Beato Giovanni Larragueta Garay
Religioso salesiano, martire
Festa: 6 dicembre
Nascita-morte: Arrieta, Spagna, 27 maggio 1915 - Guadalajara, Spagna, 6 dicembre 1936
Nascita - morte:
Arrieta, Spagna, 27 maggio 1915 - Guadalajara, Spagna, 6 dicembre 1936
Festa:
6 dicembre
Etimologia:
Deriva dall'ebraico Yohanan, «il Signore ha fatto grazia»
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 6 dicembre
Gruppo: Beati Martiri Spagnoli Salesiani di Madrid e Siviglia
Chiamato Juan nelle fonti spagnole e indicato anche come Juan Lorenzo Larragueta Garay in alcuni repertori, nacque il 27 maggio 1915 ad Arrieta, in Navarra. Entrato nell’ambiente educativo salesiano, compì l’aspirantato a Madrid e il noviziato a Mohernando, presso Guadalajara, dove emise la professione religiosa nel 1934. Destinato alla formazione sacerdotale, proseguì gli studi filosofici e si distinse, secondo le testimonianze raccolte nell’ambito salesiano, per la disponibilità al lavoro e l’assistenza ai confratelli ammalati. Nel luglio 1936, all’inizio della guerra civile spagnola, condivise la sorte della comunità di Mohernando, costretta ad abbandonare la casa. Dopo un periodo di nascondimento presso il fiume Henares, venne imprigionato a Guadalajara il 2 agosto con il direttore Miguel Lasaga Carazo e altri giovani religiosi. Il 6 dicembre 1936 fu ucciso con sei confratelli. Aveva ventun anni. Il riconoscimento ecclesiastico del suo martirio condusse alla beatificazione celebrata a Roma il 28 ottobre 2007, nel gruppo dei 498 martiri del Novecento in Spagna. La sua vicenda unisce la testimonianza della fede alla concreta sollecitudine per gli altri.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Infanzia e primi riferimenti religiosi
Giovanni Larragueta Garay nacque il 27 maggio 1915 ad Arrieta, in Navarra, nel nord della Spagna. La forma originale del nome è Juan Larragueta Garay; in un repertorio dei martiri compare anche la denominazione Juan Lorenzo Larragueta Garay. L'identificazione è assicurata dalla concordanza del luogo e della data di nascita, dell'appartenenza salesiana e delle circostanze della morte. Non sono invece disponibili, nelle fonti qui utilizzate, elementi sufficienti per ricostruire in dettaglio la situazione economica della famiglia, il percorso scolastico iniziale o l'identità di tutti i parenti.
Una testimonianza attribuita alla madre lo descrive come un ragazzo vivace, incline al gioco e di buon umore, senza tratti di eccezionalità artificiosamente attribuiti all'infanzia. La stessa memoria familiare ricorda il suo servizio nella parrocchia, come chierichetto e cantore, anche con parti solistiche. Sono ricordi significativi per conoscere l'ambiente religioso nel quale maturò la sua scelta; restano però testimonianze personali, da non confondere con registrazioni anagrafiche o con documenti coevi di carattere amministrativo.
La vocazione salesiana e il periodo madrileno
Il giovane Juan intraprese l'aspirantato presso il collegio salesiano San Miguel Arcángel, situato nel Paseo de Extremadura a Madrid. L'aspirantato costituiva una fase di orientamento e formazione per i ragazzi che prendevano in considerazione la vita nella Società di San Francesco di Sales. Per Larragueta rappresentò il passaggio dalla pratica religiosa del paese natale a un'esperienza comunitaria strutturata, centrata sullo studio, sulla disciplina quotidiana e sull'ideale educativo di don Bosco.
