Eugenia (Eugénie d’Alsace, Eugenia di Hohenburg, Eugenia di Obernai, Eugenia del Mont Sainte-Odile) visse nell'Alsazia dell'età merovingia, una regione nella quale le grandi famiglie aristocratiche esercitavano un ruolo decisivo tanto nell'amministrazione del territorio quanto nella fondazione e nella protezione degli istituti religiosi. Apparteneva alla famiglia degli Eticonidi, la potente dinastia aristocratica che aveva espresso i duchi d'Alsazia. Era figlia del duca Adalberto d'Alsazia. La ricostruzione della sua parentela presenta tuttavia alcune difficoltà, perché le fonti altomedievali non sono sempre concordi nell'attribuire le figlie di Adalberto alla prima o alla seconda moglie. È invece solida la sua appartenenza alla famiglia ducale e il rapporto di parentela con santa Odilia, fondatrice e prima badessa di Hohenbourg. Eugenia era inoltre sorella di santa Attala, prima badessa di Saint-Étienne a Strasburgo, e di Gundelinda, legata alla comunità di Niedermünster. La provenienza aristocratica non costituiva soltanto un elemento sociale. Nell'Alsazia dell'epoca i monasteri femminili erano spesso strettamente collegati alle famiglie dominanti, che vi collocavano figlie e parenti e ne garantivano protezione e dotazioni. Hohenbourg rappresentò uno dei principali centri di questa esperienza.
Hohenbourg e l'eredità di Odilia Il monastero di Hohenbourg sorgeva sul monte che in seguito avrebbe preso il nome di Mont Sainte-Odile. La comunità era stata guidata da Odilia, figura alla quale la tradizione alsaziana attribuisce la fondazione e il consolidamento della vita monastica sul monte. Eugenia entrò nella comunità e si formò quindi all'interno di un ambiente già caratterizzato dalla preghiera, dalla disciplina ascetica e dall'assistenza ai bisognosi. Le fonti agiografiche posteriori presentano la sua scelta religiosa come una rinuncia ai privilegi della nascita aristocratica per dedicarsi interamente alla vita consacrata. Questo motivo appartiene soprattutto alla tradizione spirituale sviluppatasi intorno alla sua figura; storicamente è invece sicuro che Eugenia appartenesse alla famiglia ducale e che divenne successivamente badessa di Hohenbourg. Dopo Odilia, Eugenia rappresentò la continuità della comunità. La tradizione la presenta come una delle principali eredi spirituali della fondatrice, impegnata a mantenere la regolarità della vita religiosa e la disciplina delle monache.
La testimonianza del documento del 722/723 Uno degli elementi più importanti per la ricostruzione storica della sua vita è la documentazione diplomatica. In una carta relativa all'abbazia di Honau, databile al 722/723, compare il nome di Eugenia con la qualifica di badessa. La Federazione delle Società di Storia e Archeologia dell'Alsazia ricorda la formula con cui Eugenia si identifica nel documento, mentre studi moderni sulla formazione dell'Alsazia altomedievale confermano la presenza della badessa tra i personaggi della famiglia ducale coinvolti nell'atto. Questa testimonianza è particolarmente significativa perché consente di andare oltre le successive narrazioni agiografiche. Eugenia non è soltanto una figura tramandata dalla devozione medievale: la sua presenza come badessa è documentata in una fonte diplomatica dell'VIII secolo. La sua successione a Odilia viene generalmente collocata intorno al 721, anche se la documentazione superstite non permette di ricostruire con assoluta precisione ogni passaggio cronologico. Il suo governo si protrasse comunque per oltre un decennio e viene tradizionalmente indicato fino al 735.
La guida della comunità Le informazioni direttamente documentarie sull'attività quotidiana di Eugenia sono scarse. Le fonti agiografiche, però, concordano nel presentarla come una badessa attenta alla disciplina della comunità e alla continuità dell'opera iniziata da Odilia. Hohenbourg non era soltanto un luogo di ritiro aristocratico. Il monastero era inserito nella vita religiosa della regione e la sua influenza si estendeva oltre la comunità delle monache. La tradizione attribuisce a Eugenia un particolare impegno nell'assistenza ai poveri, motivo che più tardi entrò anche nella sua iconografia. Una scultura lignea del primo quarto del XVI secolo, conservata oggi nella Biblioteca umanistica di Sélestat, la rappresenta infatti con una brocca rovesciata e una pagnotta. Gli attributi sono interpretati come simboli della sua attività caritativa. L'opera costituisce una testimonianza significativa della memoria che la regione conservò della badessa nei secoli successivi. È però necessario distinguere il dato iconografico dalla ricostruzione dettagliata della sua attività. Non possediamo infatti una documentazione contemporanea sufficiente per descrivere episodi specifici della sua assistenza ai poveri.
