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Sant' Abreha Re d'Etiopia

Festa: 1 ottobre

Etiopia, IV sec.

E' ricordato nella tradizione cristiana etiopica come uno dei due fratelli che avrebbero regnato su Aksum nel momento decisivo della conversione del regno al cristianesimo. Il suo nome è inseparabile da quello di Atsbeha e la tradizione li presenta come sovrani convertiti attraverso l’opera di san Frumenzio, il missionario divenuto primo vescovo di Aksum. La ricostruzione storica è però complessa. Le fonti contemporanee al IV secolo attestano con certezza l’esistenza del re Ezana e del suo fratello o associato Se’azana, non di sovrani chiamati Abreha e Atsbeha. Un’iscrizione di Ezana e la documentazione numismatica dimostrano inoltre che la monarchia aksumita adottò il cristianesimo nel IV secolo, mentre una lettera dell’imperatore Costanzo II, trasmessa da Atanasio di Alessandria, nomina proprio Ezana e Se’azana e il vescovo Frumenzio. La spiegazione più prudente è quindi considerare Abreha e Atsbeha come figure della memoria cristiana etiopica, probabilmente collegate ai sovrani storici Ezana e Se’azana, senza identificare automaticamente i tre nomi come se l’equivalenza fosse dimostrata.

Etimologia: Abreha = colui che illumina o che ha portato la luce.

Emblema: Re etiopi coronati, generalmente rappresentati insieme e con simboli cristiani.


La tradizione etiopica presenta Abreha e Atsbeha come due fratelli che regnarono congiuntamente sul regno di Aksum nel IV secolo. Il loro ruolo nella memoria cristiana dell’Etiopia è strettamente collegato alla conversione della monarchia e alla predicazione di Frumenzio, figura ricordata come primo vescovo di Aksum e apostolo dell’Etiopia.
Il Sinassario etiopico, nella redazione trasmessa nelle edizioni moderne, conserva la memoria della morte dei due sovrani e li presenta come re che regnarono insieme su Aksum. La fonte, tuttavia, appartiene a una tradizione molto più tarda rispetto agli avvenimenti narrati. L’attuale forma del Sinassario etiopico è il risultato di una lunga elaborazione e non può essere utilizzata come se fosse una testimonianza contemporanea al IV secolo.
Anche il Dictionary of African Christian Biography, sulla base della tradizione etiopica e della bibliografia specialistica, registra Abreha e Atsbeha come sovrani del IV secolo, ma precisa che la documentazione contemporanea identifica come sovrano cristiano Ezana. La stessa fonte considera plausibile che i nomi Abreha e Atsbeha siano stati attribuiti successivamente a Ezana e al fratello Se’azana, forse come nomi assunti nel momento della conversione.

Frumenzio e la tradizione della conversione
Il legame con Frumenzio deriva da una tradizione antica relativa alla cristianizzazione di Aksum. Il racconto fondamentale è quello trasmesso da Rufino di Aquileia nella sua Storia ecclesiastica, composta all’inizio del V secolo. Secondo Rufino, Frumenzio e Aedesius, originari di Tiro, giunsero da giovani nel territorio di Aksum e furono accolti alla corte reale. Frumenzio acquistò progressivamente una posizione importante e contribuì alla diffusione del cristianesimo. In seguito si recò ad Alessandria, dove Atanasio lo consacrò vescovo e lo inviò nuovamente ad Aksum.
La tradizione etiopica successiva colloca il ritorno di Frumenzio nel regno di Abreha e Atsbeha. La documentazione storica contemporanea conduce però verso un’identificazione più complessa. La lettera dell’imperatore Costanzo II, databile al 356, è indirizzata ai sovrani di Aksum chiamati Ezana e Se’azana e riguarda proprio Frumenzio, che l’imperatore voleva fosse inviato in Egitto per essere sottoposto all’autorità ecclesiastica favorevole alla posizione ariana.
Questo documento costituisce una testimonianza indipendente e particolarmente importante perché è molto vicino cronologicamente agli avvenimenti. Esso dimostra che nella metà del IV secolo esisteva una monarchia cristianizzata ad Aksum e che Ezana e Se’azana erano associati al governo del regno. Non dimostra però che questi sovrani fossero chiamati Abreha e Atsbeha.

