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Beato Fruttuoso Pérez Márquez Terziario domenicano, martire

15 agosto

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Almería, Spagna, 9 febbraio 1884 – 15 agosto 1936

Fructuoso Pérez Márquez nacque ad Almería, nella comunità autonoma dell’Andalusia, il 9 febbraio 1884. Terminati gli studi primari, entrò nel Seminario diocesano, ma ne uscì alla morte del padre. Si trasferì quindi a Valparaiso, in Cile, ospite di uno zio. Poco dopo essere tornato in patria, cominciò a lavorare come giornalista. Il 20 dicembre 1911, alcuni anni dopo il suo ritorno in Spagna, sposò María Barceló Toro: insieme ebbero quattro figli, ai quali diedero un’educazione umana e religiosa adeguata. Fervente Terziario domenicano, nei suoi articoli Fructuoso difendeva la Chiesa, le sue istituzioni e la sua dottrina, in un tempo in cui la persecuzione cominciava a montare in Spagna. Fu arrestato il 26 luglio 1936, in casa propria: venne quindi condotto in commissariato e da lì alla prigione improvvisata nel convento delle suore Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità. Il 3 agosto fu trasferito nell’imbarcazione «Segarra», dove rimase fino al 15, quando venne assassinato all’alba, sulla spiaggia de La Garrofa, nei pressi di Almería. Aveva cinquantadue anni. Le sue spoglie riposano presso il cimitero di Almería a partire dal termine della guerra civile, ma non è stato possibile distinguerle da quelle degli altri prigionieri fucilati con lui. Inserito nella causa intestata a Juan Aguilar Donis e cinque compagni, frati Domenicani del convento di Almería, è stato beatificato a Siviglia il 18 giugno 2022, sotto il pontificato di papa Francesco. La sua memoria liturgica ricorre il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i loro Martiri del XX secolo.



I primi anni
Fructuoso Pérez Márquez nacque ad Almería, nella comunità autonoma dell’Andalusia, il 9 febbraio 1884, figlio di Francisco Pérez Aznar e María Josefa Márquez. Fu battezzato nella parrocchia di San Pietro Apostolo della sua città natale quattro giorni dopo la nascita, il 13 febbraio 1884.
Terminati gli studi primari, entrò nel Seminario diocesano, ma ne uscì alla morte del padre. Si trasferì quindi a Valparaiso, in Cile, ospite di uno zio.

Il matrimonio e l’educazione dei figli
Il 20 dicembre 1911, alcuni anni dopo il suo ritorno in Spagna, sposò, a ventisette anni, María Barceló Toro, sua compaesana, ventiquattrenne. Ebbero quattro figli, una delle quali divenne religiosa.
Fecero in modo che avessero tutti un’educazione adeguata presso il collegio delle Figlie della Carità; i figli maschi, dopo la Prima Comunione, passarono nel collegio dei fratelli delle Scuole Cristiane.
Nella loro famiglia si pregava il Rosario tutti i giorni e si leggeva piuttosto frequentemente l’«Año cristiano», un’opera in volumi a metà tra un’enciclopedia e un almanacco, con le vite dei Santi per ogni giorno dell’anno. Fructuoso, infatti, era un fervente Terziario domenicano, come anche sua moglie, una delle zie dei figli e le due figlie femmine.

Il suo lavoro come giornalista
Poco dopo essere tornato dal Cile, nel 1908, Fructuoso cominciò a lavorare come giornalista presso il periodico «La Independencia», che aveva iniziato le pubblicazioni ad Almería l’anno prima.
Fu anche corrispondente da Almería per «Prensa Asociada», agenzia di stampa cattolica fondata nel 1908, e per vari periodici che avevano la sede a Madrid, come «El Correo Español», «El Siglo Futuro», «El Universo» o «El Debate». Nel 1922 era da tempo direttore de «La Independencia», sottotitolata «Quotidiano cattolico», e ne fu anche comproprietario. Fece parte anche della «Lega contro l’immoralità pubblica».

In difesa della Chiesa e della verità
Nei suoi articoli esponeva la Dottrina Sociale della Chiesa, ma non solo. Sono infatti cinque gli ambiti nei quali sono stati fatti rientrare i suoi scritti: temi religiosi, temi in difesa della Chiesa e delle sue istituzioni, temi in difesa del sacerdozio e dei religiosi, temi in difesa della morale e temi generali (cultura, istituzioni benefiche, temi patriottico-religiosi).
Non fu facile il suo lavoro, in un tempo in cui la Chiesa spagnola veniva sempre più perseguitata. Negli articoli manifestava una salda fede in Dio e si dichiarava figlio della Chiesa, disposto a subire anche le più estreme conseguenze: fu infatti denunciato, processato e perfino incarcerato.
Uno dei suoi figli maschi lo definì con questi termini: «Era un fervente cattolico, difensore coraggioso della verità, senza rispetto umano, pronto a ogni rischio, era affabile, caritatevole, viveva la fede. Era simpatico, semplice, esemplarissimo, sempre al servizio della Chiesa. Era un santo, gli piaceva parlare coi poveri, impareggiabile, educato, molto religioso, buono e di buon carattere».

Il martirio
Fu arrestato il 26 luglio 1936, in casa propria: venne quindi condotto in commissariato e da lì alla prigione improvvisata nel convento delle suore Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità. Il 3 agosto fu trasferito nell’imbarcazione «Segarra», dove rimase fino al 15, quando venne assassinato all’alba, sulla spiaggia de La Garrofa, nei pressi di Almería. Aveva cinquantadue anni.
Il suo cadavere e quelli degli altri fucilati con lui vennero gettati in mare; quando la marea li restituì, furono sepolti sulla stessa spiaggia. Terminata la guerra civile, i resti di tutti vennero traslati nel cimitero di Almería, ma senza poterli distinguere.

La prima fase della causa di beatificazione e canonizzazione
Fructuoso venne inserito nella causa di beatificazione intestata a Juan Aguilar Donis e cinque compagni, frati Domenicani del convento di Almería. Il processo informativo fu celebrato dal 1962 al 1971 nella diocesi di Almería; nella medesima sede si svolse, nel 1995, l’inchiesta diocesana. La validità giuridica di entrambi venne riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 3 dicembre 1999.
La “Positio super martyrio”, consegnata nel 2013, venne esaminata anzitutto dai Consultori Storici, il 10 giugno 2014. La discussione sull’effettivo martirio invece iniziò con il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, i quali, il 23 ottobre 2018, si pronunciarono a favore. Anche i cardinali e i vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi, il 10 dicembre 2019, confermarono che l’uccisione dei frati era avvenuta a causa della loro fedeltà alla Chiesa.

Il decreto sul martirio e la beatificazione
L’11 dicembre 2019, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò il decreto sul martirio.
La beatificazione di padre Juan Aguilar Donis e compagni e di Fructuoso si svolse il 18 giugno 2022, nella cattedrale di Siviglia, nella Messa presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, come inviato del Santo Padre.
Nella stessa celebrazione furono elevati agli onori degli altari anche venti Domenicani del convento di Almagro e suor Ascensione di San Giuseppe, Domenicana contemplativa. La memoria liturgica dei ventisette Domenicani fu fissata al 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i loro Martiri del XX secolo.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2022-08-09

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