Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > San Gamaliele Condividi su Facebook

San Gamaliele Maestro fariseo

Festa: 3 agosto

† Gerusalemme, metà del I sec.

Membro del sinedrio di Gerusalemme, negli Atti degli Apostoli viene presentato come un fariseo rispettato dal popolo, capace di moderare la durezza dei suoi colleghi nei confronti dei primi cristiani. In occasione del processo agli apostoli, consigliò prudenza, sostenendo che se la loro opera fosse stata solo umana sarebbe fallita, mentre se fosse venuta da Dio non sarebbe stato possibile distruggerla. La tradizione cristiana successiva lo ha identificato come un discepolo segreto di Cristo e come colui che avrebbe favorito la conversione di san Paolo, suo presunto allievo. Tali elementi appartengono tuttavia alla tradizione agiografica e non possono essere verificati storicamente. Secondo antiche narrazioni cristiane, Gamaliele avrebbe accolto il messaggio evangelico negli ultimi anni della sua vita e sarebbe stato sepolto insieme a santo Stefano protomartire e ad altri personaggi legati alla Chiesa apostolica. Il suo culto, sviluppatosi soprattutto in Oriente, lo ha ricordato come esempio di saggezza, equilibrio e apertura alla ricerca della verità.

Etimologia: Deriva dall’ebraico Gamal'el, formato da gamal, ‘ricompensa’, ‘ricompensare’, e El, ‘Dio’, con il significato di ‘Dio ha ricompensato’ oppure ‘ricompensa di Dio’.

Emblema: Rotolo della Legge, abiti da dottore della Legge, talvolta raffigurato insieme a santo Stefano e san Paolo.


Il Gamaliele ricordato negli Atti degli Apostoli appartiene al mondo religioso ebraico della prima metà del I secolo. Era un fariseo e un esperto della Legge mosaica, appartenente alla scuola rabbinica fondata dal nonno Hillel il Vecchio, una delle correnti più autorevoli del giudaismo del tempo.
Il libro degli Atti lo definisce "onorato da tutto il popolo" e lo presenta come membro del sinedrio, il massimo organismo religioso e giudiziario ebraico della Gerusalemme dell'epoca. La sua figura emerge come quella di un uomo prudente, capace di valutare gli eventi con equilibrio.

Il suo intervento a favore degli apostoli
L'episodio più celebre legato a Gamaliele è narrato negli Atti degli Apostoli (At 5,34-39). Dopo l'arresto degli apostoli, alcuni membri del sinedrio volevano condannarli, ma Gamaliele intervenne invitando alla cautela.
Ricordò il fallimento di precedenti movimenti religiosi e suggerì di lasciare che il tempo rivelasse l'origine della predicazione cristiana. La sua frase secondo cui non sarebbe stato possibile combattere un'opera proveniente da Dio divenne uno dei passaggi più conosciuti del libro degli Atti.
Questo episodio non dimostra necessariamente una sua adesione al cristianesimo, ma testimonia il suo atteggiamento di prudenza e di rispetto del giudizio storico.

Maestro di san Paolo secondo la tradizione
Gli Atti degli Apostoli ricordano che san Paolo fu formato alla scuola di Gamaliele, definendosi "educato ai piedi di Gamaliele nell'osservanza scrupolosa della Legge dei padri" (At 22,3).
La tradizione cristiana ha visto in questo rapporto un legame diretto tra il grande apostolo e il suo antico maestro. Alcune fonti posteriori hanno inoltre sostenuto che Gamaliele avrebbe avuto un ruolo nella preparazione spirituale di Paolo e nella sua apertura al Vangelo.
Gli storici, tuttavia, distinguono il dato biblico dalle elaborazioni successive, nate soprattutto dalla venerazione cristiana verso il personaggio.

La conversione secondo la tradizione cristiana
Le fonti antiche cristiane non forniscono prove certe di una conversione di Gamaliele. Alcuni testi apocrifi e tradizioni orientali raccontano invece che egli avrebbe accolto segretamente la fede cristiana dopo aver assistito agli eventi della passione di Cristo e alla testimonianza dei primi discepoli.
Secondo tali racconti, avrebbe protetto i cristiani perseguitati e avrebbe aiutato la comunità nascente di Gerusalemme.
Questi elementi appartengono però alla tradizione agiografica e non sono confermati dalle fonti storiche contemporanee.

Il ritrovamento delle reliquie secondo la tradizione
Una tradizione sviluppatasi nel V secolo attribuisce al presbitero Luciano di Kefar Gamla la scoperta delle tombe di santo Stefano, di Gamaliele, di Nicodemo e di Abibo.
Il racconto, conservato nella cosiddetta "Revelatio Sancti Stephani", narra di una rivelazione soprannaturale che avrebbe indicato il luogo della sepoltura dei martiri e dei loro compagni.
La narrazione ebbe grande diffusione nel mondo cristiano antico e contribuì alla nascita del culto liturgico di Gamaliele. Gli studiosi considerano tuttavia tale racconto una testimonianza della devozione del tempo più che una fonte storica verificabile.

Culto e memoria liturgica
Il culto di san Gamaliele si diffuse soprattutto nelle Chiese orientali e successivamente anche in alcune tradizioni occidentali. La sua memoria liturgica è fissata al 3 agosto.
La venerazione cristiana lo ha considerato soprattutto come modello di sapienza e di prudenza spirituale: un uomo che, pur appartenendo all'ambiente religioso da cui provenivano alcuni oppositori del cristianesimo, seppe riconoscere la necessità di un giudizio libero e rispettoso davanti all'opera di Dio.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-07-27

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati