Le fonti antiche non permettono di stabilire con certezza né la data né il luogo di nascita di Gerino (Gerin, Garin, Guérin, Ger, Gerinus, Garinus, Guarinus, Warinus, Werinus, Gerwinus). Il Liber Historiae Francorum, nel racconto degli avvenimenti politici successivi alla deposizione di Ebroino, presenta Gerino come fratello di Leodegario e lo colloca insieme a lui tra i personaggi provenienti dalla Burgundia. Il legame familiare con Leodegario è confermato in modo indipendente dalle diverse Passiones del vescovo di Autun. La Passio attribuita a Ursino, composta nel IX secolo, lo chiama Gairinus e lo definisce fratello di Leodegario. Anche la Vita più tarda attribuita a Walafrido Strabone dedica un capitolo specifico a 'S. Garinus, Leodegarii frater'. Le tradizioni genealogiche posteriori hanno sviluppato ulteriormente la parentela di Gerino, attribuendogli una moglie e alcuni figli. Tali particolari non sono necessari per la ricostruzione storica essenziale e non trovano nelle fonti più antiche una base documentaria paragonabile a quella relativa al rapporto con Leodegario.
Un aristocratico del regno franco Gerino appartenne all'aristocrazia politica del regno franco. Una testimonianza documentaria relativa al 654 registra un Warin, identificato dalla storiografia prosopografica con Gerino, e indica che egli era probabilmente già allora conte di Parigi. Lo studio di Eugen Ewig osserva inoltre che Warin compare nelle vicende politiche della metà del VII secolo come membro dell'aristocrazia legata all'ambiente regio. La documentazione merovingia conserva anche il nome di Gaerinus in relazione a beni che erano stati suoi. Un diploma di Childeberto III del 697 ricorda infatti una curtis di Noisy come appartenuta in precedenza a Gaerinus. La prosopografia dei grandi del regno identifica questo Gaerin con il Warin fratello di Leodegario e considera probabile che egli avesse esercitato il comitato di Parigi. L'attribuzione a Gerino del titolo di conte di Poitiers è invece meno solida nella documentazione conservata. La tradizione agiografica e le opere posteriori lo hanno presentato anche come conte di Poitiers, ma il dato più direttamente sostenibile dalle testimonianze documentarie è quello relativo al suo ruolo nell'aristocrazia regia e al comitato parigino.
Il conflitto con Ebroino La crisi politica che portò alla morte di Gerino si sviluppò nel contesto della lotta per il controllo del regno franco tra diverse fazioni aristocratiche e il maestro di palazzo Ebroino. Il Liber Historiae Francorum riferisce che Leodegario e Gaerinus, provenienti dalla Burgundia, parteciparono alla coalizione contro Ebroino. Dopo la restaurazione di Ebroino nella carica di maestro di palazzo, il vescovo di Autun fu sottoposto a violenze e il fratello Gaerinus fu condannato a una sorte altrettanto cruenta. La Passio Leodegarii di Ursino, una delle testimonianze narrative più antiche, fornisce particolari più precisi. Gerino, che aveva precedentemente lasciato le proprie terre per timore di Ebroino ed era giunto presso i Vasconi, fu richiamato a corte insieme al fratello. I due furono presentati davanti al re e sottoposti alle accuse e alle ingiurie di Ebroino. Quando Gerino fu separato da Leodegario, quest'ultimo gli rivolse parole di incoraggiamento. I ministri iniziarono quindi a lapidarlo mentre egli pregava, morendo durante la preghiera. La Vita di Leodegario attribuita a Walafrido Strabone conserva una versione sostanzialmente concorde. Ebroino ordina che Gerino sia punito con una 'grandine di pietre'; Gerino viene legato e lapidato, mentre il testo presenta la sua morte come compimento del martirio.
Data e luogo del martirio La data esatta della morte è discussa. La cronologia elaborata dai Bollandisti colloca il martirio di Gerino nel 676, mentre la tradizione storiografica più diffusa lo pone nel 677. Anche repertori moderni specializzati registrano generalmente il 677. Le fonti narrative più antiche non precisano il luogo dell'esecuzione. La tradizione di Vergy, consolidatasi successivamente, identifica invece il luogo del martirio con il monte di Vergy, in Borgogna. Jean Marilier, nel suo studio storico su Saint-Vivant de Vergy, considera Vergy preferibile ad altre localizzazioni e collega a questo luogo la venerazione antica della tomba di Gerino, pur distinguendo nettamente i dati documentari dalle ipotesi sulla posizione originaria della sepoltura. Esiste anche una tradizione che colloca la morte nell'area di Arras. Le fonti moderne non sono quindi perfettamente concordi sulla localizzazione. La tradizione di Vergy possiede tuttavia una particolare consistenza cultuale, poiché la sua tomba era venerata a Saint-Vivant e la memoria del martire è strettamente legata a quel monastero.
