Beata Vergine Maria Regina di Palestina
Festa: 25 ottobre
Festa:
25 ottobre
Patronato:
Patriarcato Latino di Gerusalemme; Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
Categoria: B. V. Maria
Calendario: I santi del 25 ottobre
E' uno specifico titolo mariano sviluppatosi nel Patriarcato Latino di Gerusalemme nel XX secolo. L'invocazione fu introdotta dal patriarca Luigi Barlassina nel 1920, quando consacrò la diocesi alla Vergine Maria e la invocò come Regina di Palestina. Il titolo si inserì nella più antica tradizione cristiana della regalità di Maria, riconosciuta dalla Chiesa in relazione alla sua maternità divina, alla partecipazione al mistero di Cristo e alla sua assunzione nella gloria. Nel contesto della Palestina sottoposta al Mandato britannico, l'invocazione assunse un significato propriamente religioso e territoriale, riferito alla Terra Santa. Il culto si consolidò con il santuario di Deir Rafat, inaugurato nel 1928, e con il riconoscimento ecclesiastico del titolo nel 1933. La festa, originariamente celebrata in agosto, è oggi fissata al 25 ottobre nel calendario del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Nel 1994 Giovanni Paolo II confermò Maria Regina di Palestina quale patrona dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Maria nei Vangeli
Maria, madre di Gesù, è una figura storicamente attestata soprattutto attraverso le fonti cristiane del I secolo. I Vangeli di Matteo e Luca la presentano come una donna ebrea di Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, madre di Gesù e protagonista dell'Annunciazione, della Visitazione e degli eventi legati alla nascita del Messia. Il Vangelo di Luca la mostra inoltre presente nella comunità dei discepoli dopo l'ascensione di Gesù, insieme agli apostoli in attesa della Pentecoste.
I dati biografici forniti dai testi canonici sono relativamente limitati. Non sono conosciuti con certezza l'anno e il luogo della sua nascita, né l'anno, il giorno e il luogo della sua morte. Informazioni ulteriori sui suoi genitori, sulla sua infanzia e sulla sua formazione provengono soprattutto dalla tradizione cristiana e da testi apocrifi, in particolare dal Protovangelo di Giacomo, e non possono essere presentate allo stesso livello delle testimonianze evangeliche.
La tradizione della regalità di Maria
Il titolo di Regina attribuito a Maria è molto anteriore all'invocazione specifica Regina di Palestina. La tradizione cristiana sviluppò progressivamente la concezione della regalità mariana, collegandola alla dignità della madre di Cristo e alla sua partecipazione alla gloria del Figlio.
Il Concilio Vaticano II, nella costituzione Lumen gentium, afferma che Maria, assunta alla gloria celeste in anima e corpo, fu esaltata dal Signore quale Regina dell'universo. Pio XII raccolse e sistematizzò nel 1954 la tradizione liturgica e patristica relativa alla regalità di Maria nell'enciclica Ad Caeli Reginam.
Il titolo Regina di Palestina deve quindi essere considerato una particolare applicazione territoriale della più ampia tradizione della regalità mariana, non l'attribuzione a Maria di un nuovo status personale o canonico.
L'origine del titolo Regina di Palestina
L'origine documentata dell'invocazione specifica risale al patriarca latino di Gerusalemme Luigi Barlassina. Il 15 luglio 1920, in occasione del suo solenne ingresso nella Basilica del Santo Sepolcro, Barlassina consacrò la diocesi alla Vergine Maria e la invocò come Regina di Palestina. L'iniziativa si collocava in un periodo di profonde trasformazioni politiche e religiose seguito alla Prima guerra mondiale e all'avvio dell'amministrazione britannica della Palestina.
Il termine Palestina aveva allora un preciso significato geografico e amministrativo e comprendeva il territorio nel quale si trovavano i principali luoghi della vita di Gesù e della prima comunità cristiana. Il titolo non nacque quindi come denominazione politica, ma come invocazione religiosa riferita alla Terra Santa e alla comunità cristiana sottoposta alla giurisdizione del Patriarcato Latino di Gerusalemme.
Il santuario di Deir Rafat
La diffusione del nuovo titolo fu legata alla costruzione del santuario di Deir Rafat, nella valle del Sorek, a ovest di Gerusalemme e nei pressi di Beit Shemesh. Barlassina promosse l'iniziativa nella seconda metà degli anni Venti. I lavori ebbero inizio nel 1925 e il santuario fu solennemente dedicato il 21 marzo 1928.
Il complesso comprendeva anche strutture destinate all'educazione e all'assistenza. La chiesa divenne il principale centro del culto di Maria Regina di Palestina. Sulla facciata fu collocata una grande statua della Vergine e all'interno venne venerata un'immagine specificamente legata all'invocazione della Regina di Palestina.
