Nascita - morte:
† Clermont, Francia, 388 circa
Festa:
22 ottobre
Etimologia:
Dal latino nepos, 'nipote', 'discendente', attraverso la formazione Nepotius e il suffisso -ianus.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera N
Calendario: I santi del 22 ottobre
Fu vescovo di Clermont, nella Gallia romana, nella seconda metà del IV secolo e appartiene alla prima generazione di vescovi della Chiesa degli Arverni di cui possediamo una testimonianza storica relativamente precisa. Le notizie sulla sua vita sono estremamente scarse e dipendono soprattutto da Gregorio di Tours, che nella Historia Francorum lo presenta come successore di sant'Illidio e racconta un episodio relativo alla guarigione di Artemio, destinato a diventare suo successore. Gregorio ricorda inoltre Nepoziano come uomo di particolare santità e ne attesta la sepoltura nella basilica di San Venerando a Clermont. Una tradizione cronologica antica colloca la sua morte nel 388 e la memoria liturgica al 22 ottobre. Non fu martire e non sono documentati incarichi diversi dall'episcopato. La sua figura appartiene pertanto alla storia della progressiva organizzazione della comunità cristiana dell'Alvernia nella tarda antichità, mentre la sua memoria cultuale è legata soprattutto alla sepoltura e alla venerazione sviluppatasi attorno alla basilica che custodiva il suo sepolcro.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Nepoziano è conosciuto quasi esclusivamente attraverso Gregorio di Tours, autore della seconda metà del VI secolo. Nella Historia Francorum Gregorio lo introduce dopo la morte del vescovo Illidio e afferma che Nepoziano gli succedette sulla sede degli Arverni. Il testo latino lo definisce sanctus Nepotianus e lo colloca nella successione episcopale di Clermont.
Gregorio presenta una successione Illidio-Nepoziano-Artemio. La numerazione attribuita da Gregorio a Nepoziano come 'quarto' vescovo degli Arverni non coincide con le cronotassi posteriori che lo collocano al quinto posto, contando anche Austremonio, Urbico e Legonio prima di Illidio. La cattedrale di Clermont lo inserisce infatti al quinto posto, tra Illidio e Artemio. La divergenza riguarda la numerazione della serie episcopale e non l'identificazione di Nepoziano come successore di Illidio e predecessore di Artemio.
Non sono conosciuti il luogo e la data di nascita, né la sua famiglia, la formazione precedente all'episcopato o le circostanze della sua elezione. Non risultano fonti contemporanee che consentano di ricostruire questi aspetti.
L'episodio di Artemio
L'unico episodio biografico narrato da Gregorio di Tours riguarda Artemio, proveniente da Treviri. Secondo il racconto, alcuni inviati partiti da Treviri erano diretti in Spagna. Artemio, ancora giovane e già legato da una promessa matrimoniale, fu colpito da una grave febbre e venne lasciato ad Arverni, cioè Clermont, mentre gli altri proseguivano il viaggio. Nepoziano lo visitò e lo unse con l'olio santo; Artemio guarì e, dopo aver ascoltato la predicazione del vescovo, rinunciò alla promessa matrimoniale e ai propri beni, entrando nel clero. In seguito divenne vescovo e succedette allo stesso Nepoziano.
Il racconto di Gregorio non specifica né l'imperatore che avrebbe inviato la delegazione né la questione per la quale gli inviati si recavano in Spagna. Studi moderni hanno osservato che la missione potrebbe essere collegata alla politica dell'imperatore Magno Massimo contro i seguaci di Priscilliano negli anni Ottanta del IV secolo, ma l'identificazione non è esplicitamente dichiarata da Gregorio e rimane quindi un'ipotesi storica.
L'episodio mostra inoltre che Nepoziano esercitava funzioni episcopali già prima della conversione e dell'ingresso nel clero di Artemio. Il racconto non permette invece di stabilire con precisione l'anno dell'evento.
La morte
La data della morte non è esplicitamente fornita dalla Historia Francorum. Una tradizione cronologica riportata nella documentazione agiografica e nella Gallia Christiana la colloca al 22 ottobre 388, mentre alcune fonti moderne indicano semplicemente il 388. La data precisa del 22 ottobre 388 non può essere considerata documentata con la stessa solidità della successione episcopale, ma coincide con la festa tradizionale del santo.
