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Lugo, Galizia, Spagna, 832-833 - León, Castiglia e León, Spagna, 905
Fu un eremita, abate e vescovo vissuto nella seconda metà del IX e all'inizio del X secolo, una delle figure religiose legate alla riorganizzazione ecclesiastica e monastica dei territori cristiani del nord-ovest della penisola iberica durante il regno di Alfonso III. La fonte biografica più antica conservata, la Vita tramandata nel codice 6 della cattedrale di León e completata nel 920, lo presenta come originario di Lugo, itinerante attraverso diversi territori fino alla fondazione di comunità monastiche e infine eletto alla sede episcopale di León. Nel 900 fu consacrato vescovo e governò la diocesi per circa cinque anni, morendo nel 905. La stessa tradizione antica gli attribuisce settantatré anni di vita e cinque anni di episcopato. La sua memoria si sviluppò precocemente nella regione leonese e successivamente si consolidò attorno alle reliquie, alle fondazioni monastiche e alla cattedrale di León. Il culto, oggi particolarmente vivo a León e Lugo, è associato alla festa del 5 ottobre.
Martirologio Romano: A León in Spagna, commemorazione di san Froilano, vescovo, che, elevato all’episcopato dopo aver condotto vita eremitiva, evangelizzò le regioni della Spagna liberate dal giogo dei Mori e rifulse per l’ardore nella propagazione della vita monastica e per la generosità verso i poveri.
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La Vita antica identifica Froilano (Froilán, Froila) come originario di Lugo, indicandone la provenienza con l'espressione latina in sub hurbium Lucense hortus. Non precisa tuttavia l'anno di nascita. La data 833, ampiamente diffusa nella tradizione successiva, deve pertanto essere considerata una ricostruzione tradizionale. La stessa Vita riferisce che Froilano visse settantatré anni e morì nel 905, dato compatibile con una nascita intorno all'832. La fonte più antica conservata presenta quindi una biografia molto sintetica. Dopo la partenza da Lugo, Froilano condusse una vita itinerante e ascetica, raggiungendo il monte indicato come Curcurrino. L'identificazione di questo toponimo con il territorio del Curueño, tradizionale nella storiografia locale, è stata discussa dagli studiosi. La Vita prosegue narrando la sua attività di predicazione e la fondazione di comunità monastiche. La tradizione medievale associa strettamente Froilano ad Atilano, destinato a diventare vescovo di Zamora. La Vita antica documenta la loro collaborazione nell'attività monastica e missionaria. Le notizie successive ampliano il racconto con particolari ascetici e miracolosi che non possono essere posti sullo stesso piano della testimonianza più antica.
Le fondazioni monastiche La Vita ricorda la fondazione di un monastero presso Viseu, di un cenobio a Tábara e di una terza comunità nella zona del fiume Esla. Il percorso biografico tramandato dalla fonte collega dunque l'attività di Froilano a un'ampia area compresa tra la Galizia, il territorio leonese e le regioni situate a sud del Duero. Le tradizioni ecclesiastiche posteriori hanno identificato queste fondazioni soprattutto con i monasteri di Tábara e Moreruela, attribuendo a Froilano il ruolo di abate e ad Atilano quello di priore. La tradizione diocesana leonese considera queste fondazioni parte della più ampia opera di consolidamento della vita monastica e cristiana nelle zone di frontiera del regno di Alfonso III. La documentazione antica consente quindi di attribuire a Froilano un'importante attività monastica, mentre alcuni particolari sulla fondazione, sulla consistenza numerica delle comunità e sulla precisa successione degli spostamenti appartengono a tradizioni agiografiche e storiografiche sviluppatesi in epoche successive.
Vescovo di León Nel 900 la sede episcopale di León rimase vacante dopo la morte del vescovo Vicente. Secondo la Vita, Froilano fu scelto per la sede leonese e consacrato insieme ad Atilano, destinato alla cattedra di Zamora, nel giorno di Pentecoste. La consacrazione avvenne nel contesto della corte di Alfonso III e rappresentò il passaggio dalla precedente esperienza monastica all'esercizio dell'episcopato. La data dell'ordinazione episcopale è quindi fissata al 900, mentre non è necessario attribuire una specifica data del calendario senza ulteriore documentazione. La tradizione ecclesiastica leonese considera il quinquennio episcopale di Froilano particolarmente importante per la predicazione, la riforma del clero e della vita monastica e il consolidamento della comunità cristiana. La Vita antica conserva un'immagine essenziale del vescovo, senza fornire un resoconto dettagliato del suo governo. Proprio la brevità della fonte impedisce di ricostruire con precisione l'organizzazione della diocesi o le singole iniziative pastorali attribuitegli dalla tradizione successiva.
