesso Ordine, e Pedro Sánchez Barba, sacerdote diocesano e membro della Terza Ordine Francescano. Martínez García e Sánchez Barba appartenevano quindi al clero diocesano ed erano membri del Terz'Ordine Francescano.

Le reliquie e la memoria
Dopo la beatificazione, le reliquie di Fulgenzio Martínez García furono trasferite nella sua località natale. Il trasferimento alla parrocchia del Sagrado Corazón de Jesús di Ribera de Molina avvenne nel novembre 2013 durante una celebrazione presieduta dal vescovo di Cartagena José Manuel Lorca Planes. Le reliquie furono collocate in una cappella della chiesa per la venerazione dei fedeli.
La memoria del Beato rimane quindi particolarmente legata a Ribera de Molina, luogo della nascita e del battesimo, e a La Paca, dove svolse il suo breve ministero sacerdotale.

La documentazione sul martirio
La vicenda di Fulgenzio Martínez García presenta due livelli documentari distinti. Da una parte vi sono gli atti giudiziari e archivistici relativi al procedimento celebrato nel 1936; dall'altra vi è la documentazione ecclesiastica raccolta nella causa di beatificazione.
L'Archivo General de la Región de Murcia conserva una documentazione relativa alle diligencias, al giudizio e alla sentenza del Tribunal Especial Popular nei confronti di Martínez García e di altri imputati. La scheda archivistica data il procedimento al 4 ottobre 1936.
La documentazione francescana utilizzata per la causa, invece, colloca la condanna al 2 ottobre 1936 e descrive gli ultimi giorni del sacerdote sulla base delle testimonianze raccolte nel procedimento canonico. La differenza non deve essere eliminata artificialmente: rappresenta una questione cronologica che richiede di distinguere la data attribuita alla sentenza nella documentazione agiografica da quella registrata nella scheda archivistica.

L'appartenenza francescana
Martínez García entrò nella Terza Ordine Francescano durante gli anni del seminario. Non era quindi un religioso professo dell'Ordine dei Frati Minori, ma un sacerdote diocesano appartenente al Terz'Ordine, oggi identificato con l'Ordine Francescano Secolare. La stessa causa distingue infatti Martínez García e Pedro Sánchez Barba dai due religiosi appartenenti all'Ordine dei Frati Minori.

Le reliquie a Ribera de Molina
Il trasferimento delle reliquie nel novembre 2013 ha consolidato il legame tra il culto del Beato e la sua comunità d'origine. La celebrazione fu presieduta dal vescovo di Cartagena e le reliquie furono collocate in una cappella della chiesa del Sagrado Corazón de Jesús.

Curiosità
- Durante il seminario collaborò alla pubblicazione del settimanale ciclostilato El Ideal, realizzato insieme ad altri seminaristi.
- Era membro della Terza Ordine Francescano già durante gli anni della formazione seminaristica.
- Aveva soltanto 25 anni quando fu ucciso, poco più di un anno dopo l'ordinazione sacerdotale.
- Le reliquie furono riportate nel suo paese natale pochi giorni dopo la beatificazione, nel novembre 2013.