Il riconoscimento ecclesiastico
Il titolo Regina di Palestina ricevette l'approvazione della Santa Sede nel 1933, durante il pontificato di Pio XI, attraverso la Sacra Congregazione dei Riti. Nello stesso periodo il culto disponeva già di una propria celebrazione liturgica, la cui prima celebrazione è attestata il 15 agosto 1928.
La ricorrenza rimase collegata alla celebrazione di agosto fino alla riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II. Nel 1971 la celebrazione fu trasferita al 25 ottobre. Nel Patriarcato Latino di Gerusalemme questa ricorrenza assunse particolare rilievo come solennità della principale patrona della diocesi.
La patrona del Patriarcato Latino di Gerusalemme
Il culto della Regina di Palestina rimase strettamente legato alla vita della Chiesa cattolica di Terra Santa. Il santuario di Deir Rafat divenne il luogo principale della celebrazione annuale e della preghiera per la pace nella regione.
Il Patriarcato Latino di Gerusalemme continua a indicare la Vergine Maria Regina di Palestina come propria principale patrona. Le celebrazioni annuali a Deir Rafat riuniscono fedeli provenienti dalle diverse comunità cattoliche della Terra Santa e sono caratterizzate dalla celebrazione eucaristica e dalla processione. Nel 2024 e nel 2025 le celebrazioni furono presiedute dal patriarca Pierbattista Pizzaballa.
La patrona dell'Ordine del Santo Sepolcro
Il rapporto fra la Regina di Palestina e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme si consolidò nel corso del XX secolo. Il 21 gennaio 1994 Giovanni Paolo II emanò la lettera apostolica Est quidem notum, con la quale confermò in perpetuo la Beata Vergine Maria invocata come Nostra Signora Regina di Palestina quale patrona presso Dio dell'Ordine.
Il documento pontificio specifica che l'elezione era stata approvata dall'Ordine e sottoposta alla conferma della Santa Sede. Il titolo assunse così una dimensione internazionale, mantenendo tuttavia il suo originario legame con la Terra Santa e con il Patriarcato Latino di Gerusalemme.
Il culto contemporaneo
La devozione alla Regina di Palestina continua a concentrarsi soprattutto nella diocesi del Patriarcato Latino di Gerusalemme e nel santuario di Deir Rafat. Il 25 ottobre costituisce la data liturgica della celebrazione, mentre la grande festa di Deir Rafat viene tradizionalmente celebrata anche nell'ultima domenica di ottobre.
La celebrazione ha assunto nel tempo un particolare carattere di preghiera per la pace e per le comunità cristiane della Terra Santa. La continuità della festa è attestata dalle celebrazioni contemporanee del Patriarcato e dall'attività dell'Ordine del Santo Sepolcro.
Il significato del titolo
Il titolo Regina di Palestina non costituisce una definizione dogmatica distinta della regalità di Maria. Esso appartiene alla devozione e alla liturgia particolare della Chiesa di Gerusalemme e applica alla Terra Santa la più ampia invocazione di Maria come Regina.
La teologia cattolica collega la regalità mariana all'assunzione della Vergine e alla sua particolare unione con Cristo. Il titolo territoriale Regina di Palestina esprime invece il rapporto devozionale tra Maria e la terra nella quale, secondo la fede cristiana, ella visse e nella quale si svolsero gli eventi centrali della vita di Gesù.
L'immagine venerata a Deir Rafat
L'iconografia di Deir Rafat presenta Maria in atteggiamento regale e protettivo. Una delle immagini associate al santuario la raffigura mentre estende la mano sulla Terra Santa, rappresentata simbolicamente attraverso luoghi come il Carmelo e Gerusalemme, mentre due angeli sostengono gli attributi della regalità.
La tradizione iconografica del santuario comprende anche la grande statua collocata sulla facciata e l'iscrizione latina Reginae Palestinae.
Curiosità
- Nel santuario di Deir Rafat il saluto dell'arcangelo Gabriele alla Vergine, 'Ave Maria', è stato rappresentato in numerose lingue; le fonti del santuario indicano oltre 280 lingue utilizzate nella decorazione della chiesa.
- L'immagine originariamente collocata sull'altare maggiore del santuario fu sostituita nel 1941 da un'immagine marmorea, tuttora legata alla venerazione della Regina di Palestina.
- Il titolo Regina di Palestina fu introdotto in un contesto nel quale la Palestina era sottoposta al Mandato britannico; la denominazione religiosa si riferiva al territorio della Terra Santa e non costituiva una rivendicazione politica.
