San Raffaele

Arcangelo

Festa: 29 settembre — Festa

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Festa:
29 settembre — Festa

Patronato:
Ciechi; viaggiatori.

Etimologia:
Dall'ebraico Rĕphā'el, generalmente interpretato come 'Dio guarisce' o 'Dio ha guarito'.

Emblema:
Tobia, il pesce, il bastone o abito da pellegrino; talvolta un recipiente o contenitore per medicinali.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera R

Calendario: I santi del 29 settembre

Gruppo: Santi Michele, Gabriele e Raffaele

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli. Nel giorno della dedicazione della basilica intitolata a San Michele anticamente edificata a Roma al sesto miglio della via Salaria, si celebrano insieme i tre arcangeli, di cui la Sacra Scrittura rivela le particolari missioni: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente.

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E' uno dei tre arcangeli nominati per nome dalla Sacra Scrittura nella tradizione cristiana cattolica, insieme a Michele e Gabriele. La sua figura è legata soprattutto al libro di Tobia, testo deuterocanonico dell'Antico Testamento, nel quale appare sotto le sembianze di un uomo e accompagna Tobia nel viaggio verso la Media. Inviato da Dio in risposta alle preghiere di Tobi e Sara, Raffaele guida il giovane, lo protegge durante il viaggio, gli insegna a utilizzare alcune parti del pesce catturato sul Tigri e contribuisce alla liberazione di Sara dal demonio Asmodeo e alla guarigione della cecità di Tobi. Alla conclusione del racconto rivela la propria identità e dichiara di essere uno dei sette angeli che stanno davanti alla gloria di Dio. La sua figura divenne così associata alla guarigione, alla protezione durante i viaggi e alla funzione di guida. Il culto cristiano si sviluppò soprattutto attraverso la liturgia, l'iconografia e le confraternite. Nel calendario romano la sua festa, celebrata separatamente il 24 ottobre dal 1921, è stata riunita nel 1969 a quella di Michele e Gabriele e fissata al 29 settembre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini


Raffaele nel libro di Tobia
La principale e, per la tradizione biblica cristiana, decisiva testimonianza su Raffaele (Raphael, Raphaël, Raphaēl, Raphaëlus, Raffael) è il libro di Tobia. Il testo racconta le vicende di Tobi, un israelita deportato a Ninive, e di suo figlio Tobia. La narrazione colloca gli avvenimenti nell'epoca dell'esilio assiro, ma il libro nella sua forma letteraria appartiene al giudaismo del periodo ellenistico. Gli studi contemporanei collocano generalmente la composizione nelle ultime fasi del III o nel II secolo a.C.; parti sostanziali del testo furono composte in aramaico. Frammenti aramaici ed ebraici del libro sono stati ritrovati anche tra i manoscritti di Qumran.
Nel racconto Tobi, divenuto cieco, e Sara, figlia di Raguele, vivono separatamente una situazione di profonda sofferenza e rivolgono a Dio la propria preghiera. Tobi chiede la morte, mentre Sara, tormentata dalle accuse che le vengono rivolte dopo la morte di sette mariti, prega anch'essa di essere liberata dalla propria condizione. Il narratore collega esplicitamente le due preghiere: entrambe vengono ascoltate e Raffaele è inviato per portare guarigione a entrambi.

Il viaggio con Tobia
Tobi incarica il figlio di recarsi in Media per recuperare una somma di denaro affidata anni prima a Gabaele di Rages. Tobia cerca una persona che conosca la strada e incontra Raffaele senza riconoscerlo come angelo. Raffaele si presenta con il nome di Azaria, figlio di Anania, e si offre come compagno di viaggio, sostenendo di conoscere bene le vie della Media. Il racconto sottolinea così uno dei tratti caratteristici della sua figura: l'angelo opera senza essere immediatamente riconosciuto come tale.
Durante il viaggio, presso il fiume Tigri, Tobia viene aggredito da un grande pesce. Raffaele gli ordina di catturarlo e di conservarne il cuore, il fegato e la bile. Il testo attribuisce a queste parti del pesce una funzione terapeutica e apotropaica: il cuore e il fegato, bruciati, devono allontanare lo spirito maligno che tormenta Sara, mentre la bile deve essere utilizzata per curare la cecità di Tobi.
Raffaele guida quindi Tobia fino alla casa di Raguele a Ecbatana e lo incoraggia a sposare Sara. Il giovane teme infatti che possa toccargli la stessa sorte dei precedenti mariti della ragazza. Secondo il racconto, Raffaele gli insegna come utilizzare il cuore e il fegato del pesce durante la prima notte di nozze. Il fumo provoca la fuga del demonio Asmodeo, che Raffaele insegue e lega. L'episodio appartiene alla narrazione del libro di Tobia e non costituisce una testimonianza storica indipendente su un evento verificabile.

