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† Ufnau, lago di Zurigo, Svizzera, 29 settembre 973
E' una figura dell’area monastica svizzera del X secolo legata soprattutto all’isola di Ufnau, nel lago di Zurigo, e all’abbazia di Einsiedeln. Il Martirologio Romano lo ricorda come sacerdote ed eremita, collocandone la memoria al 29 settembre. La sua esistenza storica è considerata sostanzialmente sicura, mentre molti particolari della sua biografia sono molto meno certi. Una delle testimonianze più antiche riguarda un eremita chiamato Alaricus, ricordato intorno al 1072 nella seconda Vita di santa Wiborada: è possibile, ma non dimostrabile con assoluta certezza, che si tratti proprio di Adelrico. La tradizione medievale e moderna lo trasformò poi nel figlio del duca di Svevia Burcardo e della duchessa Reginlinda, monaco di Einsiedeln e sacerdote a Ufnau; questa genealogia è stata invece criticamente respinta dalla ricerca storica. Anche la data del 973, comunemente associata alla sua morte, deve essere indicata con prudenza. La storia di Adelrico è quindi particolarmente interessante perché permette di distinguere una figura storica scarsamente documentata dalla progressiva costruzione della sua memoria, del suo culto e delle tradizioni sorte intorno alla sua tomba sull’isola di Ufnau.
Etimologia: Alarico = re di tutti, dal sassone
Emblema: Abito monastico e libro.
Martirologio Romano: Nell’isola di Ufnau sul lago di Zurigo nell’odierna Svizzera, sant’Adelríco, sacerdote ed eremita.
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Le notizie più antiche riconducibili alla figura di Adelrico (anche Adalrich, Adalricus, Alaricus, Alericus) sono indirette. La seconda Vita di santa Wiborada, composta nell’XI secolo, presenta un personaggio chiamato Alaricus, che dichiara di essersi ritirato come eremita su un’isola del lago di Zurigo. Secondo il racconto, egli avrebbe ricevuto una comunicazione divina riguardante Wiborada, allora dedita a una forma particolarmente rigorosa di ascesi presso San Gallo, e avrebbe ricevuto l’incarico di invitarla a moderare la propria penitenza. Il racconto contiene anche un episodio miracoloso: durante un periodo nel quale il lago era impraticabile, l’eremita sarebbe rimasto isolato e quasi privo di cibo; dopo essersi rivolto a Dio, avrebbe ricevuto pane e vino attraverso un’apparizione. Il testo non deve essere utilizzato come una semplice cronaca della vita di Adelrico. Il suo genere è agiografico e il miracolo appartiene alla costruzione narrativa della santità di Wiborada e del suo interlocutore. L’identificazione di questo Alaricus con Adelrico è possibile e ha avuto una lunga fortuna nella tradizione erudita, ma non è dimostrabile in modo definitivo. Il Professbuch dell’abbazia di Einsiedeln osserva infatti che la Vita più antica di Wiborada, scritta dal monaco Hartmann, contemporaneo della santa, non contiene l’episodio dell’incontro con Alaricus. La testimonianza che lo collega a Wiborada appartiene dunque a una redazione successiva. Un’importante precisazione riguarda anche il nome dell’autore tradizionalmente chiamato ‘Hepidannus’. La moderna ricerca codicologica ha mostrato che il nome deriva da una lettura successiva del nome dell’autore e che il testo è collegato al monaco Herimannus di San Gallo. Questo problema interessa soprattutto la storia della trasmissione della fonte e conferma la necessità di non utilizzare automaticamente le antiche attribuzioni editoriali come dati certi.
