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† Coira, Svizzera, 3 ottobre 1160
Fu vescovo di Coira dal 1151 al 1160 e rappresenta una delle figure più significative del rinnovamento monastico nella diocesi retica del XII secolo. Originario di un ambiente che le fonti non permettono di precisare, entrò nell'abbazia cistercense di Clairvaux, dove fu discepolo di Bernardo di Chiaravalle. Eletto o nominato vescovo dopo la morte del predecessore Corrado II, ricevette la consacrazione episcopale il 4 febbraio 1151, probabilmente a Magonza. Durante il suo episcopato promosse la riforma della vita religiosa in diversi monasteri e comunità femminili, sostenne il nuovo monastero premostratense di San Lucio a Coira e si occupò concretamente dell'assistenza ai poveri. Nel 1154 trasferì a San Lucio beni e strutture destinati anche al sostegno dei bisognosi. Intervenne inoltre a Cazis, Müstair e Schänis e sostenne il monastero benedettino di Marienberg, del quale consacrò la cripta nel luglio 1160. Il suo nome è inoltre legato, con prudenza, alla prima fase della ricostruzione della cattedrale di Coira. Morì il 3 ottobre 1160. La sua memoria liturgica è attestata nella diocesi di Coira dal XVII secolo.
Etimologia: Dal germanico antico adal, 'nobile', e gott, 'Dio', con il significato di 'nobile Dio' o, nella resa tradizionale, 'nobilitato da Dio'.
Martirologio Romano: A Coira in Svizzera, beato Adalgotto, vescovo, che, discepolo di san Bernardo a Chiaravalle, fu grande benemerito della disciplina monastica.
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Le informazioni sulla nascita, sulla famiglia e sui primi anni di Adalgotto (Adalgott, Adelgott, Algotus, Adalgottus) sono estremamente scarse. Non sono documentati con certezza né il luogo né la data della sua nascita. Le fonti lo presentano come monaco cistercense di Clairvaux e discepolo di Bernardo di Chiaravalle. Questa appartenenza è uno degli elementi meglio attestati della sua identità e permette di collocarlo nel movimento di rinnovamento monastico che, nel XII secolo, si sviluppò anche attraverso la diffusione dell'ideale cistercense. La figura di Adalgotto è stata a lungo complicata dalla presenza di un omonimo, Adalgotto abate di Disentis vissuto nell'XI secolo. Le due persone furono frequentemente confuse nella storiografia agiografica successiva. L'Adalgotto vescovo di Coira, tuttavia, era cistercense e proveniva da Clairvaux, mentre l'omonimo abate di Disentis apparteneva alla tradizione benedettina ed era legato a Einsiedeln. La distinzione è oggi fondamentale per evitare di attribuire al vescovo episodi appartenenti all'altro personaggio.
L'elezione e la consacrazione episcopale Il predecessore di Adalgotto, Corrado II, morì il 27 marzo 1150. Adalgotto fu scelto o nominato per la sede di Coira probabilmente nello stesso anno e ricevette la consacrazione episcopale il 4 febbraio 1151. La data è conservata nel Necrologium Curiense e nella tradizione documentaria della diocesi. La consacrazione avvenne probabilmente a Magonza, sede metropolitana alla quale Coira apparteneva allora. Una delle prime attestazioni documentarie della sua attività episcopale lo presenta come testimone di una fondazione monastica nella regione di Magonza prima del 13 marzo 1151. La sua presenza nella documentazione imperiale ed ecclesiastica degli anni successivi mostra che il vescovo partecipò alla vita politica ed ecclesiastica dell'area alpina e della Germania meridionale.
