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Inghilterra, circa 940 - Londra, Inghilterra, tra il 1000 e il 1003
Nata intorno al 940 da nobile famiglia sassone occidentale, Vulfilde scelse fin dalla giovinezza la vita consacrata, entrando nel monastero di Wilton dove ricevette la sua formazione spirituale e intellettuale. La sua elezione a badessa di Barking Abbey, avvenuta intorno al 970 per volontà di re Edgard il Pacifico, segnò l'inizio di un fecondo ministero che avrebbe profondamente segnato la storia del monastero. Barking, fondato nel 666 da sant'Erkenwald per sua sorella sant'Etelburga, era stato distrutto dai Vichinghi nell'871 e rifondato nel X secolo come monastero benedettino femminile, diventando rapidamente una delle istituzioni religiose più prestigiose e ricche d'Inghilterra. Oltre alla guida di Barking, Vulfilde fondò e diresse il monastero di Horton, estendendo così la propria influenza spirituale su una rete di comunità religiose.
Etimologia: Dal germanico antico, composto da wulf (lupo) e hild (battaglia), quindi colei che combatte come un lupo.
Emblema: Abito benedettino da badessa, pastorale, libro della Regola, corona (simbolo della rinuncia alle nozze reali).
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Vulfilde (Wulfhild, Wulfhilda, Wulphilda, Wilfrida, Wulfreda) nacque intorno al 940 in una nobile famiglia del Wessex, molto probabilmente figlia di Wulfhelm, un importante aristocratico sassone. L'Inghilterra del tempo stava attraversando una fase di rinascita religiosa e politica dopo le devastazioni vichinghe dei secoli precedenti. Le famiglie nobili anglosassoni destinavano spesso le proprie figlie alla vita monastica, sia per vocazione genuina sia per ragioni politiche e sociali. Fin dalla giovane età, Vulfilde fu affidata alle cure delle monache di Wilton Abbey, uno dei più prestigiosi monasteri femminili dell'Inghilterra anglosassone. Wilton era rinomato per l'eccellenza della formazione spirituale e culturale che offriva alle giovani nobili, e qui Vulfilde maturò progressivamente la propria vocazione religiosa. La tradizione manoscritta di Wilton, la liturgia raffinata e la disciplina monastica plasmarono il suo carattere e la prepararono alle future responsabilità.
La vocazione e le pressioni del potere Secondo la tradizione agiografica tramandata da Goscelino, Vulfilde avrebbe attratto l'attenzione di re Edgard il Pacifico, che governò l'Inghilterra dal 959 al 975. Il sovrano, colpito dalla bellezza e dalla virtù della giovane, avrebbe cercato di ottenerne la mano in matrimonio. Questa narrazione, sebbene arricchita da elementi leggendari tipici dell'agiografia medievale, riflette una realtà storica plausibile: le nobili destinatarie di formazione monastica erano spesso oggetto di interesse matrimoniale da parte del potere regio. Vulfilde rifiutò fermamente le avances reali, manifestando la propria irrevocabile determinazione a consacrarsi a Dio. La tradizione narra che Edgard, pentitosi della propria insistenza, avrebbe poi favorito la nomina di Vulfilde a badessa di Barking come forma di riparazione. Al di là degli elementi agiografici, è storicamente documentato che intorno al 970 re Edgard la nominò badessa di Barking Abbey, affidandole una delle comunità monastiche più importanti del regno.
