Nascita - morte:
† 37 d.C.
Festa:
16 ottobre (15 marzo)
Altra ricorrenza: 16 ottobre (15 marzo)
Etimologia:
Longinus è stato collegato sia al latino longus, 'lungo, alto', sia al greco lonchē, 'lancia', in rapporto alla funzione attribuita al personaggio.
Emblema:
Lancia; abito o armatura militare; in alcune rappresentazioni, ampolla contenente il sangue di Cristo.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera L
Calendario: I santi del 16 ottobre
Martirologio Romano
E' il nome attribuito dalla tradizione cristiana al soldato romano che, secondo il Vangelo di Giovanni, trafisse con una lancia il costato di Gesù già morto sulla croce, provocando la fuoriuscita di sangue e acqua. Il quarto Vangelo non ne indica né il nome né altre informazioni personali. La figura di Longino si forma invece nella letteratura apocrifa, in particolare nella tradizione degli Atti di Pilato o Vangelo di Nicodemo, dove il nome viene associato al soldato della Passione. In seguito la tradizione cristiana occidentale identificò questo soldato con il centurione che, secondo i Vangeli sinottici, riconobbe la divinità di Gesù dopo la sua morte. Da questa fusione nacquero il racconto della conversione, della predicazione in Cappadocia e del martirio. Il culto di Longino è attestato già nella tarda antichità, mentre la tradizione occidentale lo collegò anche alla reliquia del Preziosissimo Sangue venerata a Mantova. Il Martirologio Romano attuale lo commemora il 16 ottobre a Gerusalemme come il soldato venerato per avere aperto con la lancia il costato del Signore crocifisso.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
L'unico dato direttamente riferibile al personaggio nei Vangeli canonici è quello contenuto nel Vangelo secondo Giovanni. Durante la crocifissione, quando i soldati constatano che Gesù è già morto e non gli spezzano le gambe, uno di loro gli trafigge il fianco con una lancia. Giovanni non ne fornisce il nome né precisa il grado militare: il personaggio è semplicemente uno dei soldati incaricati dell'esecuzione. L'episodio è seguito dalla menzione del sangue e dell'acqua usciti dalla ferita. Il testo evangelico non consente quindi di ricostruire una biografia personale del soldato.
I Vangeli di Matteo, Marco e Luca raccontano invece la reazione del centurione presente presso la croce, che riconosce Gesù come Figlio di Dio. Nessuno dei tre testi lo identifica con il soldato che trafisse il costato, e neppure gli attribuisce il nome Longino. La successiva tradizione cristiana ha progressivamente unito le due figure. La distinzione tra il soldato di Giovanni e il centurione dei sinottici costituisce uno dei principali problemi storico-critici della tradizione longiniana.
La formazione della figura di Longino
Il nome Longino compare nella tradizione apocrifa degli Atti di Pilato, confluita nel Vangelo di Nicodemo. Qui il soldato che ha trafitto il costato di Cristo viene identificato con Longinus. La letteratura successiva sviluppò intorno a questo nome una vera figura agiografica, attribuendogli la conversione dopo la morte di Gesù e una successiva attività missionaria. Lo studio della tradizione mostra che in Oriente Longino fu soprattutto associato al centurione presente alla crocifissione, mentre in Occidente prevalse l'identificazione con il soldato che aveva usato la lancia.
Un'importante testimonianza iconografica antica si trova nei Vangeli di Rabula, manoscritto siriaco datato al 586, dove il nome greco ΛΟΓΙΝΟC compare accanto alla figura del soldato che trafigge il costato di Cristo. Si tratta di una delle più antiche attestazioni del nome nella rappresentazione della Passione.
La tradizione cappadoce
La tradizione relativa alla Cappadocia è più antica delle principali leggende medievali. Gregorio di Nissa, nel IV secolo, ricorda il centurione presente presso la croce come colui al quale i Cappadoci attribuivano l'evangelizzazione della loro regione. La testimonianza di Gregorio è importante perché dimostra l'esistenza di una tradizione cappadoce già nella tarda antichità, ma non permette di stabilire con certezza che il centurione ricordato da Gregorio fosse già identificato con il Longino degli Atti di Pilato.
La successiva agiografia sviluppò ulteriormente questo nucleo tradizionale. Longino sarebbe divenuto cristiano, avrebbe abbandonato il servizio militare e avrebbe predicato in Cappadocia. Le narrazioni agiografiche gli attribuiscono infine il martirio, generalmente mediante decapitazione. Questi elementi appartengono alla tradizione agiografica e non possono essere ricostruiti come dati biografici documentati del soldato della crocifissione.
