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† Gortina, Creta, intorno al 690
E' una delle figure più significative dell'episcopato cretese del VII secolo, vissuto in un periodo cruciale per la Chiesa d'Oriente. La sua memoria liturgica viene celebrata il 18 settembre, data che la tradizione ha tramandato attraverso i secoli. Vescovo di Gortina, antica e prestigiosa sede episcopale dell'isola di Creta, Eumenio si distinse per la sua ferma opposizione all'eresia monotelita e per la fedeltà alla dottrina cattolica definita dal Concilio di Calcedonia. La sua partecipazione al Terzo Concilio di Costantinopoli (680-681), sesto concilio ecumenico, costituisce il momento culminante del suo ministero episcopale. In quell'assise, che condannò definitivamente il monotelismo - la dottrina che attribuiva a Cristo una sola volontà - Eumenio si schierò con chiarezza a difesa dell'ortodossia, contribuendo al trionfo della verità di fede sulla natura umana e divina del Salvatore. Le informazioni sulla sua vita sono frammentarie, come spesso accade per i santi dei primi secoli, ma sufficienti a delineare il profilo di un pastore zelante, teologicamente preparato e coraggioso nel difendere la retta dottrina. La tradizione lo ricorda come vescovo esemplare, dedito alla cura delle anime e alla guida della sua Chiesa in tempi difficili, segnati dalle controversie cristologiche che dividevano l'Oriente bizantino.
Etimologia: Dal greco 'Eumenios', derivato da 'eu' (bene) e 'menos' (mente, spirito), quindi 'di buona mente', 'benevolo'.
Emblema: Abiti vescovili, pastorale, mitra, libro dei Vangeli.
Martirologio Romano: A Gortina nell’isola di Creta, sant’Eumenio, vescovo.
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Il VII secolo fu un periodo di profondi sconvolgimenti per l'Impero Bizantino e per la Chiesa d'Oriente. Mentre l'espansione islamica ridisegnava la mappa del Mediterraneo orientale, all'interno della Chiesa si consumava un aspro dibattito teologico intorno alla natura di Cristo. Il monotelismo, dottrina che affermava l'esistenza in Cristo di una sola volontà (quella divina), aveva trovato sostenitori persino tra i patriarchi e aveva ottenuto temporaneamente l'appoggio imperiale, creando profonde divisioni. È in questo contesto che si colloca la figura di Eumenio. Le notizie sulle sue origini sono scarse: non conosciamo la data precisa della nascita, né i nomi dei genitori, né i dettagli della sua formazione. È probabile che fosse nativo di Creta o comunque delle regioni di lingua greca dell'impero. La solida preparazione teologica che dimostrò in seguito fa supporre una formazione accurata, probabilmente in uno dei centri culturali dell'epoca.
L'episcopato a Gortina Gortina, situata nella parte meridionale dell'isola di Creta, era una delle città più importanti della regione e sede di una prestigiosa comunità cristiana fin dai tempi apostolici. La tradizione vuole che san Tito, discepolo di san Paolo, sia stato il primo vescovo di Creta con sede proprio a Gortina. Quando Eumenio assunse la guida di questa Chiesa, essa vantava quindi una tradizione cristiana antichissima e illustre. Come vescovo, Eumenio dovette affrontare le sfide pastorali tipiche del suo tempo: la cura del gregge affidatogli, la predicazione della parola di Dio, l'amministrazione dei sacramenti, la difesa dell'ortodossia contro le eresie che circolavano nell'impero. La sua guida fu caratterizzata da fermezza dottrinale e da dedizione pastorale, qualità che lo resero degno di rappresentare la Chiesa cretese nel grande concilio che si stava preparando a Costantinopoli.
Il Concilio di Costantinopoli III Il 7 novembre 680 si apriva a Costantinopoli, sotto l'imperatore Costantino IV Pogonato, il sesto concilio ecumenico della Chiesa. L'assemblea, che si protrasse fino al 16 settembre 681, aveva come scopo principale la condanna definitiva del monotelismo e del monoenergismo, eresie che negavano la piena umanità di Cristo attribuendogli una sola volontà e una sola energia. Eumenio partecipò al concilio come vescovo di Gortina, firmando gli atti conciliari. La sua presenza è documentata nelle liste dei partecipanti e nelle sottoscrizioni ai decreti. Con il suo voto, contribuì alla condanna del monotelismo e all'affermazione solenne della dottrina delle due volontà in Cristo - quella divina e quella umana - perfettamente conciliabili nella persona del Verbo incarnato. Questa partecipazione rappresenta il momento più alto e documentato della vita di Eumenio. Essa testimonia non solo la sua ortodossia, ma anche la stima di cui godeva nell'episcopato orientale, tanto da essere chiamato a partecipare a un'assise di tale importanza. Il concilio si concluse con il trionfo della dottrina calcedonese e con la riappacificazione tra Roma e Costantinopoli dopo decenni di tensioni dottrinali.
Gli ultimi anni e la morte Dopo il ritorno da Costantinopoli, Eumenio fece ritorno a Gortina per continuare il suo ministero episcopale. Gli ultimi anni della sua vita furono probabilmente dedicati a consolidare nella sua diocesi gli insegnamenti del concilio e a preservare il gregge dalle influenze monotelite che potevano ancora circolare. La tradizione colloca la sua morte intorno al 690, anche se non abbiamo documenti certi sulla data precisa. Morì probabilmente a Gortina, dove aveva esercitato il suo episcopato, lasciando fama di santità e di sapiente pastore. La Chiesa locale iniziò ben presto a venerarlo come santo, tramandandone la memoria di generazione in generazione.