La memoria di Gerino La venerazione di Gerino si sviluppò soprattutto in rapporto alla memoria di suo fratello Leodegario. Il suo culto è documentato nei calendari e nei martirologi medievali e fu successivamente recepito nel Martyrologium Romanum, dove Gerino compare il 2 ottobre come martire. I Bollandisti dedicarono a Gerino una trattazione specifica all'interno del commento su Leodegario, esaminandone la memoria nei calendari sacri, il titolo di conte, il martirio e il culto. A Saint-Vivant de Vergy la memoria di Gerino assunse particolare rilievo. Nel XVII secolo la sua tomba era collocata nel braccio settentrionale del transetto della chiesa. La sepoltura consisteva in una semplice lastra sostenuta da due elementi di pietra, sotto la quale i pellegrini passavano per devozione. Le reliquie di Gerino erano inoltre conservate insieme a quelle di altri santi in una delle grandi casse reliquiario del monastero. Il culto non rimase limitato a Vergy. Fonti agiografiche e repertori liturgici ricordano la venerazione di Gerino anche in altri ambienti ecclesiastici della Francia e dell'area renana, spesso collegata alla memoria di Leodegario.
Saint-Vivant de Vergy e la tomba di Gerino Il rapporto tra Gerino e Saint-Vivant è soprattutto un rapporto di memoria cultuale. L'abbazia di Saint-Vivant fu sviluppata ai piedi del monte di Vergy in epoca medievale e la scelta del luogo è stata collegata dagli autori antichi alla presenza della tomba del martire. La ricerca storica moderna considera invece prudente distinguere ciò che è attestato dalla tradizione relativa all'origine del monastero. Le testimonianze della venerazione delle reliquie di Gerino risalgono almeno al XII secolo. Un autentico di reliquie conservato nella Bibliothèque municipale di Digione costituisce una delle testimonianze documentarie utilizzate per ricostruire la storia del culto. Nel XVII secolo la tomba era ancora visibile nella chiesa di Saint-Vivant.
Gerino nel Martyrologium Romanum La memoria liturgica del 2 ottobre è antica e Gerino compare nel Martyrologium Romanum con il titolo di martire. La tradizione liturgica lo associa strettamente a Leodegario, la cui memoria cade nello stesso giorno.
Curiosità Il nome di Gerino presenta una notevole varietà di forme nelle fonti: Gerinus, Garinus, Guarinus, Warinus, Guérin e Ger. Queste forme appartengono alla trasmissione linguistica dello stesso nome personale germanico.
Cronologia - 654 - Un Warin, identificato dalla storiografia con Gerino, compare in una testimonianza documentaria relativa al regno di Clodoveo II; la sua presenza è collegata all'ambiente aristocratico franco e probabilmente al comitato di Parigi. - 673-675 - Gerino è coinvolto, insieme al fratello Leodegario, nel conflitto politico con Ebroino; secondo la Passio Leodegarii aveva cercato rifugio presso i Vasconi per sottrarsi alla persecuzione. - 675 - Ebroino recupera il potere in Neustria e procede contro gli avversari politici di Leodegario e Gerino. - 676-677 - Gerino viene arrestato insieme al fratello Leodegario e ucciso per lapidazione. Le fonti divergono sulla data precisa; la tradizione di Vergy colloca il martirio sul monte di Vergy. - 697 - Un diploma di Childeberto III ricorda una proprietà già appartenuta a Gaerinus, identificato dalla prosopografia con il Warin fratello di Leodegario. - XII secolo - Sono attestate testimonianze della venerazione delle reliquie di Gerino a Saint-Vivant de Vergy. - XVII secolo - La tomba di Gerino è ancora visibile nel transetto settentrionale della chiesa di Saint-Vivant e costituisce meta di devozione.