Una comunità inserita nell'aristocrazia alsaziana La storia di Eugenia va compresa anche nel più ampio quadro della presenza femminile aristocratica nei monasteri dell'Alsazia altomedievale. Nella stessa famiglia troviamo infatti diverse donne consacrate e alla guida di comunità religiose: Attala divenne badessa di Saint-Étienne a Strasburgo, mentre Gundelinda fu legata a Niedermünster. Questa presenza simultanea di donne della famiglia degli Eticonidi in diversi monasteri mostra il forte rapporto esistente tra aristocrazia, fondazioni religiose e organizzazione territoriale nell'Alsazia dell'VIII secolo. Eugenia si colloca dunque all'incrocio tra due realtà: da una parte l'aristocrazia che sosteneva e proteggeva le fondazioni religiose, dall'altra una comunità monastica che stava costruendo una propria identità spirituale e istituzionale.
La morte La tradizione colloca la morte di Eugenia il 16 settembre 735 a Hohenbourg. La data è rimasta quella della sua memoria liturgica. Il corpo venne deposto nella cappella di San Giovanni Battista, accanto alla tomba di Odilia. Il luogo di sepoltura contribuì in modo decisivo alla conservazione della memoria della badessa, perché Hohenbourg divenne progressivamente un importante centro di pellegrinaggio dell'Alsazia. Non è possibile ricostruire con sicurezza gli ultimi giorni della sua vita. Le narrazioni agiografiche posteriori descrivono una morte edificante, accompagnata da preghiera, penitenza e raccomandazioni alla comunità, ma questi particolari appartengono alla tradizione e non possono essere trattati come cronaca contemporanea.
Il culto e la memoria liturgica Il culto di Eugenia si sviluppò nell'ambiente di Hohenbourg e nella regione alsaziana. La sua memoria rimase legata a quella della zia Odilia e alla storia del monastero. La sua festa fu celebrata in epoche diverse in date differenti. Una testimonianza riportata dalle fonti indica che nel XIV secolo la commemorazione cadeva il 1º ottobre; successivamente si affermò il 16 settembre, data oggi associata alla santa. Il culto di Eugenia si diffuse anche oltre l'Alsazia, raggiungendo alcune regioni della Germania meridionale. La sua memoria rimase tuttavia particolarmente forte nei luoghi legati alla storia di Hohenbourg e di Obernai. Non risulta una procedura di canonizzazione nel senso moderno del termine. La sua venerazione appartiene alla categoria dei culti antichi, sviluppatisi localmente prima dell'affermazione delle procedure centralizzate oggi utilizzate per le canonizzazioni.
La tomba e la dispersione delle reliquie La tomba di Eugenia rimase per molti secoli presso Hohenbourg. Una testimonianza storica ne attesta l'esistenza ancora nel 1521, accanto a quella di Odilia. La vicenda delle reliquie subì una drammatica svolta durante la guerra dei Trent'anni. Nel 1622 le truppe del conte Ernst von Mansfeld raggiunsero Hohenbourg e il sepolcro della santa fu profanato. Secondo la tradizione agiografica, i soldati tentarono di distruggere le reliquie, ma alcuni resti vennero salvati e trasferiti a Obernai. Le fonti storiche confermano il trasferimento e la successiva dispersione delle reliquie, mentre gli episodi miracolosi collegati alla profanazione appartengono alla tradizione devozionale e non possono essere considerati documentazione storica dell'evento. Nel 1624 le reliquie furono oggetto di una nuova sistemazione e alcune parti furono riportate verso Hohenbourg. Nel 1632, durante l'occupazione svedese, il monastero fu nuovamente saccheggiato e le reliquie subirono ulteriori dispersioni. Frammenti sono oggi ricordati presso Obernai, Willgottheim e il Mont Sainte-Odile. Una parte delle reliquie giunse inoltre a Obernai, dove venne custodita in un reliquiario a forma di statua d'argento. Nel 1792 il reliquiario fu confiscato durante la Rivoluzione francese, mentre le reliquie vennero preservate. Nel 1856 una parte fu destinata nuovamente al Mont Sainte-Odile e dal 1937 risulta conservata nella cappella di San Giovanni.
