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Inismurry, Sligo, Irlanda, VI sec. (forse 638 ?)
Nell'agiografia irlandese sono celebrati cinque santi con il nome Molaise: tre risultano semplici menzioni, mentre due rivestono un ruolo di primo piano. Tra questi figura san Molaise, figlio di Declán, abate del monastero di Inismurry, isola al largo della contea di Sligo, vissuto nel VI secolo. La tradizione agiografica lo associa strettamente a san Columba, di cui sarebbe stato confessore e guida spirituale, imponendogli la celebre penitenza dell'esilio dopo la battaglia di Cúl Dreimhne. Il culto del santo abate è ampiamente testimoniato nella toponomastica locale di Inismurry e nei resti dell'antico insediamento monastico. Una pregevole statua lignea del XV secolo con la sua effigie, proveniente dall'isola, è oggi conservata nel Museo Nazionale di Dublino.
Etimologia: Dal gaelico Mo-Laisse, 'mio Laisrén' (forma affettiva del nome proprio Laisrén).
Emblema: Abito monastico, crozier pastorale, campana, libro, sfondo insulare.
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Della vita di san Molaise (Molaisi, Molaissi, Mo-Laisse) si conoscono pochissimi elementi certi, come accade per molte figure del monachesimo irlandese primitivo. Le fonti agiografiche lo identificano come Laisrén mac Decláin, ovvero Laisrén figlio di Declán, collocando la sua esistenza nel VI secolo. Il nome proprio Laisrén, molto diffuso nell'Irlanda dell'epoca, era frequentemente trasformato nella forma affettiva Mo-Laisse (letteralmente 'il mio Laisrén'), da cui deriva la variante Molaise. Il periodo in cui visse fu cruciale per il cristianesimo irlandese: dopo l'opera di san Patrizio nel V secolo, il VI secolo vide una straordinaria fioritura di fondazioni monastiche, spesso ubicate in luoghi remoti e insulari, in linea con l'ideale ascetico del 'deserto oceanico' proprio della spiritualità celtica. È in questo contesto che Molaise fondò il suo monastero sull'isola di Inismurry.
La fondazione del monastero di Inismurry Inismurry, il cui nome gaelico Inis Muiredhaigh significa 'isola di Muiredach', è un piccolo lembo di terra situato a circa cinque chilometri dalla costa di Sligo, nella baia di Donegal. L'isola divenne sede di un importante insediamento monastico fondato da Molaise intorno alla metà del VI secolo. Il complesso, racchiuso entro un cashel - un recinto murario circolare alto fino a tre metri - comprendeva chiese, celle a nido d'ape e numerosi spazi comuni per la vita comunitaria. Il monastero di Inismurry mantenne la sua vitalità per diversi secoli, sopravvivendo anche alle incursioni vichinghe che devastarono molte altre fondazioni irlandesi. Gli Annali monastici testimoniano la presenza di una comunità di monaci che abitò stabilmente l'isola, dedicandosi alla preghiera, allo studio e al lavoro manuale, secondo la regola del monachesimo celtico.
Il rapporto con San Columba L'elemento più significativo della tradizione su san Molaise riguarda il suo rapporto con san Columba (Colmcille), uno dei più importanti santi irlandesi e apostolo degli Scoti in Scozia. Secondo il Martyrologium di Donegal e altre fonti tarde, Molaise sarebbe stato il confessore spirituale di Columba, figura di riferimento per la direzione della sua coscienza. L'episodio più celebre è legato alla battaglia di Cúl Dreimhne, combattuta tra il 560 e il 561 nei pressi di Drumcliff, nella contea di Sligo. Questo scontro, noto anche come 'battaglia del Libro', scoppiò per una disputa sulla proprietà di un manoscritto tra Columba e san Finnian di Moville. Columba, coinvolto nel conflitto che causò la morte di circa tremila uomini, si rivolse al suo confessore Molaise in cerca di guida spirituale. L'abate di Inismurry impose al penitente una sanzione severa ma redentrice: lasciare l'Irlanda e predicare il Vangelo in terra straniera, convertendo tante anime quante ne erano perite nella battaglia. Questa penitenza, secondo la tradizione, spinse Columba all'esilio volontario in Scozia, dove nel 563 fondò la celebre abbazia di Iona, punto di partenza per l'evangelizzazione dei Pitti e degli Scoti. È importante sottolineare che questo episodio, pur essendo profondamente radicato nella tradizione agiografica irlandese, non trova piena conferma nelle fonti storiche più antiche. Gli storici moderni tendono a considerarlo un racconto edificante costruito in epoca successiva per spiegare le motivazioni della partenza di Columba dall'Irlanda.
Gli ultimi anni e la morte Delle ultime vicende della vita di Molaise non abbiamo notizie documentate. Alcune tradizioni tarde, probabilmente influenzate dalla confusione con l'omonimo san Molaise di Leighlin, collocano la sua morte nell'anno 638. Tuttavia, la cronologia è incerta e non verificabile con fonti primarie. Il luogo della sepoltura è tradizionalmente identificato con Teach Molaise, un piccolo oratorio all'interno del cashel monastico di Inismurry. Questo edificio, considerato uno dei più antichi del complesso, fungeva da santuario-tomba del fondatore ed è stato per secoli la meta principale dei pellegrinaggi all'isola.
Reliquie e reperti L'eredità materiale di san Molaise è costituita da alcuni preziosi reperti conservati in diversi musei: - Statua lignea: Una rara scultura in legno di quercia, alta circa 62 centimetri, raffigurante il santo in abiti monastici. Realizzata tra il XIII e il XIV secolo, rimase per secoli sull'altare di Teach Molaise. Nel 1949 fu donata al National Museum of Ireland a Dublino, dove è tuttora esposta. Una copia è visibile sull'isola. - Crozier e campana: Un pastorale rivestito in rame e una campana di bronzo su ferro, entrambi datati al IX-X secolo, furono rimossi dall'isola negli anni Quaranta dell'Ottocento. Questi oggetti, che erano venerati come reliquie del santo, sono oggi conservati ad Alnwick Castle, in Inghilterra, nella collezione del Duca di Northumberland. - Cross-slabs: L'isola ospita circa novanta lastre di pietra decorate con croci, alcune delle quali rimosse e conservate nella vecchia scuola dell'isola. Queste testimonianze archeologiche attestano la vivacità artistica e spirituale della comunità monastica.
Autore: Enrico Quiri
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