La tradizione della parentela ducale La biografia tradizionale sviluppatasi in epoca medievale presenta Adelrico come figlio della duchessa Reginlinda e del duca di Svevia Burcardo. Secondo questa ricostruzione, dopo una vita iniziale nell’ambiente aristocratico egli sarebbe entrato nel monastero di Einsiedeln, assumendo in seguito una vita eremitica sull’isola di Ufnau. Questa genealogia, tuttavia, non è sostenibile sul piano storico. Il Professbuch di Einsiedeln, nella sua analisi critica della tradizione, osserva che Reginlinda non risulta aver avuto figli né dal primo matrimonio con Burcardo né dal secondo con il duca Ermanno. Anche la cronologia presenta difficoltà incompatibili con la narrazione tradizionale. Per questo la parentela di Adelrico con la dinastia dei Burcardingi non può essere considerata un dato storico acquisito. Lo stesso vale per il racconto secondo cui Reginlinda, colpita dalla lebbra, si sarebbe ritirata a Ufnau insieme al figlio. La tradizione è importante per comprendere la memoria medievale dell’isola e del suo santo, ma non deve essere presentata come una biografia documentata. Il Professbuch sottolinea esplicitamente il carattere leggendario della narrazione conservata nei testi più tardi e mette in evidenza le sue incongruenze cronologiche.
Ufnau e la vita eremitica Al di là degli elementi genealogici, il legame tra Adelrico e Ufnau costituisce il nucleo più stabile della tradizione storica. L’isola, situata nel lago di Zurigo, era già un luogo cristiano di antica origine e apparteneva alla sfera ecclesiastica dalla quale si sarebbe sviluppato il rapporto con Einsiedeln. Il monastero di Einsiedeln conserva documentazione archivistica relativa alla storia dell’isola e ricorda Adelrico come il sacerdote associato alla comunità cristiana di Ufnau. La tradizione lo considera prima monaco a Einsiedeln e poi eremita a Ufnau. Anche questo elemento deve essere formulato con una certa cautela. La documentazione antica consente di collegare Alaricus a una vita eremitica su un’isola del lago di Zurigo, mentre l’identificazione completa con il santo Adelrico e la sua appartenenza monastica a Einsiedeln sono ricostruzioni successive. Il Professbuch conclude infatti che l’esistenza di Adelrico non è in dubbio, ma che la sua eventuale appartenenza al monastero di Einsiedeln non può essere stabilita con la medesima sicurezza. La tradizione lo presenta inoltre come sacerdote e come ministro della comunità cristiana dell’isola. Questa immagine è coerente con il modo nel quale il Martirologio Romano lo ricorda: ‘sacerdote ed eremita’. Il testo liturgico, tuttavia, non fornisce una biografia dettagliata e colloca semplicemente la sua memoria nel contesto dell’isola di Ufnau.
La morte e la tradizione del 973 La data del 29 settembre 973 è quella maggiormente associata ad Adelrico nella tradizione moderna e compare anche nella documentazione storica dell’area di Einsiedeln. L’archivio del monastero registra infatti il 29 settembre 973 come data tradizionale della morte del santo e Ufnau come luogo della sua sepoltura. La ricerca storico-critica richiede però una precisazione. Il Professbuch afferma che il 973 fu assunto posteriormente come anno della morte e che, al di fuori delle tradizioni successive, non esistono elementi sufficienti per considerarlo assolutamente certo. Anche il Dizionario storico della Svizzera presenta la data come ‘29.9.973 (?)’. È quindi preferibile scrivere che Adelrico morì probabilmente intorno al 973, tradizionalmente il 29 settembre. La tradizione medievale racconta che morì sull’isola e che fu sepolto nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Anche la memoria materiale del luogo ha conservato il suo nome e il suo sepolcro, mentre l’antica lastra tombale oggi visibile nella chiesa risale al XIV secolo.
Il culto sull’isola Le attestazioni certe del culto di Adelrico sono molto più tarde rispetto alla sua epoca. Il Professbuch segnala che di lui si torna a parlare documentalmente nel XIV secolo. Un libro degli anniversari della chiesa di Ufnau, conservato in una redazione della prima metà del XV secolo, contiene quattro fogli pergamenacei più antichi, risalenti al XIV secolo, con testi relativi alla vita del santo e alle indulgenze connesse alla chiesa. Una delle testimonianze più significative è l’altare dedicato ad Adelrico, attestato nel 1372. Questo dato costituisce una prova concreta dell’esistenza di un culto locale organizzato almeno dal XIV secolo. Il Dizionario storico della Svizzera considera proprio il XIV secolo come l’inizio sicuro della venerazione documentata del santo. Il culto non dipese quindi soltanto dalla trasmissione di una leggenda biografica. Esso si consolidò attraverso il luogo, la tomba, la liturgia e la memoria della comunità cristiana di Ufnau. Questa distinzione è importante: la scarsità delle notizie sulla vita del personaggio non equivale alla scarsità della documentazione sulla sua venerazione.
