Le notizie più attendibili su Cunialdo e Gisilario (anche: Chunialdo, Chunialdus, Kunialdo, Kunold, Conald; Gisilarius, Gislaro, Gislar) provengono dalla tradizione relativa a san Ruperto. Una delle antiche redazioni della Vita di Ruperto li presenta tra i suoi compagni, qualificandoli entrambi come sacerdoti. La stessa fonte li colloca dunque nel gruppo di ecclesiastici che accompagnarono il vescovo nel suo impegno pastorale nell’area bavarese e norica. La loro origine non è certa. Alcune tradizioni medievali e della prima età moderna li considerarono scozzesi o irlandesi, collegandoli alla più ampia immagine di Ruperto come missionario proveniente dal mondo insulare. La critica bollandista respinse però questa ricostruzione, osservando che essa dipendeva soprattutto da una tarda Vita di Ruperto, ritenuta leggendaria e caratterizzata da evidenti anacronismi. Secondo questa valutazione, Cunialdo e Gisilario erano più probabilmente di origine franca o comunque germanica. Anche l’ipotesi di una provenienza dall’area della diocesi di Worms è stata avanzata dagli studiosi, ma non può essere considerata un dato definitivamente dimostrato. La data del loro arrivo nell’area bavarese viene generalmente collocata intorno al 717. Tale cronologia deriva dalla ricostruzione della missione di Ruperto e dalla successione degli eventi politici che resero possibile il suo intervento nella regione. Non è tuttavia possibile ricostruire con precisione il percorso compiuto dai due sacerdoti prima del loro ingresso nella cerchia di Ruperto.
L’attività a Salisburgo Ruperto operò a Juvavia, l’antico centro romano che sarebbe divenuto Salisburgo, contribuendo alla riorganizzazione della vita ecclesiastica locale. Cunialdo e Gisilario furono suoi collaboratori in questa attività. Il Martirologio Romano li ricorda proprio per questo motivo, con una formulazione estremamente sobria: a Salisburgo, nell’VIII secolo, furono sacerdoti che prestarono aiuto al vescovo san Ruperto. La brevità dell’elogio è significativa perché riflette il carattere limitato della documentazione biografica disponibile. Non è possibile attribuire con sicurezza ai due sacerdoti singole fondazioni, viaggi o episodi missionari al di là di quanto emerge dalla tradizione più antica relativa a Ruperto. In particolare, la successiva tradizione che li presenta come evangelizzatori degli Avari nella regione viennese non dispone di una base documentaria sufficiente per essere considerata un fatto storico accertato. La loro presenza nell’ambiente salisburghese e il rapporto con Ruperto sono invece molto meglio attestati. Anche la tradizione secondo cui Cunialdo e Gisilario avrebbero partecipato alla fondazione della chiesa e del monastero di San Pietro a Salisburgo deve essere formulata con cautela. La loro presenza nella cerchia di Ruperto è antica, ma le ricostruzioni posteriori hanno progressivamente ampliato il loro ruolo all’interno della memoria fondativa della Chiesa salisburghese.
Una documentazione biografica molto limitata Non possediamo una Vita autonoma di Cunialdo e Gisilario paragonabile alle biografie di altri santi dell’alto Medioevo. Gli stessi Bollandisti sottolineavano che le loro gesta erano oscure e che, se fossero mai state messe per iscritto, tale documentazione era andata perduta. Ciò rende impossibile ricostruire una biografia dettagliata senza ricorrere a tradizioni tarde. La scarsità delle fonti impedisce anche di stabilire l’anno della loro morte. Le ipotesi moderne li collocano generalmente nella prima metà o verso la metà dell’VIII secolo, ma non esiste una data documentata. È quindi preferibile indicare semplicemente che appartennero alla generazione dei primi collaboratori di Ruperto e che morirono probabilmente nell’VIII secolo. Una testimonianza indiretta di particolare interesse proviene dalla documentazione salisburghese relativa alla generazione successiva. In una lista di testimoni collegata alle controversie della Chiesa di Salisburgo compare Isinhardus, definito uomo nobile e figlioccio del vecchio sacerdote Cunialdo. Il termine utilizzato può essere interpretato nel senso di persona da lui battezzata o accompagnata spiritualmente; non costituisce quindi una prova che Cunialdo fosse stato sposato o avesse avuto figli naturali. La documentazione conferma comunque l’esistenza di una memoria personale di Cunialdo nella generazione immediatamente successiva.
