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Santa Maria Yi In-Dok Vergine e martire
Festa:
31 gennaio
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Seoul, Corea del Sud, 1819 - Dangkogae, Corea del Sud, 31 gennaio 1840
I sei laici coreani Agostino Pak Chong-Won, Pietro Hong Pyong-Ju, Maddalena Son So-Byok, Agata Yi Kyong-I, Maria Yi In-Dok ed Agata Kwon Chin-I insieme subirono il martirio. San Giovanni Paolo II li canonizzò il 6 maggio 1984.
Martirologio Romano: In Corea, santi martiri Agostino Pak-Chŏng-wŏn, catechista, e cinque compagni, che, dopo aver subito molti supplizi, con impavida fortezza professarono la loro fede cristiana e glorificarono Dio con la loro decapitazione. [Pietro Hong Pyong-ju, catechista; Maria Yi In-dog, vergine; Maddalena Son So-byog, Agata Yi Kyong-i, Agata Kwon Chin-i]
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Santa Maria Yi Indok era una giovane laica che visse nel vicariato apostolico della Corea nel corso del XIX secolo. È nata nel 1819 a Seoul, in Corea del Sud, in un periodo di intensa persecuzione contro i cattolici. Maria Yi Indok è stata profondamente devota alla sua fede fin dalla tenera età e ha partecipato attivamente alla comunità cattolica nonostante i rischi connessi. Durante questo periodo, il cattolicesimo ha dovuto affrontare una severa repressione in Corea, poiché il governo lo considerava una minaccia straniera per le credenze tradizionali e considerava la sua crescita potenzialmente destabilizzante. L'impegno di Maria Yi Indok per la sua fede è stato incrollabile, anche di fronte a persecuzioni e minacce. Accanto ad altri cattolici, praticava con fervore la sua religione in segreto, spesso raccogliendo incontri di preghiera clandestini e partecipando a messe celebrate da sacerdoti nascosti. Nonostante i rischi, la dedizione di Maria Yi Indok alla sua fede non è passata inosservata. Il suo impegno per il cattolicesimo e la sua forte convinzione negli insegnamenti della Chiesa hanno ispirato altri che si sono uniti alla comunità cattolica clandestina. Sfortunatamente, le autorità scoprirono il coinvolgimento di Maria Yi Indok nella comunità cattolica, e fu arrestata nel 1839. Ha subito torture e prigioniere rifiutandosi di rinunciare alla sua fede. Nonostante l'intensa persecuzione, Maria Yi Indok è rimasta ferma e coraggiosa, incoraggiando persino i suoi compagni di prigionia a rimanere fedeli di fronte alle avversità. Alla fine, il 31 gennaio 1840, Maria Yi Indok fu decapitata a Dangkogae, Seoul, come martire per la sua fede cattolica. Il suo martirio, insieme a numerosi altri cattolici coreani che hanno affrontato destini simili, è diventato un simbolo di forza e resilienza per la comunità cattolica in Corea. Il martirio di Maria Yi Indok non è stato riconosciuto. Il 9 maggio 1925, Papa Pio XI riconobbe la sua devozione e il suo sacrificio dichiarandola Venerabile, un riconoscimento della sua eroica santità. Più tardi nello stesso anno, il 5 luglio, Papa Pio XI beatificava Maria Yi Indok, riconoscendola come una Beata della Chiesa Cattolica. Infine, il 6 maggio 1984, la santità di Maria Yi Indok è stata ufficialmente riconosciuta da Papa Giovanni Paolo II. La sua canonizzazione ha segnato una pietra miliare significativa per i cattolici coreani e per la Chiesa universale. Santa Maria Yi Indok serve come ispirazione per tutti coloro che affrontano le avversità nella ricerca della loro fede e testimonia la forza duratura della comunità cattolica in Corea.
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