L’intervento del cardinale Dietwein nel 1141 Un episodio tradizionalmente collegato alla storia del culto è l’intervento del cardinale Dietwein, legato pontificio, che il 22 agosto 1141 consacrò le chiese allora costruite o restaurate sull’isola. Per molto tempo questo episodio è stato interpretato come una possibile elevazione delle reliquie di Adelrico e persino come una possibile canonizzazione. Il Professbuch invita però alla prudenza. La documentazione relativa alla consacrazione non menziona reliquie di Adelrico tra quelle deposte nell’altare e non permette quindi di stabilire con sicurezza che nel 1141 sia avvenuta un’elevazione delle sue reliquie accompagnata da una canonizzazione. Questo punto è particolarmente importante per la storia del santo. Non è corretto presentare il 1141 come una canonizzazione certamente avvenuta. È invece documentata la consacrazione delle chiese e, in epoca successiva, è certamente attestato il culto di Adelrico.
L’apertura della tomba nel 1659 Una fase meglio documentata della storia delle reliquie risale al XVII secolo. Il 16 maggio 1659, sotto l’abate Placidus Reimann, il sepolcro di Adelrico a Ufnau fu aperto e le sue ossa furono estratte. La documentazione dell’archivio di Einsiedeln conserva gli atti relativi a questa operazione e alla successiva traslazione. Nel 1663 le reliquie furono nuovamente sistemate in un nuovo sarcofago e il 30 settembre furono solennemente riportate a Ufnau. L’archivio del monastero conserva sia gli atti dell’elevazione sia quelli relativi al rito della traslazione del 30 settembre-1 ottobre 1663. Alcune reliquie furono invece trattenute a Einsiedeln. Questa documentazione archivistica è particolarmente importante perché corregge una notizia oggi abbastanza diffusa secondo cui le reliquie sarebbero state trasferite integralmente a Einsiedeln nel 1959. Le fonti archivistiche di Einsiedeln attestano invece con certezza la traslazione del 1663 a Ufnau e la conservazione di alcune particelle a Einsiedeln. Per il 1959 non emerge, dalle fonti primarie consultate, una traslazione generale paragonabile a quella del 1663. La presenza di reliquie di Adelrico a Einsiedeln è comunque documentata anche in epoca moderna: un documento originale del 22 luglio 1790 registra infatti reliquie di Adelrico inserite nell’altare del coro superiore dell’abbazia.
La memoria di Adelrico a Einsiedeln Il rapporto tra Adelrico ed Einsiedeln rimase vivo anche quando il culto sull’isola perse progressivamente importanza. Il Professbuch rileva che la venerazione di Adelrico a Ufnau si indebolì nel XVIII secolo, mentre nel monastero di Einsiedeln essa continuò. Nel 1902 fu eretto nella chiesa delle confessioni di Einsiedeln un altare dedicato al santo. Sono inoltre conservate raffigurazioni di Adelrico, tra cui un’immagine dipinta nella chiesa di Ufnau e stampe dei secoli XVII e XVIII. Una delle rappresentazioni più tarde raffigura un episodio chiaramente leggendario, nel quale un angelo avrebbe sostenuto l’eremita con pane e vino durante un periodo di isolamento provocato da una tempesta. La memoria di Adelrico è dunque passata attraverso diverse fasi: una possibile testimonianza altomedievale dell’eremita Alaricus, una tradizione biografica medievale sviluppata in seguito, la documentazione del culto dal XIV secolo, la valorizzazione delle reliquie nel XVII secolo e la conservazione della memoria nell’abbazia di Einsiedeln.
