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San Basino di Poitiers Abate

Festa: 11 luglio

VI sec.

E' stato un abate del monastero di sant’Ilario di Poitiers. E’ ricordato nel martirologio geronimiano con queste parole “in Pictavis cvitate depositio Basini abbatis”.  Inoltre il suo nome è ricordato nel diploma anteriore al 1121 “Pépin le Bref, roi des Francs, confirme l'immunité de Saint-Hilaire de Poitiers” con queste parole “Quamobrem cognoscat magnitudo seu utilitas vestra, eo quod venerabilis vir Bertinus abba de monasterio Sancti Hilarii patronis nostri Pectavis civitate, ubi ipse praeciosus corpore requiescit” e nel volume sulle origini del monastero di Nouaillé (Bertinus abba de monasterio sancti Hilarii patroni nostri Pictavis civitate).

Etimologia: Basino deriva dal germanico Basin, probabilmente con il significato di audace o valoroso

Emblema: Abate con pastorale o bastone abbaziale; talvolta con libro o chiesa.


Le fonti disponibili su san Basino sono estremamente limitate. Non esistono una Vita antica né cronache contemporanee che ne descrivano l'esistenza. La sua memoria deriva principalmente dai cataloghi agiografici, dai martirologi medievali e dalla tradizione della Chiesa di Poitiers, che ne conserva il ricordo come abate vissuto probabilmente nel VI secolo. Gli studiosi concordano nel ritenere autentica l'antichità del culto, mentre molti particolari biografici tramandati in epoca successiva non possono essere verificati con certezza.

Il contesto storico
Basino visse verosimilmente durante il regno dei Merovingi, quando il monachesimo stava conoscendo una rapida espansione nella Gallia. Dopo l'opera di figure come san Martino di Tours e, nel territorio di Poitiers, di santa Radegonda e san Venanzio Fortunato, i monasteri divennero centri di evangelizzazione, cultura, assistenza ai poveri e conservazione della fede cristiana.
In questo ambiente gli abati esercitavano non solo un'autorità spirituale, ma anche un'importante funzione sociale, contribuendo alla stabilità delle comunità locali.

Ministero come abate
La tradizione identifica Basino come superiore di una comunità monastica nel territorio di Poitiers. Sebbene il nome del monastero non sia attestato con sicurezza, il suo ricordo come abate lascia supporre che fosse stimato per la prudenza nel governo, la fedeltà alla disciplina religiosa e la vita esemplare.
Come molti superiori dell'epoca, probabilmente dedicò particolare attenzione:
- alla formazione dei monaci;
- alla preghiera liturgica;
- al lavoro manuale;
- all'accoglienza dei pellegrini e dei poveri.
Queste caratteristiche, comuni al monachesimo della Gallia del VI secolo, spiegano la nascita e la permanenza del suo culto.

La morte

Non sono note né la data precisa né le circostanze della sua morte. La tradizione lo ricorda come confessore della fede, cioè santo non martire, morto dopo una vita dedicata al servizio di Dio e della comunità monastica.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-07-11

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