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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera S > San Solennio (Solenne) di Chartres Condividi su Facebook

San Solennio (Solenne) di Chartres Vescovo

Festa: 25 settembre

VI sec.

E' ricordato come vescovo di Chartres negli anni decisivi del passaggio dalla Gallia romana al regno dei Franchi. La sua figura è strettamente collegata dalla tradizione agiografica a Clodoveo, al processo di conversione del re franco e alla formazione di una Chiesa cattolica inserita nel nuovo ordine politico merovingio. Il suo nome compare nella successione dei vescovi di Chartres, ma la documentazione contemporanea è estremamente scarsa e non permette di ricostruirne con sicurezza la biografia. La principale Vita Sollemnis episcopi Carnoteni, conservata nella tradizione manoscritta e pubblicata nei Monumenta Germaniae Historica, è un testo molto posteriore agli eventi narrati, generalmente collocato dagli studiosi tra l’VIII e il IX secolo. Essa racconta l’elezione episcopale di Solenne, la sua iniziale fuga per umiltà, il rapporto con Aventino e soprattutto il suo intervento nella vicenda della conversione e del battesimo di Clodoveo. Questi episodi hanno un evidente valore per la storia della memoria agiografica di Solenne, ma non possono essere utilizzati senza cautela come cronaca degli avvenimenti del V-VI secolo. Più antica è la testimonianza di Gregorio di Tours, che alla fine del VI secolo ricorda un Sollemnis venerato presso Luynes e ne riferisce alcuni miracoli, senza però identificarlo esplicitamente con il vescovo di Chartres.

Etimologia: Dal latino sollemnis, ‘solenne’, ‘consacrato’, ‘rituale’.

Emblema: Vescovo con pastorale e mitra.

Martirologio Romano: A Chartres nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Solenne, vescovo.


La prima difficoltà nello studio di Solenne (Solennio, Sollemnis, Solennis, Solemnius) riguarda la scarsità delle testimonianze direttamente riferibili alla sua persona. Non possediamo una documentazione contemporanea che permetta di stabilire con certezza la sua origine, la data di nascita, la formazione, l’ordinazione sacerdotale o l’inizio esatto dell’episcopato. Il suo nome compare tuttavia nella tradizione episcopale di Chartres e la sua memoria si inserisce nella fase iniziale dell’organizzazione della Chiesa franca.
Le moderne ricostruzioni che fissano l’inizio del suo episcopato nel 483 o in anni immediatamente successivi dipendono soprattutto dalla tradizione agiografica e dai successivi cataloghi episcopali. Per questo motivo è più prudente riconoscere in Solenne un vescovo collocabile tra la fine del V e l’inizio del VI secolo, senza attribuirgli date precise che la documentazione non consente di dimostrare. La ricerca storica ha inoltre evidenziato che la posizione di Solenne nei cataloghi episcopali di Chartres presenta problemi, poiché il suo nome si trova tra Flavio e Aventino, mentre altre fonti permettono di documentare meglio Aventino negli anni successivi.

L’elezione episcopale secondo la Vita
La principale narrazione agiografica conosciuta come Vita Sollemnis episcopi Carnoteni presenta Solenne come un sacerdote di nobile origine, ma soprattutto come un uomo caratterizzato dalla preghiera, dal digiuno e dalla rinuncia alle ambizioni mondane. Alla morte del predecessore Flavio, secondo il racconto, la popolazione e le autorità avrebbero voluto affidargli la sede episcopale.
Solenne, ritenendosi indegno dell’incarico, avrebbe cercato di sottrarsi all’elezione e si sarebbe nascosto per alcuni giorni in una grotta. Nel frattempo sarebbe stato scelto Aventino. Quando Solenne fu ritrovato, il popolo avrebbe insistito perché egli assumesse la responsabilità della Chiesa di Chartres. Il racconto presenta quindi la sua fuga non come rifiuto della Chiesa, ma come espressione di umiltà, secondo un motivo ricorrente nella letteratura agiografica antica.
La Vita deve però essere utilizzata con prudenza. Il testo è molto più tardo rispetto alla vita del personaggio e contiene elementi costruiti secondo modelli agiografici. Lo stesso apparato critico degli Acta Sanctorum mostra quanto sia complesso stabilire la cronologia e la consistenza storica dei singoli episodi. L’edizione critica di Wilhelm Levison nella serie Scriptores rerum Merovingicarum dei Monumenta Germaniae Historica costituisce uno dei riferimenti fondamentali per lo studio della fonte.