Alaricus e Adelrico: un’identificazione possibile, ma non dimostrabile Il problema storico più interessante riguarda l’identificazione tra l’Alaricus della seconda Vita di Wiborada e Adelrico. Da un lato, coincidono elementi significativi: il nome Alaricus, la vita eremitica su un’isola del lago di Zurigo e la cronologia generale. Dall’altro, la fonte più antica relativa a Wiborada non conserva l’episodio e la documentazione specificamente relativa ad Adelrico ricompare soltanto diversi secoli dopo. La conclusione più prudente è quindi considerare l’identificazione come una possibilità storicamente fondata ma non come un fatto definitivamente dimostrato. Questa posizione è coerente con il Dizionario storico della Svizzera, che definisce Adelrico forse identificabile con il monaco Alaricus contemporaneo di Wiborada.
La leggenda della famiglia di Svevia La tradizione che fa di Adelrico il figlio di Reginlinda e del duca Burcardo ha avuto grande diffusione, ma non deve essere utilizzata per ricostruire la sua biografia storica. L’analisi del Professbuch mostra che Reginlinda non risulta avere figli e che la costruzione genealogica presenta problemi cronologici e dinastici. La leggenda sembra quindi essere il risultato di una successiva integrazione della memoria del santo nella storia aristocratica della regione.
Il lago di Zurigo nella memoria agiografica Il lago non è un semplice elemento geografico nella tradizione di Adelrico. L’isola di Ufnau costituisce il luogo nel quale la memoria del santo è rimasta concretamente ancorata. La stessa antica Vita di Wiborada colloca l’eremita Alaricus su un’isola del lago di Zurigo e una tradizione successiva costruisce intorno a questa collocazione diversi racconti miracolosi. Il miracolo del pane e del vino durante l’isolamento dal continente appartiene a questa elaborazione agiografica e deve essere considerato come parte della tradizione sulla santità dell’eremita, non come un evento verificabile attraverso documentazione indipendente.
Curiosità - Il nome ufficialmente utilizzato dal monastero è oggi Ufnau, mentre la forma tedesca più comune nella tradizione moderna è Ufenau. - Un documento dell’abbazia di Einsiedeln del 22 luglio 1790 attesta l’inserimento di reliquie di Adelrico nell’altare del coro superiore. - L’antica lastra tombale di Adelrico conservata presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Ufnau risale al XIV secolo e potrebbe essere collegata all’altare dedicato al santo nel 1372. - La tradizione dell’incontro tra Adelrico e santa Wiborada è contenuta in una redazione tarda della sua Vita e non nella più antica Vita composta dal contemporaneo Hartmann.
Cronologia - X secolo: si colloca la vita di Adelrico; non sono documentati con certezza né il luogo né la data di nascita. - fine X secolo: tradizionalmente viene collocata la sua attività come sacerdote ed eremita nell’isola di Ufnau. - ca. 973: data tradizionale della morte di Adelrico a Ufnau; la data non può essere considerata assolutamente certa. - 1072 circa: la seconda Vita di santa Wiborada ricorda un eremita chiamato Alaricus che viveva su un’isola del lago di Zurigo; la sua identificazione con Adelrico rimane possibile ma non certa. - 1141: il 22 agosto il cardinale Dietwein consacra le chiese di Ufnau; non è possibile dimostrare che in questa occasione sia avvenuta la canonizzazione di Adelrico. - XIV secolo: compaiono le prime attestazioni certe della venerazione locale di Adelrico. - 1372: è documentata la dedicazione di un altare a sant’Adelrico a Ufnau. - 1659: il sepolcro viene aperto e le reliquie vengono elevate per ordine dell’abate Placidus Reimann. - 1663: le reliquie vengono solennemente ricollocate a Ufnau; alcune particelle sono conservate a Einsiedeln. - 1790: un documento dell’abbazia di Einsiedeln attesta reliquie di Adelrico inserite in un altare del coro superiore. - 1902: viene eretto un altare dedicato ad Adelrico nella chiesa delle confessioni di Einsiedeln. - 29 settembre: il Martirologio Romano celebra la memoria di sant’Adelrico, sacerdote ed eremita di Ufnau; a Einsiedeln la memoria liturgica è celebrata il 28 settembre.