Cronologia
- 14 agosto 1911 - Nasce a Ribera de Molina.
- 15 agosto 1911 - Riceve il battesimo.
- gennaio 1919 - Riceve la confermazione; le fonti indicano il 13 o il 31 gennaio.
- 29 maggio 1919 - Riceve la prima comunione.
- circa 1923 - Entra nel Seminario di San José di Murcia.
- 1933-1934 - Presta il servizio militare.
- 15 giugno 1935 - È ordinato sacerdote.
- agosto 1935 - È destinato alla rettoria di La Paca e alla cura di Don Gonzalo.
- 18-19 luglio 1936 - Viene arrestato e condotto nel carcere di Lorca.
- 28 settembre 1936 - È trasferito a Murcia e detenuto nella chiesa di San Juan.
- 2 ottobre 1936 - Le fonti della causa collocano in questa data la condanna a morte.
- 4 ottobre 1936 - È ucciso a Espinardo e sepolto nella stessa giornata.
- 1963-1964 - Si svolge il processo informativo diocesano.
- 5 giugno 1992 - È riconosciuta la validità giuridica del processo.
- 25 settembre 2009 - I consultori teologi esaminano la causa.
- 16 novembre 2010 - I cardinali e vescovi riconoscono il martirio.
- 10 dicembre 2010 - Benedetto XVI autorizza la pubblicazione del decreto sul martirio.
- 13 ottobre 2013 - È beatificato a Tarragona.
- novembre 2013 - Le reliquie sono trasferite nella chiesa del Sagrado Corazón de Jesús di Ribera de Molina.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Fulgenzio Martínez García è ben documentata: fu sacerdote della diocesi di Cartagena, originario di Ribera de Molina, membro della Terza Ordine Francescano e morto a Espinardo il 4 ottobre 1936.
- Sono solidamente attestati la nascita, il battesimo, la prima comunione, l'ingresso nel seminario, l'ordinazione sacerdotale del 15 giugno 1935, il ministero a La Paca e Don Gonzalo e la morte del 4 ottobre 1936.
- La data della confermazione presenta una divergenza tra le fonti: la ricostruzione francescana indica il 13 gennaio 1919, mentre la fonte diocesana indica il 31 gennaio 1919. È preferibile mantenere entrambe le attestazioni senza scegliere arbitrariamente una delle due.
- Anche la data dell'arresto non è uniforme: una fonte indica il 18 luglio 1936, un'altra il 19 luglio. Per questo nella cronologia è opportuno riportare entrambe le date.
- La data della condanna richiede particolare cautela. La documentazione francescana della causa indica il 2 ottobre 1936, mentre la scheda dell'Archivo General de la Región de Murcia registra un giudizio e una sentenza del Tribunal Especial Popular datati 4 ottobre 1936. La discrepanza deve essere esplicitata e non risolta senza ulteriore documentazione.
- Il riconoscimento ecclesiale del martirio è documentato dall'iter canonico della causa: processo informativo diocesano, validità giuridica, esame dei consultori teologi, voto dei cardinali e vescovi e decreto pontificio del 2010.
- La beatificazione del 13 ottobre 2013 a Tarragona è documentata dalle fonti della diocesi di Cartagena e dalla documentazione francescana.
- Le reliquie sono documentate nella chiesa del Sagrado Corazón de Jesús di Ribera de Molina dal novembre 2013.
- Non risultano elementi sufficienti per attribuire al Beato specifici patronati o miracoli propri della causa di beatificazione.

