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San Massimo il Greco

Festa: 21 gennaio (Chiese Orientali)

Arta, Grecia, 1480 - Monastero della Trinità di San Sergio, Russia, 21 gennaio 1556

Umanista e religioso greco, fu un importante figura del movimento religioso-culturale del XVI secolo. In Italia, dove si formò, strinse amicizia con i principali studiosi e umanisti, ma aderì alla Chiesa ortodossa. Chiamato a Mosca dal Gran Duca di tutte le Russie Basilio III per revisionare i testi sacri russi e partecipare alle discussioni riguardanti le eresie, Massimo il Greco tradusse testi greci canonici, liturgici e teologici in russo, ispirando il movimento culturale slavo e gettando le basi per la successiva teologia russa. Le sue opere, polemiche e moralistiche, criticarono la Chiesa e il governo, suscitando l'opposizione del metropolita di Mosca Daniele e del Gran Duca Basilio III. Massimo il Greco fu arrestato e condannato a venti anni di reclusione, durante i quali continuò a lavorare alle opere teologiche. Liberato nel 1551, godette del prestigio dello zar Ivan il Terribile, ma le sue opinioni politiche vennero censurate. Nei suoi ultimi anni di vita, Massimo il Greco si ritirò nel monastero della Trinità di San Sergio, dove fu sepolto e venerato come santo.



Massimo il Greco, monaco ortodosso greco, fu una figura di spicco del movimento religioso-culturale del XVI secolo in Russia.
Nacque da una famiglia facoltosa di Arta, in Grecia, nel 1470. Compì i suoi studi in Italia, dove si formò in ambito umanistico e religioso.
In Italia, ebbe modo di entrare in contatto con la cultura umanistica e con il pensiero cristiano riformato. Fu amico di Aldo Manuzio, il famoso editore veneziano, e seguì le prediche di Girolamo Savonarola, il predicatore fiorentino che fu condannato al rogo per eresia.
In seguito, aderì alla Chiesa ortodossa e si ritirò nel monastero di Vatopedi sul Monte Athos.
Nel 1516, fu invitato dal patriarca ecumenico di Costantinopoli a recarsi a Mosca per revisionare i testi sacri russi e partecipare alle discussioni riguardanti le eresie.
Massimo il Greco accettò l'incarico e, con la collaborazione di segretari russi, tradusse in russo testi greci canonici, liturgici e teologici.
Queste traduzioni furono di fondamentale importanza per la diffusione della cultura bizantina in Russia e gettarono le basi per la successiva teologia russa.
Fu un uomo di grande cultura e di profonda spiritualità. Nelle sue traduzioni, egli introdusse in russo nuovi concetti e nuove idee, che contribuirono a modernizzare la cultura russa.
Ad esempio, introdusse in russo il concetto di "umanesimo", che in precedenza era sconosciuto in Russia. Egli sosteneva che l'uomo è un essere razionale e libero, e che ha il diritto di ricercare la verità e la giustizia.
Fu anche un uomo di grande impegno sociale. Egli combatteva le superstizioni e l'ignoranza, e si batteva per la riforma della Chiesa ortodossa.
Nel 1525, fu arrestato dal metropolita di Mosca, Daniele, e condannato a venti anni di reclusione nel monastero di Volokolamsk.
La causa dell'arresto fu una sua predica in cui egli criticava la situazione politica e religiosa del tempo.
Durante la sua reclusione, Massimo continuò a lavorare alle opere teologiche e, quando fu liberato nel 1551, il suo prestigio era grande.
Lo zar Ivan il Terribile gli rese gli onori pubblicamente, ma le sue opinioni politiche furono censurate.
Negli ultimi anni della sua vita, si ritirò nel monastero della Trinità di San Sergio, dove morì nel 1556.

Ecco alcuni esempi specifici delle influenze dell'umanesimo e del pensiero cristiano riformato sulle opere di Massimo il Greco:
- Nell'introduzione alla sua traduzione della Bibbia in russo, afferma che la Bibbia è la fonte di ogni conoscenza e che ogni cristiano ha il diritto di leggerla e interpretarla.
- In una sua opera teologica, sostiene che la Chiesa dovrebbe essere una comunità di persone libere e uguali, e che non dovrebbe esercitare il potere politico.
- In un suo sermone, critica la superstizione e l'ignoranza, e invita i cristiani a vivere una vita morale e virtuosa.

Questi esempi dimostrano come Massimo il Greco sia stato un uomo di grande apertura mentale e di profonda sensibilità religiosa. Le sue opere hanno contribuito a diffondere in Russia nuovi concetti e nuove idee, che hanno avuto un profondo impatto sulla cultura e sulla società russa.


Autore:
Franco Dieghi

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Aggiunto/modificato il 2024-01-02

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