San Girolamo di Stridone
Sacerdote e dottore della Chiesa
Festa: 30 settembre — Memoria
Nascita-morte: Stridone, nell'area tra Dalmazia e Pannonia, circa 347 - Betlemme, Palestina, 30 settembre 420
Nascita - morte:
Stridone, nell'area tra Dalmazia e Pannonia, circa 347 - Betlemme, Palestina, 30 settembre 420
Festa:
30 settembre — Memoria
Patronato:
Archeologi, Bibliotecari, Studiosi, Traduttori
Etimologia:
Girolamo dal greco Hierṓnymos, formato da hierós, 'sacro', e ónoma, 'nome', con il significato di 'nome sacro'.
Emblema:
Libro o Scrittura, penna, abito da eremita o monaco, spesso il cappello e la veste cardinalizi in rappresentazioni posteriori, leone.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 30 settembre
Martirologio Romano
Memoria di san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa: nato in Dalmazia, nell’odierna Croazia, uomo di grande cultura letteraria, compì a Roma tutti gli studi e qui fu battezzato; rapito poi dal fascino di una vita di contemplazione, abbracciò la vita ascetica e, recatosi in Oriente, fu ordinato sacerdote. Tornato a Roma, divenne segretario di papa Damaso e, stabilitosi poi a Betlemme di Giuda, si ritirò a vita monastica. Fu dottore insigne nel tradurre e spiegare le Sacre Scritture e fu partecipe in modo mirabile delle varie necessità della Chiesa. Giunto infine a un’età avanzata, riposò in pace.
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Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Girolamo (Gerolamo; Girolamo di Stridone; Gerolamo di Stridone; Hieronymus Stridonensis; Hieronymus Stridonius; Jérôme; Jerome) nacque a Stridone, località dell'Impero romano collocata tradizionalmente nell'area di confine tra Dalmazia e Pannonia. La precisa identificazione archeologica di Stridone non è certa: nel corso dei secoli sono state proposte diverse località, tra cui l'area dell'attuale Croazia e quella dell'Istria. Le fonti specialistiche concordano invece nell'indicare una nascita intorno alla metà del IV secolo, generalmente collocata circa nel 347.
Proveniva da una famiglia cristiana agiata e ricevette una formazione letteraria di alto livello. Ancora giovane fu inviato a Roma, dove studiò grammatica e retorica. Tra i suoi maestri figurava Elio Donato, uno dei più importanti grammatici latini dell'epoca. La cultura classica acquisita nella capitale rimase fondamentale per tutta la sua vita: Girolamo possedeva una conoscenza approfondita della lingua e della letteratura latina e conosceva anche il greco, competenze che avrebbe successivamente applicato allo studio biblico.
A Roma fu battezzato, probabilmente nella seconda metà degli anni Sessanta del IV secolo. Successivamente soggiornò a Treviri e quindi ad Aquileia, dove entrò in un ambiente di studiosi e asceti cristiani raccolto intorno al vescovo Valeriano. In questo periodo si sviluppò ulteriormente il suo interesse per la vita ascetica e per la letteratura cristiana. Tra le persone a lui vicine vi fu Rufino di Aquileia, con il quale in seguito avrebbe avuto una lunga e aspra controversia.
Viaggio in Oriente e vita ascetica
Nel 373 Girolamo lasciò l'area occidentale dell'Impero e si diresse verso l'Oriente. Dopo il passaggio attraverso diverse regioni dell'Asia Minore giunse ad Antiochia, dove conobbe ambienti teologici di rilievo e approfondì lo studio dell'esegesi cristiana. Una grave malattia lo condusse a una scelta più radicale di vita ascetica. Si ritirò nel deserto di Calcide, a sud-ovest di Antiochia, dove trascorse alcuni anni dedicandosi alla preghiera, allo studio e all'apprendimento delle lingue necessarie alla lettura della Bibbia.
Durante questo periodo maturò la convinzione che lo studio della Scrittura dovesse costituire il centro della sua attività intellettuale. In una lettera autobiografica raccontò una visione nella quale si sarebbe sentito rimproverare dal giudice divino per essere più ciceroniano che cristiano. L'episodio appartiene alla testimonianza autobiografica dello stesso Girolamo e fu successivamente interpretato come momento decisivo della sua conversione intellettuale alla Scrittura; non deve però essere trasformato in una cronaca esterna dell'evento.
Girolamo fu ordinato presbitero ad Antiochia, probabilmente intorno al 378-379, dal vescovo Paolino di Antiochia. Non esercitò tuttavia una normale attività pastorale parrocchiale: il suo ministero fu strettamente legato alla vita ascetica, allo studio e alla produzione letteraria.
Costantinopoli e incontro con la cultura greca
Tra il 380 e il 381 soggiornò a Costantinopoli, dove approfondì lo studio della teologia greca e frequentò Gregorio di Nazianzo. L'ambiente costantinopolitano gli permise di accrescere la conoscenza della tradizione esegetica orientale e degli scrittori greci. Girolamo si interessò in particolare alle opere di Origene, di Eusebio di Cesarea e di altri autori cristiani, che avrebbero esercitato un'influenza considerevole sulla sua attività esegetica.
La sua conoscenza delle tradizioni orientali divenne una delle caratteristiche fondamentali della sua produzione successiva. Girolamo non fu soltanto un traduttore dal greco al latino: cercò progressivamente di confrontare le versioni bibliche con le lingue e i testi che stavano alla loro origine.
Roma e il servizio presso papa Damaso
Nel 382 Girolamo tornò a Roma e si avvicinò a papa Damaso I. La sua competenza linguistica e biblica lo rese un collaboratore prezioso nell'ambito della revisione dei testi latini della Scrittura. Damaso gli affidò la revisione dei Vangeli latini sulla base dei migliori manoscritti greci disponibili, dando inizio a un'attività che avrebbe avuto conseguenze decisive per la storia della Bibbia occidentale.