Il ritorno e la guarigione di Tobi
Dopo il matrimonio, Raffaele accompagna Tobia nel viaggio di ritorno e provvede anche al recupero del denaro presso Gabaele. Prima dell'arrivo a Ninive gli ricorda di utilizzare la bile del pesce per curare gli occhi del padre. Tobia applica il rimedio e Tobi recupera la vista. Il racconto presenta la guarigione come opera di Dio, mentre Raffaele svolge la funzione dell'inviato attraverso il quale l'intervento divino si realizza.
L'episodio conclude il lungo itinerario nel quale Raffaele ha svolto contemporaneamente le funzioni di compagno di viaggio, guida, protettore e mediatore della guarigione. Il significato del nome Raffaele viene così posto in stretta relazione con la funzione attribuitagli dal racconto. La guarigione di Tobi e la liberazione di Sara costituiscono infatti il compimento della missione per la quale Dio lo aveva inviato.

La rivelazione dell'identità
Al termine della vicenda Tobi e Tobia vogliono ricompensare il loro compagno di viaggio. Raffaele però rivela la propria identità. Dichiara di essere Raffaele, uno dei sette angeli che stanno e servono davanti alla gloria del Signore. Spiega inoltre che era stato inviato da Dio per guarire Tobi e Sara e che aveva presentato davanti a Dio le loro preghiere. Dopo aver esortato i protagonisti a benedire Dio, scompare dalla loro vista e ritorna presso colui che lo aveva mandato.
Questo passaggio costituisce il punto culminante della figura di Raffaele nel libro di Tobia. L'angelo non agisce autonomamente, ma come ministro della volontà divina. La guarigione, la protezione e la liberazione attribuite alla sua missione sono ricondotte dal testo all'azione di Dio. La sua funzione di intercessore è esplicitamente collegata alla presentazione delle preghiere davanti alla gloria divina.

Raffaele e la tradizione angelologica
La presentazione di Raffaele come uno dei sette angeli che stanno davanti a Dio appartiene allo sviluppo dell'angelologia del giudaismo del periodo post-esilico. Il libro di Tobia conosce una concezione articolata del mondo angelico e collega Raffaele alla presentazione delle preghiere e all'intervento divino nella vita degli uomini. Anche il libro dell'Apocalisse presenta sette angeli davanti a Dio, ma non fornisce i loro nomi.
Raffaele compare inoltre nella letteratura giudaica antica al di fuori della Bibbia cattolica, in particolare nel Primo libro di Enoch, dove gli vengono attribuite funzioni collegate alla guarigione e alla lotta contro le potenze maligne. Questi testi appartengono a tradizioni religiose differenti e non devono essere confusi con il contenuto del libro di Tobia. La figura di Raffaele si sviluppò dunque all'interno di una più ampia tradizione angelologica del giudaismo antico, successivamente recepita e reinterpretata nelle diverse tradizioni cristiane.

La ricezione cristiana
Nella tradizione cristiana Raffaele rimase strettamente legato al racconto di Tobia. La sua funzione di accompagnatore del giovane divenne progressivamente associata alla protezione durante i viaggi, mentre la guarigione di Tobi contribuì alla sua identificazione come angelo guaritore. La tradizione iconografica occidentale sviluppò soprattutto la rappresentazione di Raffaele insieme a Tobia, spesso durante il viaggio, con il pesce come principale attributo identificativo.
A partire dal tardo Medioevo la devozione a Raffaele conobbe una particolare diffusione in alcuni ambienti urbani italiani. A Firenze una confraternita intitolata all'Arcangelo Raffaello è documentata dal 1411 e nel Quattrocento la devozione si collegò alla protezione dei giovani e dei viaggiatori. Gli Uffizi documentano inoltre la presenza dal 1455 di una cappella della confraternita dell'Arcangelo Raffaele nella chiesa di Santo Spirito e la larga diffusione nel XV secolo dell'immagine di Raffaele che accompagna Tobia.
A Venezia il culto è documentato da una lunga tradizione locale. L'Archivio storico del Patriarcato di Venezia, attraverso il sistema archivistico nazionale, registra la parrocchia di San Raffaele Arcangelo e conserva documentazione relativa alla relativa istituzione e alla sua storia. La tradizione attribuisce la fondazione originaria della chiesa a san Magno, vescovo di Oderzo, ma l'attribuzione delle origini al VII secolo rimane distinta dalla documentazione storica certa dell'edificio.