Iconografia L'iconografia di Eugenia è prevalentemente locale. La rappresentazione più caratteristica è quella della badessa con il pastorale e gli abiti religiosi. Particolarmente interessante è la presenza della brocca e del pane. Questi elementi alludono alla carità e all'assistenza ai poveri e compaiono in una scultura alsaziana del primo quarto del XVI secolo, oggi conservata a Sélestat. La documentazione del patrimonio francese conferma che Eugenia è raffigurata con una brocca rovesciata e una pagnotta. La sua immagine compare anche nella decorazione del complesso del Mont Sainte-Odile, dove la memoria della seconda badessa è rimasta strettamente collegata a quella della fondatrice.
Eugenia nella storia di Hohenbourg L'importanza storica di Eugenia non consiste in una grande opera letteraria o in un'attività missionaria documentata. La sua rilevanza è soprattutto istituzionale. La sua figura rappresenta infatti uno dei primi passaggi nella continuità della comunità femminile di Hohenbourg. Dopo la fondatrice Odilia, Eugenia garantì la sopravvivenza e la stabilità del monastero in un periodo nel quale la struttura religiosa era ancora legata alle famiglie aristocratiche che avevano contribuito alla sua nascita. La sua firma in un documento dell'VIII secolo rende inoltre Eugenia una delle rare donne dell'aristocrazia alsaziana altomedievale di cui possediamo una testimonianza diretta con una funzione di governo religioso. La sua memoria mostra quindi come, nell'Europa altomedievale, le comunità monastiche femminili potessero diventare luoghi di continuità culturale, religiosa e sociale. Eugenia non fu soltanto l'erede di una fondatrice celebre: fu una delle donne attraverso le quali l'esperienza di Hohenbourg riuscì a proseguire oltre la prima generazione.
Il rapporto con santa Odilia Il rapporto con santa Odilia costituisce il nucleo della memoria di Eugenia. La tradizione la considera nipote della fondatrice di Hohenbourg e sua immediata successora alla guida della comunità. La parentela è inserita nella più ampia struttura della famiglia degli Eticonidi, dalla quale provennero diverse donne destinate alla vita religiosa. Il rapporto tra le due sante è dunque allo stesso tempo familiare e istituzionale: Eugenia ricevette da Odilia l'eredità della comunità di Hohenbourg.
Il rapporto con gli Eticonidi La famiglia di Eugenia ebbe un ruolo decisivo nella storia religiosa dell'Alsazia. Il duca Adalberto e i suoi discendenti sostennero diverse fondazioni monastiche e collocarono membri della famiglia alla guida di comunità religiose. Questo spiega perché la figura di Eugenia non possa essere separata dal processo di organizzazione politica e religiosa dell'Alsazia nel periodo merovingio.
Le tradizioni miracolose Le fonti agiografiche posteriori riferiscono miracoli collegati alla tomba e alle reliquie di Eugenia. Particolarmente noto è il racconto secondo il quale, durante la profanazione del sepolcro nel 1622, alcuni prodigi avrebbero indotto i soldati ad abbandonare le reliquie. Tali racconti appartengono alla tradizione agiografica e devono essere distinti dai dati storicamente documentabili: la profanazione del sepolcro, la dispersione dei resti e il loro successivo recupero sono attestati, mentre i fenomeni prodigiosi non possono essere verificati con gli stessi criteri.
Curiosità - Eugenia porta un nome di origine greca, mentre molti membri della famiglia degli Eticonidi avevano nomi di origine germanica. - La sua firma compare in un documento relativo a Honau del 722/723: è una delle testimonianze più antiche che permettono di identificare direttamente il suo ruolo di badessa. - Il suo sepolcro era collocato accanto a quello di santa Odilia nella cappella di San Giovanni Battista. - Una rappresentazione del XVI secolo la mostra con pane e brocca, richiamando la tradizione della sua carità verso i poveri. - Il suo culto, nato nell'ambiente di Hohenbourg, si diffuse anche in alcune zone della Germania meridionale. - Prima dell'affermazione della data attuale, la sua festa veniva celebrata anche il 1º ottobre.
