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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera N > Beato Norberto Cembranos de la Verdura Condividi su Facebook

Beato Norberto Cembranos de la Verdura Oblato laico cappuccino, martire

Festa: 23 settembre

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Villalquite, León, Spagna, 6 giugno 1891 - Madrid, Spagna, 23 settembre 1936

Appartiene alla schiera dei martiri della persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. Nato nel 1891 a Villalquite, nella provincia di León, seguì inizialmente la strada del sacerdozio entrando nel seminario diocesano e giungendo fino agli studi teologici e agli ordini minori. Scelse però di non essere ordinato sacerdote e, dopo avere lasciato il seminario, lavorò nelle miniere di carbone. In seguito si avvicinò ai Cappuccini, chiedendo di poter vivere secondo la loro disciplina senza assumere gli obblighi propri della professione religiosa. Fu quindi accolto come donato o oblato e nel 1930 venne destinato al convento-collegio di El Pardo, presso Madrid. La sua vicenda presenta una particolarità importante: pur essendo considerato dalla tradizione cappuccina uno dei loro martiri, non era un frate professo, e la documentazione ecclesiastica contemporanea lo classifica come laico. All'inizio della guerra civile fu arrestato insieme agli altri religiosi del convento e successivamente liberato. Rifugiatosi in una pensione di Madrid, venne nuovamente arrestato il 21 settembre 1936 insieme a un religioso cappuccino. Durante gli interrogatori negò di essere religioso, poiché giuridicamente non lo era. Le fonti cappuccine riferiscono che fu tuttavia identificato come uomo legato al convento di El Pardo e che venne ucciso pochi giorni dopo. La data del 23 settembre 1936 è quella recepita nelle principali fonti ecclesiastiche e nell'elenco ufficiale dei martiri; altre testimonianze riportano il 24 settembre. Beatificato a Tarragona il 13 ottobre 2013, Norberto è dunque una figura nella quale la storia della persecuzione religiosa spagnola si intreccia con una questione particolare di appartenenza religiosa e di identificazione canonica.

Etimologia: Dal germanico Nordberht o Norbert, formato da nord ('nord') e berht ('splendente', 'illustre'), con il significato di 'illustre del Nord' o 'splendente del Nord'.


Norberto Cembranos de la Verdura nacque il 6 giugno 1891 a Villalquite, località oggi appartenente al comune di Valdepolo, nella provincia spagnola di León. Le fonti cappuccine lo ricordano anche con il nome di Norberto Cembranos de Villalquite, denominazione che mette in evidenza il paese natale. La documentazione disponibile sulla sua famiglia e sulla prima infanzia è limitata e non consente di ricostruirne dettagliatamente l'ambiente familiare.
Ancora giovane entrò nel seminario di León, orientandosi verso il sacerdozio. Il suo percorso di formazione fu relativamente avanzato: secondo la documentazione biografica conservata dalla tradizione cappuccina, studiò fino alla teologia e ricevette anche gli ordini minori. Non arrivò tuttavia all'ordinazione sacerdotale. Le fonti spiegano questa scelta con motivi di coscienza, senza fornire elementi sufficienti per ricostruirne con maggiore precisione le ragioni personali.
La decisione di abbandonare il seminario costituisce uno dei passaggi più significativi della sua biografia, perché mostra che il successivo ingresso nell'ambiente cappuccino non fu la prosecuzione lineare di una carriera ecclesiastica già definita. Norberto rinunciò infatti al sacerdozio, ma non abbandonò la propria ricerca di una vita cristiana consacrata al servizio.