La morte La fonte biografica antica non indica il giorno preciso della morte. Attesta invece che Froilano visse settantatré anni, esercitò l'episcopato per cinque anni e morì nell'anno 905. La data del 5 ottobre, oggi fissata per la memoria liturgica, è tradizionalmente considerata il giorno della morte, ma non è attestata dalla Vita nella forma conservata. Froilano fu sepolto nella sede episcopale di León, in un sepolcro che la tradizione collega ad Alfonso III. La memoria del santo si sviluppò rapidamente nella regione leonese e fu successivamente consolidata attraverso la venerazione delle reliquie.
Tradizioni agiografiche La tradizione successiva arricchì la figura di Froilano con episodi miracolosi. Tra questi compare la prova delle braci, interpretata come conferma della sua vocazione alla predicazione. Un'altra leggenda racconta che un lupo avrebbe ucciso il suo asino e che Froilano avrebbe imposto all'animale di sostituirlo nel trasporto delle bisacce. Il lupo divenne così uno degli attributi più caratteristici della sua iconografia. L'episodio non appartiene alla breve Vita antica e deve essere considerato una tradizione agiografica posteriore. L'iconografia lo rappresenta prevalentemente come vescovo, con mitra e pastorale. Nelle raffigurazioni leonese e galiziane il lupo compare frequentemente accanto ai suoi piedi. Il motivo iconografico è quindi documentato come elemento della tradizione figurativa, mentre il racconto che ne spiega l'origine appartiene alla leggenda agiografica.
Le reliquie e le traslazioni Dopo la morte, le reliquie di Froilano rimasero nella sede leonese. Secondo la tradizione ecclesiastica, nel 916 furono trasferite nella nuova cattedrale per ordine di Ordoño II. In seguito, durante le incursioni musulmane della fine del X secolo, furono trasferite in luoghi più sicuri, tra cui Valdecésar, e successivamente giunsero al monastero di Moreruela. Nel XII secolo nacque una controversia tra León e Moreruela sulla loro custodia. Intorno al 1173 il legato pontificio Jacinto, futuro papa Celestino III, intervenne nella controversia per incarico di Alessandro III e stabilì la divisione delle reliquie tra le due istituzioni. La vicenda è attestata dalla tradizione storica relativa alla traslazione e alla controversia sulle reliquie. Nel 1614 Moreruela cedette a Lugo una reliquia identificata con una tibia di Froilano, oggi conservata nella cattedrale lucense in un reliquiario a forma di braccio.
La tradizione del culto Il culto di Froilano si sviluppò soprattutto nei territori collegati alla sua attività monastica ed episcopale. León ne conserva la memoria come patrono principale della diocesi, mentre Lugo mantiene un forte legame con il santo considerato originario della città. La festa liturgica ricorre il 5 ottobre. A León la memoria del santo è legata alla cattedrale, alle reliquie e alla grande celebrazione del 5 ottobre. La tradizionale romeria presso La Virgen del Camino è attestata almeno dalla metà del XVI secolo.
Curiosità - La cattedrale di León conserva un'arca-reliquiario di san Froilano realizzata dall'orafo Enrique de Arfe e completata nel 1520. - Una delle più antiche testimonianze scritte della sua vita è inserita nella Bibbia leonese completata nel 920. Il testo conservato nel codice 6 è mutilo nella parte finale, ma una copia successiva del Vita permette di ricostruire anche la conclusione relativa all'età e alla morte del santo. - Il lupo che accompagna frequentemente le immagini di Froilano non deriva da un attributo episcopale, ma da una leggenda secondo la quale l'animale avrebbe sostituito l'asino del santo dopo averlo ucciso.
Cronologia - 832-833 circa - Nascita di Froilano nei pressi di Lugo, in Galizia; la Vita antica non indica l'anno di nascita, ma riferisce che morì a settantatré anni. - Circa 850 - Inizio della vita eremitica, secondo la ricostruzione cronologica tradizionale. - Seconda metà del IX secolo - Froilano conduce vita eremitica e svolge attività di predicazione nei territori della Galizia e del nord-ovest della penisola iberica. - Circa 890 - Fondazione di una prima comunità monastica presso Viseu, secondo la ricostruzione proposta sulla base della Vita. - Circa 890-895 - Sviluppo di una seconda comunità monastica nell'area del fiume Távora, secondo la ricostruzione della Vita. - Circa 895-900 - Fondazione e sviluppo di una terza comunità monastica nell'area del fiume Esla. - 900 - Froilano viene consacrato vescovo di León nel giorno di Pentecoste. Nello stesso giorno viene consacrato vescovo di Zamora Atilano, suo collaboratore nell'attività monastica. - 900-905 - Episcopato di Froilano alla sede di León. - 905 - Morte di Froilano a León, dopo cinque anni di episcopato. La Vita gli attribuisce settantatré anni di vita. - 916 - Traslazione delle reliquie di Froilano nella nuova cattedrale di León per ordine del re Ordoño II, secondo la tradizione ecclesiastica leonese. - Fine del X secolo - Trasferimento delle reliquie fuori da León per proteggerle dalle incursioni musulmane; secondo la tradizione, furono portate a Valdecésar e successivamente al monastero di Moreruela. - 1173 circa - Intervento pontificio nella controversia tra León e Moreruela per la restituzione delle reliquie. La tradizione riferisce una divisione delle reliquie tra le due sedi. - 5 ottobre 1276 - Un atto capitolare della cattedrale di León attesta celebrazioni processionali legate al culto di san Froilano. - 1614 - Moreruela trasferisce a Lugo una reliquia identificata tradizionalmente con una tibia di san Froilano. - 1 settembre 1716 - Il capitolo della cattedrale di León riceve i decreti pontifici relativi all'inserimento della festa di san Froilano nel calendario romano, con celebrazioni previste dal 3 al 5 ottobre.