Cronologia - fine VII - inizio VIII secolo: nascita di Eugenia nell'ambiente della famiglia ducale degli Eticonidi. - inizio VIII secolo: ingresso nella comunità monastica di Hohenbourg. - circa 721: tradizionale inizio del suo governo come seconda badessa di Hohenbourg. - 722/723: Eugenia è attestata documentalmente come badessa in una carta relativa a Honau. - 735 circa: morte di Eugenia a Hohenbourg. - secoli successivi: sviluppo del culto presso la tomba di Hohenbourg. - 1521: il suo sepolcro presso Hohenbourg è documentato accanto a quello di santa Odilia. - 1622: profanazione del sepolcro durante la guerra dei Trent'anni e recupero di parte delle reliquie. - 1624: trasferimento e nuova sistemazione delle reliquie. - 1632: nuova dispersione dei resti durante il saccheggio di Hohenbourg. - XIX-XX secolo: conservazione e ricollocazione di parte delle reliquie a Obernai e presso il Mont Sainte-Odile.
Stato delle fonti e valutazione storica - La figura di Eugenia presenta una situazione documentaria particolare. La sua esistenza e il suo ruolo di badessa sono sostenuti da una testimonianza diplomatica molto antica, mentre gran parte dei dettagli sulla sua personalità, sulla sua vita spirituale e sui singoli episodi della sua esistenza proviene da tradizioni agiografiche sviluppatesi successivamente. - Il dato storicamente più significativo è quindi la sua presenza nella documentazione dell'VIII secolo come badessa di Hohenbourg. Le informazioni sulla successione a Odilia, sulla durata del governo e sulla morte nel 735 sono largamente concordanti nella tradizione, ma non devono essere confuse con una biografia contemporanea completa, che non possediamo. - La memoria di Eugenia è invece molto più ricca sul piano cultuale. Il suo sepolcro, le reliquie, le celebrazioni liturgiche e le rappresentazioni artistiche dimostrano che la sua venerazione rimase viva per molti secoli nell'Alsazia, anche attraverso guerre, distruzioni e dispersioni delle reliquie. - La sua importanza storica va pertanto cercata soprattutto nella continuità della comunità di Hohenbourg. Dopo la fondatrice Odilia, Eugenia rappresentò la seconda generazione di quella esperienza monastica e contribuì a consolidare una delle più antiche tradizioni religiose femminili dell'Alsazia. Autore: Giampietro Cattini
Santa Eugenia (Eugénie) d’Alsazia è la seconda badessa dell’abbazia di Hohenbourg (Altitona o Altodunum nell'antica denominazione celtica che si trova in cima al monte Sainte Odille, nel territorio comunale di Ottrott, in Alsazia nel dipartimento del Basso Reno.
Figlia di Adalberto d'Alsazia, duca d'Alsazia, nipote di Santa Odilla e sorella di San Attale, è vissuta tra i sec. VII e VIII.
Resse le sorti dell’abbazia dal 721 al 735, anno della sua morte.
La sua firma appare in un documento dell’anno 722.
Eugenia seguendo le orme di sua zia, Sant’Odilla, mantiene regolarità e disciplina nella sua comunità monastica ed è un esempio di tutte le virtù per le sue consorelle.
Il suo corpo era deposto nella cappella di San Giovanni Battista, vicino alla tomba di Sant’Odilla.
Le sue reliquie erano conservate in questo luogo fino al periodo svedese della guerra dei trent’anni, quando nel 1622, il suo sepolcro fu distrutto dai soldati. Alcune ossa della santa furono recuperate dalle monache che le trasferirono nello stesso anno a Oberehnheim, dove ancor oggi ci sono le sue reliquie. Altre reliquie di Santa Eugenia si trovano nella chiesa di Willgotthein.
Nel sec. XIV se ne celebrava la festa il giorno 1 ottobre, poi il ricordo e la festa per Santa Eugenia d’Alsazia è stata fissata nel giorno 16 settembre.
Autore: Mauro Bonato
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