La memoria nel Liber vitae e nelle fonti salisburghesi La ricerca contemporanea ha attribuito particolare importanza alle fonti memoriali della comunità di San Pietro a Salisburgo. I nomi di Cunialdo e Gisilario entrarono stabilmente nella memoria liturgica e comunitaria legata a Ruperto. Uno studio dedicato alle più antiche fonti memoriali osserva che già nel contesto delle traslazioni di Ruperto, negli anni Settanta dell’VIII secolo, i due sacerdoti risultano inseriti accanto a lui. Questo dato è importante perché permette di distinguere due livelli della tradizione. Da una parte esiste una memoria antica che conserva i nomi di Cunialdo e Gisilario come compagni e collaboratori di Ruperto. Dall’altra, nel corso dei secoli, questa memoria venne arricchita da particolari biografici e missionari che non possono essere verificati con la stessa sicurezza. La loro presenza nella memoria salisburghese non fu quindi un’invenzione tarda, ma la loro biografia concreta rimase estremamente povera di informazioni. È proprio questa sproporzione tra l’antichità del culto e la scarsità dei dati biografici a caratterizzare la loro figura.
Le traslazioni delle reliquie La storia del culto di Cunialdo e Gisilario è meglio documentata della loro vita. Una testimonianza relativa alla Chiesa di Salisburgo ricorda che il vescovo Virgilio trasferì le reliquie di Ruperto insieme a quelle dei suoi due sacerdoti. La data tradizionalmente collegata a questa prima traslazione è il 773, mentre l’VIII secolo costituisce quindi il periodo nel quale la loro memoria appare già stabilmente associata a quella del fondatore della Chiesa salisburghese. Un’altra traslazione viene collegata all’arcivescovo Hartwico nel 993. La documentazione successiva ricorda inoltre un’apertura della tomba di Ruperto nel 1315, durante la quale furono riconosciute, tra le altre, reliquie attribuite a Gisilario. In questo caso la documentazione è molto più precisa riguardo a Gisilario che a Cunialdo. Quando la vecchia cattedrale salisburghese fu distrutta in seguito all’incendio dell’inizio del XVII secolo, furono nuovamente trasferite diverse reliquie. Le fonti relative a questa operazione nominano espressamente quelle attribuite a Gisilario, mentre non consentono di stabilire con altrettanta sicurezza la sorte delle reliquie di Cunialdo. I Bollandisti ritenevano possibile che le sue ossa fossero state confuse con altre reliquie o non fossero più identificabili.
Il problema della festa La memoria liturgica attuale dei due sacerdoti ricorre il 28 settembre. Il Martirologio Romano li inserisce infatti in questa data, collocandoli a Salisburgo e ricordandoli come sacerdoti che aiutarono san Ruperto. Le fonti storiche del culto mostrano tuttavia una situazione più complessa. Il 24 settembre fu per lungo tempo associato alla loro memoria a Salisburgo, in relazione alla traslazione di Ruperto e dei suoi due sacerdoti. Un antico testo relativo alle donazioni della Chiesa salisburghese afferma che la traslazione di Ruperto, compiuta dal vescovo Virgilio insieme a Cunialdo e Gisilario, fu celebrata in quella data e che, non essendo noto un altro giorno per la loro festa, la memoria dei due sacerdoti fu collegata alla celebrazione. La presenza di diverse date nei martirologi antichi spiega quindi perché la loro memoria possa essere incontrata anche il 24 settembre e in altre date. La data del 28 settembre è quella oggi recepita dal Martirologio Romano e dal calendario liturgico corrente.