Girolamo divenne inoltre una guida spirituale per alcune aristocratiche romane interessate alla vita ascetica, tra cui Paola e sua figlia Eustochio. Il rapporto con questo ambiente femminile suscitò consensi ma anche forti opposizioni. La sua franchezza polemica e le sue critiche nei confronti di alcuni costumi del clero e della società romana contribuirono ad accrescere il numero dei suoi avversari.
La morte di Damaso, avvenuta nel 384, modificò radicalmente la situazione di Girolamo a Roma. La sua posizione divenne sempre più difficile e nel 385 lasciò definitivamente la città. Dopo un nuovo soggiorno in Oriente, si trasferì in Palestina.
Betlemme e la comunità monastica
Nel 386 Girolamo si stabilì a Betlemme. Paola e il suo gruppo lo seguirono in Palestina e contribuirono alla fondazione di comunità monastiche presso il luogo della Natività. Girolamo visse e lavorò in questo ambiente fino alla morte, trasformando Betlemme in uno dei principali centri occidentali di studio biblico della tarda antichità.
La sua attività fu vastissima. Tradusse, revisionò e commentò numerosi libri biblici, scrisse opere polemiche e ascetiche, compose vite di monaci e mantenne una corrispondenza molto ampia. Le sue lettere costituiscono una delle principali testimonianze per la conoscenza della sua personalità, dei suoi rapporti con altri cristiani e della vita ecclesiale del suo tempo.
A Betlemme approfondì anche lo studio dell'ebraico. Per la traduzione dell'Antico Testamento scelse progressivamente di confrontarsi con il testo ebraico, invece di limitarsi a revisionare le precedenti versioni latine basate prevalentemente sui Settanta. Questo orientamento suscitò discussioni anche tra i cristiani del suo tempo, perché comportava un diverso modo di valutare il rapporto tra il testo ebraico e la tradizione greca della Bibbia.
La traduzione della Bibbia
L'opera biblica costituisce il nucleo più importante dell'eredità di Girolamo. A Roma egli aveva iniziato con la revisione dei Vangeli sulla base del greco. Successivamente intervenne su altri testi del Nuovo Testamento e sui Salmi. In Palestina elaborò una revisione dell'Antico Testamento e quindi intraprese una traduzione più ampia direttamente dall'ebraico.
Tra la fine del IV e l'inizio del V secolo tradusse dall'ebraico diversi libri dell'Antico Testamento, tra cui Samuele e Re, Giobbe, i Profeti e i libri sapienziali. Per alcuni libri utilizzò invece l'aramaico o tradizioni testuali precedenti. Il lavoro fu progressivo e non costituì la produzione di un unico volume realizzato in un momento determinato.
La denominazione Vulgata appartiene a una storia successiva. Nell'antichità il termine vulgata editio poteva riferirsi alla versione comunemente utilizzata, mentre l'identificazione stabile della Vulgata con il testo latino derivato dall'opera di Girolamo si affermò in epoca moderna. Il concilio di Trento, nel 1546, riconobbe ufficialmente la Vulgata come testo latino della Scrittura nell'ambito delle decisioni conciliari.
L'opera di Girolamo non fu una traduzione uniforme dell'intera Bibbia realizzata esclusivamente da lui. La Vulgata contiene anche elementi provenienti dalla precedente tradizione latina e la sua formazione testuale è il risultato di un processo complesso. L'attribuzione a Girolamo resta tuttavia fondamentale per gran parte dell'Antico Testamento e per la revisione di importanti sezioni del Nuovo Testamento.
Esegesi e opere letterarie
Parallelamente alla traduzione, Girolamo compose commenti a numerosi libri biblici. Scrisse commentari sui profeti, sui Salmi e sulle lettere paoline, oltre a opere dedicate alla storia della letteratura cristiana e alla vita ascetica.
Nel De viris illustribus, composto nel 392-393, presentò una serie di biografie di scrittori cristiani, offrendo una delle prime opere latine dedicate sistematicamente alla storia della letteratura cristiana. L'opera comprende anche informazioni autobiografiche e costituisce una fonte essenziale per la conoscenza della cultura ecclesiastica del IV secolo.
Girolamo scrisse inoltre le vite di Paolo di Tebe, Malco e Ilarione. Questi testi contribuirono alla diffusione occidentale della letteratura monastica orientale, ma devono essere valutati secondo il genere letterario agiografico cui appartengono. La loro finalità non coincide con quella di una biografia moderna e alcuni episodi rispondono a modelli narrativi e spirituali propri della letteratura monastica.
Polemiche teologiche
La personalità di Girolamo fu caratterizzata da un temperamento polemico. Partecipò a numerose controversie che coinvolsero questioni esegetiche, ascetiche e teologiche.
Una delle più note fu quella relativa a Origene. In una prima fase Girolamo aveva manifestato grande ammirazione per l'erudizione e l'esegesi origeniana. In seguito, nel clima delle controversie origeniste, assunse posizioni fortemente critiche. La contrapposizione coinvolse anche l'antico amico Rufino di Aquileia e diede origine a una lunga serie di scritti polemici.
Girolamo intervenne inoltre nelle controversie riguardanti Elvidio, Gioviniano, Vigilanzio e, negli ultimi anni, il pelagianesimo. I suoi testi mostrano una notevole capacità argomentativa ma anche un linguaggio spesso aspro e personale. La durezza della sua polemica costituisce un elemento caratteristico della sua produzione e deve essere considerata insieme alla sua eccezionale competenza biblica.
Gli ultimi anni
Dopo il 405 Girolamo continuò a lavorare intensamente. Riprese i commenti biblici e compose nuove opere esegetiche e polemiche. Tra il 406 e il 420 lavorò, tra l'altro, sui profeti e su altri libri dell'Antico Testamento. Anche durante gli ultimi anni mantenne una fitta corrispondenza e continuò a seguire le controversie teologiche che attraversavano la Chiesa latina.