Abreha, Atsbeha, Ezana e Se’azana
Il problema dell’identificazione è stato discusso dagli studiosi per oltre un secolo. Una delle spiegazioni più influenti considera Abreha e Atsbeha come nomi successivamente applicati a Ezana e Se’azana. La proposta si accorda con una consuetudine attestata nella storia monarchica etiopica, nella quale uno stesso sovrano poteva essere ricordato con differenti nomi o titoli.
La spiegazione è stata formulata in particolare sulla base della somiglianza tra le due coppie di nomi e del significato simbolico attribuito ai nomi Abreha e Atsbeha. Il primo è stato interpretato come colui che illumina, il secondo come colui che porta l’alba o il mattino. La simbologia della luce si adatta bene alla terminologia cristiana utilizzata nella tradizione etiopica per indicare la diffusione della fede.
Questa identificazione, tuttavia, non può essere considerata dimostrata in modo definitivo. Stuart Munro-Hay ha proposto anche una spiegazione diversa, secondo la quale la tradizione di Abreha e Atsbeha potrebbe essere nata dalla sovrapposizione di figure storiche differenti, tra cui il re Kaleb, il cui nome regale era Ella Atsbeha, e Abraha, il generale aksumita che nel VI secolo esercitò il potere nello Yemen. La tradizione potrebbe quindi essere il risultato della fusione progressiva di differenti memorie della storia cristiana aksumita.

La documentazione contemporanea
La documentazione epigrafica e numismatica rende particolarmente importante la figura di Ezana. Le iscrizioni del sovrano mostrano un cambiamento nella rappresentazione religiosa della monarchia. Alcune iscrizioni appartengono alla fase precedente alla conversione, mentre altre contengono espliciti riferimenti cristiani. Anche le monete mostrano il passaggio dai simboli religiosi tradizionali, tra cui disco e crescente, all’uso della croce.
Un’iscrizione greca attribuita alla fase cristiana di Ezana contiene una formulazione trinitaria e un riferimento esplicito a Gesù Cristo. La documentazione epigrafica costituisce quindi una prova diretta dell’adesione cristiana del sovrano aksumita, indipendente dalle successive narrazioni agiografiche.
Anche la lettera riportata nell’Apologia ad Constantium di Atanasio è particolarmente significativa. Costanzo II si rivolge ai governanti Aezanes e Sazanes e ordina loro di inviare Frumenzio in Egitto. Il documento conferma dunque l’esistenza di due autorità regali associate al governo di Aksum e il ruolo di Frumenzio nella Chiesa aksumita.

La memoria cristiana di Abreha e Atsbeha
La tradizione etiopica non ha però conservato la memoria di Ezana con la stessa centralità riservata in seguito ad Abreha e Atsbeha. I due fratelli sono diventati nella tradizione religiosa etiopica i sovrani simbolici della prima cristianizzazione del regno.
La loro memoria è attestata nel Sinassario etiopico, che commemora la morte dei due re e li presenta come sovrani congiunti di Aksum. La tradizione liturgica li conserva quindi come figure reali della memoria ecclesiale, anche se la loro identificazione storica rimane discussa.
Il culto dei due sovrani è inoltre legato alla chiesa di Abreha wa-Atsbeha, nel Tigray orientale. L’edificio oggi visibile è una chiesa scavata nella roccia appartenente alla tradizione monumentale medievale del Tigray. Studi recenti la collocano non nel IV secolo, ma nell’XI secolo, mostrando quanto sia necessario distinguere la datazione storica di un monumento dalla tradizione che lo collega ai sovrani del IV secolo.
La chiesa costituisce pertanto una testimonianza importante della persistenza e della trasformazione della memoria di Abreha e Atsbeha, ma non può essere utilizzata come prova diretta dell’esistenza storica dei due re nella forma tramandata dalla tradizione.

Il significato storico della tradizione
La figura di Abreha non può essere compresa soltanto attraverso una biografia individuale. La scarsità di testimonianze contemporanee impedisce infatti di ricostruire con sicurezza nascita, famiglia, educazione, durata del regno e circostanze della morte.
Il suo interesse storico risiede soprattutto nel modo in cui la tradizione etiopica ha organizzato la memoria della conversione della monarchia aksumita. Abreha e Atsbeha rappresentano nella memoria ecclesiale i sovrani attraverso i quali la nuova fede sarebbe entrata stabilmente nella casa reale.
La ricerca contemporanea tende invece a distinguere questo livello della memoria dalla documentazione contemporanea. Ezana è il sovrano per il quale disponiamo di iscrizioni e monete direttamente attribuibili e che attestano la trasformazione religiosa della monarchia nel IV secolo. Abreha e Atsbeha appartengono alla tradizione successiva che ha conservato e reinterpretato quell’evento.