La tradizione dell’origine irlandese L’origine irlandese o scozzese dei due sacerdoti è uno degli elementi tradizionali che richiede maggiore prudenza. La tarda Vita di Ruperto utilizzata da alcuni autori medievali e moderni li inserì nel quadro della missione insulare, ma i Bollandisti giudicarono questa fonte leggendaria e rifiutarono di considerare provata la loro origine irlandese. La ricostruzione di un’origine franca è invece più compatibile con la critica storica tradizionale, ma anche questa non deve essere trasformata in una certezza assoluta. Il dato realmente sicuro è che Cunialdo e Gisilario furono sacerdoti attivi nell’ambiente di Ruperto e che la loro memoria fu conservata a Salisburgo.
Iconografia Una testimonianza significativa della loro permanenza nella memoria religiosa dell’area salisburghese è costituita dalle raffigurazioni artistiche. Nella chiesa filiale di Mühlberg, presso Salisburgo, sono conservate statue gotiche databili intorno al 1500 raffiguranti san Ruperto insieme a Cunialdo e Gisilario. Le opere mostrano i due compagni accanto al vescovo, secondo una rappresentazione coerente con la loro identità tradizionale di collaboratori sacerdotali.
Curiosità - Il nome di Gisilario compare con numerose varianti nelle fonti, tra cui Gisilarius, Gislar e Giselher. Anche Cunialdo è indicato come Chunialdus, Kuniald, Kunold e Conald. Questa varietà spiega parte delle difficoltà incontrate nell’identificazione delle testimonianze medievali. - Un antico documento salisburghese ricorda Isinhardus come uomo nobile e figlioccio del vecchio sacerdote Cunialdo. La testimonianza costituisce un interessante indizio sulla memoria personale lasciata dal sacerdote nella generazione successiva. - Nel 1315 furono riconosciute nella tomba di san Ruperto reliquie attribuite a Gisilario, mentre quelle di Cunialdo non risultarono identificabili con la stessa sicurezza. - Una fonte storico-artistica segnala che le statue di Mühlberg rappresentano Cunialdo e Gisilario in abiti diaconali, nonostante la tradizione li qualifichi come sacerdoti. L’abbigliamento delle statue non deve quindi essere utilizzato per modificare la loro qualifica storicamente attestata.
Cronologia - 717 circa: secondo la ricostruzione tradizionale e storiografica, Cunialdo e Gisilario giungono nell’area bavarese insieme a san Ruperto. - Prima metà dell’VIII secolo: svolgono la loro attività ecclesiastica come sacerdoti e collaboratori di Ruperto nell’area di Salisburgo. - 773 circa: le fonti relative alla Chiesa salisburghese ricordano la traslazione delle reliquie di Ruperto insieme a quelle di Cunialdo e Gisilario. - 993: una successiva tradizione documentaria collega all’arcivescovo Hartwico una nuova traslazione delle reliquie dei due sacerdoti. - 1315: durante l’apertura della tomba di san Ruperto vengono ricordate reliquie attribuite a Gisilario; quelle di Cunialdo non sono riconosciute con certezza. - Inizio del XVII secolo: le reliquie di Gisilario sono nuovamente trasferite dopo la distruzione della vecchia cattedrale di Salisburgo.