Fonti e bibliografia essenziale
- Archivo General de la Región de Murcia, FR, AHN, R-89/1,3, documentazione relativa alle diligencias, al giudizio e alla sentenza del Tribunal Especial Popular nei confronti di Fulgenzio Martínez García e altri imputati.
- Provincia Franciscana de la Inmaculada Concepción, Beatos Antonio Faúndez López, Buenaventura Muñoz Martínez, Pedro Sánchez Barba y Fulgencio Martínez García, ricostruzione biografica e documentazione dell'iter della causa.
- Diócesis de Cartagena, documentazione biografica relativa a Fulgenzio Martínez García, riprodotta dalla fonte diocesana.
- Seminario San Fulgencio, Diócesis de Cartagena, documentazione sulla beatificazione dei martiri di Tarragona del 2013.
- Documentazione relativa al trasferimento delle reliquie del Beato Fulgenzio Martínez García nella parrocchia del Sagrado Corazón de Jesús di Ribera de Molina, 2013.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Fulgenzio Martinez Garcia nacque il 14 agosto 1911 a Ribera de Molina (Murcia) in Spagna ed è stato battezzato il giorno successivo, giorno dell'Assunta, nella parrocchia del Sagrado Corazón de Jesús. Era il primogenito di undici figli.
L’ambiente familiare in cui visse gli trasmise una solida formazione cristiana, tanto che ben presto si sentì di essere chiamato alla vocazione sacerdotale.
A sette anni,13 gennaio 1919 ricevette il sacramento della confermazione dal vescovo di Cartagena mons. Alonzo Falgado e il 29 maggio fece la sua prima comunione.
Fulgenzio seguì le orme dello zio materno entrando nel seminario di San José de Murcia a dodici anni.
In seminario diede prova delle sue qualità umane e spirituali che gli valsero la stima dei suoi superiori.
Mentre era in seminario, durante le vacanze pubblicava un settimanale ciclostilato, "L'Ideale", che dirigeva e confezionava con altri seminaristi. Inoltre in quegli anni entrò a far parte del Terz'Ordine francescano.
Fulgenzio nel 1933-34, a ventidue anni, dovette fare il servizio militare. Fu un periodo non facile in cui dovette confrontarsi con i suoi compagni su molti temi religiosi. 
Il giorno 15 giugno del 1935 fu ordinato sacerdote, celebrando la sua prima messa solenne nel giorno del Corpus Domini a Ribera de Molina, suo paese natale
Don Fulgenzio fu nominato parroco de La Paca dove svolse un’azione pastorale mirata a far partecipare tutti i suoi fedeli alla messa domenicale. Oltre ad essere attento alla liturgia visitava le case dei suoi parrocchiani, si occupava dei poveri con ciò che aveva di suo e chiedendo ai più ricchi di aiutarlo nell’impresa. 
Nello giorno della sollevazione nazionale, il 18 luglio 1936, anche don Fulgenzio fu tra i molti sacerdoti che furono arrestati. Condotto al carcere di Lorca, il 19 luglio, fu dichiarato prigioniero politico e accusato di tramare contro il regime di governo, insieme ad altri residenti de La Paca.
Il 28 settembre don Fulgenzio fu trasferito nella chiesa di San Giovanni di Murcia, trasformata in carcere, per essere giudicato dal tribunale popolare. Sapeva che sarebbe stato condannato a morte solo per il fatto di essere sacerdote.
Anche se la sua famiglia fece dei tentativi per liberarlo fu chiaramente detto "E’ un sacerdote e nulla può essere fatto per lui".
 La condanna a morte fu emessa il 2 ottobre, con la falsa accusa di aver dichiarato “E’ caduto il governo dei traditori”.
Dopo la sentenza si confessò e dimostrò una grande serenità.
Scrisse alcune lettere, una ai suoi genitori, una ai parenti e conoscenti di La Ribera e un'altra al suo amatissimo fratello Vincenzo, che era gesuita.
Nella sua ultima lettera ai genitori, datata 4 ottobre 1936, scrisse: “Non soffrite per la mia morte, perché mi sento molto onorato di soffrire per Cristo. Vado allegro e contento verso la morte e la offro in riparazione dei miei peccati e affinché abbia presto termine questo lutto che va insanguinando la Spagna. Che questo sangue che scorre, sia seme di buoni cristiani e occasione di una rigenerazione spirituale della patria”. 
Morì sereno, perdonando i firmatari della sua sentenza chiedendo a Dio il loro perdono.
La mattina del 4 ottobre del 1936, giorno di San Francesco d'Assisi, fu eseguita la sentenza. Condotto al campo di tiro di Espinardo non volle essere bendato e di fronte al plotone di esecuzione gridò le sue ultime parole: “Viva Cristo Re e viva la Spagna Cat…”.
Fu sepolto la sera stessa del 4 ottobre 1936.
La fama del martirio di Fulgenzio Martinez Garcia e altri tre Servi di Dio francescani si diffuse nella comunità ecclesiale, per cui dal 1963 al 1964 si celebrò il processo informativo presso la Diocesi di Cartagena-Murcia. La validità giuridica di tale processo fu riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi il giorno 5 giugno 1992.
Preparata la Positio super martyrio, il 25 settembre 2009 si celebrò il Congresso dei Consultori Teologi, che espresse parere favorevole.
I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 16 novembre 2010, riconobbero che i suddetti Servi di Dio furono uccisi per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa.
Il Santo Padre Benedetto XVI il 10 dicembre 2010 autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a pubblicare il Decreto super martyrio.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-09-17

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