La cristianizzazione di Aksum
La conversione della monarchia aksumita non deve essere interpretata necessariamente come un evento istantaneo che avrebbe trasformato nello stesso momento l’intera popolazione. La documentazione archeologica e storica indica un processo più lungo. La presenza del cristianesimo è attestata nella corte di Ezana nel IV secolo, mentre la diffusione più ampia della nuova religione nel territorio aksumita sembra essersi sviluppata progressivamente nei secoli successivi.
Uno studio pubblicato nel 2025 sottolinea inoltre la necessità di riesaminare la conversione di Ezana attraverso il rapporto tra iscrizioni, monete e fonti narrative, mettendo in discussione una lettura eccessivamente dipendente dai racconti ecclesiastici successivi.

La chiesa di Abreha wa-Atsbeha
La chiesa omonima del Tigray orientale costituisce uno dei principali luoghi associati alla memoria dei due sovrani. La ricerca architettonica recente la colloca nella grande stagione delle chiese cruciformi scavate nella roccia sviluppatasi nel Tigray durante l’XI secolo. Il monumento è quindi posteriore di diversi secoli all’epoca alla quale la tradizione riferisce Abreha e Atsbeha.
Questo dato è particolarmente significativo per la storia del culto: dimostra come una memoria religiosa possa essere fissata in un luogo sacro molti secoli dopo l’epoca attribuita al personaggio venerato.

Curiosità
- Il nome Abreha è stato interpretato come collegato alla luce, mentre Atsbeha è stato interpretato in relazione all’alba o al sorgere della luce. La simbologia è stata messa in rapporto con la terminologia cristiana della conversione.
- La tradizione attribuisce ad Abreha e Atsbeha la costruzione o il sostegno di numerose chiese, ma il numero preciso di edifici loro attribuiti appartiene alla tradizione agiografica e non è verificabile storicamente.
- La chiesa di Abreha wa-Atsbeha, spesso considerata dalla tradizione locale un monumento dei due sovrani, è stata datata dalla ricerca architettonica moderna all’XI secolo.
- La memoria liturgica presenta una particolarità calendariale: il Sinassario etiopico colloca la commemorazione dei due re al 4 Ṭəqəmt, mentre alcuni repertori occidentali riportano il 1 ottobre.

Cronologia
- IV secolo: epoca nella quale la tradizione etiopica colloca il regno di Abreha e Atsbeha.
- IV secolo: regno di Ezana ad Aksum e progressiva adesione della monarchia al cristianesimo, documentata dalle iscrizioni e dalla monetazione.
- 356 circa: una lettera dell'imperatore Costanzo II ai sovrani Aezanes e Sazanes testimonia l'esistenza di due autorità regali associate al governo di Aksum e menziona Frumenzio.
- Inizio del V secolo: Rufino di Aquileia trasmette nella sua Historia ecclesiastica il racconto della vicenda di Frumenzio e della cristianizzazione di Aksum.
- XI secolo circa: viene collocata dalla ricerca architettonica moderna la chiesa rupestre di Abreha wa-Atsbeha, oggi uno dei principali luoghi legati alla memoria dei due sovrani.
- XIV secolo: la tradizione relativa ad Abreha e Atsbeha è attestata nella redazione del Sinassario etiopico.
- 1 ottobre: data della memoria riportata da alcuni repertori occidentali per Abreha e Atsbeha.
- 4 Ṭəqəmt, corrispondente al 14 ottobre nel calendario gregoriano: memoria dei due re nel Sinassario etiopico.