La guarigione della vista e la conversione
Una tradizione medievale racconta che Longino soffrisse di una grave malattia agli occhi e che una goccia del sangue uscito dal costato di Cristo gli restituisse la vista. Il motivo della guarigione divenne parte integrante della leggenda occidentale e contribuì all'associazione del santo con i ciechi. Anche questo episodio non appartiene al racconto evangelico e non costituisce un dato storico verificabile.
La guarigione venne interpretata nella tradizione cristiana come il passaggio dalla cecità fisica alla fede. Da qui deriva una parte significativa della fortuna spirituale e iconografica di Longino, frequentemente rappresentato ai piedi della croce con la lancia in mano.
La tradizione mantovana
Un ramo particolarmente importante della tradizione occidentale collega Longino a Mantova. Secondo il racconto mantovano, dopo la conversione il soldato avrebbe raccolto terra impregnata del sangue di Cristo ai piedi della croce e l'avrebbe portata in Italia, nascondendola nel luogo dove sarebbe sorta la futura Mantova. La tradizione gli attribuisce inoltre il martirio e la sepoltura nello stesso territorio. La diocesi di Mantova conserva e venera la reliquia del Preziosissimo Sangue nei Sacri Vasi della basilica di Sant'Andrea, mantenendo esplicitamente il legame tradizionale con Longino.
La storia della reliquia presenta due principali inventiones. La prima è tradizionalmente collocata nell'804, quando il sangue sarebbe stato ritrovato a Mantova. Una parte sarebbe stata trasferita alla corte carolingia. Dopo l'invasione degli Ungari del 923, la reliquia sarebbe stata nuovamente nascosta. Nel 1048 sarebbe avvenuto il secondo ritrovamento della parte maggiore della reliquia, insieme alle ossa attribuite a Longino. La tradizione mantovana collega questo secondo ritrovamento allo sviluppo del culto del Preziosissimo Sangue e alla successiva costruzione della basilica di Sant'Andrea.
La prima attestazione documentaria della presenza dei Sacri Vasi a Mantova risale al 1135. La documentazione medievale attesta quindi l'esistenza del culto della reliquia, ma non dimostra che il suo contenuto sia effettivamente il sangue raccolto da Longino durante la crocifissione, né che le ossa rinvenute nel 1048 appartengano al soldato della Passione.
Il culto e le memorie liturgiche
Il culto di Longino presenta una storia complessa e differenti tradizioni geografiche. Il Martirologio Romano attualmente in uso, nell'edizione ufficiale promulgata nel 2004 e nella versione italiana approvata nel 2006, lo colloca il 16 ottobre e lo ricorda a Gerusalemme come il soldato che aprì con la lancia il costato di Cristo. L'elogiò liturgico non fornisce una biografia del martire e non conferma le tradizioni relative alla Cappadocia o a Mantova.
La precedente tradizione romana collocava invece la memoria di Longino al 15 marzo e la riferiva a Cesarea di Cappadocia. La memoria del 15 marzo è rimasta nella diocesi di Mantova, mentre il 16 ottobre è la data prevalente nelle tradizioni orientali e costituisce oggi la memoria del Martirologio Romano.
Longino e il centurione della croce
L'identificazione tra il soldato di Giovanni e il centurione dei Vangeli sinottici non è un dato biblico. Essa appartiene alla tradizione cristiana sviluppatasi nei secoli successivi. La ricerca agiografica distingue infatti almeno due nuclei narrativi: il soldato che trafigge il costato di Gesù e il centurione che proclama la divinità di Cristo. La tradizione occidentale li ha fusi nella figura di Longino, mentre quella orientale ha sviluppato prevalentemente il profilo del centurione convertito.
La reliquia del Preziosissimo Sangue
Il rapporto tra Longino e Mantova è uno degli aspetti più importanti del culto occidentale del santo. La diocesi mantovana attribuisce alla tradizione il trasporto della terra intrisa di sangue e riconduce a Longino anche le ossa rinvenute nel 1048. Il culto della reliquia è invece storicamente documentato almeno dal Medioevo: un documento del 1135 attesta la presenza dei Sacri Vasi a Mantova. La venerazione della reliquia continua tuttora con l'ostensione del Venerdì Santo e in altre occasioni liturgiche.
Iconografia
L'attributo più caratteristico di Longino è la lancia, direttamente collegata alla scena della trafittura del costato di Cristo. Nelle rappresentazioni occidentali può apparire in armatura da soldato romano e, soprattutto nella tradizione sviluppatasi dal Medioevo, con un'ampolla contenente il sangue di Cristo. La guarigione degli occhi ha inoltre generato rappresentazioni nelle quali Longino manifesta la propria cecità o il recupero della vista.
