Gli Annali dell'Ulster collocano la nascita di Adamnano (Adomnán, Adamnán, Adamnanus, Eunan) nel 624. Le genealogie medievali lo fanno discendere dal Cenél Conaill, una delle principali articolazioni degli Uí Néill settentrionali, e lo presentano quindi come appartenente allo stesso grande ambiente familiare di san Colomba. Il legame di parentela con il fondatore di Iona è importante perché contribuisce a spiegare la collocazione di Adamnano all'interno della famiglia monastica columbana, ma non autorizza a ricostruire nei dettagli la sua infanzia o la sua formazione, che restano scarsamente documentate. Anche l'origine geografica viene generalmente collegata all'area di Donegal, mentre l'identificazione di un luogo preciso di nascita come Drumhome è tradizionale e ampiamente accolta, ma non accompagnata da una documentazione biografica contemporanea. La sua genealogia paterna lo collegava al Cenél Conaill, mentre la tradizione genealogica attribuisce alla madre il nome Ronnat e un'origine nell'ambito di un altro gruppo degli Uí Néill settentrionali. Gli studiosi hanno discusso alcuni aspetti di questa ricostruzione genealogica e non tutti gli elementi della tradizione possono essere trattati come dati biografici certi. È quindi più prudente considerare sicura l'appartenenza di Adamnano all'ambiente aristocratico e monastico del Donegal, mentre i dettagli della sua famiglia devono essere utilizzati con cautela.
Iona e l'elezione ad abate Adamnano entrò nella famiglia monastica collegata a san Colomba e giunse a Iona, il grande monastero fondato dal santo nel VI secolo. Le fonti permettono di stabilire con sicurezza che nel 679 egli divenne abate, succedendo a Fáilbe. Fu il nono abate della comunità dopo Colomba e guidò Iona per circa venticinque anni, fino alla morte. Il suo abbaziato si svolse in una fase nella quale Iona conservava un ruolo di primo piano nella rete dei monasteri columbani, ma si trovava anche a confrontarsi con l'evoluzione delle chiese dell'Irlanda e della Britannia settentrionale. La questione più delicata riguardava la celebrazione della Pasqua. Molte comunità irlandesi e britanniche seguivano ancora un computo diverso da quello progressivamente affermatosi nelle chiese legate alla consuetudine romana. Il problema non era semplicemente liturgico: riguardava l'identità e l'autonomia delle diverse tradizioni ecclesiastiche.
Rapporti con la Northumbria Adamnano ebbe rapporti diretti con la Northumbria, regione nella quale la comunità di Iona aveva già svolto un ruolo missionario. Gli Annali e la tradizione raccolta da Beda permettono di collegarlo alla corte del re Aldfrith. Una delle sue missioni ebbe carattere diplomatico. Nel contesto delle tensioni politiche della Northumbria, Adamnano intervenne per favorire la liberazione di prigionieri irlandesi. La tradizione documentaria gli attribuisce in questo campo un ruolo concreto di mediazione, mostrando come l'abate di Iona potesse muoversi al di fuori del monastero e intervenire nelle relazioni tra autorità politiche e comunità ecclesiastiche. Un secondo viaggio in Northumbria lo mise in rapporto con l'ambiente monastico di Wearmouth e Jarrow e in particolare con Ceolfrith. Secondo il racconto di Beda, Adamnano fu persuaso della maggiore correttezza del computo romano della Pasqua e tornò in Irlanda con l'intenzione di favorirne l'adozione. La vicenda deve però essere presentata con una certa cautela: Beda scrive da una prospettiva anglosassone e successiva, mentre la posizione concreta assunta da Adamnano all'interno di Iona è più complessa. La stessa Iona non adottò definitivamente il computo romano fino al 716, dodici anni dopo la morte dell'abate. È quindi più corretto parlare dell'impegno di Adamnano per una riconciliazione e per l'adozione della computazione romana in una parte delle comunità irlandesi, senza trasformare il suo intervento in una immediata conversione dell'intera comunità di Iona.
