Festa:
30 giugno
Emblema:
Bastone pastorale
Categoria: I santi che iniziano con la lettera O
Calendario: I santi del 30 giugno
Martirologio Romano
A Bamberg in Franconia, nell’odierna Germania, sant’Ottone, vescovo, che si dedicò con fervore all’evangelizzazione della Pomerania.
Biografia
A cura di Antonio Borrelli
Otto (in ted.) nacque in Svevia nell’anno 1062 da una nobile ma non ricca famiglia, insieme al fratello Federico passò in Polonia dove aprirono una scuola e insegnarono; fu poi alla corte di Wladislaw duca di Polonia.
Verso il 1090 entrò al servizio dell’imperatore Enrico IV, interessandosi attivamente alla costruzione della chiesa di S. Maria e S. Giovanni, iniziata qualche generazione prima. L’11 giugno 1102, morì il vescovo di Bamberga, Roberto ed Enrico IV nominò Ottone vescovo della città, vinte le perplessità dello stesso, furono inviati ambasciatori a Roma dal papa Pasquale II, affinché confermasse la nomina, come era regola in quell’epoca.
Per essere però consacrato vescovo, passarono alcuni anni, nel 1105 fu eletto dalla Dieta di Magonza ambasciatore presso il papa per impetrare la pace, nelle divergenze che contrapponevano l’impero con il papato; nel suo viaggio dalla Germania a Roma, fu catturato nelle valli del Tirolo, dal conte Alberto, vassallo contrario alla pacificazione, venne poi liberato per l’intervento di Guelfo duca di Baviera.
Giunse a Roma il 13 maggio 1106, giorno dell’Ascensione, proseguendo poi per Anagni, dove risiedeva il papa, per ricevere la solenne consacrazione a vescovo, nel giorno di Pentecoste.
Nella sua azione pastorale nella diocesi di Bamberga si distinse per la riforma del clero e per l’instaurazione della disciplina tra secolari e regolari, vigilò sulla libertà ecclesiastica; nella lotta per le investiture, ormai dilagante fra il papato e l’impero, Ottone conservò la sua unione con Roma.
Fu chiamato “Padre dei monaci”, perché promosse attivamente la fondazione di 15 grandi cenobi e di altri sei monasteri minori, di 14 chiese e di sei castelli. La sua azione si estese oltre che nella diocesi di Bamberga, anche in quelle vicine, come Würzburg, Ratisbona, Passavia, Eichstätt, fino ad Aquileia; promosse la Riforma dei Certosini e dei Premostratensi, convocò vari Sinodi.
Nel 1124 inviato da Boleslao, duca di Polonia, tenne delle missioni in Pomerania, regione dell’Europa Centrale, abitata dagli Slavi pagani, insieme ad una ventina di chierici e numerosi fedeli, operando conversioni e fondando chiese; ritornò nella zona nel 1128 dopo la reazione pagana e con spirito di fede e di pace, rinnovò la sua missione, diffondendo il Cristianesimo.
Morì a Bamberga il 30 giugno 1139 in fama di santità, fu riconosciuto santo 50 anni dopo da papa Clemente III; il suo corpo si venera nella chiesa di San Michele. La sua festa si celebra a Bamberga il 30 settembre, in Pomerania il 1° ottobre, ma il ‘Martirologio Romano’ lo riporta al 2 luglio.
Verso il 1090 entrò al servizio dell’imperatore Enrico IV, interessandosi attivamente alla costruzione della chiesa di S. Maria e S. Giovanni, iniziata qualche generazione prima. L’11 giugno 1102, morì il vescovo di Bamberga, Roberto ed Enrico IV nominò Ottone vescovo della città, vinte le perplessità dello stesso, furono inviati ambasciatori a Roma dal papa Pasquale II, affinché confermasse la nomina, come era regola in quell’epoca.
Per essere però consacrato vescovo, passarono alcuni anni, nel 1105 fu eletto dalla Dieta di Magonza ambasciatore presso il papa per impetrare la pace, nelle divergenze che contrapponevano l’impero con il papato; nel suo viaggio dalla Germania a Roma, fu catturato nelle valli del Tirolo, dal conte Alberto, vassallo contrario alla pacificazione, venne poi liberato per l’intervento di Guelfo duca di Baviera.
Giunse a Roma il 13 maggio 1106, giorno dell’Ascensione, proseguendo poi per Anagni, dove risiedeva il papa, per ricevere la solenne consacrazione a vescovo, nel giorno di Pentecoste.
Nella sua azione pastorale nella diocesi di Bamberga si distinse per la riforma del clero e per l’instaurazione della disciplina tra secolari e regolari, vigilò sulla libertà ecclesiastica; nella lotta per le investiture, ormai dilagante fra il papato e l’impero, Ottone conservò la sua unione con Roma.
Fu chiamato “Padre dei monaci”, perché promosse attivamente la fondazione di 15 grandi cenobi e di altri sei monasteri minori, di 14 chiese e di sei castelli. La sua azione si estese oltre che nella diocesi di Bamberga, anche in quelle vicine, come Würzburg, Ratisbona, Passavia, Eichstätt, fino ad Aquileia; promosse la Riforma dei Certosini e dei Premostratensi, convocò vari Sinodi.
Nel 1124 inviato da Boleslao, duca di Polonia, tenne delle missioni in Pomerania, regione dell’Europa Centrale, abitata dagli Slavi pagani, insieme ad una ventina di chierici e numerosi fedeli, operando conversioni e fondando chiese; ritornò nella zona nel 1128 dopo la reazione pagana e con spirito di fede e di pace, rinnovò la sua missione, diffondendo il Cristianesimo.
Morì a Bamberga il 30 giugno 1139 in fama di santità, fu riconosciuto santo 50 anni dopo da papa Clemente III; il suo corpo si venera nella chiesa di San Michele. La sua festa si celebra a Bamberga il 30 settembre, in Pomerania il 1° ottobre, ma il ‘Martirologio Romano’ lo riporta al 2 luglio.
Patronati
- Rabbia, contro la (vedi anche Cani idrofobi)