Valutazione storico-critica - L'identità di Gerino come fratello di san Leodegario è solidamente attestata da più tradizioni narrative antiche e dal Liber Historiae Francorum. - La sua appartenenza all'aristocrazia franca e il collegamento con il comitato di Parigi sono sostenuti da documenti merovingi e dalla moderna analisi prosopografica. L'identificazione di tutti gli incarichi attribuitigli dalle tradizioni posteriori è invece meno sicura. - Il martirio per lapidazione è un dato particolarmente solido, poiché compare nelle Passiones di Leodegario e nella tradizione martirologica successiva. - La data della morte rimane discussa tra il 676 e il 677. I Bollandisti proposero il 676, mentre la tradizione moderna più diffusa utilizza il 677. - Il luogo del martirio non è indicato dalle testimonianze narrative più antiche. Vergy è sostenuto da una tradizione cultuale antica legata alla sua tomba e alle reliquie, mentre altre tradizioni lo collegano all'area di Arras. - L'attribuzione a Gerino di una precisa origine familiare, di una moglie e di determinati figli appartiene soprattutto a tradizioni genealogiche posteriori e non possiede lo stesso grado di certezza delle notizie relative alla sua posizione politica e al rapporto con Leodegario. - Il culto di Gerino è storicamente attestato e la sua memoria liturgica è conservata nel Martyrologium Romanum al 2 ottobre. Il titolo di martire appartiene alla tradizione ecclesiastica antica e non deriva da una canonizzazione moderna. - La storia della sua venerazione a Saint-Vivant è meglio documentata della ricostruzione di alcuni particolari della sua vita. La tomba venerata nel monastero e le testimonianze sulle reliquie costituiscono elementi importanti per la storia del culto.
Fonti e bibliografia essenziale - Passio Leodegarii, redazione attribuita a Ursino, IX secolo, in Patrologia Latina, 96, coll. 1339 ss., cap. X-XI: testimonianza narrativa antica sul rapporto tra Leodegario e Gerino e sulla morte per lapidazione. - Vita S. Leodegarii, redazione anonima attribuita tradizionalmente a Walafrido Strabone, XI secolo, in Patrologia Latina, 114: capitolo dedicato a Gerino e al suo martirio. - Liber Historiae Francorum, cap. 45: testimonianza sulla partecipazione di Leodegario e Gaerinus al conflitto politico contro Ebroino. - Martyrologium Romanum, 2 ottobre: memoria di Gerino martire. - Jean Marilier, 'Saint-Vivant de Vergy', studio storico e archeologico pubblicato nelle Mémoires de la Commission des Antiquités de la Côte-d'Or: analisi della tomba, delle reliquie e della storia del culto di san Guérin a Saint-Vivant. - Eugen Ewig, Die fränkischen Teilreiche im 7. Jahrhundert (613-714): analisi prosopografica e politica di Warin/Gaerin e del suo ruolo nell'aristocrazia merovingia. - Bollandisti, Acta Sanctorum, ottobre, tomo I, commento a san Leodegario e san Gerino: esame delle fonti, della cronologia, del titolo di conte, del martirio e del culto. - Biblissima, scheda di Guérin: forme onomastiche, datazione al VII secolo e festa del 2 ottobre. Autore: Giampietro Cattini
Fratello di s. Leodegario, vescovo di Autun, Gerino era di lignaggio reale burgundo. Sposò la sorella del vescovo di Treviri, Basino, e ne ebbe due figli, Grimberto, che divenne conte di Parigi, e s. Lievino, futuro vescovo di Treviri. Egli stesso, secondo un Atto di Childeberto III per l'abbazia di S. Dionigi, del 710, era conte di Parigi dopo essere stato, sembra, conte di Poitiers. Visse alla corte di Clodoveo II, di cui sottoscrisse una carta di conferma dei diritti di S. Dionigi nel 654, di Clotario III, che gli scrisse nel 658. e di Childerico II. Si schierò con suo fratello Leodegario, capo del partito burgondo, nel conflitto contro il maestro di palazzo Ebroino. I partigiani di quest'ultimo catturarono i due fratelli, accecarono Leodegario e lapidarono Gerino senza dubbio nel 677, ai piedi della fortezza di Vergy, nella Borgogna. Fu inumato nel luogo stesso del suo supplizio. Nel sec. XVIII si vedeva la sua tomba nella chiesa del Grand-Prieuré di St-Vivant-sous-Vergy di cui era il patrono secondario. Il suo culto associato a quello di s. Leodegario era in onore nelle abbazie di St-Maixent, di Nonaillé, di Ebreuil e di Notre Dame di Soissons, dove morí la loro madre s. Sigrada e dove era sepolto s. Leodegario. E’ venerato anche in Alsazia sotto il nome di s. Ger. La sua festa si celebra il 2 ottobre o talvolta il 25 agosto, data della excaecatio di s. Leodegario.
Autore: Pierre Villette
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