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San Deocaro di Herrieden Abate

Festa: 7 giugno

VIII-IX sec.

Vissuto tra i secc. VIII e IX, fu abate del monastero di Herrieden (fondato da Carlo Magno), partecipò ad eventi di rilevanza storica. La sua morte, avvenuta tra l'829 e l'830, segnò la fine di un'epoca per il monastero. Nel corso dei secoli, la sua figura si arricchì di elementi leggendari. Venne sepolto nell'antica chiesa del monastero di Herrieden, dove il suo culto crebbe costantemente, tanto da renderlo uno dei patroni di Norimberga.



San Deocaro (Deochar, Gottlieb, Theotger, Theotker o Theutgar) è un abate vissuto tra i secoli VIII e IX.
Non sappiamo nulla sulla sua infanzia e giovinezza, anche se alcuni ritengono che a metà del secolo VIII con Robano Mauro, fu allievo di Alcuino di Tours nel monastero di Fulda, dove divenne monaco e sacerdote.
La prima citazione di Deocaro abate si trova in una lettera che gli aveva scritto Alcuino nell’anno 801.
Nella lista degli abati dell’abbazia Herrieden o Hasareoda, fondata nella diocesi di Eichstätt intorno al 790 dal nobile franco Cadolt, figura al primo posto.
Alcuni affermano fosse di origini nobili e godeva della stima di Carlo Magno, tanto che su ipotizza che l’imperatore dopo la sua incoronazione lo nominò messaggero reale o cappellano di corte.
Il giorno 1 dicembre 819, l’abate Deocaro era presente alla traslazione del corpo di San Bonifacio a Fulda con l’arcivescovo Aistolfo di Magonza e gli abati Egilio e Roboano Mauro.
Se il suo successore Deocaro II, nell’anno 829 partecipò al sinodo di Magonza si può affermare che San Deocaro sia morto qualche anno prima, anche se alcune ricerche recenti affermano che sia morto proprio nell’anno 829.
Su di lui esiste una leggenda del XVII secolo, dove si racconta che il santo avrebbe fondato un eremitaggio, luogo dove Carlo Magno avrebbe costruito la cappella di Santa Maria e poi un grande monastero con la chiesa di San Salvatore.
San Deocaro fu sepolto nell’antica chiesa del monastero di Herrieden, dove le testimonianze sul suo culto risalgono all’epoca del vescovo Gundekar II (1057-1075) e dove è stato rappresentato in una miniatura del pontificale “Gundekariuanum”.
Nel 1316, l’imperatore Ludovico il Barbaro con apposita traslazione regalò parte delle sue reliquie, compresa la testa, alla Collegiata di san Lorenzo a Norimberga. Qui nel 1437 fu realizzato in sua memoria un altare e un reliquiario in argento per le sue reliquie.
Il culto nei confronti del santo crebbe tanto da farlo diventare uno dei patroni di Norimberga. Nel giorno dopo la Pentecoste, la città teneva una grande processione in onore di san Deocaro, dove i consiglieri più giovani della città portavano l'edicola d'argento con le sue reliquie.
Ma con la Riforma si estinse l'interesse per la venerazione del santo.
Nel 1845 su richiesta del vescovo le reliquie di san Deocaro vennero trasportate nella cattedrale di Eichstätt.  
La parte delle reliquie che re Ludovico aveva tenuto per la sua resistenza a Monaco, nell’Alter Hof, vennero distrutte durante il secondo conflitto mondiale.
In una pala d’altare lignea del 1437, della chiesa di San Lorenzo di Norimberga è rappresentato con la mitra e la croce abbaziale.
Il santo patrono dei ciechi viene invocato dai malati della vista.
Nell l'anno giubilare voluto in occasione del 1200simo anniversario della fondazione del monastero di Herrieden, c’è stato un nuovo impulso circa il culto e la venerazione per il santo abate.
La festa per San Deocaro si celebra solo nella diocesi di Herrieden, nel giorno 7 giugno.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2022-08-24

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