La sua comunità di Betlemme fu interessata dalle difficoltà politiche e dalle incursioni che colpirono la Palestina nei primi anni del V secolo. Girolamo continuò comunque la propria attività letteraria fino agli ultimi anni.
Morì a Betlemme il 30 settembre 420. Fu sepolto presso la basilica della Natività secondo la tradizione antica; in seguito la memoria delle sue reliquie si legò alla basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. La basilica romana indica oggi i resti di san Girolamo tra le proprie principali reliquie.
La Vulgata e la cultura occidentale
L'opera biblica di Girolamo ebbe conseguenze di lunghissima durata sulla cultura latina. La sua traduzione e revisione dei testi biblici contribuì alla formazione della principale tradizione scritturistica latina dell'Occidente medievale. La Vulgata divenne progressivamente il testo biblico di riferimento dell'Occidente latino e influenzò la liturgia, la teologia, la predicazione, la letteratura e le arti figurative.
L'importanza di Girolamo non consiste soltanto nell'aver tradotto testi biblici. Egli introdusse nella cultura cristiana latina un metodo di lavoro caratterizzato dal confronto linguistico e testuale, insistendo sulla necessità di conoscere le lingue della Scrittura e di ricorrere alle fonti ebraiche e greche.
Il rapporto con la Sacra Scrittura
Per Girolamo lo studio della Bibbia non fu separato dalla vita ascetica. A Betlemme la traduzione, l'esegesi, la preghiera e la vita monastica furono strettamente collegate. Nella lettera apostolica Scripturae Sacrae affectus, pubblicata nel 2020 in occasione del XVI centenario della morte, papa Francesco ha richiamato proprio questa unità tra studio rigoroso della Scrittura, vita spirituale e servizio ecclesiale.
La figura del cardinale
Nell'arte occidentale Girolamo è frequentemente rappresentato con abiti e cappello cardinalizi. L'immagine è storicamente anacronistica: nel IV e V secolo non esisteva il cardinalato nella forma istituzionale sviluppatasi nel Medioevo. L'associazione deriva dalla tradizione secondo cui Girolamo avrebbe svolto un alto servizio presso papa Damaso e dalla successiva elaborazione agiografica. La rappresentazione cardinalizia divenne particolarmente diffusa nell'arte occidentale medievale e rinascimentale.
Il leone
Il leone è uno degli attributi più riconoscibili di san Girolamo, ma non appartiene alla sua biografia storicamente documentata. Il racconto secondo cui Girolamo avrebbe estratto una spina dalla zampa di un leone e avrebbe poi accolto l'animale nella propria comunità compare nella tradizione agiografica medievale. La ricerca storico-artistica ha collegato questo episodio a una tradizione agiografica tarda e a una possibile confusione con il monaco Gerasimo. L'episodio ebbe comunque un'enorme fortuna iconografica e divenne uno dei simboli più caratteristici del santo.
Curiosità
- Il nome latino con cui Girolamo è conosciuto, Hieronymus, compare nelle fonti con diverse forme e varianti; nelle sue opere e nei testi antichi il personaggio è generalmente identificato semplicemente come Hieronymus. L'aggiunta di Eusebio e Sofronio appartiene a una tradizione onomastica successiva e non costituisce il nome con cui egli si presenta abitualmente nei propri scritti.
- Il luogo di nascita di Girolamo, Stridone, è ancora oggetto di discussione. La località fu distrutta durante le invasioni gotiche e la sua precisa ubicazione non è stata definitivamente identificata. Sono state proposte diverse localizzazioni nell'area dell'antica Dalmazia e dell'Istria.
- La sua biblioteca personale e il suo metodo di lavoro non sono conosciuti attraverso un catalogo completo. Le sue lettere e le sue opere mostrano tuttavia una conoscenza eccezionalmente ampia della letteratura classica e cristiana e un costante ricorso al confronto tra testi e lingue.
- Girolamo fu uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa latina insieme ad Ambrogio, Agostino e Gregorio Magno. Nel 1298 papa Bonifacio VIII elevò a celebrazione liturgica solenne la festa dei quattro grandi Dottori latini.
Cronologia
- Circa 347 - Nascita di Girolamo a Stridone, località dell'area tra Dalmazia e Pannonia, la cui precisa ubicazione rimane incerta.
- Circa 360-366 - Soggiorno e formazione a Roma, dove studia grammatica e retorica.
- Circa 366-369 - Soggiorno a Treviri.
- Circa 370-373 - Soggiorno ad Aquileia, dove frequenta un ambiente cristiano ascetico e letterario.
- 373 - Lascia Aquileia e si dirige verso l'Oriente.
- 374 - Soggiorno ad Antiochia; durante una malattia racconta l'esperienza del cosiddetto 'sogno ciceroniano'.
- 374-379 - Vita ascetica nel deserto di Calcide, presso Antiochia; approfondisce lo studio delle lingue bibliche e della letteratura cristiana.
- Circa 378-379 - Ritorna ad Antiochia e riceve l'ordinazione presbiterale dal vescovo Paolino.
- 379-380 - Soggiorno ad Antiochia e attività letteraria.
- 380-381 - Soggiorno a Costantinopoli; frequenta Gregorio di Nazianzo e approfondisce l'esegesi greca.
- 381 - Traduce in latino la Cronaca di Eusebio e alcune omelie di Origene.
- 382 - Ritorna a Roma e si mette al servizio di papa Damaso I.
- 382-385 - Soggiorno a Roma; collabora con papa Damaso e avvia la revisione dei testi biblici latini.
- 383-384 - Lavora alla revisione dei testi latini dei Vangeli e di altre parti della Scrittura.
