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Santa Edith (Eadgyth) di Aylesbury Monaca
Festa:
16 luglio
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Aylesbury, Buckinghamshire, Inghilterra, VII sec.
Santa Edith, conosciuta anche con il nome anglosassone di Eadgyth, fu una monaca vissuta nell’Inghilterra merciana del VII secolo e ricordata dalla tradizione cristiana come una delle prime figure femminili legate alla diffusione della vita religiosa nel regno anglosassone. Le notizie storiche sulla sua vita sono limitate e provengono soprattutto da tradizioni agiografiche medievali che collegano Edith alla famiglia reale di Mercia e al monastero di Aylesbury, nell’attuale Buckinghamshire. Secondo tali tradizioni sarebbe stata figlia di Penda, potente re merciano ancora pagano, e avrebbe scelto, insieme alla sorella Edburga, la consacrazione religiosa. La sua memoria è legata soprattutto alla nascita delle comunità monastiche femminili nell’Inghilterra cristiana del VII secolo, periodo nel quale numerose donne appartenenti alle famiglie nobili e regali abbandonarono la vita di corte per dedicarsi alla preghiera, all’educazione e alla vita comunitaria.
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Edith visse in un periodo decisivo per la storia religiosa dell’Inghilterra. Dopo la missione di sant’Agostino di Canterbury, giunto nel Kent nel 597, il cristianesimo iniziò progressivamente a diffondersi tra i diversi regni anglosassoni. Il VII secolo fu caratterizzato dalla fondazione dei primi monasteri inglesi, spesso sostenuti dalle famiglie reali. Questi centri non erano soltanto luoghi di preghiera, ma anche importanti istituzioni culturali, educative e politiche. Le principesse e le nobildonne che sceglievano la vita monastica contribuirono in modo significativo alla formazione della nuova società cristiana anglosassone.
Origini familiari Secondo la tradizione agiografica, Edith sarebbe appartenuta alla dinastia merciana. Viene generalmente indicata come figlia di Penda, re di Mercia dal 626 circa al 655, uno dei più potenti sovrani anglosassoni del suo tempo, inizialmente pagano, e della regina Cynewise. Il contrasto tra le origini familiari pagane e la scelta cristiana della vita consacrata riflette il processo storico di trasformazione religiosa dei regni anglosassoni. Le genealogie che collegano Edith alla famiglia di Penda non sono tuttavia confermate da fonti contemporanee e devono essere considerate nell’ambito della tradizione medievale.
La vocazione religiosa Secondo la tradizione, Edith abbandonò la vita aristocratica per consacrarsi a Dio. Insieme alla sorella Santa Edburga di Aylesbury, avrebbe dato origine a una comunità religiosa femminile presso Aylesbury, nel territorio di Buckinghamshire. Queste prime comunità monastiche femminili erano spesso collegate alle famiglie nobili e rappresentavano centri di spiritualità, istruzione e trasmissione della cultura cristiana. Non possediamo però informazioni precise sull’organizzazione della comunità, sul ruolo svolto da Edith o sulla durata della sua permanenza nel monastero.
Il monastero di Aylesbury La tradizione identifica Aylesbury come il luogo principale della memoria di Edith. La comunità religiosa locale sarebbe stata collegata anche alla formazione della giovane Santa Osita (Osyth), figlia di Wilburga, sorella di Edith secondo la genealogia tradizionale. Il monastero di Aylesbury appartiene al fenomeno dei primi insediamenti monastici femminili anglosassoni, spesso fondati o sostenuti da donne appartenenti alle dinastie regnanti.
Rapporti con altri santi Santa Edburga La figura più strettamente associata a Edith è Santa Edburga, ricordata anch’essa nella tradizione di Aylesbury. Le due sorelle sono celebrate insieme il 16 luglio in alcune tradizioni liturgiche. Santa Osita (Osyth) La tradizione collega Edith anche alla giovane Osita, affidata alla cura delle zie religiose per la sua educazione cristiana. Osita diventerà in seguito una delle sante più venerate dell’Inghilterra medievale.
Culto Il culto di Santa Edith si sviluppò principalmente nell’ambito delle tradizioni locali inglesi. La sua memoria liturgica è fissata al 16 luglio, giorno nel quale viene ricordata insieme alla sorella Edburga. A differenza di altre sante anglosassoni del VII secolo, come Eteldreda di Ely o Ilda di Whitby, la sua venerazione rimase prevalentemente locale.
Autore: Giampietro Cattini
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