Non è accertato, sulla base delle testimonianze biografiche consultate, il giorno esatto del suo ingresso nell'aspirantato. Sarebbe improprio colmare questa lacuna con una data ricavata per analogia dai percorsi di altri giovani salesiani. È invece attestata la successione essenziale delle tappe: formazione iniziale a Madrid, noviziato a Mohernando e professione religiosa nel 1934. Questo itinerario chiarisce anche perché il giovane navarrese si trovasse nella provincia di Guadalajara quando scoppiò la guerra civile.
Noviziato e professione religiosa a Mohernando
Larragueta passò al noviziato salesiano di Mohernando, località della provincia di Guadalajara. Nel 1934 emise la professione religiosa, assumendo formalmente gli impegni della vita salesiana. Le fonti dell'istituto lo identificano come religioso professo candidato al sacerdozio: non era sacerdote e non deve essere presentato come tale. La distinzione è importante perché alcuni suoi compagni appartenevano ad altre condizioni della vita religiosa e il gruppo dei martiri comprendeva sia un presbitero sia giovani professi.
Dopo la professione rimase a Mohernando per seguire gli studi filosofici. Secondo la biografia salesiana, stava concludendo questo ciclo proprio nel luglio 1936. La coincidenza cronologica permette di comprendere la brusca interruzione della formazione: al momento della crisi politica e militare egli non aveva terminato l'itinerario verso l'ordinazione sacerdotale. Il valore storico della sua vicenda non dipende pertanto da un ministero pastorale già esercitato, ma dalla sua vita religiosa e dalla testimonianza resa durante la persecuzione.
L'assistenza ai confratelli ammalati
I ricordi di quanti lo conobbero insistono sullo spirito di lavoro, sulla capacità di sacrificio e soprattutto sulla cura dei malati. Gli era stata affidata un'attività di assistenza nell'infermeria della comunità; in tale servizio, secondo le testimonianze salesiane, mostrava attenzione concreta e continuità nell'impegno. Questa notizia appartiene al profilo personale di Giovanni e lo distingue da una semplice ricostruzione collettiva delle vicende di Mohernando.
Le medesime fonti menzionano una corrispondenza con la famiglia, dalla quale emerge l'adesione alla vocazione salesiana e l'interesse per l'apostolato missionario. Non disponendo qui del testo integrale e della datazione delle singole lettere, non è possibile attribuirgli frasi precise o ricostruire progetti missionari determinati. È tuttavia legittimo rilevare che la memoria biografica salesiana collega la sua identità religiosa a un atteggiamento operoso e a un servizio quotidiano verso i più fragili, prima ancora della prova del martirio.
La Spagna del 1936 e la crisi della comunità
Nel luglio 1936 la rivolta militare contro la Repubblica spagnola aprì una guerra civile segnata da violenze politiche, sociali e religiose. In diverse zone controllate dalle forze repubblicane, religiosi e sacerdoti furono esposti ad aggressioni e uccisioni; il quadro generale fu tuttavia complesso e non consente di attribuire automaticamente a ogni singolo individuo gli stessi comportamenti o responsabilità. Nel caso di Larragueta, la documentazione ecclesiastica del martirio e le testimonianze della comunità riguardano una persecuzione subita a motivo della sua appartenenza religiosa.
Il 23 luglio 1936 la casa salesiana di Mohernando venne coinvolta direttamente nelle violenze. Le ricostruzioni biografiche non sono sempre formulate con identica precisione nel descrivere il primo intervento dei miliziani, l'allontanamento dei religiosi e la successiva cattura. È perciò preferibile distinguere l'inizio della dispersione della comunità dalla data, più chiaramente riferita dalle fonti, dell'ingresso di Giovanni nel carcere di Guadalajara, il 2 agosto. Questa distinzione evita di sovrapporre arresti e trasferimenti che possono riguardare momenti diversi o persone diverse.
Il rifugio sulle rive dell'Henares
Dopo l'abbandono della casa, Giovanni condivise con altri confratelli alcuni giorni di nascondimento sulle rive del fiume Henares. La biografia salesiana parla di tre giorni trascorsi in questa condizione. Il dato, pur tramandato in una narrazione interna alla congregazione, è coerente con la situazione di grave pericolo vissuta dalla comunità e viene riferito in modo specifico al suo itinerario.