- 384-385 - Dopo la morte di papa Damaso I, la posizione di Girolamo a Roma diventa difficile.
- Agosto 385 - Lascia Roma e ritorna verso l'Oriente.
- Fine 385 - Passa per Antiochia nel viaggio verso la Palestina.
- 386 - Attraversa la Palestina e raggiunge Betlemme, dove si stabilisce definitivamente.
- 386-391 - Lavora alla revisione e traduzione di testi biblici latini sulla base della tradizione greca.
- Circa 390-407 - Traduce progressivamente dall'ebraico numerosi libri dell'Antico Testamento.
- 392-393 - Compone il De viris illustribus, importante opera sulla letteratura cristiana e fonte di numerose informazioni autobiografiche.
- 393-416 - Compone numerosi commentari sui libri profetici della Bibbia.
- 394-419 - Mantiene una lunga corrispondenza con Agostino d'Ippona su questioni esegetiche e teologiche.
- 401-404 - Nuova fase della controversia con Rufino di Aquileia.
- 404 - Muore Paola, stretta collaboratrice di Girolamo e figura centrale della comunità monastica di Betlemme.
- 405 circa - Continua il lavoro di traduzione e revisione della Bibbia e l'attività esegetica.
- 419-420 - Ultimi mesi di vita a Betlemme.
- 30 settembre 420 - Morte di Girolamo a Betlemme, secondo la tradizione ecclesiastica latina; alcune ricostruzioni moderne hanno proposto il 419, per cui la data dell'anno non è del tutto priva di discussione.
Valutazione storico-critica
- La ricostruzione della vita di Girolamo è insolitamente ricca per un autore della tarda antichità, perché numerose informazioni provengono direttamente dalle sue lettere e dalle sue opere. La sua produzione costituisce quindi una fonte primaria fondamentale, pur richiedendo attenzione al carattere autobiografico e polemico di molti testi.
- La data di nascita non è conosciuta con certezza assoluta. La cronologia moderna la colloca generalmente intorno al 347, mentre sono state proposte anche date comprese negli anni precedenti. Il 347 circa rappresenta una ricostruzione ampiamente attestata, non una data documentata con precisione.
- L'identificazione geografica di Stridone rimane irrisolta. Le fonti antiche ne collocano l'area tra Dalmazia e Pannonia, ma l'esatta localizzazione della città non può essere stabilita con certezza.
- La data della morte è tradizionalmente fissata al 30 settembre 420 ed è esplicitamente ricordata nella tradizione ecclesiastica. Alcuni repertori hanno indicato 419 o 419-420, ma il 30 settembre 420 è la data assunta dalla tradizione latina e dalla celebrazione liturgica.
- Girolamo fu realmente presbitero, ma non fu cardinale. La sua frequente rappresentazione con il cappello e la veste cardinalizi è un'elaborazione iconografica medievale successiva e non riflette l'organizzazione ecclesiastica del IV-V secolo.
- Il racconto del leone ammansito non appartiene alla documentazione autobiografica e letteraria di Girolamo. La sua presenza nelle vite medievali e nell'iconografia deriva da una tradizione agiografica successiva e non può essere considerata un episodio biografico storicamente documentato.
- La Vulgata non è una traduzione omogenea dell'intera Bibbia realizzata esclusivamente da Girolamo in un unico momento. L'opera comprende revisioni di precedenti versioni latine e traduzioni direttamente dall'ebraico, mentre alcune parti conservano tradizioni testuali anteriori. La sua importanza nella formazione della Bibbia latina occidentale rimane tuttavia fondamentale.
- Il titolo di Dottore della Chiesa appartiene alla ricezione ecclesiale medievale della sua autorità teologica e biblica. Girolamo era già considerato uno dei grandi Padri latini prima del riconoscimento liturgico del 1298, quando Bonifacio VIII dispose una celebrazione più solenne delle feste di Ambrogio, Agostino, Girolamo e Gregorio Magno.
- Il culto di Girolamo è antico e risale ai secoli successivi alla sua morte, senza che sia documentabile una procedura di canonizzazione paragonabile a quelle moderne. Per un santo della tarda antichità, la venerazione ecclesiale precede di molti secoli la formazione delle procedure canoniche formalizzate.
- La tradizione relativa alle reliquie trasferite a Roma è fortemente radicata nella devozione occidentale e nella basilica di Santa Maria Maggiore, che conserva e venera quelle indicate come reliquie di Girolamo. La storia della traslazione appartiene però a una fase posteriore alla sua morte e non coincide con la documentazione biografica del IV-V secolo.
- La figura storica di Girolamo comprende tanto l'attività esegetica e traduttiva quanto le numerose controversie nelle quali fu coinvolto. La sua personalità non può essere ridotta né al solo traduttore della Bibbia né alla successiva immagine iconografica del penitente con il leone.
Fonti e bibliografia essenziale
- Girolamo, Epistulae, raccolta di lettere, fonte primaria essenziale per la biografia, la spiritualità, i rapporti personali e il contesto ecclesiale del santo.
- Girolamo, De viris illustribus, fonte primaria composta nel 392-393 e fondamentale per la storia della letteratura cristiana antica e per numerosi dati autobiografici.
- Girolamo, Vita Pauli, Vita Malchi, Vita Hilarionis, testi agiografici primari per lo studio della concezione monastica di Girolamo e della sua produzione letteraria.
- Girolamo, commentari biblici e opere esegetiche, corpus fondamentale per la conoscenza della sua metodologia di interpretazione della Scrittura e delle sue competenze linguistiche.
- F. Ficarra, A. M. Ciaranfi, 'Girolamo, santo', Enciclopedia Italiana, 1933, ricostruzione biografica e storico-letteraria delle origini, della formazione e dell'opera di Girolamo.
- D. Russo, 'Girolamo, Santo', Enciclopedia dell'Arte Medievale, 1995, studio dell'iconografia e della fortuna agiografica del santo, con particolare attenzione alla formazione medievale dell'immagine del leone e del cardinale.
