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Don Michele Rabino

Testimoni

San Terenzo Monti, Massa Carrara, 19 agosto 1944

Don Michele Rabino dal 1921 al 1927 fu il primo parroco di San Rocco in Gravagna, nel pontremolele, per poi essere trasferito a San Terenzo Monti, dove venne ucciso in canonica dai tedeschi nella strage del 19 agosto 1944. A lui è ora dedicato l'ex Oratorio del paese, dedicato alla memoria dei caduti di quel giorno.



E’ il 19 di agosto anno 1944, il paese di San Terenzo Monti è bloccato dai tedeschi, non si può entrare né uscire. Le pattuglie si spostano su tutto il territorio e nella tarda mattinata si ode uno sparo, proviene dai pressi della locale canonica.
E’ stato ucciso Don Rabino il parroco del paese; i tedeschi giustificano l’esecuzione affermando la sua appartenenza alle formazioni partigiane, cosa non vera; si era adoperato in tutte le maniere per ridurre il più possibile le razzie di animali, derrate, etc da parte dei tedeschi acquartierati a Fosdinovo, raccomandando comunque alla popolazione di aderire alle loro richieste; “meglio salvare una parte che perdere tutto e, contemporaneamente, aver salva la vita”, questa in pratica la logica che cercava di far adottare ai suoi parrocchiani, consapevole dell’abominevole diktat (dieci italiani per tedesco) nel caso di uccisione di militari tedeschi.
Due sere prima aveva accolto in casa mia madre Maria Vangeli, rimasta orfana di entrambi i genitori, uccisi il 17 dalle truppe SS che rientravano a Fosdinovo dopo aver raccolto i militari uccisi dall’attacco partigiano della mattina.
La mattina del 19 Don Michele, per distrarla ed impegnarle la mente in altro, aveva fatto raccogliere dei fiori di campo alla piccola Maria dicendole che li avrebbero poi portati ai genitori uccisi “Ma prima – le aveva detto – dobbiamo dar da mangiare ai conigli”. Le gabbie erano sistemate in un fondo della canonica che prendeva luce dalla sola porta e Maria si trovava proprio nell’angolo più buio vicino alle gabbie, aveva dato del fieno ai conigli e poi spostava alcune tavole di legno ammucchiate in un angolo del fondo, come le aveva chiesto Don Michele; Don Michele era appena oltrepassata la porta verso l’interno, quando spuntano alle sue spalle due militari tedeschi che attirano la sua attenzione, gli puntano contro le armi e fanno fuoco.
Don Michele ha appena il tempo di mormorare “Sia lodato Gesù Cristo …” prima di cadere riverso attraverso la soglia della porta; i due militari danno un’occhiata dentro, ma accecati dalla forte luce esterna non notano la ragazza che nel frattempo è ammutolita e rannicchiata per lo spavento.
Vorrebbe fuggire da lì ma non trova il coraggio di oltrepassare il corpo steso attraverso la soglia, alla fine appoggia sopra di lui una tavola di quelle che sta spostando e con un balzo riesce a passare all’esterno; corre in canonica per avvisare la nipote del prete di quanto accaduto e poi scappa via in paese, bussa a varie porte di conoscenti, ma nessuno apre; non è a conoscenza che tantissimi si sono recati in Valla pensando che quella potesse essere un posto sicuro.


Autore:
Stella Terenzoni

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Aggiunto/modificato il 2023-05-03

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