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San Paride Vescovo di Teano
Festa:
5 agosto
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† Teano, Campania, intorno al 346
Una pia leggenda, di nessun valore storico, racconta che Paride,
ateniese, essendosi rifugiato a Roma al tempo delle persecuzioni fu
consacrato vescovo di Teano dal papa s. Silvestro, non senza essersi
prima acquistati grandi meriti presso gli abitanti di questa città:
egli, infatti, avrebbe miracolosamente ammansito un enorme e terribile
dragone, che arrecava continui danni alla popolazione. Fu il Baronio ad
introdurre questo nome nel Martirologio Romano, in seguito però a
comunicazioni dalla Chiesa di Teano. Paride viene considerato come primo
apostolo e patrono principale della città di Teano, dove sarebbe morto
nel 346. Il suo corpo, conservato nella cattedrale, ha riscosso un culto
immemorabile; anche a quanto riferisce Michele Monaco, la sua
venerazione si diffuse anche altrove, come ad es. a Capua. La festa si
celebra il 5 agosto.
Etimologia: Dal greco Páris; è il nome del celebre principe troiano della mitologia classica e significa semplicemente 'Paride', senza un'etimologia unanimemente condivisa.
Emblema: Pastorale, drago o serpente, sorgente d'acqua, palma, veste vescovile.
Martirologio Romano: A Teano in Campania, san Paride, vescovo, che si ritiene abbia retto per primo questa sede.
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Le notizie su san Paride sono estremamente limitate. Nessun documento contemporaneo ne descrive la vita e le informazioni disponibili derivano da tradizioni locali raccolte molti secoli dopo gli eventi. Gli studiosi concordano nel ritenere autentica l'antichità del suo culto, mentre giudicano leggendari gran parte degli episodi narrati dalla tradizione medievale. Lo stesso Martirologio Romano adotta una formulazione volutamente prudente, limitandosi ad attribuirgli il governo della prima sede episcopale di Teano.
L'arrivo a Teano secondo la tradizione La tradizione identifica Paride come un cristiano originario di Atene. Per sfuggire alle persecuzioni avrebbe raggiunto Roma e quindi Teano, importante centro della Campania romana. Qui avrebbe iniziato la predicazione del Vangelo in un territorio ancora profondamente segnato da culti pagani. Secondo la tradizione locale, nel 333 papa Silvestro I lo avrebbe consacrato vescovo della città. Gli storici considerano questa ricostruzione plausibile solo nelle sue linee generali, mentre la cronologia e i particolari rimangono privi di conferme documentarie.
Il drago e la vittoria sul paganesimo L'episodio più celebre della sua agiografia è quello del drago. La leggenda racconta che nei pressi del fiume Savone gli abitanti venerassero un mostruoso serpente o dragone. Paride avrebbe affrontato la creatura, vincendola con la forza della fede e ponendo fine al culto idolatrico. La narrazione presenta tutti gli elementi simbolici tipici dell'agiografia antica: il drago rappresenta il paganesimo e il male, mentre la sua sconfitta esprime il trionfo del cristianesimo sulle antiche religioni. Sul luogo della vittoria sarebbe miracolosamente sgorgata una sorgente, presso la quale sorse la basilica di San Paride ad Fontem. Gli studiosi interpretano questo racconto come una rappresentazione simbolica della cristianizzazione del territorio piuttosto che come un fatto storico.
Primo vescovo della Chiesa teanese Al di là degli elementi leggendari, il dato più solido è il ruolo attribuito a Paride quale fondatore della Chiesa di Teano. Lo storico Francesco Lanzoni riteneva che il suo nome, insieme a quelli dei successori Amasio e Urbano, derivasse probabilmente da un antico catalogo episcopale autentico della diocesi, circostanza che conferisce una certa credibilità storica alla sua esistenza quale primo vescovo della sede teanese.
Morte e culto La tradizione colloca la morte di san Paride intorno all'anno 346. Il suo corpo fu venerato fin dall'antichità e le reliquie sono oggi custodite nella cattedrale di San Clemente a Teano. La sua memoria liturgica ricorre il 5 agosto ed è celebrata con particolare solennità nella città campana, della quale è patrono principale. Il culto si diffuse anche in altri centri della Campania, tra cui Capua.
La basilica di San Paride ad Fontem La basilica di San Paride ad Fontem, situata fuori dalle antiche mura di Teano, è uno dei monumenti medievali più importanti della Campania settentrionale. Sorge presso una sorgente che la tradizione identifica con quella fatta scaturire dal santo dopo la vittoria sul drago. Sebbene l'edificio conservi forme prevalentemente romaniche dell'XI-XII secolo, il luogo di culto è ritenuto molto più antico e probabilmente coincide con la prima sede episcopale della diocesi.
Il significato del drago Nella letteratura agiografica il drago compare frequentemente come simbolo dell'idolatria, del demonio o delle forze ostili al cristianesimo. Nel caso di san Paride esso rappresenta con ogni probabilità la trasformazione religiosa della società sidicina, più che il ricordo di un episodio realmente accaduto. L'immagine del santo vincitore del drago divenne uno dei principali elementi della sua iconografia.
Il culto liturgico Il nome di san Paride fu inserito nel Martirologio Romano dal cardinale Cesare Baronio sulla base delle testimonianze provenienti dalla Chiesa di Teano. La formulazione attuale riflette la prudenza della critica storica, riconoscendo l'antichità della venerazione senza confermare gli elementi della leggenda.
Autore: Giampietro Cattini
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