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† Nantuino (Nantwin/Nanteuil?), XIII sec.
Fu un pellegrino bavarese vissuto nel XIII secolo. Le poche notizie sulla sua vita provengono dallo storico bavarese Johannes Turmair, detto l'Aventino. Intorno al 1280, mentre attraversava Wolfratshausen, presso Monaco, fu accusato ingiustamente di aver corrotto alcuni giovani del luogo. Secondo la tradizione, il giudice Ganter, senza ascoltare testimoni, lo condannò al rogo, eseguito nel 1286. Una leggenda racconta che, prima dell'esecuzione, Corrado gettò il puntale del proprio bastone dicendo: «Dove cadrà questo, lì sarà il luogo della mia morte». Accertata in seguito la sua innocenza, verso il 1290 sul luogo del martirio fu edificata una chiesa, divenuta presto meta di pellegrinaggi per i miracoli attribuiti alla sua intercessione.
Etimologia: Dal germanico Kuoni-rat, composto da kuoni (audace, valoroso) e rat (consiglio), con il significato di audace nel consiglio oppure saggio consigliere.
Emblema: Bastone da pellegrino, bisaccia, palma del martirio.
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Le testimonianze relative a San Corrado Nantuino (Konrad Natwein) sono poche. Il suo nome compare nei martirologi medievali e nelle successive compilazioni agiografiche, dalle quali è derivata la sua presenza nei calendari liturgici. Non risultano invece conservate Passiones antiche, Vitae o documenti contemporanei che consentano di ricostruire gli avvenimenti della sua vita con sufficiente precisione. Gli studiosi concordano pertanto nel considerare storicamente certa soltanto l'esistenza di un culto antico, mentre rimangono ignoti quasi tutti gli elementi biografici.
Il pellegrino L'appellativo di pellegrino attribuito a San Corrado possiede un preciso significato nella tradizione cristiana. Tra l'alto Medioevo e il pieno Medioevo il pellegrinaggio costituiva una forma privilegiata di penitenza, di conversione e di testimonianza della fede. Migliaia di uomini e donne percorrevano le strade d'Europa diretti verso Roma, Gerusalemme, Santiago de Compostela oppure verso santuari regionali. Nel caso di Corrado non è possibile stabilire quale fosse la meta del suo viaggio né le circostanze che lo portarono a intraprenderlo. Il titolo conservato dalla tradizione lascia tuttavia intendere che proprio la condizione di pellegrino rappresentasse l'aspetto più caratteristico della sua memoria.
Il martirio Anche riguardo al martirio la documentazione è estremamente scarna. Le fonti liturgiche qualificano Corrado come martire, riconoscendo quindi una morte affrontata per la fede cristiana. Mancano però indicazioni sul luogo, sugli autori della persecuzione e sul contesto storico in cui essa si verificò. Gli studiosi moderni evitano pertanto qualsiasi ricostruzione ipotetica, limitandosi a registrare quanto trasmesso dalla tradizione liturgica.
Il problema del toponimo Nantuino Uno degli aspetti più discussi riguarda il significato dell'appellativo Nantuino. Il termine sembra richiamare un'antica località dell'Europa occidentale, probabilmente di area francese o borgognona, ma l'identificazione non è unanimemente accettata. Le varianti manoscritte presenti nei martirologi hanno dato origine a differenti interpretazioni toponomastiche e finora nessuna di esse può essere considerata definitivamente acquisita. Questa incertezza impedisce di localizzare con sicurezza sia il luogo del pellegrinaggio sia quello del martirio.
Il culto Nonostante la scarsità delle notizie biografiche, il culto di San Corrado è stato tramandato nei calendari liturgici occidentali. La memoria del 7 agosto testimonia la continuità di una venerazione sviluppatasi in epoca antica e successivamente recepita dalle raccolte agiografiche medievali. La sua presenza nel Martirologio costituisce il principale fondamento storico della devozione a lui dedicata.
Autore: Giampietro Cattini
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