La festa liturgica
La festa di Raffaele non ebbe originariamente una data universale unica nella Chiesa latina. La sua memoria comparve in diversi calendari e uffici propri locali. Nel calendario romano generale la celebrazione autonoma di Raffaele fu introdotta nel 1921 da Benedetto XV e fissata al 24 ottobre. La revisione del calendario romano successiva al Concilio Vaticano II riunì invece le celebrazioni dei tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele nel giorno del 29 settembre.
La celebrazione attuale è una festa degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Il Martirologio Romano del 29 settembre ricorda insieme i tre arcangeli e collega la data anche alla dedicazione dell'antica basilica romana di San Michele sulla via Salaria. Il Direttorio su pietà popolare e liturgia della Santa Sede conferma il 29 settembre come memoria liturgica dei tre arcangeli.

Il significato della figura di Raffaele
Nel libro di Tobia le diverse funzioni di Raffaele sono strettamente unite. Egli accompagna Tobia, lo orienta nel viaggio, interviene contro il demonio, favorisce il matrimonio con Sara, recupera il denaro affidato a Gabaele e contribuisce alla guarigione di Tobi. Il testo non presenta queste azioni come poteri autonomi dell'angelo: Raffaele dichiara di essere stato mandato da Dio e riconduce a Dio la guarigione e la salvezza ricevute dai protagonisti.
Il suo nome, collegato alla guarigione, ha quindi una funzione significativa all'interno della narrazione. La figura di Raffaele non è quella di un medico umano, ma di un ministro celeste attraverso il quale viene rappresentata l'azione guaritrice di Dio. Questa caratterizzazione spiega la successiva associazione dell'arcangelo con gli infermi, i medici e i viaggiatori.

Iconografia
L'immagine più caratteristica di Raffaele è quella dell'angelo che accompagna Tobia. Il pesce richiama direttamente l'episodio del viaggio sul Tigri e l'impiego delle sue parti per la guarigione di Tobi e per la liberazione di Sara. Il bastone e l'abito da pellegrino derivano invece dalla rappresentazione di Raffaele come compagno di viaggio. In alcune opere compare anche un recipiente o contenitore associato alle medicine.
La diffusione dell'immagine di Raffaele e Tobia fu particolarmente ampia nell'arte italiana dal Quattrocento. Opere conservate agli Uffizi e alla National Gallery di Londra mostrano quanto l'episodio biblico sia diventato uno dei soggetti principali della rappresentazione dell'arcangelo.

Cronologia
- 200-175 a.C. circa - Periodo generalmente proposto dagli studi per la composizione del libro di Tobia, la principale fonte antica sulla figura di Raffaele.
- III-II secolo a.C. - La figura di Raffaele compare nella tradizione angelologica giudaica antica, parallelamente allo sviluppo di concezioni più articolate sugli angeli e sugli esseri celesti.
- 1411 - È documentata a Firenze la fondazione della confraternita dell'Arcangelo Raffaello.
- 1455 - La confraternita fiorentina dell'Arcangelo Raffaello dispone di una cappella nella chiesa di Santo Spirito.
- 26 ottobre 1921 - Benedetto XV estende alla Chiesa universale la celebrazione liturgica di Raffaele, fissata al 24 ottobre.
- 1969 - La revisione del Calendario Romano Generale riunisce le celebrazioni di Michele, Gabriele e Raffaele al 29 settembre.
- 13 maggio 2002 - Il Direttorio su pietà popolare e liturgia della Santa Sede conferma il 29 settembre come giorno della celebrazione degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