- Réginald Grégoire, 'Girolamo, santo', Enciclopedia Dantesca, 1970, contributo storico-letterario sulla figura di Girolamo e sulla sua ricezione nella tradizione occidentale.
- Papa Francesco, Scripturae Sacrae affectus, 30 settembre 2020, lettera apostolica nel XVI centenario della morte di Girolamo, dedicata alla sua figura, al suo lavoro biblico e al rapporto con la Sacra Scrittura.
- Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, documentazione istituzionale relativa alla venerazione delle reliquie attribuite a san Girolamo.
- British Museum, Icon with St Jerome, documentazione storico-artistica sulla rappresentazione di Girolamo con il leone e sugli elementi iconografici medievali della sua figura.
- National Gallery, London, St Jerome, documentazione iconografica sul cappello cardinalizio, sul leone e sulle rappresentazioni tradizionali del santo.
Proveniva da una famiglia cristiana agiata e ricevette una formazione letteraria di alto livello. Ancora giovane fu inviato a Roma, dove studiò grammatica e retorica. Tra i suoi maestri figurava Elio Donato, uno dei più importanti grammatici latini dell'epoca. La cultura classica acquisita nella capitale rimase fondamentale per tutta la sua vita: Girolamo possedeva una conoscenza approfondita della lingua e della letteratura latina e conosceva anche il greco, competenze che avrebbe successivamente applicato allo studio biblico.
A Roma fu battezzato, probabilmente nella seconda metà degli anni Sessanta del IV secolo. Successivamente soggiornò a Treviri e quindi ad Aquileia, dove entrò in un ambiente di studiosi e asceti cristiani raccolto intorno al vescovo Valeriano. In questo periodo si sviluppò ulteriormente il suo interesse per la vita ascetica e per la letteratura cristiana. Tra le persone a lui vicine vi fu Rufino di Aquileia, con il quale in seguito avrebbe avuto una lunga e aspra controversia.
Viaggio in Oriente e vita ascetica
Nel 373 Girolamo lasciò l'area occidentale dell'Impero e si diresse verso l'Oriente. Dopo il passaggio attraverso diverse regioni dell'Asia Minore giunse ad Antiochia, dove conobbe ambienti teologici di rilievo e approfondì lo studio dell'esegesi cristiana. Una grave malattia lo condusse a una scelta più radicale di vita ascetica. Si ritirò nel deserto di Calcide, a sud-ovest di Antiochia, dove trascorse alcuni anni dedicandosi alla preghiera, allo studio e all'apprendimento delle lingue necessarie alla lettura della Bibbia.
Durante questo periodo maturò la convinzione che lo studio della Scrittura dovesse costituire il centro della sua attività intellettuale. In una lettera autobiografica raccontò una visione nella quale si sarebbe sentito rimproverare dal giudice divino per essere più ciceroniano che cristiano. L'episodio appartiene alla testimonianza autobiografica dello stesso Girolamo e fu successivamente interpretato come momento decisivo della sua conversione intellettuale alla Scrittura; non deve però essere trasformato in una cronaca esterna dell'evento.
Girolamo fu ordinato presbitero ad Antiochia, probabilmente intorno al 378-379, dal vescovo Paolino di Antiochia. Non esercitò tuttavia una normale attività pastorale parrocchiale: il suo ministero fu strettamente legato alla vita ascetica, allo studio e alla produzione letteraria.
Costantinopoli e incontro con la cultura greca
Tra il 380 e il 381 soggiornò a Costantinopoli, dove approfondì lo studio della teologia greca e frequentò Gregorio di Nazianzo. L'ambiente costantinopolitano gli permise di accrescere la conoscenza della tradizione esegetica orientale e degli scrittori greci. Girolamo si interessò in particolare alle opere di Origene, di Eusebio di Cesarea e di altri autori cristiani, che avrebbero esercitato un'influenza considerevole sulla sua attività esegetica.
La sua conoscenza delle tradizioni orientali divenne una delle caratteristiche fondamentali della sua produzione successiva. Girolamo non fu soltanto un traduttore dal greco al latino: cercò progressivamente di confrontare le versioni bibliche con le lingue e i testi che stavano alla loro origine.
Roma e il servizio presso papa Damaso
Nel 382 Girolamo tornò a Roma e si avvicinò a papa Damaso I. La sua competenza linguistica e biblica lo rese un collaboratore prezioso nell'ambito della revisione dei testi latini della Scrittura. Damaso gli affidò la revisione dei Vangeli latini sulla base dei migliori manoscritti greci disponibili, dando inizio a un'attività che avrebbe avuto conseguenze decisive per la storia della Bibbia occidentale.
Girolamo divenne inoltre una guida spirituale per alcune aristocratiche romane interessate alla vita ascetica, tra cui Paola e sua figlia Eustochio. Il rapporto con questo ambiente femminile suscitò consensi ma anche forti opposizioni. La sua franchezza polemica e le sue critiche nei confronti di alcuni costumi del clero e della società romana contribuirono ad accrescere il numero dei suoi avversari.
La morte di Damaso, avvenuta nel 384, modificò radicalmente la situazione di Girolamo a Roma. La sua posizione divenne sempre più difficile e nel 385 lasciò definitivamente la città. Dopo un nuovo soggiorno in Oriente, si trasferì in Palestina.
Betlemme e la comunità monastica
Nel 386 Girolamo si stabilì a Betlemme. Paola e il suo gruppo lo seguirono in Palestina e contribuirono alla fondazione di comunità monastiche presso il luogo della Natività. Girolamo visse e lavorò in questo ambiente fino alla morte, trasformando Betlemme in uno dei principali centri occidentali di studio biblico della tarda antichità.