Il programma di riforma monastica L'attività di Adalgotto fu caratterizzata soprattutto dalla riforma delle istituzioni religiose presenti nel territorio della diocesi. In una carta del 1154 egli stesso spiegò di avere assunto il peso dell'ufficio episcopale per l'utilità dei monasteri e per la cura dei poveri. L'affermazione trova riscontro nelle iniziative concretamente documentate durante il suo episcopato. Particolare attenzione fu rivolta a Cazis. Nel 1156 Adalgotto intervenne sulla comunità femminile, rafforzandone la disciplina religiosa e introducendo una forma di vita regolata con clausura e osservanza dei voti. La guida della comunità fu affidata a un premostratense proveniente da San Lucio di Coira. Il provvedimento fu confermato da papa Adriano IV il 27 novembre 1156. Adalgotto intervenne anche nel monastero benedettino femminile di San Giovanni a Müstair, favorendone il rinnovamento spirituale e materiale. A Schänis promosse invece una riforma della disciplina monastica. Queste iniziative rientravano in un più ampio progetto di consolidamento della vita religiosa nella diocesi.
San Lucio e l'assistenza ai poveri Un ruolo particolare ebbe il rapporto con il monastero premostratense di San Lucio a Coira. Nel 1154 Adalgotto trasferì all'istituzione il cosiddetto ospedale di San Martino a Coira, oltre a diversi beni e diritti. Tra le proprietà figuravano beni a Mistail e Prada, nonché possedimenti a Savognin e Latsch e diritti decimali a Rankweil. Le concessioni erano collegate anche alla cura dei poveri. Il documento originario della donazione è perduto, ma il contenuto è conservato attraverso una successiva attestazione documentaria. Nello stesso contesto si colloca la definitiva soppressione dell'antico monastero femminile di San Pietro a Mistail. La comunità risultava già da tempo non più stabilmente insediata e Adalgotto trasferì i relativi beni a San Lucio. L'operazione va quindi compresa nel quadro della riorganizzazione delle istituzioni religiose della diocesi, non come una nuova fondazione monastica personale del vescovo.
Marienberg Adalgotto ebbe rapporti particolarmente stretti con il monastero benedettino di Marienberg, nell'attuale Alto Adige. L'istituzione, trasferita nel Vinschgau dopo le difficoltà della precedente sede di Schuls, ricevette sostegno materiale attraverso concessioni e trasferimenti di beni. Il 13 luglio 1160, pochi mesi prima della morte, Adalgotto consacrò la cripta della chiesa abbaziale di Marienberg e tre altari. L'atto costituisce una delle ultime attestazioni certe della sua attività. La presenza del vescovo come consacratore è documentata dalle fonti relative al monastero.
La cattedrale di Coira Adalgotto è stato tradizionalmente associato anche alla costruzione della seconda cattedrale di Coira. La nuova fase edilizia ebbe inizio nel XII secolo e l'edificio fu completato soltanto molto più tardi. L'attribuzione ad Adalgotto della decisione iniziale non è certa nello stesso grado delle sue riforme monastiche, ma diversi studi storici considerano probabile che il progetto risalga al suo episcopato. La consacrazione dell'edificio avvenne comunque soltanto nel 1178, sotto il vescovo cistercense Berno di Schwerin.
La morte Adalgotto morì il 3 ottobre 1160. La data è attestata dal Necrologium Curiense e dalla tradizione documentaria della diocesi. Il 13 luglio dello stesso anno era ancora attivo come consacratore a Marienberg. Le fonti considerano probabile una sepoltura a Coira, ma il luogo preciso della tomba non è conservato.
La memoria e il culto Il culto di Adalgotto si sviluppò soprattutto nell'ambito della diocesi di Coira. Il primo Proprium stampato della diocesi, pubblicato nel 1646, lo inseriva tra i santi celebrati localmente. In seguito il suo culto fu accolto anche nell'ambito cistercense. Nel calendario liturgico della diocesi di Coira la sua memoria ricorre il 3 ottobre. Non risulta documentata una canonizzazione formale secondo le procedure moderne. Il riconoscimento cultuale appartiene invece alla tradizione liturgica locale e dell'Ordine cistercense. La sua memoria è quella di un vescovo riformatore e di un monaco legato alla spiritualità di Clairvaux.