Cronologia
- 15 luglio 1920 - Il patriarca Luigi Barlassina consacra la diocesi alla Vergine Maria e la invoca come Regina di Palestina.
- 1925 - Inizia a Deir Rafat la costruzione del complesso destinato al santuario di Nostra Signora Regina di Palestina.
- 1928 - Il santuario di Deir Rafat viene completato e dedicato solennemente il 21 marzo; il 15 agosto viene celebrata per la prima volta la festa della Regina di Palestina.
- 1933 - La Sacra Congregazione dei Riti riconosce ufficialmente il titolo Regina di Palestina e approva la relativa celebrazione liturgica.
- 1971 - La celebrazione liturgica della Regina di Palestina viene trasferita dal periodo di agosto al 25 ottobre nel quadro della riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II.
- 21 gennaio 1994 - Giovanni Paolo II, con la lettera apostolica Est quidem notum, conferma in perpetuo la Beata Vergine Maria invocata come Nostra Signora Regina di Palestina quale patrona presso Dio dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
- 25 ottobre 2025 - Al santuario di Deir Rafat viene celebrata la festa della Regina di Palestina con la presidenza del patriarca Pierbattista Pizzaballa.
Valutazione storico-critica
- L'identità della figura venerata come Regina di Palestina è chiara: si tratta della Vergine Maria, madre di Gesù, e non di una persona distinta o di una santa canonizzata con questo nome.
- L'origine storicamente documentata del titolo specifico risale al patriarca Luigi Barlassina e alla consacrazione della diocesi alla Vergine Maria nel 1920. Il successivo sviluppo del culto è ben attestato dalle fonti ecclesiastiche del Patriarcato Latino di Gerusalemme e dell'Ordine del Santo Sepolcro.
- La regalità di Maria appartiene a una tradizione cristiana molto più antica del titolo Regina di Palestina. Il Vaticano II e Pio XII la collegano alla dignità di Maria, alla sua assunzione e alla sua particolare relazione con Cristo.
- Le informazioni sulla vita personale di Maria sono limitate nelle fonti cristiane più antiche. I dati relativi alla nascita, ai genitori, all'infanzia e alla morte devono essere distinti dalle tradizioni posteriori e dagli scritti apocrifi. L'identificazione di Nazaret come luogo della sua vita non consente di stabilire con certezza che vi sia nata.
- La tradizione relativa alla morte di Maria presenta diverse localizzazioni, soprattutto Gerusalemme ed Efeso. Nessuna delle due può essere presentata come dato storico certo sulla base delle fonti disponibili.
- Il riconoscimento ecclesiastico del titolo Regina di Palestina nel 1933 e la successiva istituzione della festa costituiscono fatti distinti dall'origine evangelica della devozione mariana. Il titolo specifico appartiene quindi alla storia moderna della Chiesa di Gerusalemme.
- Il 25 ottobre è la data della celebrazione propria della Regina di Palestina nel Patriarcato Latino di Gerusalemme e nella tradizione dell'Ordine del Santo Sepolcro. Non va confusa con la memoria universale della Regalità di Maria celebrata il 22 agosto.
- La patrona dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme è stata formalmente confermata da Giovanni Paolo II nel 1994 mediante un atto pontificio specifico. Il decreto non riguarda l'istituzione della devozione mariana in generale, ma la patrona dell'Ordine sotto lo specifico titolo di Nostra Signora Regina di Palestina.
- Il culto contemporaneo di Deir Rafat è documentato e mantiene un ruolo centrale nella vita religiosa del Patriarcato Latino di Gerusalemme. La celebrazione annuale è particolarmente associata alla preghiera per la Terra Santa e per la pace.
Fonti e bibliografia essenziale
- Vangeli secondo Matteo e Luca; Atti degli Apostoli, per le principali testimonianze neotestamentarie relative a Maria.
- Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 21 novembre 1964, n. 59, per la dottrina della regalità di Maria.
- Pio XII, Ad Caeli Reginam, 11 ottobre 1954, per la tradizione teologica e liturgica della regalità della Vergine Maria.
- Giovanni Paolo II, Est quidem notum, lettera apostolica del 21 gennaio 1994, per la conferma di Maria Regina di Palestina quale patrona presso Dio dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
- Patriarcato Latino di Gerusalemme, documentazione relativa alla festa della Vergine Maria Regina di Palestina e al santuario di Deir Rafat, per la storia del culto e la celebrazione contemporanea.
- Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, documentazione storica sulla Regina di Palestina, per l'origine del titolo nel 1920, il santuario di Deir Rafat e la storia della festa.
- Treccani, voce 'Maria Vergine', per la discussione critica delle fonti antiche relative a Maria e dell'etimologia del nome.
