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San Procopio di Taormina Vescovo e martire
Festa:
1 agosto
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† Taormina, 1 agosto 906
Nella lista dei vescovi della cittàdi Taormina figura al diciassettesimo posto
dopo Zaccaria Cofo e fu l'ultimo Vescovo dell'allora famoso ed
importante centro siciliano, che aveva San Pancrazio quale
protovescovo. Quando la Sicilia fu oggetto di conquista degli eserciti islamici,
Taormina capitolò a seguito del feroce assedio operato dalle truppe
berbere, che era durato ben due anni. Il centro fu raso al suolo e
l'esercito arabo dopo aver razziato e distrutto tutto ciò che fu
possibile razziare e distruggere, uccise centinaia di cristiani che non
vollero convertirsi all'Islam. I racconti medievali e la tradizione ci riportano come il vescovo
Procopio fu martirizzato ad opera del sanguinario Hibraìm che con le sue
mani gli strappò il cuore dal petto, il giorno 1 agosto 906.
Etimologia: Dal greco Prokopios, derivato da prokopé, 'progresso', 'avanzamento', 'colui che avanza'.
Emblema: Mitria, pastorale, cuore nella mano o sul petto, palma del martirio.
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Le notizie storicamente sicure su San Procopio sono estremamente limitate. Egli compare nelle liste episcopali di Taormina come diciassettesimo vescovo, successore di Zaccaria Cofo e ultimo pastore della diocesi prima della sua soppressione conseguente alla conquista musulmana della città. Nel IX secolo Taormina rappresentava una delle principali roccaforti bizantine della Sicilia. Dopo la caduta di Siracusa nell'878, la città assunse un ruolo strategico e divenne uno degli ultimi baluardi dell'Impero d'Oriente sull'isola.
La conquista di Taormina L'assedio di Taormina costituì l'episodio conclusivo della lunga conquista islamica della Sicilia. Le cronache arabe e bizantine descrivono un assedio particolarmente duro, terminato con la caduta della città e con il massacro di una parte della popolazione cristiana. Su questo punto esiste una divergenza cronologica nelle fonti. La maggior parte delle fonti storiche colloca la caduta della città il 1 agosto 902. La tradizione liturgica taorminese e il culto di San Procopio fissano invece il suo martirio al 1 agosto 906. Questa differenza non è stata definitivamente chiarita dagli studiosi e viene generalmente segnalata nelle opere agiografiche.
Il martirio Secondo la tradizione, dopo la conquista della città Procopio fu condotto davanti al comandante musulmano Ibrahim. Invitato ad abiurare il cristianesimo, rifiutò con fermezza. Le tradizioni medievali non concordano sulle modalità della morte. Una narrazione molto diffusa nella devozione taorminese racconta che gli venne strappato il cuore dal petto, episodio dal forte valore simbolico che ha influenzato profondamente l'iconografia del santo. Le cronache storiche di derivazione islamica e numerosi studi moderni parlano invece di tortura seguita dalla decapitazione. In ogni caso, tutte le tradizioni concordano nel riconoscere la sua morte come conseguenza del rifiuto di rinnegare la fede cristiana.
Il culto Il culto di San Procopio è rimasto soprattutto legato alla città di Taormina. La sua memoria liturgica ricorre il 1 agosto, anniversario tradizionale del martirio. Nella chiesa di San Pancrazio a Taormina una statua lo raffigura con il cuore nella mano destra, richiamo immediato alla tradizione del suo martirio. Tale rappresentazione costituisce l'elemento iconografico che più caratterizza il santo. Con lui termina idealmente la storia dell'antica diocesi bizantina di Taormina, che sarebbe stata restaurata soltanto molti secoli dopo in un contesto ecclesiastico completamente diverso.
Autore: Giampietro Cattini
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