Adalgotto vescovo di Coira e Adalgotto abate di Disentis La confusione tra i due omonimi è particolarmente importante nella tradizione agiografica. L'Adalgotto abate di Disentis appartiene all'XI secolo e morì intorno al 1031; era un benedettino proveniente da Einsiedeln. L'Adalgotto vescovo di Coira appartiene invece al XII secolo, fu cistercense a Clairvaux e morì nel 1160. La differenza cronologica e quella relativa all'appartenenza religiosa permettono di separarli nettamente.
Il rapporto con Bernardo di Chiaravalle La qualifica di discepolo di Bernardo di Chiaravalle appartiene agli elementi tradizionalmente e storicamente associati alla formazione di Adalgotto. Il suo legame con Clairvaux contribuisce a spiegare l'orientamento riformatore manifestato durante l'episcopato, soprattutto nei confronti delle comunità monastiche e canonicali.
Curiosità - Adalgotto è uno dei pochi vescovi medievali di Coira provenienti direttamente dall'Ordine cistercense. - Una delle sue ultime attività documentate fu la consacrazione della cripta di Marienberg il 13 luglio 1160, meno di tre mesi prima della morte. - Nel Necrologium Curiense è conservata la data della sua morte, il 3 ottobre 1160, che costituisce il principale riferimento cronologico per la sua fine.
Cronologia - 27 marzo 1150 - Morte del vescovo Corrado II di Coira, dopo la quale Adalgotto fu scelto o nominato per la successione. - 4 febbraio 1151 - Consacrazione episcopale di Adalgotto, probabilmente a Magonza. - Prima del 13 marzo 1151 - Adalgotto compare come vescovo di Coira tra i testimoni di un atto relativo alla fondazione dell'abbazia di Altenburg. - 1154 - Adalgotto concede al monastero di San Lucio a Coira l'ospedale di San Martino e altri beni, collegando le concessioni anche all'assistenza dei poveri. - 1156 - Adalgotto riforma la comunità religiosa di Cazis, rafforzandone la disciplina e la clausura. - 27 novembre 1156 - Papa Adriano IV conferma l'intervento di Adalgotto a Cazis e pone la comunità sotto la protezione pontificia. - 1157 - Le riforme e le concessioni promosse da Adalgotto vengono confermate dall'arcivescovo di Magonza Arnold von Selenhofen. - 13 luglio 1160 - Adalgotto consacra la cripta della chiesa abbaziale di Marienberg e tre altari. - 3 ottobre 1160 - Adalgotto muore a Coira. - 1646 - Adalgotto compare nel Proprium della diocesi di Coira come figura oggetto di culto liturgico.
Valutazione storico-critica - Adalgotto è storicamente ben attestato come vescovo di Coira dal 1151 al 1160, monaco cistercense di Clairvaux e discepolo di Bernardo di Chiaravalle. La data della consacrazione episcopale, 4 febbraio 1151, e quella della morte, 3 ottobre 1160, sono sostenute dalla tradizione documentaria della diocesi. - Le principali iniziative del suo episcopato sono documentate attraverso atti relativi a San Lucio, Cazis, Marienberg e alle altre istituzioni religiose interessate dalle sue riforme. Il suo ruolo di riformatore monastico è quindi più solidamente attestato della tradizione che gli attribuisce ulteriori incarichi o attività non documentate. - La tradizione che identifica Adalgotto come abate di Disentis appartiene alla storia della confusione tra due omonimi. L'Adalgotto vescovo di Coira era cistercense di Clairvaux, mentre l'Adalgotto abate di Disentis apparteneva alla tradizione benedettina dell'XI secolo. - L'associazione con la ricostruzione della cattedrale di Coira è plausibile e sostenuta dalla storiografia, ma non possiede lo stesso grado di certezza documentaria delle donazioni e delle riforme direttamente attestate. - La sepoltura a Coira è considerata probabile, ma la tomba non è conservata. Non emerge una documentazione sufficiente per identificare con certezza reliquie personali ancora esistenti. - Il culto è attestato liturgicamente nella diocesi di Coira almeno dal 1646 e fu successivamente accolto nel calendario cistercense. Non risulta documentata una canonizzazione formale secondo le procedure moderne. - L'etimologia del nome è generalmente ricondotta agli elementi germanici adal e gott. La forma italiana 'Adalgotto' corrisponde alla tradizione onomastica relativa al nome attestato anche nelle forme Adalgott, Adelgott e Algotus.