Solenne e Aventino
La relazione tra Solenne e Aventino è uno degli elementi più interessanti della tradizione episcopale di Chartres. Secondo la Vita, Aventino sarebbe stato inizialmente consacrato al posto di Solenne, per poi rinunciare alla sede quando quest’ultimo fu ritrovato.
Solenne gli avrebbe quindi affidato il territorio di Duno, identificato con Châteaudun, consentendogli di esercitare una forma di responsabilità ecclesiastica nella regione. La tradizione successiva ha talvolta trasformato questo episodio nella fondazione della diocesi di Châteaudun, ma una simile formulazione deve essere usata con cautela: il testo agiografico parla dell’affidamento del territorio, mentre l’organizzazione episcopale di Châteaudun ebbe una storia più complessa e non può essere ricostruita semplicemente sulla base della Vita Sollemnis.
Aventino è comunque una figura storicamente meglio attestata. Il suo nome compare tra i vescovi presenti al concilio di Orléans del 511. Questo dato costituisce un importante punto cronologico: la presenza di Aventino come vescovo di Chartres nel 511 rende problematica qualsiasi ricostruzione che collochi Solenne ancora alla guida della stessa sede in quell’anno. Gli stessi Acta Sanctorum osservano questa difficoltà e ritengono necessario collocare la morte di Solenne prima del concilio, pur senza poter stabilire l’anno esatto.

Il rapporto con Clodoveo
Il nucleo più famoso della tradizione di Solenne riguarda Clodoveo, re dei Franchi. La Vita presenta il vescovo come un protagonista della conversione del sovrano. Nel racconto, Clodoveo avrebbe incontrato Solenne a Chartres mentre si preparava a una campagna militare. Il vescovo gli avrebbe proposto di assumere come arma il segno della croce e avrebbe legato la vittoria militare alla professione della fede cristiana.
La narrazione prosegue raccontando che Clodoveo, dopo la vittoria, avrebbe mantenuto la promessa di ricevere il battesimo. Solenne viene quindi presentato come catechista e come uno dei protagonisti della preparazione religiosa del re, insieme soprattutto a san Remigio di Reims.
Il racconto è importante per comprendere l’evoluzione della memoria cristiana di Clodoveo, ma non può essere assunto senza riserve come testimonianza contemporanea del battesimo. Gli studiosi hanno infatti sottolineato che la Vita Sollemnis utilizza e rielabora motivi già presenti nella tradizione sulla conversione di Clodoveo, soprattutto il tema della vittoria ottenuta attraverso il segno della croce. La fonte sembra inoltre confondere la guerra contro gli Alamanni con la successiva guerra contro i Visigoti. Per questa ragione la narrazione deve essere letta soprattutto come una testimonianza dell’interpretazione agiografica altomedievale della conversione del re.
Non è quindi storicamente prudente affermare come dato certo che Solenne abbia battezzato Clodoveo o che fosse presente al battesimo di Reims. La tradizione lo colloca accanto a san Remigio, ma le fonti più antiche e indipendenti non permettono di confermare con sicurezza il suo ruolo personale nella cerimonia.

La conversione e il contesto merovingio
La tradizione su Solenne acquista significato se inserita nel più ampio processo di trasformazione della Gallia tra V e VI secolo. Il regno di Clodoveo vide infatti la progressiva integrazione tra il potere franco e le strutture ecclesiastiche gallo-romane. La conversione del re e la sua adesione al cristianesimo niceno ebbero conseguenze politiche e religiose profonde, ma il processo fu graduale e non può essere ridotto a un singolo episodio di battesimo.
In questo quadro la figura di Solenne rappresenta la memoria di un episcopato locale che la tradizione di Chartres volle associare direttamente alla conversione del sovrano. La Vita trasforma così il vescovo in un intermediario tra la Chiesa locale e il nuovo potere franco. È significativo che il racconto attribuisca a Solenne una particolare autorità sul re e colleghi la fede cristiana alla vittoria militare. La ricerca moderna considera proprio questo elemento uno degli aspetti più caratteristici della costruzione agiografica della sua figura.