Valutazione storico-critica
- Raffaele non è identificabile con una persona umana vissuta in un determinato periodo storico. Le categorie di nascita, morte, professione, beatificazione e canonizzazione non sono pertanto applicabili alla sua figura.
- La fonte fondamentale è il libro di Tobia, nel quale Raffaele è esplicitamente nominato e dichiara di essere uno dei sette angeli che stanno davanti alla gloria di Dio.
- Il libro di Tobia è un'opera giudaica del periodo ellenistico, non una cronaca contemporanea agli eventi che narra. La datazione comunemente proposta per la sua composizione si colloca tra la fine del III e il II secolo a.C., mentre la vicenda narrata è ambientata molti secoli prima.
- Le vicende del viaggio di Tobia, della guarigione di Tobi e della liberazione di Sara appartengono alla narrazione religiosa del libro di Tobia. Non esistono testimonianze storiche indipendenti che consentano di verificarle come eventi biografici nel senso ordinario del termine.
- L'identificazione di Raffaele con uno dei sette angeli che stanno davanti a Dio è esplicita nel libro di Tobia. Il collegamento con altri sistemi di angelologia del giudaismo antico appartiene invece alla storia delle tradizioni religiose e non consente di ricostruire una biografia storica dell'arcangelo.
- Il significato del nome Raffaele è collegato alla guarigione ed è coerente con la funzione attribuita all'angelo nel libro di Tobia.
- Il culto cristiano di Raffaele è storicamente documentato attraverso liturgie, chiese, confraternite e rappresentazioni artistiche. A Firenze una confraternita è attestata dal 1411; a Venezia esiste una documentazione archivistica relativa alla parrocchia intitolata all'arcangelo.
- La tradizione veneziana che attribuisce la fondazione della chiesa di San Raffaele al VII secolo appartiene alla storia della tradizione locale; le fonti archivistiche distinguono tale tradizione dalle attestazioni documentarie relative all'edificio e alla parrocchia.
- La festa universale autonoma di Raffaele fu fissata al 24 ottobre nel 1921; dal 1969 la liturgia romana celebra insieme Michele, Gabriele e Raffaele il 29 settembre.
- Nel culto cattolico contemporaneo Raffaele conserva una fisionomia fortemente legata alle funzioni descritte nel libro di Tobia: guida nel viaggio, protezione e guarigione. La Chiesa cattolica celebra la sua memoria liturgica insieme agli altri due arcangeli nominati nella Scrittura.

Fonti e bibliografia essenziale
- Libro di Tobia, 3, 5-12, fonte biblica fondamentale per la figura di Raffaele e per la narrazione della sua missione.
- Beate Ego, 'The Book of Tobit', in The Oxford Handbook of the Apocrypha, Oxford University Press, 2021, pp. 306-334.
- Giuseppe Ricciotti, 'Raffaele', in Enciclopedia Italiana, 1935.
- James F. Driscoll, 'St. Raphael', in The Catholic Encyclopedia, vol. XII, 1911.
- Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Direttorio su pietà popolare e liturgia. Principi e orientamenti, 2002, nn. 215-217.
- Conferenza Episcopale Italiana, Liturgia delle Ore, 29 settembre, 'Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele'.
- Conferenza Episcopale Italiana, Martirologio Romano, 29 settembre.
- Uffizi Galleries, materiali relativi a Francesco Botticini, I tre arcangeli e Tobiolo, e alla devozione fiorentina per l'arcangelo Raffaele.
- National Gallery, Londra, materiali relativi a Pietro Perugino, The Archangel Raphael with Tobias.
- Archivio storico del Patriarcato di Venezia, scheda della Parrocchia di San Raffaele Arcangelo.

Patronati

  • Annona (Francia)
  • Annona, Ispettori dell' Annona di Roma
  • Cordova (Spagna)
  • Cortale (CZ)
  • Emigranti
  • Farmacisti
  • Giovani che lasciano la Casa per la Prima volta
  • Ispettori Romani dell'Annona
  • Malattie, contro le
  • Medici
  • Occhi, contro le malattie degli
  • Oculisti
  • Pellegrini e Viaggiatori
  • Trepuzzi (LE)
  • Viaggiatori

Aggiunto/modificato il 29 settembre 2026