Curiosità
Il nome Longino non compare nei quattro Vangeli canonici: la sua prima attestazione nella tradizione del soldato della Passione appartiene alla letteratura apocrifa, mentre l'iscrizione ΛΟΓΙΝΟC nei Vangeli di Rabula del 586 costituisce una delle più antiche testimonianze iconografiche del nome.
Cronologia
- I secolo - Un soldato romano trafigge con una lancia il costato di Gesù secondo Giovanni 19,34; il soldato rimane anonimo.
- I secoli IV-V - Si sviluppano tradizioni cristiane che identificano il centurione della crocifissione con un evangelizzatore della Cappadocia.
- IV secolo - Gregorio di Nissa collega alla Cappadocia il centurione che riconobbe la divinità di Cristo.
- IV-V secolo - La tradizione degli Atti di Pilato identifica con il nome Longinus il soldato della Passione.
- 586 - Nei Vangeli di Rabula il nome ΛΟΓΙΝΟC compare accanto al soldato che trafigge il costato di Cristo.
- 804 - Secondo la tradizione mantovana avviene il primo ritrovamento della reliquia del Preziosissimo Sangue.
- 923 - Secondo la tradizione mantovana, la reliquia viene nuovamente nascosta durante l'invasione degli Ungari.
- 1048 - Secondo la tradizione mantovana avviene il secondo ritrovamento della reliquia e delle ossa attribuite a Longino.
- 1135 - Un documento attesta la presenza dei Sacri Vasi a Mantova.
- 2004 - La seconda edizione del Martirologio Romano colloca la commemorazione di san Longino al 16 ottobre e la riferisce a Gerusalemme.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica del soldato che trafisse il costato di Gesù appartiene al racconto evangelico di Giovanni, ma il testo non ne fornisce il nome, il grado, l'origine o la successiva vicenda.
- L'identificazione del soldato con Longino è un dato della tradizione apocrifa e agiografica, non una informazione proveniente dai Vangeli canonici. Il nome compare negli Atti di Pilato e si consolida successivamente nella tradizione cristiana.
- L'identificazione di Longino con il centurione che proclamò la divinità di Cristo costituisce una fusione tradizionale di due figure evangeliche. La distinzione tra i due personaggi è particolarmente importante sul piano storico-critico.
- La tradizione cappadoce è antica: Gregorio di Nissa nel IV secolo conosce il racconto dell'evangelizzazione della Cappadocia da parte del centurione della croce. Non è però sufficiente a dimostrare che quel centurione fosse già identificato con il Longino degli Atti di Pilato.
- La conversione, la guarigione della vista, l'abbandono dell'esercito, la predicazione in Cappadocia e il martirio per decapitazione appartengono alla tradizione agiografica e non sono documentabili come fatti biografici del soldato della crocifissione.
- La tradizione mantovana costituisce un importante capitolo della storia del culto, ma il collegamento storico tra il soldato della Passione, Longino, la reliquia del Preziosissimo Sangue e le ossa conservate a Mantova non è dimostrabile con certezza. La documentazione attesta invece l'antichità del culto mantovano della reliquia, almeno dal XII secolo.
- La memoria liturgica presenta una significativa evoluzione: il Martirologio Romano precedente alla riforma collocava Longino il 15 marzo a Cesarea di Cappadocia, mentre l'edizione attuale lo ricorda il 16 ottobre a Gerusalemme con una formula volutamente essenziale.
- L'attribuzione del nome Longino è anch'essa tradizionale. L'etimologia è stata collegata sia al latino longus sia al greco lonchē, 'lancia', e quest'ultima spiegazione è strettamente connessa alla funzione narrativa del personaggio.
- Il culto di Longino è storicamente attestato nella tarda antichità e si è sviluppato in forme differenti nell'Oriente e nell'Occidente cristiano. La sua figura è quindi storicamente documentabile soprattutto attraverso la storia della tradizione, della liturgia, dell'agiografia e dell'iconografia, mentre una biografia individuale del soldato della crocifissione non può essere ricostruita con sicurezza.
Fonti e bibliografia essenziale
- Vangelo secondo Giovanni, 19,31-37, racconto della trafittura del costato di Cristo.
- Martyrologium Romanum, editio typica altera, Typis Vaticanis, 2004; edizione italiana approvata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti nel 2006, 16 ottobre, n. 3.