La sua attività fu vastissima. Tradusse, revisionò e commentò numerosi libri biblici, scrisse opere polemiche e ascetiche, compose vite di monaci e mantenne una corrispondenza molto ampia. Le sue lettere costituiscono una delle principali testimonianze per la conoscenza della sua personalità, dei suoi rapporti con altri cristiani e della vita ecclesiale del suo tempo.
A Betlemme approfondì anche lo studio dell'ebraico. Per la traduzione dell'Antico Testamento scelse progressivamente di confrontarsi con il testo ebraico, invece di limitarsi a revisionare le precedenti versioni latine basate prevalentemente sui Settanta. Questo orientamento suscitò discussioni anche tra i cristiani del suo tempo, perché comportava un diverso modo di valutare il rapporto tra il testo ebraico e la tradizione greca della Bibbia.
La traduzione della Bibbia
L'opera biblica costituisce il nucleo più importante dell'eredità di Girolamo. A Roma egli aveva iniziato con la revisione dei Vangeli sulla base del greco. Successivamente intervenne su altri testi del Nuovo Testamento e sui Salmi. In Palestina elaborò una revisione dell'Antico Testamento e quindi intraprese una traduzione più ampia direttamente dall'ebraico.
Tra la fine del IV e l'inizio del V secolo tradusse dall'ebraico diversi libri dell'Antico Testamento, tra cui Samuele e Re, Giobbe, i Profeti e i libri sapienziali. Per alcuni libri utilizzò invece l'aramaico o tradizioni testuali precedenti. Il lavoro fu progressivo e non costituì la produzione di un unico volume realizzato in un momento determinato.
La denominazione Vulgata appartiene a una storia successiva. Nell'antichità il termine vulgata editio poteva riferirsi alla versione comunemente utilizzata, mentre l'identificazione stabile della Vulgata con il testo latino derivato dall'opera di Girolamo si affermò in epoca moderna. Il concilio di Trento, nel 1546, riconobbe ufficialmente la Vulgata come testo latino della Scrittura nell'ambito delle decisioni conciliari.
L'opera di Girolamo non fu una traduzione uniforme dell'intera Bibbia realizzata esclusivamente da lui. La Vulgata contiene anche elementi provenienti dalla precedente tradizione latina e la sua formazione testuale è il risultato di un processo complesso. L'attribuzione a Girolamo resta tuttavia fondamentale per gran parte dell'Antico Testamento e per la revisione di importanti sezioni del Nuovo Testamento.
Esegesi e opere letterarie
Parallelamente alla traduzione, Girolamo compose commenti a numerosi libri biblici. Scrisse commentari sui profeti, sui Salmi e sulle lettere paoline, oltre a opere dedicate alla storia della letteratura cristiana e alla vita ascetica.
Nel De viris illustribus, composto nel 392-393, presentò una serie di biografie di scrittori cristiani, offrendo una delle prime opere latine dedicate sistematicamente alla storia della letteratura cristiana. L'opera comprende anche informazioni autobiografiche e costituisce una fonte essenziale per la conoscenza della cultura ecclesiastica del IV secolo.
Girolamo scrisse inoltre le vite di Paolo di Tebe, Malco e Ilarione. Questi testi contribuirono alla diffusione occidentale della letteratura monastica orientale, ma devono essere valutati secondo il genere letterario agiografico cui appartengono. La loro finalità non coincide con quella di una biografia moderna e alcuni episodi rispondono a modelli narrativi e spirituali propri della letteratura monastica.
Polemiche teologiche
La personalità di Girolamo fu caratterizzata da un temperamento polemico. Partecipò a numerose controversie che coinvolsero questioni esegetiche, ascetiche e teologiche.
Una delle più note fu quella relativa a Origene. In una prima fase Girolamo aveva manifestato grande ammirazione per l'erudizione e l'esegesi origeniana. In seguito, nel clima delle controversie origeniste, assunse posizioni fortemente critiche. La contrapposizione coinvolse anche l'antico amico Rufino di Aquileia e diede origine a una lunga serie di scritti polemici.
Girolamo intervenne inoltre nelle controversie riguardanti Elvidio, Gioviniano, Vigilanzio e, negli ultimi anni, il pelagianesimo. I suoi testi mostrano una notevole capacità argomentativa ma anche un linguaggio spesso aspro e personale. La durezza della sua polemica costituisce un elemento caratteristico della sua produzione e deve essere considerata insieme alla sua eccezionale competenza biblica.
Gli ultimi anni
Dopo il 405 Girolamo continuò a lavorare intensamente. Riprese i commenti biblici e compose nuove opere esegetiche e polemiche. Tra il 406 e il 420 lavorò, tra l'altro, sui profeti e su altri libri dell'Antico Testamento. Anche durante gli ultimi anni mantenne una fitta corrispondenza e continuò a seguire le controversie teologiche che attraversavano la Chiesa latina.
La sua comunità di Betlemme fu interessata dalle difficoltà politiche e dalle incursioni che colpirono la Palestina nei primi anni del V secolo. Girolamo continuò comunque la propria attività letteraria fino agli ultimi anni.
Morì a Betlemme il 30 settembre 420. Fu sepolto presso la basilica della Natività secondo la tradizione antica; in seguito la memoria delle sue reliquie si legò alla basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. La basilica romana indica oggi i resti di san Girolamo tra le proprie principali reliquie.
La Vulgata e la cultura occidentale
L'opera biblica di Girolamo ebbe conseguenze di lunghissima durata sulla cultura latina. La sua traduzione e revisione dei testi biblici contribuì alla formazione della principale tradizione scritturistica latina dell'Occidente medievale. La Vulgata divenne progressivamente il testo biblico di riferimento dell'Occidente latino e influenzò la liturgia, la teologia, la predicazione, la letteratura e le arti figurative.