La Vita di san Colomba La fama di Adamnano è legata soprattutto alla Vita di san Colomba, scritta in latino verso la fine del VII secolo. L'opera è composta da tre libri e presenta profezie, miracoli, visioni, episodi della vita monastica e la morte del fondatore di Iona. La datazione più probabile si colloca intorno al 697 o negli anni immediatamente successivi, anche se la questione è stata discussa dagli studiosi. Un indizio importante è costituito da un manoscritto copiato dal sacerdote Dorbbéne intorno al 700, quindi probabilmente mentre Adamnano era ancora in vita. La Vita non è una biografia moderna e non può essere utilizzata senza una lettura critica. Adamnano dichiara di aver scelto pochi episodi tra molti disponibili e costruisce il ritratto di Colomba secondo finalità propriamente agiografiche. Proprio per questo l'opera è contemporaneamente una fonte indispensabile e una testimonianza da interpretare criticamente. La sua straordinaria vicinanza cronologica agli avvenimenti e il fatto che sia stata composta all'interno della stessa famiglia monastica di Colomba le conferiscono un valore eccezionale per la storia dell'Iona e dell'Irlanda altomedievale, pur senza eliminare i problemi propri di ogni fonte agiografica. La Vita di Colomba mostra inoltre l'abilità letteraria di Adamnano e la sua conoscenza delle tradizioni scritturistiche e patristiche. Il testo divenne una delle opere più importanti della letteratura latina dell'Irlanda altomedievale e contribuì alla trasmissione della memoria di Colomba ben oltre Iona.
Il De locis sanctis Un secondo testo fondamentale è il De locis sanctis, dedicato ai luoghi santi della Palestina e delle regioni orientali del Mediterraneo. L'opera viene generalmente collocata negli anni Ottanta del VII secolo e presenta una descrizione di Gerusalemme, della Terra Santa e di altri luoghi biblici. Adamnano attribuisce una parte importante delle informazioni a un vescovo gallico chiamato Arculf, che avrebbe viaggiato in Oriente e, dopo varie vicende, sarebbe giunto a Iona. Qui avrebbe raccontato ad Adamnano ciò che aveva visto. La tradizione di Arculf non deve però essere trattata semplicemente come un resoconto moderno di un pellegrino. Gli studi contemporanei hanno mostrato quanto sia complesso il rapporto tra informazioni orali, fonti scritte, esegesi biblica e costruzione letteraria dell'opera. Alcuni studiosi hanno ridimensionato il ruolo di Arculf come testimone diretto, mentre altri ritengono che il suo apporto orale abbia avuto una funzione effettiva. Il De locis sanctis è quindi importante non soltanto per ciò che racconta della Terra Santa, ma anche perché permette di comprendere la cultura intellettuale di Iona. Adamnano utilizza informazioni geografiche, testi biblici e tradizioni precedenti per costruire una sorta di geografia sacra destinata ad aiutare il lettore nella comprensione delle Scritture. Le sue descrizioni della Gerusalemme del VII secolo sono state inoltre utilizzate dagli studiosi della topografia cristiana della Palestina, pur richiedendo una lettura attenta alla finalità letteraria e teologica dell'opera.
La Cáin Adomnáin Nel 697 Adamnano promosse la Cáin Adomnáin, conosciuta in latino come Lex Innocentium, la Legge degli Innocenti. Gli Annali dell'Ulster registrano nello stesso anno che Adamnano si recò in Irlanda e diede la Legge degli Innocenti ai popoli. Il testo oggi conservato non è una copia contemporanea dell'atto promulgato nel 697: le versioni manoscritte superstiti sono molto più tarde e derivano da una tradizione documentaria perduta. La promulgazione della legge, tuttavia, è attestata dagli annali. La legge mirava a tutelare dagli effetti della guerra le persone non impegnate nel combattimento, in particolare donne, bambini, ecclesiastici e altri non combattenti. La sua importanza risiede anche nell'estensione della protezione oltre l'ambiente strettamente monastico. Adamnano si fece promotore di una norma destinata a coinvolgere autorità ecclesiastiche e politiche di diverse comunità dell'Irlanda e della Britannia settentrionale. Gli studi moderni hanno messo in evidenza il rilievo di questa iniziativa nella storia della limitazione della violenza bellica, pur evitando di proiettare direttamente sulle società del VII secolo le categorie giuridiche moderne. La tradizione posteriore attribuì alla legge un rapporto molto stretto con la persona di Adamnano. Le sue reliquie furono infatti utilizzate nella memoria e nel rinnovo della legge nei decenni successivi alla sua morte, segno del prestigio che il suo nome aveva acquisito presso le comunità che riconoscevano l'autorità della Cáin Adomnáin.
Gli ultimi anni e la morte Gli ultimi anni di Adamnano furono caratterizzati dall'attività di abate, studioso e mediatore ecclesiastico. Il suo prestigio era ormai riconosciuto sia in Irlanda sia nella Britannia settentrionale. Beda, pur appartenendo a un ambiente ecclesiastico diverso, gli attribuì una notevole competenza nelle Scritture e ne ricordò l'impegno per l'unità e per la celebrazione della Pasqua secondo la consuetudine romana. Adamnano morì a Iona il 23 settembre 704. Gli Annali dell'Ulster indicano l'età di 77 anni, dato che concorda con la nascita registrata nel 624. La memoria del 23 settembre rimase associata alla sua morte e divenne la sua festa nei calendari irlandesi e scozzesi.