Dal seminario al lavoro nelle miniere
Dopo avere lasciato il seminario, Norberto lavorò nelle miniere di carbone. Anche per questa fase le informazioni sono essenziali e non permettono di stabilire con precisione dove e per quanto tempo abbia lavorato.
L'esperienza nel mondo del lavoro precedette il suo avvicinamento ai Cappuccini. Quando successivamente si rivolse ai superiori dell'Ordine, dichiarò di non voler essere ordinato sacerdote e di non voler assumere gli obblighi connessi alla professione dei voti e alla Regola. La tradizione cappuccina riferisce che fu pertanto accolto come donato, chiamato anche oblato o terziario perpetuo.
Questa condizione deve essere precisata, perché è fondamentale per comprendere correttamente la sua figura. Norberto non era un frate professo nel senso canonico del termine. Viveva però stabilmente nell'ambiente cappuccino, partecipando alla vita della comunità e prestando il proprio servizio. Una moderna ricerca sul martirologio della persecuzione religiosa madrilena sottolinea proprio questo elemento, definendolo sostanzialmente un laico che viveva con i Cappuccini e indossava l'abito dell'Ordine.

L'arrivo a El Pardo
Nel 1930 Norberto fu destinato al convento-collegio dei Cappuccini di El Pardo, nei pressi di Madrid. Qui trascorse gli anni immediatamente precedenti la guerra civile spagnola.
Le fonti cappuccine lo descrivono come perfettamente inserito nella comunità, pur mantenendo la particolare condizione di donato. La sua attività quotidiana era legata al servizio della comunità conventuale e scolastica. Non abbiamo però documentazione sufficiente per attribuirgli specifici incarichi o per ricostruire nei dettagli la sua attività nel collegio.
Il convento di El Pardo sarebbe diventato, nel luglio 1936, uno dei luoghi coinvolti nella persecuzione religiosa che accompagnò l'esplosione della guerra civile. I religiosi furono costretti ad abbandonare la casa religiosa e cercarono rifugio in diverse abitazioni o pensioni di Madrid.

La persecuzione e il primo arresto
Dopo l'inizio della guerra civile, Norberto venne arrestato insieme agli altri religiosi legati al convento di El Pardo. Fu successivamente liberato, come avvenne anche per altri membri della comunità.
La situazione nella capitale rimaneva tuttavia estremamente pericolosa per sacerdoti, religiosi e persone riconoscibili come appartenenti ad ambienti ecclesiastici. Norberto trovò rifugio in una pensione di Madrid, cercando di sottrarsi alla persecuzione.
La sua posizione era particolarmente singolare. A differenza dei frati professi della comunità, egli non era formalmente religioso. La sua permanenza presso i Cappuccini e l'abito che aveva utilizzato, tuttavia, lo rendevano agli occhi degli inseguitori una persona appartenente all'ambiente religioso.

L'arresto del settembre 1936
Secondo la ricostruzione della tradizione cappuccina, il 21 settembre 1936 Norberto fu arrestato insieme a un altro religioso cappuccino. Quest'ultimo venne liberato due giorni dopo, mentre Norberto rimase nelle mani dei suoi persecutori.
Durante gli interrogatori Norberto negò di essere un religioso. La circostanza è particolarmente significativa e non deve essere omessa nella ricostruzione della sua vicenda: egli non stava semplicemente tentando di nascondere una professione religiosa che effettivamente possedeva, perché, sotto il profilo canonico, era un laico aggregato alla comunità cappuccina come donato.
La tradizione successiva riferisce che gli interrogatori non modificarono la sua sorte. Dopo l'arresto non sono emerse testimonianze dirette sufficienti a ricostruire con precisione le ultime ore della sua vita. Le fonti cappuccine ritengono che sia stato fucilato a Madrid pochi giorni dopo l'arresto. La data del 23 settembre 1936 è quella utilizzata dalle fonti ecclesiastiche che lo commemorano come martire.

La data della morte
La data della morte presenta una piccola ma significativa divergenza documentaria. Le liste dei martiri cappuccini, la documentazione ecclesiastica e le fonti collegate alla beatificazione indicano il 23 settembre 1936. Anche l'elenco ufficiale della Conferenza episcopale spagnola registra Norberto Cembranos de la Verdura tra i martiri beatificati il 13 ottobre 2013 e ne indica la condizione ecclesiale come laico.
Alcune fonti biografiche cappuccine, invece, parlano del 24 settembre 1936 e presentano l'uccisione come una probabile fucilazione avvenuta dopo la detenzione.
La divergenza non permette quindi di descrivere come assolutamente certa l'ora o il giorno preciso della morte sulla base delle sole testimonianze narrative. Per la memoria liturgica e per la scheda ecclesiastica, tuttavia, la data recepita è il 23 settembre 1936.