La morte e il problema di Maillé
Anche la morte di Solenne presenta una difficoltà documentaria. La tradizione agiografica più antica e alcuni antichi calendari sembrano collegare la sua morte alla sede di Chartres, mentre una tradizione successiva la colloca a Maillé, nella regione di Tours, località oggi identificata con Luynes.
La questione è resa particolarmente interessante dalla testimonianza di Gregorio di Tours. Nel Liber in gloria confessorum, scritto alla fine del VI secolo, Gregorio racconta l’esistenza della tomba di un uomo santo chiamato Sollemnis presso Luynes e riferisce alcuni miracoli avvenuti presso quel sepolcro. Due indemoniati avrebbero indicato il luogo della tomba e sarebbero stati guariti; Gregorio registra inoltre altre guarigioni. Questa è una testimonianza antica e di grande valore per l’esistenza di un culto di un Sollemnis nella regione di Tours.
Il problema consiste però nell’identificazione. Gregorio non dice che il Sollemnis venerato presso Luynes fosse il vescovo di Chartres. La tradizione medievale successiva collegò le due figure e costruì una narrazione nella quale Solenne, dopo avere accompagnato Clodoveo, sarebbe morto a Maillé. La critica moderna considera questa identificazione non dimostrata. È dunque necessario distinguere il dato sicuro dell’esistenza, nel VI secolo, di un culto di un Sollemnis presso Luynes dalla successiva identificazione di quel santo con il vescovo di Chartres.

Il culto delle reliquie
La tradizione medievale racconta che la memoria di Solenne presso Maillé si sviluppò attorno a una tomba della quale a un certo punto si sarebbe perduta la conoscenza. Le reliquie sarebbero state poi ritrovate e avrebbero dato origine a una nuova fase del culto. Successivamente parte delle reliquie sarebbe stata trasferita a Blois.
La tradizione della traslazione è strettamente collegata alla storia del culto e non deve essere confusa con una prova dell’identità del corpo. Gli Acta Sanctorum registrano infatti una complessa tradizione relativa al trasferimento delle reliquie da Maillé a Blois e ai miracoli attribuiti al santo, ma mostrano anche le difficoltà cronologiche e documentarie della narrazione. In particolare, la tradizione della traslazione è molto più tarda rispetto alla testimonianza di Gregorio di Tours.
A Blois il culto di Solenne ebbe particolare rilievo. La chiesa dedicata al santo divenne nel tempo uno dei principali luoghi della sua memoria. Una parte delle reliquie andò però perduta durante le guerre di religione, mentre la chiesa stessa cambiò successivamente dedicazione e assunse il titolo di San Luigi. Gli Acta Sanctorum ricordano che alla fine dell’età moderna restava soltanto una piccola parte del corpo attribuito al santo.

La memoria liturgica
Solenne è commemorato il 25 settembre nel Martirologio Romano come vescovo di Chartres. La formulazione del Martirologio è volutamente essenziale e non riproduce la complessa narrazione della Vita. Anche il calendario liturgico della diocesi di Chartres conserva il 25 settembre come memoria di san Solenne, vescovo.
La tradizione liturgica è quindi un elemento importante per documentare la continuità del culto, ma non risolve le questioni relative alla biografia. La memoria liturgica conferma infatti la posizione di Solenne nella tradizione ecclesiale di Chartres, mentre la ricostruzione dettagliata della sua vita rimane largamente dipendente da fonti agiografiche posteriori.

La Vita Sollemnis come fonte storica
La Vita Sollemnis episcopi Carnoteni è conservata nell’edizione critica di Wilhelm Levison nei Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Merovingicarum, volume VII, alle pagine 303-321. La tradizione manoscritta comprende una fonte agiografica che gli studiosi hanno datato in modi differenti. Levison la collocò in età carolingia, mentre Martin Heinzelmann ha proposto una datazione all’VIII secolo sulla base soprattutto della lingua. La questione cronologica non è puramente erudita: quanto più il testo è distante dagli avvenimenti narrati, tanto maggiore deve essere la prudenza nell’utilizzarlo come fonte biografica.
La Vita conserva tuttavia un valore storico importante non tanto perché permetta di verificare ogni episodio della vita di Solenne, quanto perché mostra come, nell’alto Medioevo, la comunità cristiana collegasse la memoria del vescovo alla conversione di Clodoveo e alla vittoria dei Franchi. La sua funzione documentaria è quindi duplice: limitata come fonte diretta sulla vita del santo, significativa come testimonianza della costruzione della memoria agiografica.