L'importanza di Girolamo non consiste soltanto nell'aver tradotto testi biblici. Egli introdusse nella cultura cristiana latina un metodo di lavoro caratterizzato dal confronto linguistico e testuale, insistendo sulla necessità di conoscere le lingue della Scrittura e di ricorrere alle fonti ebraiche e greche.
Il rapporto con la Sacra Scrittura
Per Girolamo lo studio della Bibbia non fu separato dalla vita ascetica. A Betlemme la traduzione, l'esegesi, la preghiera e la vita monastica furono strettamente collegate. Nella lettera apostolica Scripturae Sacrae affectus, pubblicata nel 2020 in occasione del XVI centenario della morte, papa Francesco ha richiamato proprio questa unità tra studio rigoroso della Scrittura, vita spirituale e servizio ecclesiale.
La figura del cardinale
Nell'arte occidentale Girolamo è frequentemente rappresentato con abiti e cappello cardinalizi. L'immagine è storicamente anacronistica: nel IV e V secolo non esisteva il cardinalato nella forma istituzionale sviluppatasi nel Medioevo. L'associazione deriva dalla tradizione secondo cui Girolamo avrebbe svolto un alto servizio presso papa Damaso e dalla successiva elaborazione agiografica. La rappresentazione cardinalizia divenne particolarmente diffusa nell'arte occidentale medievale e rinascimentale.
Il leone
Il leone è uno degli attributi più riconoscibili di san Girolamo, ma non appartiene alla sua biografia storicamente documentata. Il racconto secondo cui Girolamo avrebbe estratto una spina dalla zampa di un leone e avrebbe poi accolto l'animale nella propria comunità compare nella tradizione agiografica medievale. La ricerca storico-artistica ha collegato questo episodio a una tradizione agiografica tarda e a una possibile confusione con il monaco Gerasimo. L'episodio ebbe comunque un'enorme fortuna iconografica e divenne uno dei simboli più caratteristici del santo.
Curiosità
- Il nome latino con cui Girolamo è conosciuto, Hieronymus, compare nelle fonti con diverse forme e varianti; nelle sue opere e nei testi antichi il personaggio è generalmente identificato semplicemente come Hieronymus. L'aggiunta di Eusebio e Sofronio appartiene a una tradizione onomastica successiva e non costituisce il nome con cui egli si presenta abitualmente nei propri scritti.
- Il luogo di nascita di Girolamo, Stridone, è ancora oggetto di discussione. La località fu distrutta durante le invasioni gotiche e la sua precisa ubicazione non è stata definitivamente identificata. Sono state proposte diverse localizzazioni nell'area dell'antica Dalmazia e dell'Istria.
- La sua biblioteca personale e il suo metodo di lavoro non sono conosciuti attraverso un catalogo completo. Le sue lettere e le sue opere mostrano tuttavia una conoscenza eccezionalmente ampia della letteratura classica e cristiana e un costante ricorso al confronto tra testi e lingue.
- Girolamo fu uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa latina insieme ad Ambrogio, Agostino e Gregorio Magno. Nel 1298 papa Bonifacio VIII elevò a celebrazione liturgica solenne la festa dei quattro grandi Dottori latini.
Cronologia
- Circa 347 - Nascita di Girolamo a Stridone, località dell'area tra Dalmazia e Pannonia, la cui precisa ubicazione rimane incerta.
- Circa 360-366 - Soggiorno e formazione a Roma, dove studia grammatica e retorica.
- Circa 366-369 - Soggiorno a Treviri.
- Circa 370-373 - Soggiorno ad Aquileia, dove frequenta un ambiente cristiano ascetico e letterario.
- 373 - Lascia Aquileia e si dirige verso l'Oriente.
- 374 - Soggiorno ad Antiochia; durante una malattia racconta l'esperienza del cosiddetto 'sogno ciceroniano'.
- 374-379 - Vita ascetica nel deserto di Calcide, presso Antiochia; approfondisce lo studio delle lingue bibliche e della letteratura cristiana.
- Circa 378-379 - Ritorna ad Antiochia e riceve l'ordinazione presbiterale dal vescovo Paolino.
- 379-380 - Soggiorno ad Antiochia e attività letteraria.
- 380-381 - Soggiorno a Costantinopoli; frequenta Gregorio di Nazianzo e approfondisce l'esegesi greca.
- 381 - Traduce in latino la Cronaca di Eusebio e alcune omelie di Origene.
- 382 - Ritorna a Roma e si mette al servizio di papa Damaso I.
- 382-385 - Soggiorno a Roma; collabora con papa Damaso e avvia la revisione dei testi biblici latini.
- 383-384 - Lavora alla revisione dei testi latini dei Vangeli e di altre parti della Scrittura.
- 384-385 - Dopo la morte di papa Damaso I, la posizione di Girolamo a Roma diventa difficile.
- Agosto 385 - Lascia Roma e ritorna verso l'Oriente.
- Fine 385 - Passa per Antiochia nel viaggio verso la Palestina.
- 386 - Attraversa la Palestina e raggiunge Betlemme, dove si stabilisce definitivamente.
- 386-391 - Lavora alla revisione e traduzione di testi biblici latini sulla base della tradizione greca.
- Circa 390-407 - Traduce progressivamente dall'ebraico numerosi libri dell'Antico Testamento.
- 392-393 - Compone il De viris illustribus, importante opera sulla letteratura cristiana e fonte di numerose informazioni autobiografiche.
- 393-416 - Compone numerosi commentari sui libri profetici della Bibbia.
- 394-419 - Mantiene una lunga corrispondenza con Agostino d'Ippona su questioni esegetiche e teologiche.
- 401-404 - Nuova fase della controversia con Rufino di Aquileia.
- 404 - Muore Paola, stretta collaboratrice di Girolamo e figura centrale della comunità monastica di Betlemme.
- 405 circa - Continua il lavoro di traduzione e revisione della Bibbia e l'attività esegetica.