Valutazione storico-critica - L’esistenza storica di Adelrico è considerata sostanzialmente certa, ma la documentazione biografica diretta è estremamente limitata e non permette di ricostruire una vita dettagliata. - La testimonianza dell’eremita Alaricus nella seconda Vita di santa Wiborada costituisce un elemento importante, ma l’identificazione con Adelrico rimane un’ipotesi e non una certezza documentaria. La più antica Vita di Wiborada non contiene infatti questo episodio. - La presunta discendenza di Adelrico dal duca Burcardo e da Reginlinda appartiene alla tradizione medievale e non è sostenibile come dato storico sulla base della documentazione genealogica esaminata. - Anche la data del 29 settembre 973, pur largamente recepita dalla tradizione liturgica e storiografica, deve essere indicata come tradizionale o probabile, poiché il Professbuch segnala che l’anno fu fissato posteriormente e che non esistono elementi sufficienti per considerarlo certo. - Il culto è invece storicamente meglio documentato: la venerazione è attestata dal XIV secolo e l’altare del 1372 costituisce una testimonianza concreta della memoria liturgica locale. - L’eventuale canonizzazione del 1141 non può essere affermata come fatto certo. La documentazione relativa alla consacrazione delle chiese non consente di dimostrare che il cardinale Dietwein abbia compiuto in quella circostanza una canonizzazione o un’elevazione delle reliquie di Adelrico. - La storia delle reliquie è meglio documentata per il XVII secolo: il sepolcro fu aperto nel 1659 e la traslazione solenne a Ufnau è documentata nel 1663. La documentazione archivistica rende quindi preferibile questa sequenza rispetto alla diffusa affermazione di un trasferimento generale delle reliquie a Einsiedeln nel 1959. - La figura storica di Adelrico deve essere distinta dalla sua memoria agiografica: la prima è scarsamente documentata, mentre il culto, la tomba, le reliquie e le tradizioni sviluppatesi intorno a Ufnau sono documentabili con maggiore precisione.
Fonti e bibliografia essenziale - Martyrologium Romanum, editio typica altera, Typis Vaticanis, 2004, memoria del 29 settembre: Adelricus, presbyter et eremita nell’isola di Ufnau. La formulazione liturgica costituisce la principale attestazione ufficiale contemporanea della memoria di Adelrico. - Herimannus di San Gallo, Vita II sanctae Wiboradae, ca. 1072, cap. 16, Codex Sangallensis 560. È la principale testimonianza antica relativa all’eremita Alaricus del lago di Zurigo; l’identificazione con Adelrico rimane discussa. - Kloster Einsiedeln, Professbuch, ‘S. Adelrich’, vol. A, I. Die Mönche des 10. Jahrhunderts, n. 2. Fonte particolarmente importante per la critica della tradizione biografica, della genealogia di Reginlinda e della cronologia del culto. - Reinhold Kaiser, ‘Adalrich (santo)’, in Dizionario storico della Svizzera, versione italiana della voce del 1997, aggiornata il 26 marzo 2001. La voce distingue la tradizione genealogica dalla documentazione storica e indica con prudenza la data del 973. - Ekkart Sauser, ‘Adelrich (Adalrich)’, in Biographisch-Bibliographisches Kirchenlexikon, vol. XVII, Bautz, Herzberg, 2000, coll. 18-19. - Dieter Geuenich, ‘Die Frauengemeinschaft des coenobium Sichingis im 10. Jahrhundert’, in Werner Berschin (a cura di), Frühe Kultur in Säckingen, 1991, p. 68 e seguenti. Studio utile per il contesto storico della tradizione relativa a Reginlinda e all’area di Säckingen. - Klosterarchiv Einsiedeln, KAE, A.TD-02.23, documentazione sulla scoperta, elevazione e traslazione del corpo di sant’Adelrico, 30 settembre-1 ottobre 1663. La documentazione archivistica costituisce una fonte primaria per la storia delle reliquie nel XVII secolo. - Klosterarchiv Einsiedeln, KAE, A.YC.12, atto di consacrazione dell’altare del coro superiore con inclusione di reliquie di Adelrico, 22 luglio 1790. - Helvetia Sacra, III/1, p. 336 e seguenti, riferimento bibliografico specialistico indicato dal Dizionario storico della Svizzera per la documentazione relativa ad Adelrico e alla tradizione di Einsiedeln.
Autore: Giampietro Cattini
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