Anche durante questa fase le testimonianze sottolineano il suo comportamento verso gli altri. Si sarebbe occupato di procurare e trasportare acqua, di controllare che non mancasse il cibo e di aiutare nel trasporto di pacchi e altri pesi. Tali particolari sono riportati come ricordi di compagni e non come episodi verificati attraverso un diario personale conservato. Hanno nondimeno un interesse storico-agiografico: prolungano, in circostanze di emergenza, quella disponibilità pratica già notata nell'assistenza ai malati.
L'arresto e la prigionia a Guadalajara
Il 2 agosto 1936 Larragueta fu condotto nella prigione di Guadalajara insieme al direttore della comunità, il sacerdote Miguel Lasaga Carazo, e ad altri cinque giovani salesiani: Pascual de Castro Herrera, Luis Martínez Alvarellos, Florencio Rodríguez Güemes, Heliodoro Ramos García ed Esteban Vázquez Alonso. Il gruppo comprendeva dunque sette religiosi, un superiore sacerdote e sei giovani. Le grafie italiane dei loro nomi sono frequenti nelle schede agiografiche, ma le forme spagnole permettono un'identificazione più sicura nelle fonti originali.
La detenzione si protrasse fino al 6 dicembre. La ricostruzione salesiana colloca i sette in un carcere nel quale erano rinchiuse numerose altre persone, coinvolte nel clima di repressione e violenza della guerra. Le notizie disponibili non consentono di attribuire a Giovanni un diario carcerario o singoli discorsi pronunciati durante la prigionia. La narrazione va quindi mantenuta sul terreno dei fatti comuni documentati: la presenza in carcere, la compagnia dei confratelli, la durata della detenzione e la morte violenta.
Nelle memorie salesiane il direttore Miguel Lasaga è ricordato come punto di riferimento spirituale dei giovani durante quei mesi. La sua funzione di sacerdote spiega il racconto della preparazione religiosa all'ultimo momento, ma non autorizza ad attribuire a Larragueta parole o gesti particolari non attestati individualmente. Anche l'esperienza della prigionia, per quanto condivisa, fu vissuta da persone diverse, le cui vicende devono rimanere distinte.
Il martirio del 6 dicembre 1936
Il 6 dicembre 1936 Giovanni Larragueta Garay fu fucilato nel carcere di Guadalajara insieme a Miguel Lasaga e agli altri cinque giovani salesiani. Aveva ventun anni. La data e il luogo della morte sono concordemente registrati nelle fonti salesiane, nella tradizione martirologica e nei repertori dei martiri del Novecento in Spagna. L'Annuario salesiano lo registra fra i confratelli deceduti a Guadalajara in quella data.
Secondo la narrazione religiosa trasmessa dalle biografie della comunità, i prigionieri, percependo l'imminenza dell'esecuzione, si raccolsero in preghiera attorno al direttore e ricevettero da lui l'assoluzione sacramentale. È opportuno riferire questa scena come testimonianza collettiva della tradizione salesiana, senza trasformarla in una descrizione minuziosa degli ultimi istanti di ciascuno. La documentazione accessibile non permette di stabilire con sicurezza ulteriori particolari personali sull'esecuzione di Giovanni.
Il riconoscimento del martirio non equivale a un giudizio generale su tutte le vicende della guerra civile, né esonera lo storico dall'esame delle fonti. Riguarda specificamente la morte di persone considerate dalla Chiesa uccise in odio alla fede. Per Larragueta, il percorso ecclesiastico culminato nella beatificazione ha riconosciuto questo carattere della sua uccisione, avvenuta mentre era un giovane religioso professo.
