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Beato Giovanni Elías Medina Sacerdote e martire

Festa: 25 settembre

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Castro del Río, Spagna, 16 dicembre 1902 - 25 settembre 1936

Juan Elías Medina nacque a Castro del Río, presso Cordova in Spagna, il 16 novembre 1902. A quindici anni entrò nel Seminario diocesano di Cordova, privo di mezzi ma pieno di zelo. Fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1926 e iniziò il ministero come viceparroco a Pedro Abad il 1° luglio 1926. Il 26 giugno 1933 fu nominato parroco-economo della parrocchia di Nostra Signora del Carmelo del suo paese natale, ma cominciò a presentire l’inizio della persecuzione antireligiosa che, di lì a poco, avrebbe sconvolto la Spagna. Il 21 luglio 1936 fu arrestato dopo che, richiesto di presentare le proprie armi, aveva mostrato il suo crocifisso. Durante la prigionia confortò i compagni, amministrò la Confessione a molti di loro e pregò a lungo col Rosario e col Breviario. Il 25 settembre 1936 fu sottoposto a un interrogatorio, durante il quale, per tre volte, ribadì il proprio stato sacerdotale. Lo stesso giorno, insieme ad altri quattordici prigionieri, venne fucilato presso il cimitero di Castro del Río. La sua causa è compresa in un gruppo che conta in tutto centoventisette martiri tra sacerdoti, religiosi e laici della diocesi di Cordova, uccisi durante la medesima persecuzione. Don Juan venne beatificato con gli altri centoventisei nella cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione a Cordova il 16 ottobre 2021, sotto il pontificato di papa Francesco.