Valutazione storico-critica
- La documentazione contemporanea al IV secolo non permette di ricostruire una biografia autonoma di un re chiamato Abreha. Le fonti epigrafiche e numismatiche documentano invece con sicurezza il re Ezana e la sua adesione al cristianesimo.
- La lettera di Costanzo II ad Aezanes e Sazanes costituisce una testimonianza particolarmente importante per la storia della cristianizzazione di Aksum e conferma l’esistenza di due autorità regali associate al governo del regno nel IV secolo.
- L’identificazione di Abreha e Atsbeha con Ezana e Se’azana è una delle principali interpretazioni storiografiche, sostenuta anche dalla possibilità che i sovrani abbiano assunto nomi cristiani simbolici. Non può tuttavia essere considerata una certezza documentaria.
- Una diversa ipotesi, proposta da Stuart Munro-Hay, considera possibile una confluenza di memorie relative a Ezana e Se’azana, al re Kaleb, il cui nome regale era Ella Atsbeha, e ad Abraha, figura legata alla storia aksumita dello Yemen.
- Il Sinassario etiopico costituisce una testimonianza fondamentale per la storia della memoria e del culto, ma è una fonte molto posteriore agli eventi del IV secolo e deve essere distinta dalla documentazione epigrafica contemporanea.
- La tradizione che attribuisce ad Abreha e Atsbeha un ruolo decisivo nella conversione dell’Etiopia conserva dunque un importante valore storico-religioso, ma non consente di ricostruire con certezza una biografia individuale dei due sovrani distinta da quella di Ezana e Se’azana.
- La data della festa presenta una divergenza che deve essere esplicitata: il Sinassario etiopico colloca la memoria al 4 Ṭəqəmt, cioè il 14 ottobre nel calendario gregoriano, mentre diversi repertori occidentali riportano il 1 ottobre.
- Il dato del 1 ottobre, pertanto, può essere mantenuto come festa riportata nei repertori occidentali, ma non dovrebbe essere presentato come data univoca della tradizione liturgica etiopica.

Fonti e bibliografia essenziale
- Atanasio di Alessandria, Apologia ad Constantium, 31, lettera dell’imperatore Costanzo II ai sovrani di Aksum Aezanes e Sazanes, fonte fondamentale per la presenza di Frumenzio e del cristianesimo nella corte aksumita nel IV secolo.
- Rufino di Aquileia, Historia ecclesiastica, I, 9, racconto antico della vicenda di Frumenzio e della prima cristianizzazione di Aksum, trasmesso all’inizio del V secolo.
- E. A. Wallis Budge, The Book of the Saints of the Ethiopian Church, Cambridge, 1928, vol. I e vol. IV, con la traduzione e documentazione del Sinassario etiopico.
- E. A. Wallis Budge, A History of Ethiopia: Nubia and Abyssinia, Methuen, London, 1928, opera fondamentale per la ricostruzione della storia aksumita e delle tradizioni relative ad Abreha e Atsbeha.
- Carlo Conti Rossini, Storia d’Etiopia, Bergamo, 1928, pp. 146-148 e 154, importante studio storico sulle tradizioni e sulle liste regali etiopiche.
- Stuart C. Munro-Hay, Aksum: An African Civilisation of Late Antiquity, Edinburgh University Press, Edinburgh, 1991, studio fondamentale sulla storia dell’Aksum tardoantico e sulle tradizioni relative ad Abreha e Atsbeha.
- A. K. Irvine, voce ‘Abreha’ e voce ‘Asbeha’, in Dictionary of Ethiopian Biography, vol. I, Institute of Ethiopian Studies, Addis Ababa, 1975, riprodotte nel Dictionary of African Christian Biography.
- Stephanie L. Black, ‘In the Power of God Christ: Greek inscriptional evidence for the anti-Arian theology of Ethiopia’s first Christian king’, Bulletin of the School of Oriental and African Studies, 71, 2008, pp. 93-110.
- Siegbert Uhlig, ‘Eine trilinguale ʿEzana-Inschrift’, Aethiopica, 4, 2001, pp. 7-31, studio sulle iscrizioni trilingui di Ezana e sulla documentazione epigrafica della cristianizzazione aksumita.
- Aaron Michael Butts, ‘Ezana of Aksum: The First Christian African King’, Aethiopica, 28, 2025, pp. 7-38, studio recente sulla conversione di Ezana attraverso monete, iscrizioni e fonti narrative.
- Mikael Muehlbauer, Bastions of the Cross: Medieval Rock-cut Cruciform Churches of Tigray, Ethiopia, Dumbarton Oaks Research Library and Collection, Washington, 2023, studio sulla chiesa di Abreha wa-Atsbeha e sulle chiese cruciformi del Tigray medievale.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-16

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