Adamnano ed Eunan Uno dei problemi più delicati della tradizione riguarda il rapporto tra Adamnano e sant'Eunan. Eunan è la forma irlandese sviluppatasi dal nome Adomnán e la tradizione di Raphoe ha identificato il proprio patrono con l'abate di Iona. L'associazione è antica e spiega perché Adamnano sia legato alla diocesi di Raphoe e perché la cattedrale di Raphoe porti il nome di sant'Eunan. Non è però opportuno trasformare automaticamente questa tradizione in una biografia episcopale di Adamnano. La documentazione del VII secolo non permette di affermare che Adamnano sia stato vescovo di Raphoe o che abbia fondato la futura diocesi nel senso istituzionale medievale del termine. Gli studi moderni hanno sottolineato proprio la complessità della formazione della tradizione di Raphoe. È dunque storicamente più sicuro presentare Eunan come il nome attraverso il quale la memoria di Adamnano si è radicata nel Donegal, evitando di attribuirgli senza prove incarichi episcopali successivi.
Le reliquie e la memoria di Iona La venerazione delle reliquie di Adamnano è documentata in epoca molto vicina alla sua morte. Studi archeologici e storici sull'abbazia di Iona hanno evidenziato che le sue spoglie erano custodite in un reliquiario già all'inizio dell'VIII secolo. Le reliquie di Adamnano e quelle di Colomba costituivano importanti oggetti di venerazione e di pellegrinaggio nell'ambiente ionese. Nel 727 le reliquie di Adamnano furono portate in Irlanda. L'operazione fu collegata al rinnovo della Cáin Adomnáin: la presenza fisica del santo conferiva autorità alla memoria della legge e al giuramento di rispettarla. Dopo alcuni anni le reliquie furono ricondotte a Iona. Questo episodio mostra come, nell'alto Medioevo, la memoria di un santo potesse essere legata contemporaneamente alla sua persona, al suo corpo, alla sua legislazione e alla rete politica delle comunità che ne riconoscevano l'autorità.
Un abate tra cultura, politica e pace La figura di Adamnano è particolarmente interessante perché riunisce attività che oggi tendiamo a considerare separate. Fu abate e studioso, ma anche autore di opere letterarie, mediatore politico e promotore di una normativa destinata a limitare la violenza. La Cáin Adomnáin mostra inoltre che il prestigio di un abate non derivava soltanto dalla sua autorità spirituale. Adamnano poteva dialogare con re, intervenire nella liberazione di prigionieri e partecipare a un'assemblea nella quale la norma veniva accettata da rappresentanti ecclesiastici e politici. La sua vicenda offre quindi una testimonianza significativa del ruolo pubblico assunto dai grandi monasteri irlandesi nel VII secolo.
Curiosità - Il manoscritto più antico conservato della Vita di Colomba fu copiato intorno al 700 dal sacerdote Dorbbéne, probabilmente ancora durante la vita di Adamnano. - La Vita di Colomba non è soltanto una fonte agiografica: è una delle testimonianze fondamentali per lo studio dell'Irlanda e della Scozia altomedievali. - Il De locis sanctis sopravvive in più di venti manoscritti medievali e almeno nove manoscritti conservano anche le piante e i disegni collegati alla descrizione dei luoghi santi. - La Cáin Adomnáin è ricordata negli Annali dell'Ulster già nel 697, mentre i manoscritti oggi conservati che trasmettono il testo sono molto più tardi. - La memoria di Adamnano è strettamente collegata sia a Iona sia al Donegal, soprattutto attraverso la tradizione di sant'Eunan e della diocesi di Raphoe.
Cronologia - 624: secondo gli Annali dell'Ulster, nascita di Adamnano. - 679: Adamnano diventa abate di Iona, succedendo a Fáilbe. - 686-687 circa: svolge una missione collegata alla liberazione di prigionieri irlandesi detenuti in Northumbria. - Anni 680: visita la Northumbria e ha rapporti con l'ambiente monastico di Wearmouth e Jarrow. - Fine VII secolo: compone la Vita di san Colomba, probabilmente intorno al 697 o negli anni immediatamente successivi. - 697: promuove la Cáin Adomnáin, o Lex Innocentium, a tutela dei non combattenti. - 704: muore a Iona il 23 settembre, all'età indicata di 77 anni. - 727: le sue reliquie vengono portate in Irlanda in relazione al rinnovo della Cáin Adomnáin. - 730: le reliquie vengono ricondotte a Iona.