La morte deve quindi essere collocata con prudenza intorno al 388. L'ipotesi di una morte nel 385, presente in alcune ricostruzioni moderne, non trova un fondamento altrettanto solido nella tradizione documentaria utilizzata per la memoria liturgica del santo.
La sepoltura nella basilica di San Venerando
La testimonianza più importante sulla memoria postuma di Nepoziano si trova nel De gloria confessorum di Gregorio di Tours. L'autore afferma che nella basilica di San Venerando a Clermont riposava il vescovo Nepoziano, che descrive come uomo di grande santità. La basilica era nota proprio con il nome di San Venerando, ma custodiva anche la sepoltura di Nepoziano.
Gregorio riferisce inoltre che le preghiere rivolte presso le tombe di Venerando e Nepoziano erano associate alla guarigione degli ammalati, soprattutto di coloro che soffrivano di febbre. Questa notizia appartiene alla testimonianza miracolistica di Gregorio e documenta la venerazione sviluppatasi attorno alle tombe, non una verifica moderna degli eventi miracolosi narrati.
La sorte delle reliquie
La localizzazione delle reliquie di Nepoziano divenne successivamente incerta. La Gallia Christiana riferisce che il corpo fu cercato senza successo dal vescovo Arberto e che antichi cataloghi delle reliquie della chiesa di Sant'Illidio registravano tuttavia il corpo di San Nepoziano.
Uno studio storico sulla topografia cristiana di Clermont osserva che nel 1311, durante la ricerca delle reliquie di sant'Illidio, si riteneva che quelle di Nepoziano si trovassero nella chiesa di Sant'Illidio, ma la ricerca fu abbandonata per la difficoltà di distinguerle dalle numerose altre sepolture. Nel XVII secolo le tradizioni locali collocavano ancora i corpi di Nepoziano e Venerando a Sant'Illidio. L'identificazione delle reliquie non può quindi essere considerata certa.
Memoria liturgica
Nepoziano compare tra i santi commemorati il 22 ottobre nella tradizione agiografica occidentale. Gli Acta Sanctorum del 22 ottobre lo registrano come S. Nepotianus, episcopus Claromontanus, in Arvernia. La sua festa del 22 ottobre è pertanto antica e strettamente legata alla tradizione locale di Clermont.
Cronologia
- Seconda metà del IV secolo - Nepoziano è vescovo della Chiesa degli Arverni a Clermont.
- Dopo la morte di sant'Illidio, circa 384-385 - Nepoziano gli succede sulla sede episcopale di Clermont.
- Seconda metà del IV secolo - Artemio, proveniente da Treviri e diretto in Spagna, si ammala a Clermont; secondo Gregorio di Tours viene visitato e unto con olio santo da Nepoziano e successivamente entra nel clero.
- Fine del IV secolo - Artemio succede a Nepoziano come vescovo di Clermont.
- 388 circa - Morte di Nepoziano, secondo la cronologia tradizionale.
- 22 ottobre - Memoria liturgica di San Nepoziano.
- VI secolo - Gregorio di Tours attesta la sepoltura di Nepoziano nella basilica di San Venerando a Clermont e la venerazione presso il suo sepolcro.
- 1311 - Durante la ricerca delle reliquie di sant'Illidio, le reliquie attribuite a Nepoziano non vengono identificate con certezza.
Valutazione storico-critica
- Identità: Nepotianus è storicamente identificabile come vescovo di Clermont e successore di Illidio. La successione a Artemio è confermata dal racconto di Gregorio di Tours.
- Cronologia: l'episcopato appartiene alla seconda metà del IV secolo. La morte nel 388 è una cronologia tradizionale ampiamente recepita, ma il giorno preciso del 22 ottobre non è attestato da una fonte contemporanea agli eventi.
- Fonti: la fonte narrativa fondamentale è Gregorio di Tours, che scrisse nel VI secolo, diversi decenni dopo gli eventi. La Historia Francorum e il De gloria confessorum forniscono le principali testimonianze antiche su Nepoziano.