- 419-420 - Ultimi mesi di vita a Betlemme.
- 30 settembre 420 - Morte di Girolamo a Betlemme, secondo la tradizione ecclesiastica latina; alcune ricostruzioni moderne hanno proposto il 419, per cui la data dell'anno non è del tutto priva di discussione.
Valutazione storico-critica
- La ricostruzione della vita di Girolamo è insolitamente ricca per un autore della tarda antichità, perché numerose informazioni provengono direttamente dalle sue lettere e dalle sue opere. La sua produzione costituisce quindi una fonte primaria fondamentale, pur richiedendo attenzione al carattere autobiografico e polemico di molti testi.
- La data di nascita non è conosciuta con certezza assoluta. La cronologia moderna la colloca generalmente intorno al 347, mentre sono state proposte anche date comprese negli anni precedenti. Il 347 circa rappresenta una ricostruzione ampiamente attestata, non una data documentata con precisione.
- L'identificazione geografica di Stridone rimane irrisolta. Le fonti antiche ne collocano l'area tra Dalmazia e Pannonia, ma l'esatta localizzazione della città non può essere stabilita con certezza.
- La data della morte è tradizionalmente fissata al 30 settembre 420 ed è esplicitamente ricordata nella tradizione ecclesiastica. Alcuni repertori hanno indicato 419 o 419-420, ma il 30 settembre 420 è la data assunta dalla tradizione latina e dalla celebrazione liturgica.
- Girolamo fu realmente presbitero, ma non fu cardinale. La sua frequente rappresentazione con il cappello e la veste cardinalizi è un'elaborazione iconografica medievale successiva e non riflette l'organizzazione ecclesiastica del IV-V secolo.
- Il racconto del leone ammansito non appartiene alla documentazione autobiografica e letteraria di Girolamo. La sua presenza nelle vite medievali e nell'iconografia deriva da una tradizione agiografica successiva e non può essere considerata un episodio biografico storicamente documentato.
- La Vulgata non è una traduzione omogenea dell'intera Bibbia realizzata esclusivamente da Girolamo in un unico momento. L'opera comprende revisioni di precedenti versioni latine e traduzioni direttamente dall'ebraico, mentre alcune parti conservano tradizioni testuali anteriori. La sua importanza nella formazione della Bibbia latina occidentale rimane tuttavia fondamentale.
- Il titolo di Dottore della Chiesa appartiene alla ricezione ecclesiale medievale della sua autorità teologica e biblica. Girolamo era già considerato uno dei grandi Padri latini prima del riconoscimento liturgico del 1298, quando Bonifacio VIII dispose una celebrazione più solenne delle feste di Ambrogio, Agostino, Girolamo e Gregorio Magno.
- Il culto di Girolamo è antico e risale ai secoli successivi alla sua morte, senza che sia documentabile una procedura di canonizzazione paragonabile a quelle moderne. Per un santo della tarda antichità, la venerazione ecclesiale precede di molti secoli la formazione delle procedure canoniche formalizzate.
- La tradizione relativa alle reliquie trasferite a Roma è fortemente radicata nella devozione occidentale e nella basilica di Santa Maria Maggiore, che conserva e venera quelle indicate come reliquie di Girolamo. La storia della traslazione appartiene però a una fase posteriore alla sua morte e non coincide con la documentazione biografica del IV-V secolo.
- La figura storica di Girolamo comprende tanto l'attività esegetica e traduttiva quanto le numerose controversie nelle quali fu coinvolto. La sua personalità non può essere ridotta né al solo traduttore della Bibbia né alla successiva immagine iconografica del penitente con il leone.
Fonti e bibliografia essenziale
- Girolamo, Epistulae, raccolta di lettere, fonte primaria essenziale per la biografia, la spiritualità, i rapporti personali e il contesto ecclesiale del santo.
- Girolamo, De viris illustribus, fonte primaria composta nel 392-393 e fondamentale per la storia della letteratura cristiana antica e per numerosi dati autobiografici.
- Girolamo, Vita Pauli, Vita Malchi, Vita Hilarionis, testi agiografici primari per lo studio della concezione monastica di Girolamo e della sua produzione letteraria.
- Girolamo, commentari biblici e opere esegetiche, corpus fondamentale per la conoscenza della sua metodologia di interpretazione della Scrittura e delle sue competenze linguistiche.
- F. Ficarra, A. M. Ciaranfi, 'Girolamo, santo', Enciclopedia Italiana, 1933, ricostruzione biografica e storico-letteraria delle origini, della formazione e dell'opera di Girolamo.
- D. Russo, 'Girolamo, Santo', Enciclopedia dell'Arte Medievale, 1995, studio dell'iconografia e della fortuna agiografica del santo, con particolare attenzione alla formazione medievale dell'immagine del leone e del cardinale.
- Réginald Grégoire, 'Girolamo, santo', Enciclopedia Dantesca, 1970, contributo storico-letterario sulla figura di Girolamo e sulla sua ricezione nella tradizione occidentale.
- Papa Francesco, Scripturae Sacrae affectus, 30 settembre 2020, lettera apostolica nel XVI centenario della morte di Girolamo, dedicata alla sua figura, al suo lavoro biblico e al rapporto con la Sacra Scrittura.
- Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, documentazione istituzionale relativa alla venerazione delle reliquie attribuite a san Girolamo.
- British Museum, Icon with St Jerome, documentazione storico-artistica sulla rappresentazione di Girolamo con il leone e sugli elementi iconografici medievali della sua figura.
- National Gallery, London, St Jerome, documentazione iconografica sul cappello cardinalizio, sul leone e sulle rappresentazioni tradizionali del santo.
Patronati
- Archeologi
- Bibliotecari
- Cittanova (RC)
- Eruditi
- Librai
- Miopi
- Studenti
- Traduttori
- Umanisti Cattolici
