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Santi Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni Martiri

Festa: 16 settembre

Di questi santi non si conservano notizie biografiche dettagliate né fonti storiche coeve che ne raccontino la vita, le circostanze del martirio o il luogo della sepoltura. La loro esistenza storica è tuttavia considerata probabile dalla critica agiografica, poiché il culto congiunto di quattro figure distinte difficilmente sarebbe sorto ex nihilo senza un nucleo di realtà storica alla sua origine. I quattro nomi - due di chiara derivazione latina (Abbondio e Abbondanzio), uno di origine romana (Marciano) e uno di matrice ebraico-cristiana (Giovanni) - suggeriscono un gruppo di fedeli proveniente da ambienti sociali diversi, uniti nella stessa testimonianza di fede. La loro commemorazione collettiva è tramandata nei martirologi antichi e confermata nell'edizione tipica del Martirologio Romano promulgata dopo il Concilio Vaticano II.

Etimologia: Abbondio da 'Abundius' (abbondante, ricco); Abbondanzio da 'Abundantius' (sovrabbondante); Marciano da 'Marcianus' (dedicato a Marte); Giovanni da 'Ioannes' (YHWH ha fatto grazia).

Emblema: Palma del martirio, corona, eventuali insegne militari o civili.

Martirologio Romano: Sul monte Soratte lungo la via Flaminia nel Lazio, santi Abbondio e compagni, martiri.


La principale fonte che attesta l'esistenza dei santi Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni è il Martyrologium Romanum, il calendario liturgico ufficiale della Chiesa cattolica, che al 16 settembre ne registra la memoria con la formula essenziale: 'Santi Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni, martiri'. Questa menzione, per quanto sintetica, rappresenta il fondamento storico del loro culto e ne garantisce l'inserimento nel novero dei santi riconosciuti dalla Chiesa universale.
Oltre al Martirologio Romano, i quattro martiri compaiono in raccolte agiografiche tarde e in martirologi locali, ma nessuna di queste fonti fornisce dettagli biografici attendibili o circostanze documentate del loro martirio. Gli Acta Sanctorum dei Bollandisti, la più ampia raccolta critica di vite dei santi, dedicano ai martiri del 16 settembre uno spazio limitato, proprio a causa della scarsità di materiale documentario. La Bibliotheca Sanctorum, opera di riferimento dell'agiografia contemporanea, conferma questa valutazione, segnalando l'assenza di Passio antiche e di testimonianze archeologiche certe.
Il problema storico principale riguarda dunque l'identificazione precisa di questi martiri: non è possibile stabilire con certezza né l'epoca esatta del loro martirio, né il luogo, né le circostanze. La critica agiografica moderna tende a collocarli genericamente nell'età delle persecuzioni imperiali romane, un arco temporale che va dalla metà del III secolo all'inizio del IV secolo, quando il cristianesimo fu oggetto di repressioni sistematiche sotto gli imperatori Valeriano, Aureliano, Diocleziano e Galerio.

Il contesto delle persecuzioni
Per comprendere il significato del martirio di Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni è necessario inquadrarlo nel più ampio contesto delle persecuzioni romane contro i cristiani. Tra il 250 e il 313 d.C., l'Impero romano attraversò fasi alterne di tolleranza e repressione nei confronti della nuova fede. L'editto di Decio del 250 impose a tutti i cittadini di compiere sacrifici agli dèi tradizionali, pena severe punizioni. Seguirono le persecuzioni di Valeriano (257-260), che colpirono in particolare il clero e i beni ecclesiastici, e quella di Diocleziano (303-311), la più vasta e sistematica, che mirò alla distruzione completa del cristianesimo.
In questo clima di tensione tra fedeltà all'impero e fedeltà a Cristo, molti credenti scelsero la via del martirio, rifiutando di abiurare la propria fede o di partecipare ai culti pagani. I martiri non erano necessariamente personaggi di primo piano: spesso si trattava di persone comuni, di condizione sociale modesta, la cui testimonianza silenziosa e coraggiosa divenne il fondamento della Chiesa nascente. È probabile che Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni appartenessero a questa categoria di fedeli anonimi ma eroici.

Il martirio e la tradizione
La tradizione agiografica, sebbene tarda e priva di riscontri documentali diretti, suggerisce che i quattro santi subirono il martirio nello stesso contesto, probabilmente nella città di Roma o in una località dell'Italia centrale. La commemorazione congiunta nel Martirologio Romano rafforza questa ipotesi: i martirologi antichi tendevano a raggruppare i santi che avevano condiviso la medesima sorte o la medesima sepoltura.
Non si conservano racconti del loro processo, delle torture subite o del luogo dell'esecuzione. Questa assenza di dettagli, lungi dall'essere un elemento di debolezza, riflette la condizione di moltissimi martiri dell'età imperiale, dei quali si è persa ogni traccia storica specifica, ma il cui sacrificio è stato custodito dalla memoria viva delle comunità cristiane. Il loro nome, tramandato di generazione in generazione, è giunto fino a noi come testimonianza di una fede che non ha temuto la morte.

Il culto liturgico
Il culto dei santi Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni si è consolidato nel corso dei secoli attraverso la loro inclusione nei martirologi locali e, infine, nel Martyrologium Romanum. La memoria liturgica al 16 settembre è stata mantenuta anche nella riforma del calendario seguita al Concilio Vaticano II, segno che la Chiesa riconosce il valore permanente della loro testimonianza.
Non si documentano, per questi santi, particolari forme di devozione popolare, santuari di rilievo o tradizioni locali specifiche. Il loro culto rimane essenzialmente liturgico, affidato alla preghiera della Chiesa universale che, il 16 settembre di ogni anno, ne fa memoria nel contesto della celebrazione eucaristica e della Liturgia delle Ore.