Un martire che non era un frate professo
L'aspetto più particolare della vicenda di Norberto riguarda la sua posizione all'interno dell'Ordine cappuccino. Le fonti ufficiali e quelle cappuccine lo inseriscono nel gruppo dei martiri di Andrés de Palazuelo e compagni, ma lo distinguono dagli altri indicando espressamente la sua condizione di oblato.
La Conferenza episcopale spagnola lo classifica invece come laico nell'elenco dei martiri del XX secolo in Spagna.
La questione è stata affrontata anche dagli studi dedicati al martirologio madrileno. La sua condizione di donato, infatti, rende problematico definirlo semplicemente un religioso professo. È più corretto parlare di un laico stabilmente aggregato alla comunità cappuccina e inserito nella sua vita quotidiana.
Questa precisazione non mette in discussione il suo status di beato. La Chiesa lo ha infatti incluso nella causa dei martiri cappuccini e ha riconosciuto il suo martirio. Serve piuttosto a distinguere correttamente il dato canonico e biografico dalla maniera nella quale i persecutori del 1936 potevano percepire gli appartenenti alle comunità religiose.

La causa di beatificazione
La causa dei martiri cappuccini delle antiche province spagnole fu progressivamente organizzata attraverso diversi procedimenti. Nel caso dei martiri collegati a El Pardo, il processo informativo sulla fama del martirio ebbe inizio presso la Curia diocesana di Madrid il 5 aprile 1956. Successivamente furono avviati i procedimenti relativi agli scritti e al non cultu. Il decreto di validità del processo informativo fu emanato il 14 marzo 1997.
Le diverse cause dei Cappuccini martiri delle antiche province spagnole furono successivamente riunite. La causa unificata fu presentata presso la Congregazione delle Cause dei Santi nel 2002 e nel 2011 passò all'esame dei teologi. Il 28 marzo 2013 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con il quale veniva riconosciuto il martirio del gruppo.
Norberto fu quindi beatificato a Tarragona il 13 ottobre 2013 insieme agli altri martiri della grande celebrazione dedicata ai martiri della persecuzione religiosa del XX secolo in Spagna. La Santa Sede conserva nella propria documentazione ufficiale la carta apostolica relativa all'iscrizione nel catalogo dei beati dei martiri di Andrés de Palazuelo e dei suoi compagni cappuccini.

La particolare condizione del donato cappuccino
La vicenda di Norberto permette di comprendere una realtà oggi poco conosciuta della vita religiosa cappuccina. Il termine 'donato' indicava una persona stabilmente associata alla comunità religiosa, ma distinta dai frati professi. Nel suo caso questa condizione derivava da una scelta precisa: dopo gli studi seminaristici e l'esperienza lavorativa, Norberto desiderava vivere nell'ambiente cappuccino senza diventare sacerdote e senza assumere la professione religiosa nella forma ordinaria.
Per questo motivo la sua figura non deve essere assimilata automaticamente a quella degli altri Cappuccini martiri del gruppo. La documentazione ufficiale lo distingue infatti proprio attraverso la qualifica di oblato. La moderna storiografia martiriale ha ulteriormente evidenziato che, sotto il profilo ecclesiale, egli rimaneva un laico.

Il problema dell'identificazione come religioso
Il caso di Norberto presenta anche un elemento particolarmente drammatico. Le fonti riferiscono che, dopo l'arresto, egli negò di essere religioso. La dichiarazione non era semplicemente una strategia difensiva: corrispondeva alla sua effettiva condizione canonica.
La sua uccisione deve quindi essere presentata con una certa cautela quando si descrivono le circostanze immediate del martirio. Le fonti non permettono di ricostruire nei dettagli l'interrogatorio finale né di stabilire con assoluta precisione il luogo dell'esecuzione. La Chiesa, tuttavia, dopo l'esame della causa, ha riconosciuto il martirio del gruppo al quale Norberto apparteneva.