Il governo di Barking Abbey Barking Abbey rappresentava un'istituzione di prim'ordine nella Chiesa inglese. Fondato nel 666 da sant'Erkenwald, vescovo di Londra, per sua sorella sant'Eteldburga, il monastero era stato distrutto dai Vichinghi nell'871 durante le incursioni danesi. Nel X secolo, nell'ambito della grande riforma monastica benedettina promossa da san Dunstan e sostenuta da re Edgard, Barking era stato rifondato come monastero benedettino femminile, rapidamente riacquistando prestigio e ricchezza. Sotto la guida di Vulfilde, Barking conobbe un periodo di particolare splendore. La badessa governò il monastero con saggezza e fermezza, mantenendo alta la disciplina monastica e promuovendo la vita spirituale e culturale della comunità. Barking divenne il terzo monastero più ricco d'Inghilterra, come attestato dai documenti successivi alla conquista normanna del 1066. La badessa esercitava non solo autorità spirituale sulle proprie monache, ma anche giurisdizione su altri monasteri della regione, tra cui Horton, Shaftesbury e Wareham.
La fondazione di Horton e l'espansione della rete monastica Oltre al governo di Barking, Vulfilde fondò e diresse il monastero di Horton, dimostrando una notevole capacità organizzativa e visionaria. La fondazione di nuove comunità monastiche era un'impresa complessa che richiedeva risorse economiche, sostegno politico e capacità di reclutamento. Il successo di Horton testimonia il prestigio e le competenze di Vulfilde come leader religioso. La badessa esercitava quindi autorità su una vera e propria rete di comunità monastiche femminili, coordinando la vita spirituale e amministrativa di numerosi monasteri. Questa struttura gerarchica rifletteva il modello benedettino di federazione monastica e conferiva a Vulfilde un'influenza considerevole nella Chiesa inglese del tempo.
Il conflitto con Ælfthryth e le difficoltà del ministero Alcune fonti storiche accennano a un conflitto tra Vulfilde e Ælfthryth, la terza moglie di re Edgard, che avrebbe portato all'espulsione temporanea della badessa da Barking. Ælfthryth era una figura politica di primo piano, madre del futuro re Etelredo II, e le sue ambizioni potevano entrare in conflitto con l'autonomia dei monasteri femminili. Questo episodio, sebbene scarsamente documentato, è plausibile nel contesto delle tensioni tra potere regio e autonomie monastiche nel X secolo inglese. Le badesse di grandi monasteri come Barking godevano di notevole indipendenza, ma dovevano comunque confrontarsi con le pressioni della corte e dell'aristocrazia. La capacità di Vulfilde di mantenere la propria autorità nonostante queste difficoltà testimonia la sua fermezza e il prestigio di cui godeva.
Gli ultimi anni e la morte Vulfilde morì a Londra tra il 1000 e il 1003, dopo oltre trent'anni di governo monastico. Fu sepolta a Barking Abbey, dove la sua memoria fu venerata dalla comunità monastica. La tradizione fissa la sua memoria liturgica al 9 settembre, data del dies natalis, mentre il 23 settembre commemorava la traslazione delle sue reliquie. La sua scomparsa segnò la fine di un'epoca aurea per Barking Abbey, ma la memoria della santa badessa continuò a ispirare le generazioni successive di monache. Il monastero mantenne il proprio prestigio fino alla dissoluzione dei monasteri sotto Enrico VIII nel XVI secolo.
Il culto e la tradizione agiografica Il culto di santa Vulfilde si sviluppò progressivamente dopo la sua morte, radicato principalmente nella comunità di Barking Abbey e nelle comunità monastiche da lei guidate. La memoria liturgica del 9 settembre fu osservata regolarmente nel calendario benedettino inglese fino alla Riforma. La principale fonte agiografica è la "Vita Vulphildae" redatta da Goscelino di Saint-Bertin intorno al 1086, oltre un secolo dopo la morte della santa. Goscelino, monaco benedettino originario delle Fiandre ma attivo in Inghilterra, fu uno dei principali agiografi dell'epoca normanna, dedicandosi alla celebrazione dei santi anglosassoni. La sua opera, sebbene preziosa per la conservazione della memoria di Vulfilde, contiene inevitabilmente elementi leggendari e topoi agiografici tipici del genere.