Fonti e bibliografia essenziale - Necrologium Curiense, in particolare il Liber C, fonte fondamentale per la data della consacrazione e della morte di Adalgotto. - Bündner Urkundenbuch, vol. I, n. 330, documento del 1154 relativo alle concessioni di Adalgotto a San Lucio; e n. 342, relativo alla consacrazione della cripta di Marienberg nel 1160. - Müller, Iso, 'St. Adalgott († 1160), ein Schüler des hl. Bernhard und Reformbischof von Chur', Analecta Sacri Ordinis Cisterciensis, 16 (1960), pp. 92-119. - Hübscher, Bruno, 'Darstellungen des hl. Zisterziensers Adalgott, Bischof von Chur 1151-1160, und nach der Legende Abt von Disentis', Jahrbuch des Vorarlberger Landesmuseumsvereins, 1996, pp. 77-81. - Hübscher, Bruno, '850 Jahre Bischof Adalgott', Schweizerische Kirchenzeitung, 2001. - Das Bistum Chur, studio storico sulla diocesi medievale di Coira, con particolare riferimento alla consacrazione episcopale, alle riforme monastiche e al culto di Adalgotto. - Bischöfliches Archiv Chur, Bischofslisten für die Diözese Chur bis 1500, repertorio storico delle successioni episcopali e delle principali attestazioni relative ad Adalgotto. Autore: Giampietro Cattini
Ne ignoriamo luogo e data di nascita. Monaco a Citeaux, poi discepolo di san Bernardo di Chiaravalle, forse abate di Disentis nel 1150, venne richiesto come vescovo, probabilmente perché originario della città, dagli abitanti e dal clero di Coira (Chur), in Svizzera, e vi fu consacrato nel 1151 dall'arcivescovo di Magonza. Diede alla sua vita privata ed al suo episcopato un'impronta di austerità: riformò il clero, ricondusse i monasteri posti sotto la sua giurisdizione ad una più rigida osservanza della regola, sorvegliò i buoni costumi della popolazione. Fu in rapporti politici col pontefice Stefano III e con l'imperatore Federico I, ma non scese mai a compromessi su quanto riguardava i diritti della Chiesa. Restaurò chiese e monasteri, tra i quali Cazis, Schännis, Munster, Müstail, S. Lucio di Coira; l'11 giugno 1160 consacrò la cripta di Marianberg, come testimonia un'iscrizione, e probabilmente fu lui a promuovere la costruzione della bella cattedrale di Coira.
Morì in età avanzata il 3 ottobre 1160; le sue reliquie, divenute presto oggetto di venerazione, operarono alcuni miracoli.
Il suo nome fu inserito nel Catalogo dei santi e beati cistercensi, compilato dall'abate di Citeaux, Giovanni di Cirey, nel 1492, dove sono registrate anche le varianti del nome: Algott, Adelgorio. Il 4 maggio 1881 la Congregazione dei Riti ne approvò il culto ab immemorabili; le Congregazioni Cistercensi di Mehrerau e di San Bernardo in Italia lo ricordano il 3 ottobre, ma non tutti gli riconoscono il titolo di santo: il Menologium Cisterciense lo dice, infatti, beato.
Autore: Goffredo Venuta
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