- Artemio: la guarigione di Artemio e la sua conversione al ministero ecclesiastico appartengono al racconto di Gregorio. L'eventuale collegamento della missione di Artemio con la repressione del priscillianesimo sotto Magno Massimo è una ricostruzione moderna e non è esplicitata nel racconto gregoriano.
- Miracoli: Gregorio riferisce la guarigione di Artemio e successivi prodigi legati alle tombe di Nepoziano e Venerando. Tali episodi costituiscono testimonianze agiografiche della tradizione del VI secolo e non possono essere trasformati in dati biografici contemporanei al vescovo.
- Culto: la venerazione di Nepoziano è attestata almeno nel VI secolo, quando Gregorio descrive il suo sepolcro nella basilica di San Venerando. La memoria del 22 ottobre è successivamente consolidata nella tradizione agiografica occidentale.
- Reliquie: la sepoltura antica è ben attestata, mentre l'identificazione delle reliquie in epoca medievale e moderna rimase controversa. Le ricerche medievali non permisero di stabilire con certezza quali resti fossero quelli di Nepoziano.
- Omonimie: Nepoziano di Clermont non va confuso con altri personaggi antichi chiamati Nepotianus, in particolare con Nepoziano di Altino, presbitero e discepolo di san Girolamo, morto alla fine del IV secolo e commemorato in un'altra data.
- Stato della ricostruzione: la certezza storica riguarda soprattutto l'esistenza di Nepoziano, il suo episcopato a Clermont, la successione a Illidio, la successione di Artemio e la memoria del suo sepolcro. Restano invece sconosciuti la nascita, la formazione, la famiglia e gran parte dell'attività episcopale.
Fonti e bibliografia essenziale
- Gregorio di Tours, Historia Francorum, libro I, capitoli 40-41, testimonianza fondamentale sulla successione di Illidio, Nepoziano e Artemio e sull'episodio della guarigione di Artemio.
- Gregorio di Tours, De gloria confessorum, capitolo 37, testimonianza sulla sepoltura di Nepoziano nella basilica di San Venerando e sulla venerazione presso il suo sepolcro.
- Acta Sanctorum, 22 ottobre, voce S. Nepotianus, episcopus Claromontanus, in Arvernia.
- Gallia Christiana, t. II, sezione relativa alla Chiesa di Clermont, ricostruzione della successione episcopale e tradizioni relative alla morte e alle reliquie di Nepoziano.
- Charles Pietri, 'L'espace chrétien dans la cité', studio sulla topografia cristiana di Clermont e sulle basiliche funerarie di San Venerando e Sant'Illidio.
- P.-F. Fournier, studi sulla topografia di Clermont e sulla documentazione relativa alle tombe e alle reliquie dei primi vescovi arverni.
- The Catholic Encyclopedia, voce 'Clermont', per la tradizione della successione episcopale e la cronologia tradizionale della morte di Nepoziano.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
San Nepoziano (Népotien) è stato un vescovo vissuto nel secolo IV.
Nella lista dei vescovi figura al quinto posto, posizione che non aveva un tempo, dopo sant’Illidio citato nel 384-385 e prima di Sant’Artemio. Fa parte di quella lunga serie dei santi vescovi di Clermont.
San Nepoziano è menzionato per la prima volta nell'Historia Francorum di Gregorio di Tours, come vescovo di Clermont e nel testo “De gloria Confessorum”.
La tradizione ci riporta che nel 395 accolse nella sua chiesa alcuni incaricati dell’imperatore che si recavano in Spagna pe la questione dei Priscilliantisti. Artemio, uno di questi, proprio a Clermond si ammalò e il vescovo lo risanò ungendolo con l’olio santo. Dopo questo eventi prodigioso Artemio, rinuncò ai suoi beni alla sua promessa sposa, entrò a far parte del clero diocesano e poi succedette come vescovo a Sant’ Nepoziano.
Dopo la sua morte si sa che al tempo di san Gregorio era stato sepolto nella chiesa di St-Vénérand ubicata fuori dalle mura di Clermont.
Anche se non conosciamo la data della sua morte, la sua festa e il suo ricordo localmente sono fissati nel giorno 22 ottobre.