Beatificazione e memoria ecclesiale
Giovanni Larragueta Garay fu beatificato a Roma il 28 ottobre 2007, durante la celebrazione che riconobbe 498 martiri del Novecento in Spagna. Il rito fu presieduto dal cardinale José Saraiva Martins, allora prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nel pontificato di Benedetto XVI. La celebrazione riunì cause e gruppi distinti: non bisogna confondere il numero complessivo dei 498 beati con quello dei confratelli uccisi a Guadalajara.
Nel contesto salesiano Giovanni appartiene alla memoria dei martiri della congregazione e viene associato agli altri religiosi della comunità di Mohernando. La commemorazione individuale del 6 dicembre coincide con il giorno della sua morte; per i martiri salesiani spagnoli è inoltre attestata una memoria comune il 22 settembre. Le due date rispondono a criteri liturgici differenti e non costituiscono una contraddizione biografica.
Alcuni repertori registrano il nome più esteso Juan Lorenzo Larragueta Garay, mentre la scheda italiana e le pubblicazioni salesiane usano generalmente Giovanni o Juan Larragueta Garay. L'uso di queste varianti non indica persone differenti. La vicenda rimane quella di un giovane navarrese entrato nella congregazione salesiana, impegnato nello studio e nell'assistenza fraterna, travolto dalla violenza del 1936 e ricordato dalla Chiesa come martire.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
Giovanni (Juan) Larragueta Garay nacque il 27 maggio 1915 ad Arrieta, in Navarra. Secondo la testimonianza di sua madre, Juan era un ragazzo come gli altri, con i suoi scherzi, con il suo buon umore, il suo interesse nel giocare con gli altri bambini; ma, sì, sempre il braccio destro del suo pastore come chierichetto, cantante, solista.
Divenne aspirante alla vita salesiana nella scuola salesiana di San Miguel Arcángel del Paseo de Extremadura di Madrid e nel noviziato di Mohernando (Guadalajara), dove professò come salesiano nel 1934. Qui continuò a studiare studi filosofici, che si concluse, precisamente , nel luglio 1936.
Coloro che lo hanno conosciuto e vissuto con lui, soprattutto durante gli anni della sua breve vita salesiana, mettono in evidenza il suo instancabile spirito di lavoro, il suo grande spirito di sacrificio e, soprattutto, la sua ammirevole carità verso i malati, manifestata nel tempo nel che, come infermiere, sono stati affidati alle tue cure. La corrispondenza epistolare con la sua famiglia lo ritrae anche come un forte salesiano, innamorato della sua vocazione, apostolo e missionario.
La rivoluzione e le successive persecuzioni religiose lo sorpresero anche il 23 luglio 1936. Con gli altri fratelli dovette lasciare la casa di Mohernando e nascondersi per tre giorni sulle rive del fiume Henares. Fu in questa occasione che, in modo prominente, la sua carità brillava. Attento a tutte le esigenze degli altri, portava l'acqua, si preoccupava costantemente che il cibo non mancasse e trasportava pacchi o aiutava gli altri in questi compiti. Il 2 agosto, è stato detenuto nella prigione di Guadalajara, in compagnia di Don Miguel Lasaga, di altri cinque giovani salesiani e 276 persone in più rispetto al 6 dicembre, sono stati fucilati nel modo già descritto.
Il 23 luglio 1936 Luis fu arrestato, come sappiamo, insieme all'intera comunità della casa salesiana di Mohernando.
Giovanni visse le stesse vicissitudini della comunità salesiana di Mohernando, dall'inizio della persecuzione fino al 2 agosto. In quel giorno, sia lui che il suo direttore, Michele (Miguel) Lasaga e altri cinque compagni: Pasquale (Pascual) de Castro, Luigi (Luis) Martínez Alvarellos, Florenzio (Florencio) Rodríguez Guemes, Eliodoro (Heliodoro) Ramos e Stefano (Esteban) Vázquez, furono arrestati e portati nella prigione di Guadalajara. I sei giovani e il loro direttore rimasero in prigione a Guadalajara fino a quando non furono fucilati il 6 dicembre.