Valutazione storico-critica - L’esistenza storica di Cunialdo e Gisilario e la loro qualifica sacerdotale sono sostenute dalla tradizione salisburghese antica e dalla tradizione relativa a san Ruperto; il Martirologio Romano li ricorda come sacerdoti e collaboratori del vescovo. - La loro biografia personale è scarsamente documentata. Non sono conosciute con certezza le date di nascita e di morte, né possono essere ricostruiti dettagliatamente gli anni della loro attività. - L’origine irlandese o scozzese appartiene a una tradizione tarda e non può essere considerata storicamente dimostrata. La critica bollandista la collegò a una Vita di Ruperto giudicata leggendaria e ritenne più plausibile un’origine franca o germanica. - La data del loro arrivo nell’area bavarese intorno al 717 è una ricostruzione cronologica plausibile, non una data biografica direttamente attestata per ciascuno dei due. - La tradizione della loro attività missionaria presso gli Avari e nella regione di Vienna non dispone di prove sufficienti per essere presentata come fatto storico certo. - La storia del culto è documentata molto meglio della loro vita. Le testimonianze sulle traslazioni delle reliquie, sulla memoria liturgica e sulla presenza dei loro nomi nelle fonti memoriali salisburghesi mostrano che la venerazione era già consolidata nell’alto Medioevo. - La documentazione relativa alle reliquie è asimmetrica: quelle attribuite a Gisilario furono più volte identificate, mentre quelle di Cunialdo non furono riconosciute con certezza nelle ricognizioni successive. - La data del 28 settembre è quella della memoria nel Martirologio Romano attuale. Il 24 settembre, attestato in numerose fonti storiche del culto salisburghese, è collegato soprattutto alla traslazione di Ruperto e dei suoi due collaboratori. - Nel complesso, Cunialdo e Gisilario sono figure storiche reali, ma la loro conoscenza biografica rimane limitata. La parte più solida della loro memoria riguarda il rapporto con san Ruperto e la successiva storia del culto a Salisburgo.
Fonti e bibliografia essenziale - Acta Sanctorum, September, vol. VI, 24 settembre, Commentarius praevus, De SS. Chunialdo et Gisilario presbyteris Salisburgi in Germania, pp. 708-710 circa. È la principale trattazione storico-critica antica sulla loro identificazione, sul culto, sulle traslazioni delle reliquie e sulle tradizioni relative alla loro origine. - Vita S. Ruperti, nella tradizione delle antiche Vitae di san Ruperto utilizzate dai Bollandisti. La fonte costituisce la principale testimonianza antica sul rapporto tra Ruperto e i due sacerdoti. - Martyrologium Romanum, editio typica altera, 28 settembre: memoria dei santi Chunialdo e Gisilario, sacerdoti, a Salisburgo, collaboratori del vescovo san Ruperto. - Forstner, Karl, Älteste Texte zur Translation der Heiligen, Rupert - Gislar - Chuniald (10./11. Jh.), in Mitteilungen der Gesellschaft für Salzburger Landeskunde, 154/155, 2014/2015, pp. 63-72. Studio sulle più antiche testimonianze relative alla memoria e alle traslazioni dei tre santi. - Wolfram, Herwig, Libellus Virgilii, studio sulle fonti relative alla Chiesa di Salisburgo e sulle testimonianze concernenti i discepoli e i collaboratori di Ruperto, compresi Chunialdo e Gisilario. - Braun, Joseph, Tracht und Attribute der Heiligen in der deutschen Kunst, Stuttgart, J. B. Metzler, 1943, voce Chunialdus und Gisilarius. Utile per la documentazione iconografica e per la tradizione che li collega a Ruperto. - Historisches Lexikon Bayerns, Vita des Hl. Rupert. Studio di riferimento per la tradizione letteraria relativa a Ruperto e per l’inserimento successivo di Cunialdo e Gisilario nella sua memoria agiografica. - Liber confraternitatum di San Pietro a Salisburgo, ed. Siegmund Herzberg-Fränkel, MGH Necrologia Germaniae, II, 1904. Fonte memoriale utilizzata dalla storiografia per lo studio della presenza dei nomi di Cunialdo e Gisilario nella memoria salisburghese.
Autore: Giampietro Cattini
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