Valutazione storico-critica - La figura storica di Adamnano è solidamente documentata rispetto a molti altri santi altomedievali: la sua nascita è registrata negli Annali dell'Ulster, il suo abbaziato a Iona è attestato e la sua morte nel 704 è ricordata da una fonte annalistica. - La sua attività letteraria è particolarmente sicura. La Vita di Colomba e il De locis sanctis sono opere attribuite ad Adamnano dalla tradizione manoscritta e dalla ricerca moderna, mentre il manoscritto della Vita copiato da Dorbbéne intorno al 700 costituisce una testimonianza eccezionalmente vicina all'autore. - La Vita di Colomba deve essere utilizzata criticamente perché è un'opera agiografica costruita secondo finalità religiose e letterarie. I suoi miracoli e le sue visioni non possono essere trattati automaticamente come cronaca degli avvenimenti. - Il De locis sanctis conserva informazioni di grande valore sulla geografia sacra del Vicino Oriente, ma il rapporto tra Adamnano e il presunto informatore Arculf rimane oggetto di discussione. Gli studi più recenti tendono a riconoscere nell'opera una complessa combinazione di fonti scritte, tradizione orale ed elaborazione esegetica. - L'attribuzione ad Adamnano della Cáin Adomnáin è sostenuta dalla documentazione annalistica del 697 e dalla tradizione successiva, ma il testo oggi conservato non è l'originale promulgato nel VII secolo. Le copie superstiti sono tarde e derivano da una tradizione documentaria perduta. - La questione della Pasqua deve essere presentata con prudenza. Beda attribuisce ad Adamnano l'accettazione della consuetudine romana e il tentativo di diffonderla, ma Iona non adottò definitivamente il nuovo computo fino al 716. La posizione personale dell'abate e le modalità della sua azione sono quindi più complesse di quanto lasci intendere una semplice narrazione di conversione alla pratica romana. - L'identificazione di Adamnano con Eunan è fortemente radicata nella tradizione di Raphoe, ma non deve essere utilizzata per costruire una biografia episcopale priva di documentazione. Il rapporto con Raphoe è meglio considerato come un importante capitolo della storia della sua memoria e del suo culto. - La storia del culto è invece ben documentata: le sue reliquie erano custodite a Iona già nell'alto Medioevo e furono trasferite temporaneamente in Irlanda nel 727, in rapporto alla rinnovazione della legge associata al suo nome. - Nel complesso, Adamnano è una figura storicamente molto più solida di numerosi santi altomedievali: le fonti consentono di ricostruire con buona sicurezza il suo ruolo di abate, autore e mediatore, mentre rimangono più problematici i dettagli della sua formazione, il rapporto preciso con Raphoe e alcuni elementi della tradizione agiografica successiva.
Fonti e bibliografia essenziale - Annals of Ulster, testo e traduzione nel progetto CELT, University College Cork, con le registrazioni relative alla nascita di Adamnano nel 624, alla Cáin Adomnáin nel 697 e alla morte nel 704. - Adomnán, Vita Columbae, ed. Alan Orr Anderson e Marjorie Ogilvie Anderson, Adomnán's Life of Columba, Oxford, Clarendon Press, 1991, edizione riveduta del testo e della traduzione del 1961. - Adomnán, De locis sanctis, ed. Denis Meehan, Scriptores Latini Hiberniae, vol. 3, Dublin, Dublin Institute for Advanced Studies, 1958. - Beda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, in particolare libro V, capitoli 15 e 21, per le informazioni su Adamnano, Aldfrith, Ceolfrith e la questione della Pasqua. - Ó Néill, P. P., e Dumville, D. N., Cáin Adomnáin and Canones Adomnani, Cambridge, 2003, edizione e traduzione del testo della Legge degli Innocenti. - Houlihan, James W., Lex Innocentium (697 AD): Adomnán of Iona - father of Western jus in bello, International Review of the Red Cross, 101, 911, 2019, pp. 715-735. - Hoyland, Robert G., e Waidler, Sarah, Adomnán's De Locis Sanctis and the Seventh-Century Near East, The English Historical Review, 129, 539, 2014, pp. 787-807. - Lacey, Brian, Adomnán of Iona: Theologian, Lawmaker, Peacemaker, Dublin, Four Courts Press, 2010. - O'Loughlin, Thomas, Adomnán and the Holy Places: The Perceptions of an Insular Monk on the Locations of the Biblical Drama, London-New York, T&T Clark, 2007. - Dictionary of Irish Biography, voce Adomnán, per la sintesi critica della biografia, della produzione letteraria e della questione pasquale. - Saints in Scottish Place-Names, University of Glasgow, scheda Adomnán mac Rónáin di Iona, per genealogia, calendari, reliquie e tradizione del culto. Autore: Giampietro Cattini