Il 6 dicembre 1936, sentendo l'imminenza della loro fine, ricevettero dal loro superiore l'assoluzione dei peccati, si radunarono in preghiera attorno al loro direttore fino a quando furono fucilati nella stessa prigione.
Giovanni Larragueta Garay è stato beatificato il 28 ottobre 2007 a Roma dal Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, durante la cerimonia di beatificazione di ben 498 martiri spagnoli.
La memoria liturgica comune dei 95 Beati Martiri Spagnoli Salesiani è celebrata il 22 settembre, mentre ciascuno è ricordato dal Martirologio nell'anniversario della martirio.
Approfondimenti
La comunità di Mohernando e i sette martiri di Guadalajara
- Il gruppo ucciso il 6 dicembre 1936 comprendeva il sacerdote Miguel Lasaga Carazo e sei giovani religiosi: Juan Larragueta Garay, Pascual de Castro Herrera, Luis Martínez Alvarellos, Florencio Rodríguez Güemes, Heliodoro Ramos García ed Esteban Vázquez Alonso. La loro storia è strettamente connessa, ma le date di professione e i ruoli dei singoli non sono intercambiabili.
- La presenza del gruppo nella causa collettiva dei martiri salesiani e nella beatificazione del 2007 deve essere distinta dalla memoria liturgica personale del 6 dicembre e dalla commemorazione comune salesiana del 22 settembre.
Cronologia
- 27 maggio 1915: nascita ad Arrieta, in Navarra.
- 1934: professione religiosa salesiana a Mohernando.
- Luglio 1936: conclusione degli studi filosofici interrotta dagli eventi della guerra civile.
- 23 luglio 1936: crisi e dispersione della comunità salesiana di Mohernando.
- 2 agosto 1936: ingresso nel carcere di Guadalajara con il direttore e cinque confratelli.
- 6 dicembre 1936: morte per fucilazione a Guadalajara.
- 28 ottobre 2007: beatificazione a Roma.
Valutazione storico-critica
L'identificazione del martire è solida per concordanza di nome, nascita, appartenenza religiosa, data e luogo di morte. La variante «Juan Lorenzo» compare in repertori particolari e non deve produrre una duplicazione della persona. Le testimonianze sull'infanzia, sull'infermeria e sui giorni presso l'Henares sono tramandate soprattutto dalla biografia salesiana e richiedono l'attribuzione alla relativa tradizione documentaria. Le date fondamentali della professione, della prigionia, del martirio e della beatificazione risultano più saldamente attestate. La descrizione della preghiera finale appartiene al racconto collettivo e non prova gesti o parole individuali ulteriori. La memoria del 6 dicembre non va confusa con quella comune salesiana del 22 settembre. Un repertorio secondario riporta il 6 novembre come festa, in contrasto con il giorno del martirio e con la commemorazione del 6 dicembre attestata nelle altre fonti; non è stato assunto come riferimento liturgico principale. Non risultano verificati patronati personali, miracoli specifici o un inventario autentico delle reliquie.
Fonti e bibliografia essenziale
- Società di San Francesco di Sales, Atti del Consiglio Generale, n. 395 (2006), elenco dei Servi di Dio martiri dell'Ispettoria salesiana di Madrid.
- Società di San Francesco di Sales, Annuario SDB 2024, elenco dei confratelli defunti e martiri.
- Postulazione generale salesiana, Dossier sulla santità nella Famiglia Salesiana, edizione in lingua spagnola, 2021.
- Mauro Bonato, «Beato Giovanni Larragueta Garay», Santi e Beati, scheda agiografica n. 98267.
- El Testigo Fiel, «Beatos Pascual de Castro Herrera, Juan Lorenzo Larragueta Garay, Miguel Lasaga Carazo y cuatro compañeros, religiosos mártires», repertorio martirologico.
- Franciscanos.org, Año Cristiano Franciscano, 6 dicembre, voce sui beati Miguel Lasaga Carazo e sei compagni martiri.