I martiri cappuccini di El Pardo
Norberto è ricordato insieme a un gruppo di Cappuccini appartenenti alle antiche province spagnole dell'Ordine, vittime della persecuzione religiosa durante la guerra civile. La causa fu progressivamente unificata e sottoposta all'esame della Congregazione delle Cause dei Santi. Il decreto pontificio del 28 marzo 2013 riconobbe il martirio del gruppo, permettendo la beatificazione celebrata a Tarragona il 13 ottobre dello stesso anno.
Nel gruppo Norberto occupa una posizione particolare perché è l'unico laico-donato della serie ricordato nelle fonti come oblato. Questa caratteristica spiega anche perché alcune pubblicazioni cappuccine parlino complessivamente dei nuovi beati come di 'Cappuccini', mentre la documentazione ecclesiale distingue al suo interno le diverse condizioni personali.

Curiosità
- Norberto aveva frequentato il seminario di León fino agli studi teologici e aveva ricevuto gli ordini minori, ma non volle essere ordinato sacerdote.
- Dopo avere lasciato il seminario lavorò nelle miniere di carbone prima di entrare nell'ambiente cappuccino come donato o oblato.
- Nel 1930 fu destinato al convento-collegio cappuccino di El Pardo, dove rimase fino allo scoppio della guerra civile.
- Durante l'interrogatorio dopo il suo arresto negò di essere religioso, circostanza coerente con la sua condizione canonica di laico-donato.
- La Conferenza episcopale spagnola lo registra esplicitamente come 'Laico' nell'elenco ufficiale dei martiri del XX secolo beatificati il 13 ottobre 2013.

Cronologia
- 6 giugno 1891: nasce a Villalquite, nella provincia di León.
- Giovinezza: entra nel seminario di León, studia fino alla teologia e riceve gli ordini minori.
- Dopo il seminario: rinuncia all'ordinazione sacerdotale e lavora nelle miniere di carbone.
- Prima del 1930: viene accolto dai Cappuccini come donato o oblato, senza professione religiosa.
- 1930: viene destinato al convento-collegio di El Pardo, presso Madrid.
- Luglio 1936: dopo lo scoppio della guerra civile, viene arrestato insieme agli altri religiosi di El Pardo e successivamente liberato.
- 21 settembre 1936: viene nuovamente arrestato a Madrid insieme a un altro cappuccino.
- 23 settembre 1936: data accolta dalle principali fonti ecclesiastiche per la sua morte martiriale a Madrid.
- 28 marzo 2013: papa Francesco autorizza il decreto che riconosce il martirio di Andrés de Palazuelo e dei suoi compagni.
- 13 ottobre 2013: viene beatificato a Tarragona con gli altri martiri del gruppo.

Valutazione storico-critica
- La figura storica di Norberto Cembranos de la Verdura è sufficientemente documentata nei suoi passaggi essenziali, ma la documentazione biografica disponibile è molto più scarsa rispetto a quella relativa ad altri martiri cappuccini del medesimo gruppo.
- È ben attestata la sua nascita nel 1891 a Villalquite, la permanenza nel seminario di León, la rinuncia al sacerdozio, il successivo lavoro nelle miniere e l'ingresso nella comunità cappuccina come donato o oblato.
- Non deve essere definito semplicemente un 'frate cappuccino professo'. Le fonti lo qualificano come oblato e la Conferenza episcopale spagnola lo registra ufficialmente come laico.
- La sua condizione di laico-donato costituisce uno degli elementi storicamente più importanti della sua vicenda e deve essere mantenuta distinta dalla percezione che i persecutori potevano avere di lui come appartenente alla comunità cappuccina.
- Le circostanze immediate della morte non sono completamente ricostruibili. La tradizione cappuccina riferisce l'arresto del 21 settembre, la detenzione, gli interrogatori e la successiva fucilazione, ma non consente di stabilire con assoluta certezza il luogo preciso dell'esecuzione.
- Esiste una discordanza tra il 23 e il 24 settembre 1936 come data della morte. La data del 23 settembre è quella recepita dalle principali fonti ecclesiastiche e dalla documentazione ufficiale dei martiri; il 24 settembre compare invece in alcune fonti biografiche cappuccine.
- Il riconoscimento ecclesiale del martirio è però certo: papa Francesco approvò il decreto sul martirio il 28 marzo 2013 e Norberto fu beatificato il 13 ottobre 2013.
- La vicenda presenta quindi un interessante rapporto tra storia individuale e categoria ecclesiale del martirio: Norberto non era un religioso professo, ma fu inserito nella causa dei martiri cappuccini e riconosciuto dalla Chiesa come martire.
- La ricostruzione storica più prudente deve pertanto distinguere tra la sua effettiva condizione di laico aggregato ai Cappuccini, la percezione esterna di lui come uomo del convento di El Pardo e il successivo riconoscimento ecclesiale del suo martirio.

