Nascita - morte:
† Auxerre, Francia, 6 agosto, 794/800
Festa:
6 agosto
Etimologia:
Dal latino 'Maurinus', diminutivo di 'Maurus', che significa 'scuro di pelle' o 'proveniente dalla Mauritania'.
Emblema:
Abiti episcopali altomedievali (mitra semplice e pastorale), talvolta raffigurato mentre benedice o con un libro
Categoria: I santi che iniziano con la lettera M
Calendario: I santi del 6 agosto
Vescovo di Auxerre nell’VIII secolo, succedette a sant’Aidulfo, colpito da paralisi, precedendo il beato Aronne. I Gesta Pontificum Autissiodorensium celebrano i suoi ventotto anni di episcopato, definendolo “uomo vigoroso, eloquente, colto e santo”. Grazie all’appoggio di Carlo Magno, recuperò con fermezza i beni ecclesiastici usurpati, unendo a una rigorosa amministrazione una profonda carità: protesse i poveri e destinò ai canonici le rendite dei suoi possedimenti personali. La Gallia Christiana fissa la sua morte al 6 agosto, giorno in cui la liturgia ne celebra la memoria. Fu sepolto nella chiesa di San Gervasio, da lui stesso fatta restaurare. Il titolo di santo gli fu attestato in un manoscritto del XII secolo.
Biografia
A cura di Enrico Quiri
Il ministero sotto l'egida carolingia
Il lungo episcopato di Maurino, durato ventotto anni secondo la testimonianza dei Gesta Pontificum Autissiodorensium, coincise con l'ascesa e il consolidamento del potere di Carlo Magno. In questo contesto storico, il vescovo seppe agire con grande abilità politica e pastorale. Una delle sue imprese più rilevanti fu il recupero dei beni della chiesa di Auxerre, che erano stati usurpati in precedenza durante i turbolenti decenni delle lotte tra i maestri di palazzo e la nobiltà locale. Grazie al sostegno del sovrano carolingio, Maurino riuscì a ripristinare la giustizia e a garantire le risorse economiche necessarie per il mantenimento della diocesi e delle sue opere.
Non fu tuttavia un semplice amministratore temporale. Le fonti coeve lo descrivono come un uomo vigoroso, eloquente, colto e santo. La sua spiritualità si traduceva in azioni concrete e quotidiane: ebbe grande cura dei poveri e, con gesto di notevole generosità, mise a disposizione dei canonici gli introiti di una sua piccola proprietà personale, assicurando così la dignità e la sostenibilità della vita comunitaria del clero della cattedrale.
Gli ultimi anni e la morte
Verso la fine del suo ministero, Maurino si dedicò anche al restauro e all'abbellimento degli edifici di culto, in particolare la chiesa di San Gervasio ad Auxerre. La tradizione storica riporta che fu proprio in questa chiesa, da lui stesso fatta restaurare, che trovò sepoltura dopo la sua morte. La Gallia Christiana registra il suo decesso nel giorno 6 agosto, sebbene l'anno esatto rimanga oggetto di dibattito tra gli studiosi, oscillando tra il 794 e l'800. Un manoscritto del XII secolo gli conferisce esplicitamente il titolo di santo, attestando la persistenza e la vitalità del suo culto locale nei secoli successivi, ben oltre la sua epoca storica.
Il culto e la sepoltura
Il culto di San Maurino è di origine antica e strettamente legato alla città di Auxerre. La sua sepoltura nella chiesa di San Gervasio ne fece un punto di riferimento per la devozione locale. Sebbene non esista un processo di canonizzazione formale secondo le procedure moderne, la sua santità fu riconosciuta per fama di santità e consolidata dalla liturgia diocesana, come dimostra l'attribuzione del titolo di santo in un manoscritto medievale del XII secolo.