- Uspensky, B. A., 'The Gospel of Nicodemus and the Cult of St Longinus', in Enigma in Rus and Medieval Slavic Cultures, De Gruyter, 2024, pp. 63-102.
- Skowronek, Małgorzata, 'The First Witnesses: Martha, Longinus and Veronica in the Slavic Manuscript Tradition', Studia Ceranea, 1, 2011, pp. 101-126.
- Rodighiero Astolfi, Luciana, 'The history and tradition of the Precious Blood of Christ in Mantua', International Journal for the Study of the Christian Church, 17, 2017, n. 4, pp. 224-227.
- Diocesi di Mantova, Preziosissimo Sangue e Sacri Vasi
- Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, San Longino
- Acta Sanctorum, Martii, II, commento e fonti relative a san Longino.
Biografia
A cura di Antonio Borrelli
Si tratta di un santo di cui molto si è parlato e scritto in tutti i sinassari orientali, nei Vangeli, epistole dei Santi Padri, vangeli apocrifi e martirologi sia orientali che occidentali. Tutta questa massa di citazioni ha determinato la combinazione di tre diversi personaggi in cui viene identificato.
Nel primo caso si tratta di un soldato che con un colpo di lancia squarciò il costato di Cristo sulla croce, il suo nome deriverebbe appunto dalla lancia; nel secondo caso è identificato con il centurione che era presente alla morte di Gesù e che commosso da ciò che vede, ne afferma la divinità, unica voce favorevole in un coro d’insulti e scherni; nel terzo caso Longino sarebbe il centurione che comandava il picchetto di soldati messo a guardia del sepolcro del crocifisso che comunque secondo alcuni testi, sarebbero gli stessi che avevano presenziato alla crocifissione.
La tradizione orientale celebra Longino come il centurione che riconobbe la divinità di Gesù e ne custodì il sepolcro; quella occidentale lo celebra sia come il soldato del colpo di lancia, sia come il centurione che afferma la divinità sotto la croce.
Ambedue le tradizioni dicono che Longino abbandona la milizia, viene istruito nella fede dagli apostoli e se ne va a Cesarea di Cappadocia dove conduce una vita di santità, prodigandosi per la conversione dei gentili, ed infine subisce il martirio morendo decapitato.
Tuttavia la passio del martire diventa ancora diversa fra le due tradizioni: in quella latina egli è un soldato isaurico che viene arrestato e processato dal preside di Cesarea di Cappadocia, Ottavio che a sua volta si converte come pure il suo segretario Afrodisio che subisce anch’egli il martirio; in quella greca egli è nativo di Cesarea dove infatti si ritira in un possedimento paterno, poi sobillato dai giudei, Ponzio Pilato lo accusa all’imperatore come disertore e lo fa uccidere da due sicari, la testa del martire viene portata a Gerusalemme e mostrata a Pilato e poi gettata nell’immondizia, in seguito viene recuperata da una vedova miracolosamente guarita dalla cecità.
Un antichissimo testo letterario, il primo che parla di Longino, cioè l’Ep. XVII, 15 di s. Gregorio Nisseno (m. 394 ca.) riporta fra l’altro che già nel secolo IV, Longino era considerato l’evangelizzatore della Cappadocia come gli Apostoli singolarmente lo erano di altre regioni.
È incredibile il numero dei giorni del calendario in cui viene ricordato, i vari martirologi, sinassari, calendari orientali, codici ecc. lo ricordano in giorni diversi nei mesi di marzo, ottobre, novembre ed altri.
Il Martirologio Romano, seguendo quello Geronimiano, lo celebrava sino all'ultima edizione precedente il Concilio Vaticano II al 15 marzo, ponendo come riferimento geografico Cesarea in Cappadocia, mentre nella nuova edizione promulgata da San Giovanni Paolo II all'alba del terzo millennio lo si è trasferito al 16 ottobre, uniformandosi così alla buona parte delle Chiese orientali, ed indicnado come riferimento geografico la città di Gerusalemme. Nella diocesi di Mantova la sua memoria si celebra il 15 marzo.
Gli artisti in ogni tempo sono stati attratti dalla singolarità del personaggio e abbinandolo alla scena della crocifissione con lancia o senza lancia, l’hanno immortalato nelle loro opere; è importante ricordare che nella grande basilica di S. Pietro, alla base di uno dei quattro enormi piloni che sorreggono l’immensa cupola e che circondano lo spazio dell’altare con il baldacchino del Bernini, vi è la grande statua di s. Longino, dello stesso Bernini, centurione che per primo riconobbe la divinità di Cristo.