Nacque circa il 624 a Drumhome, nel Donegal (Irlanda), da una nobile famiglia imparentata con san Colomba, fondatore del monastero di Hy (Iona), dove ben presto anche Adamnano entrò, sotto il governo di Seghino. Distintosi per le sue virtù, nel 679 Adamnano fu eletto successore di Failbhe e divenne il nono abate di Tona. Aifrido, che alla morte del padre Oswy, re di Northumbria, era stato cacciato in esilio dall'usurpatore Ecfrido, si rifugiò presso Adamnano, e dal popolo fu soprannominato Dalta Adhamnain («alunno di Adamnano») a significare i legami di profonda amicizia che lo univano all'abate. Dopo che nel 685 Alfrido, morto Ecfrido, aveva visto riconosciuti i suoi diritti, Adamnano nel 686 fu inviato presso di lui per ottenere la restituzione di alcuni prigionieri catturati da Berct nel Meath: ricevuto con grandi onori, Adamnano riportò completo successo nella sua missione e tornò in Irlanda con sessanta compatrioti.
Nel 688, nel corso di una seconda visita ad Aifrido, Adamnano visitò numerose chiese inglesi e tra esse le abbazie di Wearmouth e di Jarrow, dove l'abate san Ceolfrido lo convinse ad adottare nella Chiesa irlandese l'uso romano per la tonsura e per la celebrazione della Pasqua. Tornato ad Hy, si prodigò, senza notevoli risultati però, per far accettare ai suoi monaci gli usi romani, ma nel 692, visitando l'Irlanda, egli riuscì a convincere il popolo a conformarsi ai precetti generali.
Nel 697 presiedette un Concilio a Birr, alla fine del quale fu promulgata la «legge degli innocenti» (Cain Adomnain, «legge di Adamnano»), volta a preservare le donne e i fanciulli dagli orrori della guerra. Nel 701 Adamnano partecipò al Concilio di Tara, in cui fu condannato un capo tribù, colpevole di un grave delitto: sentenza questa di notevole valore giuridico e sociale, stante la grande tracotanza di quei despoti locali. Nel 704, il 23 settembre, Adamnano morì nella sua abbazia, dove ebbe sepoltura.
Adamnano è patrono di Drumhome e a Raphoe si celebra un Eunan, primo vescovo di quella abbazia, da alcuni identificato con Adamnano. Venerato inoltre nelle contee di Derry e di Sligo, Adamnano gode di un popolare culto presso la Chiesa scozzese, nelle contee di Aberdeen, Banff e Forfar. Sembra che il nome Adam, tanto comune tra gli scozzesi, non sia altro che una corruzione di Adamnan (che, però, secondo Colgan, significherebbe forse «piccolo Adamo»).
Adamnano, che diede notevole impulso allo scriptorium monastico, fu buon latinista, tanto da meritarsi l'elogio di Beda: «vir bonus et sapiens», ma le sue opere sono scritte in un latino un po' rozzo. Probabilmente durante la seconda visita ad Aifrido, nel 688, Adamnano dedicò al re l'opuscolo De Locis Sanctis (ritenuto da Beda «legentibus multis utillimum»), una relazione del viaggio a Gerusalemme del vescovo franco Arculfo. L'opera, da cui Beda derivò il Situ Hierosolymae urbis atque ipsius Iudaeae, per tutto il Medioevo restò la principale fonte per la conoscenza della Terra Santa. Tra il 692 e il 697, Adamnano scrisse la Vita San Columbae in tre libri, fondandosi sulle leggende e sulle tradizioni irlandesi.
Ad Adamnano sono anche attribuite, senza molto fondamento, alcune prescrizioni ecclesiastiche: i Canones Adamnani (Mansi, XII, coli. 154 sg.). Un viaggio nell'oltretomba è l'argomento della Fis Adamnáin («la visione di Adamnano») in irlandese, ma Adamnano certamente non ne è l'autore. L'opera di Adamnano è edita nella Patrologia latina del Migne (PL, LXXXVIII, coil. 721-816) e la miglior fonte, per lo studio della sua vita, è la Historia Ecclesiastica di Beda, che, nel 688, all'età di tredici anni, vide Adamnano.
La festa di Adamnano cade il 23 settembre.
Autore: Cuthbert Mc Grath
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