Iconografia
L'iconografia dei santi Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni è piuttosto essenziale, coerente con la scarsità di notizie sulla loro vita. Nelle rappresentazioni artistiche, i quattro martiri compaiono generalmente in gruppo, raffigurati come giovani o adulti di aspetto severo e dignitoso, vestiti con tuniche romane o abiti paleocristiani. L'attributo iconografico principale è la palma del martirio, simbolo universale della vittoria sulla morte attraverso la testimonianza della fede. In alcune rappresentazioni più tarde, i santi portano anche la corona di martire, segno del premio celeste promesso a quanti hanno dato la vita per Cristo.
Le raffigurazioni più antiche li mostrano in posizione frontale, con gesti di benedizione o di preghiera, secondo lo stile ieratico proprio dell'arte paleocristiana e bizantina. Nelle epoche successive, soprattutto in ambito romanico e gotico, i quattro martiri compaiono talvolta in cicli affrescati dedicati ai santi locali o in vetrate di chiese dedicate a martiri romani.

Reliquie
Non esistono testimonianze documentali certe riguardo alle reliquie dei santi Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni. Alcune tradizioni locali, particolarmente in Italia centrale, attribuiscono a chiese specifiche il possesso di reliquie di uno o più di questi martiri, ma tali attribuzioni non sono supportate da documentazione archeologica o da fonti storiche attendibili. La dispersione delle reliquie dei martiri romani, avvenuta in epoca altomedievale a seguito delle invasioni barbariche e dei saccheggi, rende particolarmente difficile ogni tentativo di identificazione certa.

Culto
Il culto dei quattro martiri è essenzialmente liturgico e universale, legato alla loro commemorazione nel Martyrologium Romanum. Non si documentano feste patronali specifiche, pellegrinaggi particolari o tradizioni popolari radicate legate alla loro memoria. La loro festa del 16 settembre viene celebrata nella forma ordinaria del rito romano come memoria facoltativa, inserita nel contesto più ampio della commemorazione dei martiri.

Cronologia
- III-IV secolo: periodo probabile del martirio dei santi Abbondio, Abbondanzio, Marciano e Giovanni, durante le persecuzioni romane contro i cristiani.
- Epoca imprecisata (alto Medioevo): inclusione dei quattro martiri nei martirologi locali e nelle raccolte agiografiche.
- XVI secolo: inclusione nel Martyrologium Romanum promulgato da papa Gregorio XIII (1584).
- 1969: riforma del calendario liturgico post-conciliare; la memoria dei quattro martiri al 16 settembre viene mantenuta nell'edizione tipica del Martyrologium Romanum.
- 2001: promulgazione dell'edizione tipica rinnovata del Martyrologium Romanum da parte di papa Giovanni Paolo II, che conferma la memoria al 16 settembre.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Santi ABBONDIO, prete, ABBONDANZIO, diacono, MARCIANO e GIOVANNI, martiri di RIGNANO FLAMINIO.

Secondo la passio, durante la persecuzione di Diocleziano, verso il 304, furono catturati in Roma il presbitero Abbondio e il diacono Abbondanzio; dopo essere stati sottoposti a tortura furono condannati a morte. Mentre venivano avviati al luogo destinato per il supplizio, sulla via Flaminia, presso la località denominata Lubras (ad saxa rubra, al IX miglio della via Flaminia,.ora Prima Porta), incontrarono il senatore Marciano, il cui figlio morto fu resuscitato per le preghiere dei due discepoli di Cristo: padre e figlio convinti della verità della fede cristiana per l'evidenza del miracolo, si convertirono e chiesero di essere battezzati. Per questo anch'essi furono condannati e decapitati insieme con i due leviti al 14° km. della via Flaminia. Una pia donna cristiana di nome Teodora, essendo venuta a conoscenza della gloriosa fine dei quattro martiri, ne raccolse le spoglie mortali e le seppellì in un terreno di sua proprietà alle falde del monte Soratte.
Quantunque il racconto della passio abbia fatto sorgere dei dubbi sulla veridicità di qualche particolare, le ricerche archeologiche eseguite in loco nelle catacombe presso Rignano Flaminio, hanno portato alla scoperta di un sepolcreto, dove fu rinvenuta un'epigrafe che dice: Abundio presbytero martyri sancto. dep. VII idus dec. Essa potrebbe essere l'epitafio del capogruppo, per cui è probabile che il cimitero di Rignano Flaminio si sia formato intorno a queste sante tombe. La festa dei quattro martiri si celebra il 16 settembre, forse lo stesso giorno del loro martirio.
Secondo il De Rossi, la data fornita dall'epigrafe (7 dicembre) si può ritenere come data della deposizione del corpo di sant' Abbondio nel podere di Teodora, mentre il 16 settembre sarebbe il giorno della morte del solo Marciano, i cui atti furono uniti a quelli di Abbondio secondo un procedimento caro agli agiografi.
Sotto l'impero di Ottone III, nell'anno 1001, i corpi di Teodora, Abbondio e Abbondanzio furono trasferiti nella chiesa di S. Bartolomeo all'Isola, poi in quella dei SS. Cosma e Damiano e infine, nel 1583 nella Chiesa del Gesù. Le reliquie di Marciano e Giovanni furono, invece, trasferite nella cattedrale di Civita Castellana.


Autore:
Sergio Mottironi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-07

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