Solenne e la tradizione del battesimo di Clodoveo
La tradizione che associa Solenne al battesimo di Clodoveo deve essere distinta dalle testimonianze più antiche sul re franco. La Vita gli attribuisce un ruolo molto importante e presenta il vescovo come colui che prepara spiritualmente il sovrano alla vittoria e al battesimo. La critica moderna ha osservato però che il testo rielabora diversi episodi della tradizione su Clodoveo e confonde elementi relativi alle guerre contro gli Alamanni e contro i Visigoti.
Per questa ragione Solenne può essere presentato come una figura che la tradizione agiografica di Chartres volle strettamente collegata alla conversione del re, ma non come un testimone sicuramente documentato del battesimo.

La testimonianza di Gregorio di Tours
La testimonianza di Gregorio di Tours è particolarmente importante perché è anteriore alla Vita Sollemnis. Gregorio scrive alla fine del VI secolo, quando la memoria di un Sollemnis venerato presso Luynes era già viva. Il suo racconto dimostra che il culto di questo santo e la venerazione della sua tomba erano già presenti in epoca merovingia. Non dimostra però che quel Sollemnis fosse il vescovo di Chartres.
Questa distinzione è fondamentale per evitare una delle principali confusioni presenti nella tradizione successiva: la sovrapposizione tra la figura episcopale di Chartres e il santo venerato presso Luynes.

Curiosità
- Il nome Solenne deriva dal latino sollemnis, termine collegato a ciò che è solenne, rituale o consacrato.
- La memoria liturgica del santo è fissata al 25 settembre, data conservata anche nel calendario della diocesi di Chartres.
- La Vita Sollemnis contiene una scena nella quale il vescovo impone a Clodoveo il segno della croce prima della guerra, creando un evidente parallelismo con il motivo cristiano della vittoria ottenuta mediante la fede.
- Gregorio di Tours è la prima fonte nota che ricorda un Sollemnis venerato presso Luynes e riferisce miracoli presso la sua tomba.
- Un manoscritto liturgico di Chartres del XV secolo, oggi perduto dopo la distruzione della biblioteca nel 1944, conservava il nome di Sollemnis nelle litanie, testimonianza della sua persistente presenza nella memoria liturgica locale.

Cronologia
- Fine del V secolo: Solenne viene collocato dalla tradizione episcopale tra Flavio e Aventino nella successione dei vescovi di Chartres.
- Fine del V - inizio del VI secolo: la tradizione colloca il suo episcopato, ma non è possibile stabilirne con certezza l’inizio.
- Fine del V o inizio del VI secolo: secondo la Vita, Solenne sarebbe stato coinvolto nella vicenda religiosa di Clodoveo e nella sua conversione.
- Prima del 511: Solenne deve essere collocato, con ogni probabilità, prima del concilio di Orléans del 511, nel quale compare Aventino come vescovo di Chartres.
- 511: il concilio di Orléans attesta Aventino come vescovo di Chartres, elemento che costituisce uno dei principali riferimenti cronologici per la conclusione dell’episcopato di Solenne.
- 587-588 circa: Gregorio di Tours testimonia il culto di un Sollemnis presso Luynes e riferisce miracoli avvenuti presso la sua tomba.
- VIII-IX secolo: viene composta, secondo le diverse proposte degli studiosi, la Vita Sollemnis episcopi Carnoteni, che sviluppa ampiamente il rapporto tra il santo e Clodoveo.
- Medioevo: la tradizione collega le reliquie di Solenne a Blois e sviluppa una memoria cultuale particolarmente forte in quella città.
- Età moderna: parte delle reliquie attribuite a Solenne viene dispersa o distrutta durante le guerre di religione.
- 25 settembre: la memoria liturgica di san Solenne, vescovo di Chartres, è conservata nel Martirologio Romano.