Fonti e bibliografia essenziale
- Santa Sede, Carta Apostólica enviada en nombre del Santo Padre por el Secretario de Estado, S.E. Mons. Pietro Parolin, con ocasión de la inscripción en el libro de los beatos mártires de Andrés de Palazuelo y 31 compañeros de la Orden de los Hermanos Menores Capuchinos, 13 ottobre 2013.
- Secretaría General de la Conferencia Episcopal Española, Mártires del siglo XX en España. Nombres, apellidos y siglas, elenco aggiornato al febbraio 2024, dove Norberto Cembranos de la Verdura è registrato come laico e indicato tra i beatificati il 13 ottobre 2013.
- Directorio Franciscano, Beatos Andrés de Palazuelo y 32 compañeros mártires, con la documentazione biografica cappuccina relativa a Norberto Cembranos de Villalquite, alla sua formazione seminaristica, alla condizione di donato, alla permanenza a El Pardo e all'arresto del settembre 1936.
- Año Cristiano Franciscano, 24 settembre, scheda dedicata al Beato Norberto Cembranos de Villalquite, con la ricostruzione tradizionale della sua formazione, della vita cappuccina e della morte.
- Nuevo Martirologio Matritense, vol. II, studio sulla persecuzione religiosa a Madrid, con particolare attenzione alla condizione canonica dei donati e al caso di Norberto Cembranos de Villalquite.
- Catholic.net, Andrés de Palazuelo y 31 compañeros, Beatos, repertorio della causa e dei dati biografici dei 32 martiri del gruppo, con indicazione della data del decreto sul martirio e della beatificazione.
- PARES, Villalquite (Valdepolo, León, España), repertorio del Ministerio de Cultura spagnolo per l'identificazione geografica e amministrativa del luogo natale.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Norberto Cembranos de la Verdura nacque il 6 giugno 1891 a Villalquite (León, Spagna). Essendo il giorno della festa di San Norberto, i suoi genitori decisero di chiamarlo Norberto.
Norberto divenne un oblato laico dell'Ordine dei Cappuccini, a El Pardo (Madrid) .
Allo scoppio della rivoluzione popolare era nella comunità della casa di El Pardo a Madrid.
Nel 1936, durante le ostilità i religiosi si credevano sufficientemente al sicuro, anche quando il 20 luglio, hanno sentito il cannone che distruggeva El Cuartel de la Montaña, e le fiamme hanno invaso Madrid.
Purtroppo, il giorno dopo, il 21 luglio, centinaia di miliziani attaccarono il convento dei padri Cappuccini sparando all’ora di pranzo a tutte le finestre dell’edificio, quando a quell’ora c'erano quasi a duecento persone nel convento. Da quel momento per i cappuccini iniziò il loro lungo calvario.
I miliziani volevano impiccarli agli alberi vicini; ma gli è stato impedito di farlo.
Norberto dopo essersi rifiugiato in una locanda della città, fu arrestato ed è stato ucciso il 23 settembre 1936.
Norberto Cembranos de la Verdura è stato beatificato nella celebrazione presieduta dal Cardinale Angelo Amato, in rappresentanza di Papa Francesco, il 13 ottobre 2013 a Tarragona, nella regione spagnola della Catalogna, nel gruppo dei 522 martiri uccisi in odio alla fede durante la guerra civile spagnola.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2026-09-14

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