Valutazione storico-critica - Froilano è una figura storica ben attestata da una Vita medievale composta non molto tempo dopo la sua morte e trasmessa nel codice 6 della cattedrale di León. Il codice fu completato nel 920; la biografia deve essere stata redatta dopo il 910 e comunque entro il secondo decennio del X secolo. - La Vita antica costituisce la fonte principale per l'identificazione del personaggio, per l'origine lucense, l'itinerario attraverso Viseu, Tábara e l'area dell'Esla, l'elezione alla sede di León e la morte nel 905. - La data di nascita 833 è largamente attestata nella tradizione ecclesiastica moderna, ma non compare nella Vita antica. Il dato più antico conservato è l'indicazione dei settantatré anni di vita; per questo la nascita può essere collocata soltanto approssimativamente intorno all'832-833. - L'anno 905 della morte è invece direttamente collegato alla formula cronologica conservata nella tradizione della Vita: Obiit era DCCCCXLIII, corrispondente al 905. - La data del 5 ottobre non compare nella breve biografia antica come data esplicita del decesso. Essa appartiene alla tradizione liturgica successiva e coincide oggi con la festa del santo. - L'identificazione del monte Curcurrino con il Curueño è stata oggetto di discussione storiografica. La Vita conserva il toponimo antico, mentre la tradizione leonese ha collegato l'episodio al territorio montano del Curueño. - La collaborazione tra Froilano e Atilano è attestata dalla Vita, mentre la descrizione dettagliata delle fondazioni, del numero dei monaci e di alcuni episodi della loro attività appartiene in parte alla tradizione agiografica successiva. - Gli episodi della prova delle braci e del lupo appartengono alla tradizione agiografica e iconografica successiva e non sono contenuti nella breve Vita antica conservata. Il lupo costituisce tuttavia un attributo iconografico stabilmente associato al santo. - La storia delle reliquie è documentata da una tradizione ecclesiastica consolidata, ma le diverse fasi delle traslazioni medievali presentano particolari cronologici non sempre concordanti nelle fonti moderne. È invece attestata la controversia del XII secolo tra León e Moreruela e la successiva divisione delle reliquie. - Il culto di Froilano è antico e strettamente legato alle diocesi di León e Lugo. Non risulta una canonizzazione secondo le procedure moderne; la sua venerazione appartiene alla tradizione del culto antico e alla successiva legittimazione ecclesiale della memoria liturgica.
Fonti e bibliografia essenziale - De orthodoxo viro Froiane Legionensis episcopo, Vita Sancti Froilani, tradizione manoscritta del codice 6 della cattedrale di León e copia conservata nel codice 52. La versione antica trasmessa nel codice 6 fu completata nel 920 e costituisce la principale fonte narrativa medievale sulla vita di Froilano. - España Sagrada, vol. XXXIV, appendice XIII, pp. 422-425, edizione della Vita di san Froilano. - Manuel Carriedo Tejedo, studio sulla trasmissione della Vita e sulla cronologia di san Froilano, pubblicato in Rudesindus. L'autore esamina i codici 6 e 52, la datazione della Vita e le informazioni relative alla vita e alla morte del vescovo. - Sergio Ares López, El Códice 52 de la Catedral de León. Vita Sancti Froilani, Universidad de León, 2018-2019. Studio codicologico e storico sul codice 52 e sulla trasmissione della Vita. - Real Academia Galega, Guía de nomes galegos, voce 'Froilán', per l'origine linguistica del nome e la tradizione relativa al santo lucense. - Catedral de León, documentazione storica sull'arca e sulle reliquie di san Froilano conservate nella cattedrale. - Diócesis de León, documentazione liturgica e storica relativa alla festa, al culto e alla tradizione di san Froilano. Autore: Giampietro Cattini
Nato in un sobborgo di Lugo (Galizia) nell'832, a diciotto anni si ritirò a vita eremitica sugli aspri e silenziosi monti del Curueno, nella zona di Val di Cesar, dove una roccia tra i paesi di Corecillas e Montuerto porta ancora il suo nome e c'è ancora una chiesetta a lui dedicata. Un sacerdote di nome Attilano si unì a lui nella penitenza. Datosi all’apostolato, evangelizzò la regione legionense popolata da cristiani fuggiti dal Sud per timore delle persecuzioni arabe. Ai margini del Curueno fondò nell’870 il monastero di Veseo, al quale accorsero presto religiosi dei luoghi vicini per vivere sotto l’obbedienza dell’abate Froilano ancora laico.