Culto e venerazione Il culto di sant'Eumenio si sviluppò rapidamente a Creta dopo la sua morte. La memoria liturgica del 18 settembre è attestata nei sinassari bizantini e nel Martyrologium Romanum, che lo ricorda come vescovo confessor della fede ortodossa. La venerazione per il santo vescovo si mantenne viva nell'isola anche dopo la conquista araba di Creta nel IX secolo. In epoca successiva, con la dominazione veneziana e poi ottomana, il culto di sant'Eumenio si diffuse anche in altre regioni, portato dai cretesi emigrati o dalle reliquie traslate. Oggi è venerato sia nella Chiesa cattolica che in quella ortodossa, come testimone della fede calcedonese e pastore esemplare.
Le reliquie Secondo alcune tradizioni, le reliquie di sant'Eumenio sarebbero state traslate dalla Creta in diverse occasioni, specialmente durante i periodi di maggiore instabilità per l'isola. Alcune fonti parlano di una traslazione a Roma, altre in Sicilia, ma si tratta di notizie non completamente documentate e che richiedono ulteriori verifiche storiche. Ciò che è certo è che Gortina conservò a lungo la memoria del suo santo vescovo.
Curiosità Il nome Eumenio, relativamente raro nell'agiografia cristiana, deriva dal greco e significa "benevolo" o "di buona mente". Questo nome era portato anche da altri personaggi dell'antichità, ma sant'Eumenio di Gortina è l'unico omonimo ad aver ricevuto un culto significativo nella Chiesa.
Cronologia - VI-VII secolo: Nascita di Eumenio (data incerta) - Metà del VII secolo: Elezione a vescovo di Gortina - 680-681: Partecipazione al Terzo Concilio di Costantinopoli - Circa 690: Morte a Gortina - Secoli successivi: Diffusione del culto e iscrizione nei martirologi. Autore: Enrico Quiri
Fu vescovo di Górtina, l’antica metropoli di Creta. Pur non esistendone una Vita, sono abbondanti le testimonianze di un culto a lui tributato dalla Chiesa greca. Nella Bibliographie des Acolouthies grecques di L. Petit, abbiamo un’acoluthia (e cioè press’a poco un Ordo per l’ufficiatura liturgica) al 25 agosto, dedicata in comune a quattro vescovi di Creta, e tra essi vi è anche Eumenio, ed ancora un’altra acoluthia al 18 settembre per Eumenio in particolare. Al 18 settembre, poi, celebrano la memoria di Eumenio sinassari e monologhi bizantini e da questi la nota è passata al Martirologio Romano, sempre al 18 settembre. Inoltre, le medesime fonti (che, naturalmente, andranno prese per quel che valgono) ci danno molte notizie sulla vita del santo. Eumenio si era dato ad una vita di perfezione fin da giovane, praticando specialmente la umiltà, la penitenza e la carità verso il prossimo, per le quali non solo distribuì le sue vistose ricchezze ai poveri, ma anche si guardò sempre dal muovere o ascoltare critiche sull’altrui operato. Eletto vescovo di Gortina, vi operò un santo apostolato e numerosi prodigi, per cui tutte le fonti insistono nel chiamarlo Eumenio «il Taumaturgo», mentre alcune di esse si soffermano nel raccontare un miracolo, purtroppo assai comune nell’agiografia medievale, quello cioè dell’uccisione del solito spaventoso dragone. Alcune di dette fonti, poi, raccontano anche che egli si recò a Roma, dove pure operò miracoli e fu a tutti «fiaccola luminosa di dottrina», e che di lì si recò in Tebaide, dove morì in età assai avanzata un 18 settembre. Gli abitanti del luogo, tuttavia, restituirono il suo corpo all'isola di Creta, dove venne sepolto in località chiamata Rado (nel luogo stesso in cui si trovava la tomba di s. Cirillo, così precisa la nota) e anche ivi «da allora fino ad oggi» continuarono i prodigi dovuti alla sua intercessione.
È difficile precisare l'età in cui visse il nostro santo: certamente egli fu anteriore a s. Cirillo, il quale venne martirizzato dai Saraceni nell’824 e col quale finì la giurisdizione metropolitica di Gortina, essendo stata questa città completamente distrutta dagli Arabi. La notizia del suo viaggio a Roma potrebbe poi portarci a prima del 752, ad un'epoca, cioè, in cui l'isola di Creta, facendo parte dell'Illyricum, dipendeva ancora dalla giurisdizione romana (fu nel 752 circa che l'imperatore Costantino V compì l'annessione di Creta al patriarcato di Costantinopoli): d’altra parte, un accenno che si ha su una sua predicazione sulla dottrina delle due volontà e delle due operazioni in Cristo sembra portarlo in un’epoca posteriore al monotelismo. Ma, come si è detto, tutti questi dati offertici dai sinassari hanno un valore assai mediocre: l'unico elemento sicuro che ce lo fa riguardare come un santo è la venerazione alla sua memoria dimostrataci dal culto al suo sepolcro e dalla celebrazione del 18 settembre.
Autore: Giovanni Lucchesi
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