La confusione con Wulfthryth di Wilton Un problema storiografico significativo riguarda la confusione tra Vulfilde e Wulfthryth (o Wulfrida) di Wilton, un'altra badessa del X secolo legata a re Edgard. Wulfthryth fu infatti brevemente consorte di Edgard prima di ritirarsi a Wilton, dove divenne badessa e fu venerata come santa dopo la morte. La similarità dei nomi, il comune rapporto con re Edgard e la contemporanea attività come badesse nel X secolo hanno generato secoli di confusione tra le due figure, alimentata anche dalla "Vita Vulphildae" di Goscelino. Solo la critica storiografica moderna ha chiarito definitivamente la distinzione tra le due sante, riconoscendo in Vulfilde la badessa di Barking e Horton, e in Wulfthryth la badessa di Wilton.
Barking Abbey: storia e distruzione Barking Abbey, il monastero guidato da Vulfilde, rappresentò per quasi nove secoli uno dei centri più importanti della vita religiosa femminile inglese. Dopo la rifondazione del X secolo, il monastero mantenne il proprio prestigio attraverso il periodo normanno e il Medioevo. L'abbazia fu distrutta durante la dissoluzione dei monasteri voluta da Enrico VIII tra il 1536 e il 1540. I resti archeologici oggi visibili a Barking, nell'East London, testimoniano la grandiosità dell'antico complesso monastico. Alcuni elementi architettonici e manoscritti miniati provenienti da Barking sono conservati in musei e biblioteche britanniche.
Curiosità - La tradizione narra che re Edgard, pentitosi del proprio corteggiamento insistente verso Vulfilde, l'avrebbe nominata badessa di Barking come forma di riparazione. Questo episodio, sebbene di dubbia storicità, riflette il complesso rapporto tra potere regio e vocazioni religiose nell'Inghilterra del X secolo. - Vulfilde è menzionata nel Martirologio di Watson come "wife of the holy King Edgar", testimonianza della confusione storica che l'ha caratterizzata per secoli, poiché in realtà rifiutò sempre il matrimonio con il sovrano.
Cronologia c. 940: Nascita di Vulfilde da nobile famiglia del Wessex c. 950-960: Formazione a Wilton Abbey c. 970: Nomina a badessa di Barking Abbey da parte di re Edgard il Pacifico c. 970-980: Fondazione del monastero di Horton 975: Morte di re Edgard 1000-1003: Morte di Vulfilde a Londra 1086: Goscelino di Saint-Bertin redige la "Vita Vulphildae" 1536-1540: Dissoluzione di Barking Abbey sotto Enrico VIII. Autore: Enrico Quiri
Santa Vulfilde (Wilfrida, Wulfhilda o Wulphilda) è stata una badessa di Barking vissuta nel X secolo.
Secondo i testi antichi anglosassoni era nata nel 940 e, fin dalla sua giovinezza, per la sua educazione e crescita fu affidata alla cura delle monache.
Vulfilde, dopo aver scelto di consacrarsi per tutta la vita, è stata nominata da parte del re Edgard il Pacifino, bedessa del monastero di Barking, che si trovava nel quartiere della periferia di Londra, a pochi chilometri ad est di Charing Cross.
Il monastero che era stato fondato nel 666, comprendeva la giurisdizione di altri cinque monasteri ubicati nelle vicinanze di Barking, tra cui quello di Horton, Shaftesbury e Wareham.
Le cronache dell’epoca riportano che santa Vilfilde sia morta a Londra tra gli anni 1000-1003 e che fu sepolta a Barking nel Susset.
Le vicende biografiche di santa Vulfilde, per l’affinità del nome e il rapporto con re Edgard, è stata per anni confusa con Vulftrude di Wilton. Confusione che è stata alimentata, tra gli altri, dal testo “Vita Vulphildae” di Goscelino, scritto intorno all’anno 1086.
Santa Vulfilda è festeggiata e ricordata nel giorno della sua festa il 9 settembre e anche il 23 settembre, giorno in cui si ricorda la sua traslazione.
Autore: Mauro Bonato
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