Intanto il re Alfonso III di Leon (886-910), dopo la vittoria di Polvoraria nell’878, pensò di consolidare le terre conquistate fino al Duero e a questo scopo chiamò Froilano alla sua corte di Oviedo e gli affidò la colonizzazione di queste terre cristiane. Il santo, sebbene a malincuore, abbandonò le montagne del Curueno e il monastero di Veseo e discese insieme con Attilano ed altri monaci fino alla pianura del fiume Esla, a nord di Zamora, dove fondò nell’880 il monastero di Tàbara, che presto si popolò di seicento monaci di ambo i sessi: fu forse il primo monastero duplice medievale della Spagna. Tra gli altri monasteri fondati lungo la vallata dell'Esla, acquistò un’importanza straordinaria quello di Moreruela che, con quello di Tàbara, fu il primo monastero spagnolo che accettò la riforma cistercense.
Rimasta vacante la sede di Leon nel 900, i fedeli chiesero al re che venisse nominato vescovo Froilano, allora abate di Moreruela; questi da prima si oppose ma alla fine si vide costretto ad accettare e venne consacrato (contemporaneamente ad Attuano, creato vescovo di Zamora) nella festa di Pentecoste del 900, nella cattedrale della stessa Leon.
Visse settantatre anni e morì nel 905. Fu sepolto nel sarcofago che il re aveva preparato per se stesso nella cattedrale.
Non si conosce la data esatta in cui il popolo cominciò a rendere culto a Froilano. Nell’antifonario mozarabico della cattedrale di Leon, della prima metà del secolo X, in cui si contiene il Santorale completo di questa Chiesa, scritto ed illustrato dai discepoli e dai compagni di Froilano, non si trova ancora la sua festa; però il vescovo Pelagio di Oviedo, nel secolo XI, lo chiama santo.
La traslazione delle sue spoglie dalla cattedrale di León al monastero di Val di Cesar avvenne nel 995 per l’imminente pericolo delle incursioni arabe. Nel secolo XI fu venerato a Val di Cesar; nella metà del secolo XII il corpo si trovava nel monastero di Moreruela, trasferitovi contro la volontà del popolo e del clero di León, i quali fecero ricorso a papa Alessandro III, chiedendone la restituzione.
Il papa diede la commissione al cardinale Giacinto, legato pontificio in Spagna, divenuto più tardi papa con il nome di Celestino III, che, durante il suo soggiorno a León nel 1173, ordinò il trasferimento della metà dei resti di Froilano a Leon, lasciando l’altra metà nel monastero di Moreruela. II Tudense, cronista reale, pone la traslazione nel 1181, essendo vescovo di Leon Manrico, iniziatore dei lavori di costruzione dell'attuale cattedrale.
La festa si celebra il 5 ottobre e quella della traslazione l'11 agosto. È patrono delle diocesi di León e Lugo e titolare del seminario maggiore legionense.
Il culto di Froilano lasciò traccia nell'arte locale di León. L'arca d'argento che contiene le reliquie del santo nell'altare maggiore della cattedrale è opera dell'orefice Enrico de Arfe (secolo XVI); la scultura (secolo XV) nella facciata sud rappresenta Froilano con ornamenti episcopali e i rilievi del timpano della porta stessa della facciata, chiamata di san Freniamo (secolo XIII), rappresenta la traslazione dei resti da Moreruela a León; nella cappella della Natività si conserva una vetrata dei secoli XIII-XIV, dedicata a Froilano, così come una delle tavole degli scanni del coro (secolo XV) presenta Froilano nella leggenda del miracolo del lupo; le tavole dipinte della pala dell'altar maggiore, opera del pittore Nicola Francese (secolo XV), presentano scene della vita del santo. Nella città di León ci fu fino al secolo XIX un ospedale dedicato al santo e nelle montagne esiste ancora la chiesetta di san Froilano.
Il giorno della festa (5 ottobre) si celebra nel santuario della Madonna del Cammino di questa città una festa con grande concorso di fedeli da tutte le regioni dell’antico regno asturiano-legionense.
Autore: José M. Fernandez Catón
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