Beato Giuseppe Castell Camps
Sacerdote salesiano e martire
Festa: 28 luglio
Nascita-morte: † Barcellona, Spagna, 27/28 luglio 1936
Nascita - morte:
† Barcellona, Spagna, 27/28 luglio 1936
Festa:
28 luglio
Etimologia:
Dall'ebraico Yosef e significa Dio aggiunga, Dio accresca.
Emblema:
Abito sacerdotale salesiano, palma del martirio, croce.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 28 luglio
Nacque a Ciudadela (Menorca) il 12 ottobre I092, dove conobbe i salesiani.Passò poi a Campello (Alicante) e Carabanchel (Madrid) per i suoi studi salesiani. La sua professione religiosa avvenne nel 19I 8, la sua ordinazione sacerdotale nel 1927. Nel 1933 fu destinato alla casa del Tibidabo. Nel mese di luglio del 1936 ne vide ardere il tempio, da un bosco lì vicino, e scese a Barcellona per cercare rifugio. Il 28 luglio fu preso da una pattuglia di miliziani, interrogato davanti ad un altro salesiano e infine ucciso quella stessanotte in una delle carceri di Barcellona.
Biografia
A cura di Enrico Quiri
Emise la professione religiosa nel 1918, distinguendosi per equilibrio, disponibilità e spirito di servizio. Fu ordinato sacerdote nel 1927, iniziando il ministero nell'ambito delle opere educative salesiane.
Il ministero salesiano
Nel 1933 fu destinato alla comunità del Tibidabo, sulla collina che domina Barcellona, dove i Salesiani custodivano il Tempio Espiatorio del Sacro Cuore e dirigevano anche un'opera educativa con numerosi ragazzi.
La sua attività si svolse soprattutto nell'accompagnamento spirituale e nell'educazione dei giovani, secondo il sistema preventivo di don Bosco. Le testimonianze dei confratelli lo descrivono come sacerdote semplice, prudente e profondamente dedito al proprio ministero.
La persecuzione del 1936
Con l'inizio della guerra civile spagnola, nel luglio 1936, la Catalogna fu investita da una violenta persecuzione anticlericale. Chiese, conventi e collegi religiosi vennero incendiati o requisiti e numerosi sacerdoti furono costretti a nascondersi.
Giuseppe Castell assistette dall'esterno all'incendio del santuario del Tibidabo, rifugiandosi inizialmente nei boschi circostanti. Successivamente cercò riparo a Barcellona presso famiglie amiche. La situazione, tuttavia, divenne rapidamente sempre più pericolosa per i religiosi riconosciuti come tali.
Il martirio
Il 28 luglio 1936 una pattuglia di miliziani lo arrestò. Durante gli interrogatori fu condotto davanti a un altro sacerdote salesiano affinché lo identificasse. Le testimonianze ricordano che mantenne un comportamento sereno e dignitoso, senza tradire altri religiosi né rinnegare la propria identità sacerdotale.
Quella stessa notte venne ucciso in una delle carceri clandestine di Barcellona. La Chiesa riconobbe la sua morte come autentico martirio, avvenuto in odio alla fede.
Il culto
Il processo di riconoscimento del martirio si inserì nella causa dei numerosi martiri della persecuzione religiosa spagnola del 1936.
L'11 marzo 2001 san Giovanni Paolo II lo proclamò beato insieme ad altri martiri, riconoscendo nella loro testimonianza un esempio di fedeltà evangelica e di riconciliazione. La memoria liturgica cade il 28 luglio, insieme al confratello beato Giuseppe Caselles Moncho, con il quale condivise gli ultimi giorni di vita.