Valutazione storico-critica
- L’esistenza di un culto antico legato al nome di Sollemnis è ben attestata: Gregorio di Tours, alla fine del VI secolo, parla di una tomba venerata presso Luynes e di miracoli attribuiti all’intercessione del santo.
- L’identificazione tra il Sollemnis venerato presso Luynes e Solenne, vescovo di Chartres, non è dimostrabile con certezza. La tradizione successiva ha collegato le due figure, ma Gregorio di Tours non compie tale identificazione.
- La presenza di Solenne nella successione episcopale di Chartres è sostenuta dalla tradizione dei cataloghi episcopali, ma la documentazione contemporanea è insufficiente per ricostruirne con precisione la carriera.
- La Vita Sollemnis episcopi Carnoteni è una fonte fondamentale per conoscere la tradizione agiografica del santo, ma è posteriore di diversi secoli agli eventi narrati e presenta evidenti costruzioni letterarie e problemi cronologici.
- Il rapporto diretto tra Solenne e il battesimo di Clodoveo non può essere considerato un fatto storicamente certo. La sua presenza nella tradizione del battesimo appartiene soprattutto alla costruzione agiografica della memoria episcopale di Chartres.
- Il racconto della Vita sulla guerra di Clodoveo mostra una sovrapposizione tra la guerra contro gli Alamanni e quella contro i Visigoti. Questo costituisce un ulteriore motivo per non utilizzare il testo come cronaca letterale degli avvenimenti.
- La presenza di Aventino al concilio di Orléans del 511 costituisce un importante terminus ante quem per l’episcopato di Solenne, anche se non consente di stabilire con certezza l’anno della sua morte.
- La storia delle reliquie di Maillé e Blois appartiene soprattutto alla storia medievale del culto. Le tradizioni sulla loro traslazione sono significative per la memoria del santo, ma non risolvono il problema dell’identificazione originaria del Sollemnis venerato presso Luynes.
- Nel complesso, Solenne può essere considerato una figura episcopale plausibilmente collocabile nella Gallia merovingia, ma la maggior parte dei dettagli della sua biografia rimane dipendente da una tradizione agiografica posteriore. La documentazione consente maggiore sicurezza sulla storia del culto che non sulla ricostruzione puntuale della sua vita.

Fonti e bibliografia essenziale
- Gregorio di Tours, Liber in gloria confessorum, 21, testimonianza della tomba e dei miracoli attribuiti a un Sollemnis presso Luynes, composta alla fine del VI secolo.
- Vita Sollemnis episcopi Carnoteni, BHL 7816, ed. Wilhelm Levison, in Passiones vitaeque sanctorum aevi Merovingici, MGH, Scriptores rerum Merovingicarum, VII, Hannoverae et Lipsiae, 1920, pp. 303-321.
- De S. Solenne episcopo Carnoti in Gallia, in Acta Sanctorum, September, VII, Parisiis, 1867, pp. 57-74, con ampia discussione critica delle fonti, della cronologia, del rapporto con Clodoveo e della tradizione delle reliquie.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l’ancienne Gaule, II, Paris, 1910, p. 425, per la successione episcopale di Chartres e i problemi della tradizione.
- René Merlet, Catalogues des évêques de Chartres, in Mémoires de la Société archéologique d’Eure-et-Loir, IX, Chartres, 1889, p. 457.
- Martin Heinzelmann, ‘Clovis dans le discours hagiographique du VIe au IXe siècle’, Bibliothèque de l’École des chartes, 154, 1996, p. 105, per l’analisi della tradizione agiografica relativa a Solenne.
- Danuta Shanzer, ‘Vouillé 507: Historiographical, Hagiographical, and Diplomatic Reconsiderations’, studio sulla Vita Sollemnis e sulla sua funzione nella memoria della conversione e delle guerre di Clodoveo.
- Martyrologium Romanum, editio typica altera, Città del Vaticano, 2004, 25 settembre, n. 4, dove Solenne è ricordato come vescovo di Chartres; la stessa memoria è documentata nell’edizione italiana, p. 753.
- Diocesi di Chartres, calendario liturgico, 25 settembre: memoria di san Solenne, vescovo.
- Bibliothèque nationale de France, catalogo dei manoscritti di Chartres, documentazione relativa ai libri liturgici e alla presenza del nome di Sollemnis nelle litanie della tradizione locale.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-14

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