Juan Elías Medina nacque a Castro del Río, presso Cordova in Spagna, il 16 novembre 1902, figlio di Rafael Elías Pérez e María Medina Villatoro, contadini molto religiosi e di buoni costumi. Fu battezzato il giorno dopo la nascita e ricevette la Cresima il 18 aprile 1915, per mano del vescovo Ramón Guillamet, nella parrocchia di Nostra Signora dell’Assunzione di Castro del Río.
A dodici anni cominciò il primo anno di Latino e Umanità nella Precettoria (una di quelle strutture volute da monsignor Guillamet per favorire e formare le vocazioni sacerdotali) di Castro del Río, perché non poteva entrare nel Seminario diocesano di Cordova a causa della scarsità di mezzi. Passò a diventarne allievo tre anni più tardi, grazie all’intervento del suo parroco e del suo viceparroco, i quali garantirono per la sua vocazione e, allo stesso tempo, chiesero la sua ammissione con dispensa della retta.
I suoi anni da seminarista trascorsero in modo normale, anche se, durante il terzo anno, ebbe qualche malattia. Ricevette elogi dai suoi formatori e dai suoi professori per il suo talento e la sua dedizione e manifestò una chiara vocazione al sacerdozio. Fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1926, insieme ad altri venticinque sacerdoti; tra di loro, a parte lui, altri sei sarebbero morti da martiri.
Iniziò il ministero come viceparroco a Pedro Abad il 1° luglio 1926, pieno di zelo sacerdotale. Nei tre anni seguenti prestò servizio in modo esemplare, e, come dichiarò in seguito il parroco, con «una condotta senza macchia, che procede in tutto conformemente al carattere sacerdotale che mostra».
Nel 1929 fu destinato a Moriles, dove rimase fino al 1932, anno in cui l’ambiente sociale e politico spagnolo cominciava a dare segni della vera e propria persecuzione antireligiosa che si sarebbe scatenata di lì a poco.
Animato di zelo, di amore a Dio e devozione mariana, fece fiorire nel paese le catechesi, il Rosario dell’Aurora e la partecipazione alla Messa, che celebrava, secondo la testimonianza di una parrocchiana, «in maniera speciale, come assorto in essa»; dopo la celebrazione, si fermava per molto tempo in preghiera. Dotato di squisita carità, aveva parole buone per tutti e scusava sempre i difetti degli altri.
Il 26 giugno 1933 fu nominato parroco-economo della parrocchia di Nostra Signora del Carmelo del suo paese natale: lasciò Moriles accompagnato dalle calorose, e allo stesso tempo addolorate, manifestazioni di affetto dei suoi precedenti parrocchiani.
A Castro del Río, dunque, diede impulso alle Conferenze di San Vincenzo de’ Paoli, come strumento di aiuto a chi fosse nel bisogno. Lui stesso praticava la carità anche quando i soci non si arrischiavano a viverla, specie in casi di malattia, quando affermava: «Nulla contagia la carità». Badava anche ai poveri dell’Ospedale di Gesù, attingendo al suo esiguo borsellino per comprare tutti il necessario.
Il 17 luglio 1936 andò, per l’ultima volta, a confessare le Religiose di Gesù nazareno nella chiesa di quell’ospedale. Ordinò al viceparroco di consumare tutte le Ostie consacrate perché, disse, «si avvicina una grande nuvola e ci vedremo nell’eternità». Il giorno dopo, effettivamente, ebbe inizio la guerra civile spagnola.
Il 21 luglio, don Juan fu imprigionato dopo che gli fu chiesto di presentar le sue armi: lui, invece, espose il crocifisso. Venne condotto inizialmente nel locale di Arresto Municipale, quindi nei sotterranei del Comune, trasformati nel cosiddetto carcere del popolo. Secondo la testimonianza di un altro prigioniero. Rimase amabile e caritatevole verso chi lo minacciava di morte e portava via, per fucilarli, i suoi compagni di prigionia. Come tutti i prigionieri, spazzava la prigione, e si oppose a essere sollevato da tale lavoro.
Condivideva gli alimenti scarsi che riceveva con i compagni e li confortava parlando loro del Cielo, confessandone anche parecchi. Nei giorni di prigionia, le sue uniche armi erano la preghiera del Rosario e del Breviario. Un altro compagno di carcere ricevette da lui il suo crocifisso, per evitare che venisse profanato.
Il 25 settembre 1936 subì un interrogatorio da parte del tenente a capo di un gruppo di miliziani che era arrivato al carcere. Di fronte a lui, che affermava di sapere che il prigioniero era celibe, ribadì tre volte la propria condizione di sacerdote. Venne quindi ammanettato e legato insieme ad altri quattordici compagni; dal carcere venne portato al cimitero di Castro del Río, dove venne fucilato. Prima di uscire dalla prigione aveva recitato Compieta.
Quando il suo Breviario venne raccolto dalla prigione, si trovò una lettera d’addio, rivolta a sua madre: «Madre, mentre scrivo questo mi sembra che si stia firmando la mia sentenza di morte; tuttavia, scrivo con lettere salde. Dio vi dia forza per ricevere questa notizia. È una gioia poter offrire un figlio a Dio e, se Lui vuole, voi state per offrirlo. Poiché spero che ci rivedremo in Cielo, pregate molte volte il “Signore mio Gesù Cristo” [l’Atto di Dolore, ndr] e, se potete, confessatevi bene e così vivremo uniti nella Gloria. Dite alle persone che chiedono di me di pregare molto per la mia anima, che ne avrà molto bisogno. Ai miei fratelli [dite] che siano buoni e non vi abbandonino e, soprattutto, pensate che vostro figlio muore contento e in quest’ora [lo è] più che mai. Vi voglio bene, vostro figlio, Juan».
Don Juan fu scelto per capeggiare un gruppo di centoventisette sacerdoti, religiosi e laici della diocesi di Cordova, dei quali sarebbe stato indagato il presunto martirio in odio alla fede. L’inchiesta diocesana si svolse dunque a Cordova dal 16 gennaio 2010 al 15 settembre 2012, mentre il nulla osta dalla Santa Sede arrivò nel 2013. Gli atti dell’inchiesta diocesana furono invece convalidati l’8 novembre 2013.
Nella loro riunione del 26 novembre 2019, i Consultori Storici della Congregazione delle Cause dei Santi discussero la causa, mentre la “Positio super martyrio” venne presentata nel 2020. Nel Congresso Peculiare del 15 settembre 2020, i Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi diedero parere positivo circa il martirio dei centoventisei Servi di Dio, confermato, il 17 novembre 2020, dalla Plenaria dei cardinali e dei vescovi membri della stessa Congregazione.
Il 23 novembre 2020 papa Francesco autorizzò quindi la promulgazione del decreto con cui veniva riconosciuto il martirio di don Juan e compagni. La Messa col Rito della Beatificazione è stata celebrata il 16 ottobre 2021, nella cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione a Cordova, presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come inviato del Santo Padre.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2021-10-15

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